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Domande e risposte informatica giuridica, Prove d'esame di Informatica Giuridica

Domande (e risposte) più frequenti per la preparazione dell'esame di informatica giuridica (Prof.ssa Palmirani)

Tipologia: Prove d'esame

2014/2015

Caricato il 03/04/2015

mab3lle
mab3lle 🇮🇹

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Quali funzioni svolge l’informatica del diritto nel giurista contemporaneo? L’informatica del diritto applica
le scienze informatiche ai contesti giuridici e migliora il modo di lavorare del giurista. Svolge le seguenti
funzioni:
Accresce l’efficienza del lavoro giuridico: l’informatica offre al giurista strumenti per svolgere prima
e meglio alcuni aspetti del suo lavoro;
Razionalizzazione delle attività giuridiche: il pieno utilizzo delle potenzialità dell’informatica
richiede la riorganizzazione delle attività giuridiche;
Efficacia assiologica: l’informatica contribuisce ad altri fondamentali valori giuridici, quali la certezza
del diritto, il controllo sull’attività dei giudici, la comunicazione, la conoscenza e partecipazione alle
scelte pubbliche;
Autocoscienza del giurista: il giurista trasferisce nei sistemi informatici le proprie conoscenze e le
proprie forme di ragionamento;
Perfezionamento metodologico che consente di creare nuovi e più efficaci modi di elaborare le
informazioni giuridiche.
Quale funzione svolge il diritto dell’informatica nella società in cambiamento? Il diritto dell’informatica
previene l’uso delle tecnologie informatiche contro i valori giuridici, risolve i conflitti di interesse inerenti
all’impiego di tecnologie informatiche e promuove l’uso dell’informatica per realizzare i diritti individuali e
le esigenze sociali. Nella società in cambiamento il diritto non si limita a reagire alle trasformazioni indotte
dalle tecnologie, agendo in modalità ex-post, ma contribuisce a determinare i modi dell’utilizzo delle
tecnologie informatiche, agendo in modalità ex-ante.
Cosa significa che il diritto dell’informatica agisce con modalità ex-ante ed ex-post? il diritto non si limita a
reagire alle trasformazioni indotte dalle tecnologie, agendo in modalità ex-post, ma contribuisce a
determinare i modi dell’utilizzo delle tecnologie informatiche (l’innovazione è sospinta dalla normativa),
agendo in modalità ex-ante, ad esempio rendendo possibile l’utilizzo e lo sfruttamento di nuove tecnologie
o aprendo a nuovi scenari applicativi.
Sapresti definire la divisione classica dell’informatica del diritto?
Previsionale (ha come obiettivo la creazione di applicazioni automatiche per la previsione delle
decisioni giudiziarie in base al comportamento del giudice, dei fatti reali, del contesto),
documentario (informatizzazione dei documenti normativi: raccolta, organizzazione, archiviazione e
ricerca delle informazioni giuridiche),
logico-decisionale (utilizzo della logica formale per la rappresentazione del diritto, utilizzo
dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, sistemi per il ragionamento giuridico),
gestionale (ha lo scopo di realizzare applicazioni software per automatizzare il lavoro di ufficio
legato al mondo giuridico).
In luogo della divisione classica si parlerà poi di divisione telematica: legislativa, giudiziaria, amministrativa,
per gli studi legali.
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Quali funzioni svolge l’informatica del diritto nel giurista contemporaneo? L’informatica del diritto applica le scienze informatiche ai contesti giuridici e migliora il modo di lavorare del giurista. Svolge le seguenti funzioni:  Accresce l’efficienza del lavoro giuridico: l’informatica offre al giurista strumenti per svolgere prima e meglio alcuni aspetti del suo lavoro;  Razionalizzazione delle attività giuridiche: il pieno utilizzo delle potenzialità dell’informatica richiede la riorganizzazione delle attività giuridiche;  Efficacia assiologica: l’informatica contribuisce ad altri fondamentali valori giuridici, quali la certezza del diritto, il controllo sull’attività dei giudici, la comunicazione, la conoscenza e partecipazione alle scelte pubbliche;  Autocoscienza del giurista: il giurista trasferisce nei sistemi informatici le proprie conoscenze e le proprie forme di ragionamento;  Perfezionamento metodologico che consente di creare nuovi e più efficaci modi di elaborare le informazioni giuridiche.

Quale funzione svolge il diritto dell’informatica nella società in cambiamento? Il diritto dell’informatica previene l’uso delle tecnologie informatiche contro i valori giuridici, risolve i conflitti di interesse inerenti all’impiego di tecnologie informatiche e promuove l’uso dell’informatica per realizzare i diritti individuali e le esigenze sociali. Nella società in cambiamento il diritto non si limita a reagire alle trasformazioni indotte dalle tecnologie, agendo in modalità ex-post, ma contribuisce a determinare i modi dell’utilizzo delle tecnologie informatiche, agendo in modalità ex-ante.

Cosa significa che il diritto dell’informatica agisce con modalità ex-ante ed ex-post? il diritto non si limita a reagire alle trasformazioni indotte dalle tecnologie, agendo in modalità ex-post, ma contribuisce a determinare i modi dell’utilizzo delle tecnologie informatiche (l’innovazione è sospinta dalla normativa), agendo in modalità ex-ante, ad esempio rendendo possibile l’utilizzo e lo sfruttamento di nuove tecnologie o aprendo a nuovi scenari applicativi.

Sapresti definire la divisione classica dell’informatica del diritto?  Previsionale (ha come obiettivo la creazione di applicazioni automatiche per la previsione delle decisioni giudiziarie in base al comportamento del giudice, dei fatti reali, del contesto),  documentario (informatizzazione dei documenti normativi: raccolta, organizzazione, archiviazione e ricerca delle informazioni giuridiche),  logico-decisionale (utilizzo della logica formale per la rappresentazione del diritto, utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, sistemi per il ragionamento giuridico),  gestionale (ha lo scopo di realizzare applicazioni software per automatizzare il lavoro di ufficio legato al mondo giuridico). In luogo della divisione classica si parlerà poi di divisione telematica: legislativa, giudiziaria, amministrativa, per gli studi legali.

Quale è la funzione del sistema informativo in un ente azienda? Il sistema informativo è il meccanismo che produce l’informazione giusta, nel momento giusto e nel tempo giusto per alimentare il flusso informativo di un ente in modo che questo possa prendere decisioni corrette. È l’insieme di persone, norme e regole, dispositivi tecnologici, processi aziendali che permettono all’azienda di disporre delle informazioni. Il sistema informativo sostiene il raggiungimento degli obiettivi dell’azienda nella società dell’informazione.

Che differenza c’è fra sistema informatico e sistema informativo? Il sistema informativo è l’insieme di persone, norme e regole, dispositivi tecnologici, processi aziendali che permettono all’azienda di disporre delle informazioni giuste al momento giusto. Il sistema informatico è quella parte del sistema informativo gestita tramite supporti informatici. Possono esistere sistemi informativi senza sistemi informatici, ma non possono esistere sistemi informativi senza la componente umana. I sistemi informativi attuali compiono una simbiosi tra componente umana e componente informatica.

Cosa si intende per livello concettuale, logico e fisico nei sistemi informativi. Sono i livelli in cui viene divisa l’azienda per quanto riguarda il sistema informativo nel framework di Zachman: il livello concettuale indica cosa fare, il livello logico indica come fare, il livello fisico risponde alla domanda “quali strumenti uso?” per cui esegue le specifiche utilizzando le migliori tecniche, risorse, mezzi a disposizione.

Descrivere i sistemi informativi aziendali nelle loro macro-categorie. I sistemi informativi aziendali sono l’insieme di tutti gli strumenti utilizzati per produrre l’informazione utile ai vari attori aziendali. Il sistema informativo è costituito da diversi elementi che interagiscono per conseguire l’obiettivo di produrre informazioni:  Patrimonio dei dati: i dati sono la materia prima con cui si producono le informazioni;  Procedure per l’acquisizione, il trattamento e la distribuzione dei dati;  Persone che sovraintendono alla procedure, usandole, alimentandole con i dati necessari e gestendo i sistemi che le elaborano;  Strumenti per il trattamento, il trasferimento, l’archiviazione dei dati;  Principi generali: rappresentano il modo dell’impresa di concepire se stessa e si riflettono nell’organizzazione del sistema informativo.

Differenza fra i diversi sistemi informativi aziendali presenti nel livello strategico, tattico e operativo :  Livello operativo: in questo livello si svolgono i processi di lavoro tipici dell’azienda;  Livello tattico: in questo livello si individuano i problemi di decisione che sovrintendono al corretto andamento giornaliero del livello operativo;  Livello strategico: in questo livello si pongono i processi di correzione del sistema organizzativo al fine di mantenerlo allineato agli obiettivi prefissi.

Quali sono le differenze fra compilatore ed interprete? Java come ha risolto l'utilizzo di questi mezzi? Il compilatore traduce il programma formulato in un linguaggio di alto livello, il codice sorgente, in un programma equivalente in linguaggio macchina, il codice oggetto. L’interprete traduce il programma sorgente in linguaggio macchina istruzione per istruzione, con immediata contestuale, esecuzione di ogni istruzione. Java è un linguaggio ibrido, intermedio tra codice sorgente e codice oggetto: come l’oggetto non è comprensibile e modificabile dall’uomo, e come il sorgente può essere utilizzata su ogni tipo di macchina.

Quali sono le differenze fra codice sorgente e codice oggetto? Come si passa dall'uno all'altro? Come fa un calcolatore ad eseguire un programma scritto in linguaggio ad alto livello? Il codice sorgente è un programma scritto in un linguaggio di alto livello; il programma sorgente è l’input dato ai traduttori, che producono in uscita il programma in linguaggio macchina (codice oggetto). Si passa dal codice sorgente al codice oggetto attraverso un traduttore (interprete, compilatore); si passa da codice oggetto a codice sorgente attraverso la decompilazione (vietata salvo casi particolari previsti dall’art. 64 quater della legge sul diritto d’autore (l. 633/41). Il calcolatore può eseguire un programma scritto in linguaggio di alto livello solo a seguito di traduzione.

Quando è lecito forzare le misure tecnologiche di protezione in un software? È consentito eseguire la decompilazione di un software, ai sensi dell’art. 64 quater della legge sul diritto d’autore (l. 633/41) solo al fine dell’interoperabilità, cioè quando si cerchi di capire il funzionamento di un software al fine di realizzare un diverso programma con esso compatibile, solo in presenza delle seguenti condizioni:  La decompilazione viene eseguita dal licenziatario o da altri che abbia il diritto di usare una copia del programma;  Le informazioni necessarie per conseguire l’interoperabilità non siano già facilmente accessibili;  La decompilazione sia limitata alle parti del programma originale necessarie per conseguire l’interoperabilità.  Definizione di software, hardware e firmware.  Software: insieme di programmi scritti in un linguaggio di programmazione eseguibili da un calcolatore;  Hardware: parte fisica del computer costituita da parti elettroniche e meccaniche;  Firmware: insieme di microprogrammi registrati sulle memorie permanenti dei dispositivi elettronici

Tipi di software e tipi di modelli di business. Tipologie di software:  Software di sistema: offre le funzioni di base per il funzionamento del sistema informatico. Al software di base appartiene il sistema operativo, che sovraintende al funzionamento del sistema operativo;  Software per la programmazione: è destinato alla realizzazione di applicazioni informatiche, allo sviluppo di nuovi programmi e sistemi;  Software applicativo: programmi che svolgono le diverse funzioni di cui l’utente ha bisogno. Per quanto riguarda i modelli di business possiamo distinguere:  software proprietari: il suo uso è ristretto dalle esclusive del diritto d’autore e viene conferito secondo una licenza che limita la libertà dell’utente; di regola tale licenza consente al licenziatario la sola facoltà di uso, senza poterlo distribuire o modificare; normalmente del software proprietario viene fornito solo il codice oggetto;

 software open source: il suo uso è concesso con una licenza che conferisce al licenziatario la piena libertà di eseguire, studiare, modificare, distribuire il software. La libertà di distribuire può essere sottoposta alla clausola di copyleft, cioè all’obbligo di assoggettare a licenza open source anche le modifiche dia tale software.

Relazione fra software, algoritmo e programma. Il software è composto da algoritmo e programmi. il programma è la descrizione dell’algoritmo formulato in un linguaggio di programmazione.

Il problem solving e il software. Lo sviluppo di un software per un calcolatore è un’attività di risoluzione di problemi, secondo il metodo del problem solving. Questa attività è divisa in fasi:  Analisi del problema da risolvere;  Ricerca dell’idea risolutiva;  Scrittura dell’algoritmo;  Implementazione dell’algoritmo in un programma di alto livello;  Traduzione in linguaggio macchina;  Verifica della correttezza del programma;  Documentazione e aggiornamento del programma.

Le fasi di produzione di un software : analisi, formalizzazione, programmazione, traduzione, esecuzione, manutenzione.

Definizione di algoritmo e sue caratteristiche. L’algoritmo è una sequenza finita di istruzioni ripetibili e non ambigue. Questa sequenza di istruzioni, se eseguita con determinati dati in ingrasso (input), produce in uscita dei risultati (output), risolvendo una classe di problemi in un tempo finito. Proprietà dell’algoritmo:  Finitezza: deve portare alla soluzione in un numero finito di passi;  Generalità: non risolve solo un problema ma una classe di problemi;  Non ambiguità: le istruzioni indicate sono specificate univocamente, in modo che la loro esecuzione avviene sempre nello stesso modo;  Ripetibilità: dati gli stessi input l’algoritmo deve fornire sempre lo stesso output.

Formalizzazione di un algoritmo secondo la pseudocodifica e i diagrammi a blocchi. La pseudocodifica descrive l’algoritmo con il linguaggio naturale semplificato. La descrizione di un algoritmo in pseudocodifica si compone di due parti: la dichiarazione delle variabili usate nell’algoritmo e la descrizione delle azioni dell’algoritmo. Il diagramma a blocchi è un metodo per rappresentare l’algoritmo in modo grafico sintetico e preciso; indica un flusso di istruzione, ossia la sequenza dei passi da eseguire. Il diagramma a blocchi è basato su simboli grafici in cui ogni simbolo corrisponde a una precisa istruzione. È sempre costituito da:  blocco di inizio,  blocco di fine,  numero finito di blocchi di lettura/scrittura o di blocchi operativi,  numero finito di blocchi di controllo.

I principali tipi di istruzioni secondo la grafica dei diagrammi a blocchi : Flusso del diagramma Istruzione di inizio e fine Istruzione operativa (es. calcola, archivia)

Il metodo top-down: caratteristiche e obiettivi. Il metodo top-down è un metodo per la stesura di un algoritmo. Nel metodo top down si formula inizialmente una visione generale del sistema e se ne descrive la finalità principale; successivamente si scompone il blocco iniziale in istruzioni sempre più fini, procedendo dal generale al particolare. Il metodo top-down favorisce la divisione del lavoro: con la analisi si definisce la struttura generale del programma, dei moduli generali che lo compongono e delle specifiche; con la programmazione si realizzano i programmi che svolgono le singole operazioni individuate nella fase di analisi.

Differenza fra la macchina di Von Neumann e gli altri “computer” La macchina di von Neumann è caratterizzata dalla memorizzazione interna del programma.

Definizione di complessità computazionale. La complessità computazionale valuta l’efficienza di un algoritmo; è il rapporto tra l’aumento dell’ampiezza dell’input di un algoritmo e l’aumento della lunghezza del processo di esecuzione dell’algoritmo stesso: misura quindi quanto tempo e quanta memoria occorre per eseguire un algoritmo per portare a termine la risoluzione del problema

Efficienza in termini di tempo e spazio: cosa vuol dire? Significa misurare l’efficienza di un algoritmo sulla base del tempo e della memoria occupata per eseguire un algoritmo che porti a termine la risoluzione del problema.

Caso peggiore, caso migliore, caso medio nella stima dell’efficienza di un algoritmo. L’efficienza di un algoritmo è misurata dalla sua complessità computazionale, ossia quanto tempo e quanta memoria occorre per eseguire un algoritmo per portare a termine la risoluzione del problema; considerando che non è possibile eseguire un calcolo esatto, si esegue una stima sulla base del caso migliore e del caso peggiore. Il caso migliore è il caso in cui i dati richiedono meno elaborazioni per essere trattati; il caso peggiore prevede dati che richiedono il massimo numero di passi per l’algoritmo; il caso medio è dato dalla media tra caso migliore e caso peggiore.

Le classi di complessità costante, lineare, quadratica, logaritmica, esponenziale.  Complessità costante: il tempo di esecuzione non cambia all’aumentare dell’ampiezza dell’input;  Complessità logaritmica: l’aumenta dell’ampiezza dell’input determina un piccolo aumento del tempo di esecuzione (ricerca binaria);  Complessità lineare: il tempo di esecuzione cresce in proporzione all’ampiezza dell’input;  Complessità quadratica: il tempo di esecuzione aumenta di un fattore 4 al raddoppio degli input;  Complessità esponenziale: al crescere dell’input il tempo di esecuzione aumenta con un’accelerazione sempre maggiore.

Cos’è la complessità computazionale e come si calcola. L’efficienza di un algoritmo è misurata dalla sua complessità computazionale, ossia quanto tempo e quanta memoria occorre per eseguire un algoritmo per portare a termine la risoluzione del problema; considerando che non è possibile eseguire un calcolo esatto, si esegue una stima sulla base del caso migliore e del caso peggiore. Il caso migliore è il caso in cui i dati richiedono meno elaborazioni per essere trattati; il caso peggiore prevede dati che richiedono il massimo numero di passi per l’algoritmo; il caso medio è dato dalla media tra caso migliore e caso peggiore.

Cosa è un programma. Un programma è una formulazione algoritmica eseguibile da parte di un calcolatore.

Come si trasforma un algoritmo in un programma. Il programma si ottiene formulando un algoritmo in un linguaggio di programmazione.

Cosa è un linguaggio ad alto livello, il linguaggio assembler e il linguaggio macchina. Il linguaggio macchina è un linguaggio direttamente comprensibile ed eseguibile da parte del calcolatore; consiste in comandi eseguibili dall’hardware espressi in codici binari; è un linguaggio dipendente dall’hardware e difficile da comprendere per l’uomo. Linguaggio Assembler: è un linguaggio più facilmente comprensibile rispetto al linguaggio macchina in quanto le istruzioni consistono in brevi parole dette “codici mnemonici” (es. LOAD 8= 010100 001000); il programma scritto in linguaggio Assembler deve essere convertito dal calcolatore in linguaggio macchina; Linguaggio di alto livello: consente di esprimere in modo semplice e intuitivo le istruzioni che indicano le elaborazioni da eseguire e allo stesso modo al calcolatore di tradurre tali istruzioni in univoche combinazioni di istruzioni del suo linguaggio macchina. È un linguaggio indipendente dal calcolatore, in quanto lo stesso programma espresso in un linguaggio di alto livello può essere tradotto, da un interprete o da un compilatore, nei linguaggi macchina di diversi calcolatori.

Cosa è il codice sorgente e il codice oggetto. Il codice sorgente è il programma scritto in un linguaggio di alto livello ed è l’input dato ai traduttori che producono in uscita il codice oggetto (programma in linguaggio macchina).

Tipi di linguaggi di programmazione.  Il linguaggio macchina è un linguaggio direttamente comprensibile ed eseguibile da parte del calcolatore; consiste in comandi eseguibili dall’hardware espressi in codici binari; è un linguaggio dipendente dall’hardware e difficile da comprendere per l’uomo.  Linguaggio Assembler: è un linguaggio più facilmente comprensibile rispetto al linguaggio macchina in quanto le istruzioni consistono in brevi parole dette “codici mnemonici” (es. LOAD 8= 010100 001000); il programma scritto in linguaggio Assembler deve essere convertito dal calcolatore in linguaggio macchina;  Linguaggio di alto livello: consente di esprimere in modo semplice e intuitivo le istruzioni che indicano le elaborazioni da eseguire e allo stesso modo al calcolatore di tradurre tali istruzioni in univoche combinazioni di istruzioni del suo linguaggio macchina. È un linguaggio indipendente dal calcolatore, in quanto lo stesso programma espresso in un linguaggio di alto livello può essere tradotto, da un interprete o da un compilatore, nei linguaggi macchina di diversi calcolatori.  Cosa è il compilatore e l’interprete: caratteristiche e comportamenti. Il compilatore e l’interprete eseguono la traduzione del codice sorgente in codice oggetto:

della GPL. I software disciplinati dalla GPL non sono perciò sottratti completamente al diritto d’autore: sono soggetti alla componente morale del diritto d’autore e al vincolo del copyleft. Open source: a differenza del free software, la licenza GPL è modificata per consentire la commercializzazione delle distribuzioni derivate dal codice sorgente specificando l’autore e sgravando così l’autore precedente da eventuali responsabilità. Una licenza open source autorizza chiunque ad usare, modificare, integrare, riprodurre, duplicare e distribuire un programma anche a scopi commerciali.

Differenze fra pubblic domain e open source. Public domain: è un software senza licenza in cui gli autori non sono tutelati. Il codice è accessibile a tutti: tutti possono modificarlo, copiarlo, usarlo e distribuirlo in modalità diverse rispetto alle volontà dell’autore. Open source: è un software concesso con una licenza che conferisce al licenziatario la piena libertà di eseguire, studiare, modificare, distribuire il software

Descrivere la pila dei protocolli della pila Internet : si possono distinguere cinque strati nell’architettura di Internet:

applicazione: s upporto alle applicazioni di rete (FTP, SMTP,HTTP).Un messaggio al livello applicazione viene passato al livello trasporto;  trasporto : trasferimento dei messaggi a livello di applicazione tra il modulo client e server di un’applicazione ( TCP, UDP).Il livello trasporto concatena alcune informazioni al messaggio che diventa un segmento al livello di trasporto;  rete : instradamento dei datagrammi dall’origine al destinatario ( IP, protocolli di instradamento).Il livello di rete concatena alcune informazioni al segmento che diventa un datagramma al livello di rete;  collegamento dati: instradamento dei datagrammi attraverso una serie di commutatori di pacchetto (PPP, Link , Ethernet). Il livello di collegamento aggiunge le proprie informazioni al segmento che diventa un frame a livello di collegamento;  fisico : trasferimento dei singoli bit.

Cpu, livelli di internet e protocollo TCP/IP. In un computer possiamo distinguere quattro unità funzionali:  il processore (CPU)  la memoria principale (RAM)  la memoria secondaria  i dispositivi di input/output Il processore e la memoria principale costituiscono l’unità centrale. La CPU (Central Processing Unit) è il cervello del computer, un circuito integrato che funge da centrale di gestione dell’hardware, esegue calcoli ed operazioni logiche, nonché sequenze di istruzioni, ovvero i programmi (il software).All’interno della CPU sono presenti delle apposite zone di memorizzazione, dette registri, sulle quali possono essere effettuate delle operazioni aritmetico-logiche. Ogni tipo di CPU è in grado di comprendere un determinato insieme di istruzioni, cioè uno specifico linguaggio macchina. Livelli di internet: i diversi protocolli sono organizzati con un sistema detto "a livelli": a ciascun livello viene usato uno specifico protocollo. L'insieme di più livelli e relativi protocolli definisce un'architettura di rete a strati, che altro non è che un'astrazione delle funzionalità logiche della rete stessa. La divisione in livelli è fatta in modo tale che ciascuno di essi utilizzi i servizi offerti dal livello inferiore, e fornisca servizi più "ricchi" a quello superiore. I diversi livelli in un host comunicano tra loro tramite le interfacce chiamate SAP (Service Access Point). Ogni livello parla solo con quello immediatamente

superiore e con quello immediatamente inferiore. I protocolli regolano invece la comunicazione tra due entità dello stesso livello, che serve a fornire servizi al livello superiore. In una rete a pacchetto ciascun livello aggiunge ai pacchetti una intestazione, attraverso una operazione detta imbustamento. I vari livelli sono dunque organizzati in pile di protocolli. Le "pila protocollare" di protocolli sono un modo flessibile per combinare componenti per realizzare un servizio.

Che differenza c’è fra Internet e il WWW : Internet è la connessione di reti locali distribuite in tutto il mondo; WWW è un insieme di documenti , unificati da standard (http, html, url) utilizzati per la loro identificazione, creazione, consultazione.

Come funziona la posta elettronica : la posta elettronica permette di scambiare messaggi fra gli utilizzatori della rete, ognuno dei quali ha un indirizzo. Tradizionalmente utilizza due protocolli: SMTP, che traferisce i messaggi da un host all’altro, e POP, che trasferisce i messaggi al destinatario. Si sono poi aggiunti nuovi protocolli: IMAP, che consente la gestione della casella di posta da remoto (in questo modo si può gestire la casella di posta da diverse postazioni), HTTP, che gestisce la posta via web, MIME, protocollo sovrapposto al SMTP per inviare contenuti o allegati multimediali

Cosa è il POP e l SMTP. Sono protocolli che gestiscono la posta elettronica. SMTP trasferisce i messaggi da un host all’altro; POP trasferisce i messaggi al destinatario.

Cosa è l’header di una email e quali le parti fondamentali per capire se è falsificata. Ogni messaggio di posta elettronica è composto da tre elemtni: header, messaggio, dati di controllo del paccehtto di psota. L’header include tutte le informazioni relative al mittente, ai server che hanno trattato il messaggio, informazioni utili per dedurre la provenienza. Con l’analisi dell’header possiamo verificare la veridicità o meno del messaggio. L’header è composto da:  Oggetto del messaggio;  Indirizzo email del mittente;  Indirizzo email del ricevente la notifica in caso sia stata richiesta;  Indirizzo email del ricevente in caso di reply;  Lista dei server attraverso cui il messaggio è transitato;  Id univoco che identifica il singolo messaggio di posta elettronica;  Informazioni sul client e sul server di invio.

Cosa sono i cookies. Un cookie è un insieme di dati inviati dal sito e memorizzati dal browser in un file che risiede sul calcolatore dell’utente. Quando un calcolatore si collega per la prima volta a un certo sito, il sito gli invia un cookie, caratterizzato da un proprio identificatore univoco, nell’ambito della directory indicata e del dominio cui afferisce il sito. Ogni qualvolta il calcolatore si collega a quel sito, il cookie precedentemente inviato viene rispedito al sito; in questo modo il sito sa che lo stesso calcolatore, a cui precedentemente aveva inviato il cookie, si è nuovamente collegato.

Cosa è il semantic web : nel modello del web semantico le pagine web devono contenere informazioni comprensibili non solo all’uomo, ma anche al calcolatore, in modo che possano essere elaborate automaticamente.

Cosa è l’IP number e come è composto. L’indirizzo IP è un numero della lunghezza di 4 byte che identifica ogni calcolatore della rete. Solitamente l’indirizzo IP è espresso in una serie di numeri decimali, ottenuti convertendo i byte. Le prima cifre identificano la rete cui il calcolatore afferisce, mentre le ultime identificano un particolare calcolatore all’interno di quella rete. Un calcolatore può avere un indirizzo IP permanente o può ricevere, ogni volta, un indirizzo IP temporaneo.

Cosa è il DNS e il nome di dominio. Il DNS è un’infrastruttura che si occupa di tradurre i nomi di dominio completamente qualificati in indirizzi IP. Quando indichiamo il nome di dominio del calcolatore cui vogliamo collegarci, questo viene inviato al DNS che risponde inviando il corrispondente indirizzo IP. Un nome di dominio identifica un dominio, ossia un gruppo di indirizzi IP. Il nome di dominio si costruisce combinando più parole separate da punti. L’ultima parola è un suffisso che identifica la nazione dell’ente cui il dominio appartiene o il tipo di attività che svolge quell’ente. Il suffisso è preceduto da parole che solitamente indicano l’ente cui fa capo il dominio e ulteriori specificazioni. Per identificare il particolare calcolatore che appartiene al dominio occorre anteporre al nome di dominio il nome dell’host (in questo modo otteniamo un nome di dominio completamente qualificato).

Come è organizzato il DNS nella rete per rendere il meccanismo efficiente. Una volta che un calcolatore deve accedere ad un’altra macchina referenziata attraverso il suo nome di dominio, il local name server della rete, dotato di un servizio apposito di DNS, inizia a cercare l’IP corrispondente prima di tutto nella sua lista locale; se nella lista locale non trova la corrispondenza cercata, inizia a interrogare l’authorative name server che è il server a cui si riferisce per trovare l’IP; se neanche il server authoritative ha la registrazione del nome-IP inoltra la richiesta al root server. Una volta ottenuto l’IP il local name server memorizza l’informazione ottenuta nella sua ista locale per la prossima volte(l alista locale è a tempo, ovvero scade dopo un certo tempo).

Cosa è un linguaggio di marcatura ed in particolare quali sono le caratteristiche dell'XML? Fare un esempio del suo uso in ambito giuridico. Per linguaggio di marcatura si intende un qualsiasi meccanismo di annotazione che consenta di evidenziare una parte del testo ed assegnargli un significato. Il processo di marcatura arricchisce il testo con elementi aggiuntivi i quali racchiudono parti di contenuto. Gli elementi che consentono di marcare il teso si dicono marcatori e vengono chiamati tag; i tag sono composti da un elemento di apertura (es. ) e da un elemento di chiusura (es. ). L’XML è un metalinguaggio che consente al suo utilizzatore di definire il proprio linguaggio di marcatura utilizzando proprie etichette o metadati che poi verranno inseriti nel documento. XML non specifica la presentazione grafica del testo, ma consente di effettuare markup dichiarativi, nei quali si caratterizza la funzione semantica degli elementi testuali. XML consente di creare diversi linguaggi di marcatura per diversi tipi di testi giuridici, con le caratteristiche che meglio rispondono alla natura di ciascuna classe

Che ruolo ha l'XML nella gestione del documento giuridico? Che caratteristiche ha un documento XML? L’informazione giuridica deve preservare nel tempo l’integrità del contenuto, la validità legale del contenuto, l’interoperabilità fra sistemi che la usano, l’indipendenza dal supporto su cui è stata creata per garantirne l’accessibilità nel tempo; l’utilizzo dello standard XML fornisce garanzia e qualità al documento giuridico. Il linguaggio XML per la strutturazione dei testi legislativi è lo standard utilizzato nel progetto NormeinRete.

Cosa vuol dire che l’XML è un metalinguaggio? XML è un metalinguaggio in quanto consente la suo utilizzatore di definire il proprio linguaggio di marcatura utilizzando proprie etichette o metadati che verranno inseriti nel documento.

Differenze tra DBMS e archivi. L’archivio è un file strutturato in cui le istanze di una stessa classe sono registrate in modo uniforme. A ciascuna istanza è dedicato un record; ogni record è suddiviso in campi, ciascuno dei quali contiene il valore di un particolare attributo della classe; l’archivio è pertanto formato da un insieme di record dotati dello stesso formato. Il DBMS è un sistema informatico che funge da intermediario tra gli archivi di dati e gli utilizzatori. Oltre a facilitare l’accesso ai dati, il DBMS contribuisce ad assicurare la qualità dei dati stessi, infatti: permette a diverse applicazioni di utilizzare gli stessi dati, integrandoli e riducendo le duplicazioni; contribuisce a fare in modo che la base dati sia integra, ossia che contenga solo dati corretti; comprende procedure automatiche per il ripristino della base dei dati in caso di errori e malfunzionamenti imputabili all’hardware o al software; controlla l’intera base dati, e può quindi garantire che ad essa si acceda solo secondo certe modalità, e dopo avere ottenuto idonee autorizzazioni; garantisce la riservatezza in quanto può limitare l’accesso ai dati, fornendo ad ogni utente la vista sui dati per cui ha accesso.

Cosa si intende per diagrammi entità-relazione? Fornire una descrizione di tutti i suoi elementi e fare un esempio di E-R. Il modello E-R è un modello per la rappresentazione concettuale dei dati ad n alto livello di astrazione, utilizzato nella prima fase di progettazione di una base dati. Una base di dati relazionale è composta di tabelle, dette relazioni, che rappresentano determinate classi di oggetti e i loro rapporti, cioè le associazioni. Sono elementi del modello relazionale:  Tabelle o entità: classe di oggetti con proprietà comuni e con esistenza autonoma;  Relazione: legame logico fra due o più entità (uno a uno, uno a molti, molti a molti);  Attributi: proprietà elementare di un’entità o di una relazione.

DIRITTO DELL’INFORMATICA

DOCUMENTO INFORMATICO E FIRME ELETTRONICHE

Ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale, qual è il valore probatorio del documento informatico semplice e firmato con firme elettroniche? L’art. 20 c. 1bis (documento informatico semplice) e l’art. 21 c. 1 (documento informatico su cui è apposta una firma elettronica) del Cad (D. Lgs. 82/2005) prevedono che per entrambi i tipi di documenti (documento informatico semplice, e quindi privo di firma elettronica, e documento firmato con firma elettronica) il valore probatorio sia liberamente valutabile dal giudice, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità. L’art. 21 c. 2 prevede infine l’ipotesi del documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche previste dall’art. 20 c. 3, che garantiscano l’identificabilità, l’integrità e l’immodificabilità del documento. Al ricorrere di questi requisiti, il documento ha valore di piena prova ex art. 2702 c.c.

Cosa si intende per firma digitale. La firma digitale è una firma elettronica avanzata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, che consente ai titolari delle stesse (destinatario e mittente) di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.

Processo con cui la firma digitale garantisce la paternità dell'opera, l'integrità e la sicurezza. Procedimento di firma:  Applicazione al documento informatico della funzione di hash e determinazione dell’impronta (digest);  Applicazione all’impronta della chiava privata e quindi dell’algoritmo di firma e determinazione dell’evidenza informatica rappresentata dalla firma;  Inserimento all’interno della “busta” di trasporto del documento informatico iniziale, del digest, dell’evidenza “firma”, del certificato sotteso alla chiave privata, della chiave pubblica correlata.  Il destinatario applicherà al documento informatico contenuto all’interno della busta la funzione di hash e determinerà l’impronta (digest) del documento. Successivamente applicherà la chiave pubblica del mittente all’evidenza informatica “firma” al fine di estrarne l’impronta firmata inizialmente con la chiave privata; nel caso in cui i due digest corrispondano la firma sarà correttamente verificata.

Cos'è il certificato di una firma digitale. Il certificato consente di avere la certezza dell’identità del titolare della coppia di chiavi utilizzate nella firma digitale. La certificazione è il risultato di una procedura informatica, applicata alla chiave pubblica e rilevabile dai sistemi di validazione, mediante il quale si garantisce la corrispondenza biunivoca tra chiave pubblica e soggetto titolare cui essa appartiene, si identifica quest’ultimo e si attesta il periodo di validità della predetta chiave e il termine di scadenza del relativo certificato.

Funzione della chiave privata nella firma digitale. La chiave privata, in un sistema di crittografia asimmetrico, viene apposta dal mittente per cifrare un testo, che verrà poi decifrato dal mittente con l’utilizzo della chiave pubblica del mittente.

Il ruolo dell'hash nella firma digitale. La funzione di hash è una funzione matematica che genera, a partire da un documento informatico, una impronta in modo tale che risulti di fatto impossibile, a partire da questa, ricostruire il documento informatico originario e generare impronte uguali a partire da evidenze informatiche differenti. Mediante la funzione di hash si ottiene quindi un riassunto (digest) del documento originario, che sarà oggetto di firma in luogo di quest’ultimo.

Qual è la definizione di documento informatico secondo il Cad e che tipo di rilevanza gli viene assegnata? Il documento informatico è definito dall’art. 1 del CAD come “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”. Ai sensi dell’art. 20 c. 1 del CAD il documento informatico è valido e rilevante agli effetti di legge. Il comma 1 bis dello stesso articolo stabilisce che l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità.

Quando si intende spedito e quando si intende consegnato un documento informatico trasmesso in via telematica secondo il CAD? Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all'indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore.

COMMERCIO ELETTRONICO E CONTRATTO TELEMATICO

Si illustri il diritto di recesso nel commercio elettronico. Il recesso è la possibilità, per il consumatore, di sciogliersi unilateralmente da un contratto quando ricorrano determinate circostanze ed entro un termine prefissato. Ai sensi dell’art. 52 del Codice del consumo, il consumatore dispone di un periodo di 14 giorni per recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali senza dover fornire alcuna motivazione. Per esercitare il diritto di recesso il consumatore, prima della scadenza del periodo di recesso, invia al professionista la comunicazione relativa alla sua decisione di esercitare il diritto di recesso. Il professionista è obbligato a informare il consumatore sul diritto di recesso ai sensi dell’art. 49 del Codice del consumo; nel caso in cui il professionista non fornisca tali informazioni il periodo di recesso termina 12 mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale.

Tempo e conclusione del contratto telematico. L’art. 3126 c.c. sancisce il principio di cognizione: il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. L’art. 1335 c.c. sancisce poi il principio in base la quale la proposta e l’accettazione si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario (nel caso del documento informatico, questo si intende consegnato se reso disponibile all’indirizzo elettronico del destinatario). Il contratto potrà concludersi attraverso lo scambio di messaggi di posta fra le parti; nel caso in cui il perfezionamento avvenga on-line l’accettazione può essere manifestata attraverso il “point and click”, ossia nell’accettazione espressa attraverso la pressione di un tasto negoziale virtuale, rappresentato da un’immagine cliccabile sullo schermo. Può inoltre considerarsi accettazione tacita per comportamento concludente l’inserimento dei numeri della carta di credito.

Foro di competenza nel contratto a distanza tra professionista e consumatore. L’art. 66 bis (prima art. 63) del Codice del consumo (D. Lgs. 206/2005) prevede che per le controversie civili la competenza territoriale

Garante dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, oppure sia, a giudizio del Garante, impossibile. L’art. 23 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 196/2003) stabilisce che, per la legittimità del trattamento, sia necessario munirsi del consenso dell’interessato. Il consenso deve essere prestato prima dell’inizio del trattamento e dopo aver avuto conoscenza dell’informativa. Il consenso deve essere prestato espressamente e deve essere libero, specifico e informato. Per il trattamento di dati da parte di soggetti privati è indispensabile il consenso, che deve essere scritto in caso di dati sensibili; nei casi in cui il trattamento sia effettuato da soggetti pubblici, non è richiesto il consenso dell’interessato al trattamento.

I diritti dell'interessato nella normativa sul Trattamento dei Dati Personali. L’interessato, ai sensi dell’art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 196/2003) ha diritto di ottenere:  La conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardino;  La loro comunicazione in forma intellegibile;  L’indicazione dell’origine dei dati, delle finalità e modalità di trattamento, della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di mezzi elettronici, degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili, dei soggetto o categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.  L’interessato ha inoltre diritto di ottenere:  L’aggiornamenti, la rettificazione o l’integrazione dei dati;  La cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione alla legge;  L’attestazione che le precedenti operazioni siano state portate a conoscenza di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi. L’interessato ha inoltre diritto di opporsi per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano, anche se pertinenti allo scopo della raccolta, al trattamento di dati personali che lo riguardano ai fini di invio di materiale pubblicitario o per il compimento di ricerche di mercato. I diritti dell’interessato sono esercitati con richiesta al titolare o al responsabile del trattamento, che deve fornire idoneo riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta.

Ruolo del titolare, responsabile ed incaricato nel trattamento dei dati personali  Il titolare è la persona fisica, giuridica, la PA e qualsiasi altro ente, associazione o organismo cui competono, anche unitamente a altro titolare, le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, compreso il profilo della sicurezza;  Il responsabile del trattamento è la persona fisica giuridica, la PA e qualsiasi altro ente, associazione o organismo preposti dal titolare al trattamento dei dati personali.  Incaricato del trattamento è la persona fisica autorizzata dal titolare o dal responsabile a compiere le operazioni di trattamento.

Tipologie di dati.

 Dati personali: qualunque informazione relativa a persona fisica, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione;  Dati identificativi: dati che permettono l’identificazione diretta dell’interessato;  Dati anonimi: dato che in origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un interessato identificato o identificabile;

 Dati sensibili: dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;  Dati giudiziari: dati personali idonei a rivelare provvedimenti in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale;

Misure minime di sicurezza nel trattamento dei dati. Ai fini della più completa garanzia del diritto alla protezione dei dati personali, il Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 196/2003) impone l’adozione di misure di sicurezza finalizzate a ridurre al mino i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. La sicurezza riguarda i dati trattati; la protezione del sistema informatico che li contiene ne è immediata conseguenza. Per misure minime si intendono il complesso delle misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo di protezione richiesto. In caso di mancata adozione delle misure minime, oltre a una responsabilità civile, è prevista anche una sanzione penale e una sanzione amministrativa.

IL DIRITTO D’AUTORE

Quali diritti ha l'autore dell'opera intellettuale? L’autore dell’opera intellettuale è protetto dal diritto d’autore, che ha una duplice natura: di tipo morale (diritti morali) e di tipo patrimoniale (diritti di utilizzazione economica). Il diritto di utilizzazione economica consiste nel diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo originale o derivato nel limiti fissati dalla legge sul diritto d’autore. I diritti di utilizzazione economica consistono in:  Diritto di pubblicazione;  Diritto di riproduzione;  Diritto di trascrivere;  Diritto di rappresentazione, recitazione ed esecuzione in pubblico;  Diritto di comunicazione al pubblico, su filo eo senza filo dell’opera;  Diritto di distribuzione;  Diritto di traduzione di un’opera;  Diritto di elaborazione;  Diritto di concedere in noleggio o in prestito un’opera. I diritti di utilizzazione economica sono esclusivi, autonomi, limitati nel tempo, non generici. In relazione alla durata, sussistono per tutta la vita dell’autore e sino al termine del 70esimo anno solare dopo la sua morte. Il diritto morale sull’opera è posto a presidio della personalità dell’autore ed è caratterizzato dall’essere irrinunciabile, inalienabile e imprescrittibile. In particolare, all’autore sono riconosciuti:  Il diritto alla paternità dell’opera  Il diritto all’integrità dell’opera;  Il diritto all’inedito;  Il diritto al ripensamento o ritrattazione