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Domande e risposte su Bacone, Appunti di Filosofia

1) Quali critiche muove al sapere tradizionale? 2) Quanti e quali sono gli idola boemiani? 3) In cosa consiste l'experimentum crucis?

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 20/03/2022

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Quali critiche muove al sapere tradizionale?
Bacone pensa che la logica tradizionale sia inutile e dannosa per la ricerca delle scienze, perché
essa consolida e tramanda gli errori della tradizione, infatti secondo Bacone per arrivare alla verità
scientifica bisognava superare tutti gli errori precedentemente commessi a causa dei nemici della
scienza, come l'aristotelismo, l'ermetismo, la mancanza di giusto linguaggio e metodo. A causa di
questi errori e della chiesa che imponeva dei limiti, la scienza non si sarebbe più evoluta. Bacone
pensa che nel sillogismo si deducono conseguenze da premesse, ma non è la logica a fissare e
stabilire le premesse, infatti il sillogismo si basa sul nostro assenso non sulla realtà. Le nozioni
dettate dal sillogismo sono tutte nozioni fantastiche e mal definite e questo vale anche per gli
assiomi. Questi vengono ricavati, nella filosofia tradizionale, tramite passaggi precipitosi e casi
particolari rispetto all’universale. Questa è appunto una falsa induzione alla quale Bacone oppone
la vera induzione, che procede con cautela e viene continuamente controllata dall’esperienza. Il
fine della nostra scienza è di scoprire, non le conseguenze che derivano da principi posti, ma
proprio i principi. Bacone quindi distingue le anticipazioni della natura e le interpretazioni della
natura. Le anticipazioni della natura sono nozioni ottenute in modo affrettato che, ottengono
l’assenso perché sono ricavate da pochi dati e da quelli che ricorrono abitualmente, quindi sono
nozioni prodotte con un metodo sbagliato. Le interpretazioni della natura invece, sono i risultati
dell'indagine che si svolge secondo i metodi giusti, sono raccolte informazioni da dati diversi e
distanti tra loro, questo è appunto il vero metodo. Questo è uno strumento nuovo e proficuo per il
raggiungimento della verità. Quindi secondo Bacone prima di tutto bisognava liberare la mente
dalle false nozioni che hanno invaso l’intelletto umano, poi esporre e giustificare le regole del
metodo che ci fa raggiungere la verità. Il sapere a cui Bacone punta è una scienza progressiva fatta
di risultati ottenuti da generazioni di scienziati che si susseguono e che lavorano in collaborazione.
Inoltre Bacone fa diverse critiche, la prima la fa al sapere magico alchimistico che considera
superstizioso, lui ritiene che i maghi non abbiano neanche un metodo decodificato e che ognuno
usasse il suo metodo senza che venisse tramandato, inoltre critica la chiusura, poiché la nuova
scienza deve essere pubblica e scambiata tra scienziati e università cosicché ognuno potesse
contribuire agli studi. Critica anche la filosofa tradizionale perché è una filosofia delle parole e non
delle opere.
Quanti e quali sono gli idola boemiani?
Gli idola boemiani sono i seguenti:
Gli idola tributa (idoli della tribù)
Gli idola specus (isola della spelonca)
Gli idola fori (idoli del foro)
Gli idola theatri (idoli del teatro)
La funzione della teoria degli idoli è quella di rendere coscienti gli uomini delle false nozioni che
ingombrano la loro mente e che non li fanno arrivare alla verità. Individuare gli idoli è il primo
passo che si deve fare per sbarazzarsene, essi si eliminano apprendendo adeguati concetti ricavati
con un giusto metodo. Gli idola dal latino sono fantasmi, sono dei fantasmi costituiti da quelle
deformazioni che non ci permettono di vedere le cose nella loro oggettività.
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Quali critiche muove al sapere tradizionale?

Bacone pensa che la logica tradizionale sia inutile e dannosa per la ricerca delle scienze, perché essa consolida e tramanda gli errori della tradizione, infatti secondo Bacone per arrivare alla verità scientifica bisognava superare tutti gli errori precedentemente commessi a causa dei nemici della scienza, come l'aristotelismo, l'ermetismo, la mancanza di giusto linguaggio e metodo. A causa di questi errori e della chiesa che imponeva dei limiti, la scienza non si sarebbe più evoluta. Bacone pensa che nel sillogismo si deducono conseguenze da premesse, ma non è la logica a fissare e stabilire le premesse, infatti il sillogismo si basa sul nostro assenso non sulla realtà. Le nozioni dettate dal sillogismo sono tutte nozioni fantastiche e mal definite e questo vale anche per gli assiomi. Questi vengono ricavati, nella filosofia tradizionale, tramite passaggi precipitosi e casi particolari rispetto all’universale. Questa è appunto una falsa induzione alla quale Bacone oppone la vera induzione, che procede con cautela e viene continuamente controllata dall’esperienza. Il fine della nostra scienza è di scoprire, non le conseguenze che derivano da principi posti, ma proprio i principi. Bacone quindi distingue le anticipazioni della natura e le interpretazioni della natura. Le anticipazioni della natura sono nozioni ottenute in modo affrettato che, ottengono l’assenso perché sono ricavate da pochi dati e da quelli che ricorrono abitualmente, quindi sono nozioni prodotte con un metodo sbagliato. Le interpretazioni della natura invece, sono i risultati dell'indagine che si svolge secondo i metodi giusti, sono raccolte informazioni da dati diversi e distanti tra loro, questo è appunto il vero metodo. Questo è uno strumento nuovo e proficuo per il raggiungimento della verità. Quindi secondo Bacone prima di tutto bisognava liberare la mente dalle false nozioni che hanno invaso l’intelletto umano, poi esporre e giustificare le regole del metodo che ci fa raggiungere la verità. Il sapere a cui Bacone punta è una scienza progressiva fatta di risultati ottenuti da generazioni di scienziati che si susseguono e che lavorano in collaborazione. Inoltre Bacone fa diverse critiche, la prima la fa al sapere magico alchimistico che considera superstizioso, lui ritiene che i maghi non abbiano neanche un metodo decodificato e che ognuno usasse il suo metodo senza che venisse tramandato, inoltre critica la chiusura, poiché la nuova scienza deve essere pubblica e scambiata tra scienziati e università cosicché ognuno potesse contribuire agli studi. Critica anche la filosofa tradizionale perché è una filosofia delle parole e non delle opere.

Quanti e quali sono gli idola boemiani?

Gli idola boemiani sono i seguenti:

  • Gli idola tributa (idoli della tribù)
  • Gli idola specus (isola della spelonca)
  • Gli idola fori (idoli del foro)
  • Gli idola theatri (idoli del teatro) La funzione della teoria degli idoli è quella di rendere coscienti gli uomini delle false nozioni che ingombrano la loro mente e che non li fanno arrivare alla verità. Individuare gli idoli è il primo passo che si deve fare per sbarazzarsene, essi si eliminano apprendendo adeguati concetti ricavati con un giusto metodo. Gli idola dal latino sono fantasmi, sono dei fantasmi costituiti da quelle deformazioni che non ci permettono di vedere le cose nella loro oggettività.
  • Gli idoli della tribù sono fondati sulla stessa natura e sulla stessa tribù. L’intelletto umano mescola la propria natura con quella delle cose, deformandola. L'idolum tribus è quel pregiudizio tipico di tutte le menti umane, è la deformazione degli esseri umani. Quando l’intelletto umano trova qualche nozione che lo soddisfa conduce tutto il resto a convalidarla. E anche se tutto gli va contro lui non ne tiene conto. Questo non fa progredire la scienza in quanto il giusto atteggiamento falsificazionistico dice che bisogna essere pronti a scartare un’ipotesi nel caso si reperiscano dei fatti contrari ad essa. Per esempio, gli uomini credevano che il mondo fosse dotato di perfezione e che il mondo fosse fatto di etere e le stelle di diamanti, quando l'osservatore con strumenti moderni vide il mondo astrale, si accorse che la perfezione descritta non esisteva, quindi questa idea era falsa.
  • Gli idola specus, la spelonga è la grotta e indica l’interiorità di ciascuno di noi, la nostra psicologia, quindi indica i pregiudizi individuali. Bacone scrisse che aveva ragione Eraclito quando disse che gli uomini vanno a cercare le scienze nei loro piccoli mondi, e non nel mondo più grande, identico per tutti; nel mito della caverna. Gli idoli della Sperlonga traggono origine dal singolo animo, infatti ognuno ha il suo modo di vedere le cose.
  • Gli idoli del foro derivano dai rapporti che gli uomini hanno tra di loro, il foro infatti è il luogo di aggregazione, esiste da sempre come il foro romano. Sono luoghi in cui ci si incontrava per fare attività e per scambiarsi le idee. Dalla comunicazione però possono nascere dei pregiudizi che si antepongono tra noi e la vera natura delle cose. Gli idoli del foro sono secondo Bacone, i peggiori , perché sono legati al linguaggio. Inoltre sono di due specie gli idoli che penetrano nell'intelletto tramite le parole: o sono nomi di cose inesistenti o nomi di cose che esistono ma risultano confusi.
  • Gli idoli del teatro sono legati alla tradizione filosofica che nel corso degli anni ha formulato tante idee giuste ma ha anche frenato la libera ricerca e si è presa un’autorità che non le appartiene. Bacone, classifica tre tipi di teatro che stanno all'origine della falsa filosofia: gli idoli sofistici, che sono basati su esperienze comuni non sufficientemente provate; gli idoli empirici, i quali sono basati su pochi esperimenti accurati, ma con la pretesa di costruirvi sopra dei sistemi filosofici; gli idoli superstiziosi, che sono basati su una mescolanza acritica della filosofia con la teologia e con le tradizioni. Il nuovo metodo di cui si occupa Bacone non lascia spazio alla deduzione, inoltre è sconosciuto agli antichi e ci permette di andare oltre i loro risultati.

In cosa consiste l'experimentum crucis?

Per cercare la verità Bacone pensa si debba procedere rispettando 3 tavole:

  • La tavola di presenza: è la tavola in cui lo scienziato va a segnare in ordine sparso tutti i fenomeni che ha manifestato la natura di ciò che si va a ricercare. Ad esempio se cerchiamo la natura del calore dovremmo dire 1. I raggi del sole soprattutto d'estate e a mezzogiorno, 2. I fulmini ardenti 3. Eruzioni di fiamma dai crateri dei monti ecc.
  • La tavola dell'assenza: è la tavola in cui si includono tutti i fenomeni in cui la cosa ci dovrebbe essere ma in realtà non si manifesta. Ad esempio nel caso del calore 1. I raggi della luna, 2. I fuochi fatui, 3. Il fuoco di sant’Uomo ecc.
  • La tavola dei gradi: è la tavola in cui si mettono in ordine decrescente i fenomeni osservati da quelli più a quelli meno evidenti