




Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Elenco delle domande per l'esame di "Rischio Chimico ed Inquinamento Ambientale" dell'Università degli Studi di Perugia.
Tipologia: Prove d'esame
1 / 8
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





1) Su quali molecole dei tessuti e delle cellule agiscono prevalentemente le radiazioni ionizzanti? R: Sui radical scavenger, che neutralizzano gli effetti dei radicali liberi sul DNA. In che modo? R: Avviene quando i radicali liberi sono in maggior numero dei radical scavenger. Quali sono le radiazioni che causano problemi maggiori? R: raggi γ.
2) Cosa si intende per dose assorbita di radiazioni ionizzanti? R: energia assorbita per unità di massa D. E per dose biologica (o equivalente)? R: energia assorbita per unità di massa relativamente alla pericolosità per l’uomo H. Quali sono le unità di misura? R: la dose assorbita è espressa in Gray (Gy). La dose biologica è espressa in Sievert (Sv). 1Gy=1J/kg; 1Sv=1Gy*Q (Q=efficacia biologica relativa).
3) Il fattore di rischio Wt indica la diversa sensibilità dei tessuti e organi alla radiazione. Ordina, partendo dagli organi che hanno un fattore di rischio minore, i seguenti organi o tessuti: cervello, ossa, polmoni (SCRIVILI TUTTI) R: cute,ossa (0,01) cervello,rene,milza,pancreas,intestino,muscoli,utero (0,05) midollo,mammella,polmoni,tiroide,fegato,colon,esofago (0,12) gonadi(0,20)
4) Decadimenti radioattivi α. In un decadimento α il nuclide figlio che numero di massa ha rispetto al nuclide padre? R: il numero di massa A cala di 4. Il numero atomico Z cala di 2. Come è il potere ionizzante delle radiazioni α? R: molto elevato (1000volte quella di β). Con 3 MeV di energia producono 40mila coppie di ioni per cm di aria percorsa. Come è il potere penetrante delle radiazioni α? R: molto debole (100volte inferiore a quella dei β). Non oltrepassano un foglio di carta. Con 7,5 MeV penetrano la pelle. Velocità? R: 15000-20000 km/s. Il grado di pericolosità di tali radiazioni è sempre elevato o lo è solo in condizioni particolari? R: elevato solo per sorgenti interne al corpo umano.
5) Emissione β-^. Quali particelle vengono emesse dal nucleo? R: elettrone. Di quanto varia il numero atomico del nuclide figlio rispetto a quello del nuclide padre? R: il numero di massa A resta costante. Il numero atomico Z aumenta di 1. Come è il potere ionizzante delle radiazioni β-^? R: mediobasso. Con 3 MeV producono 400 coppie di ioni per cm di aria percorsa. Come è il potere penetrante delle radiazioni β-^? R: debole (100 volte inferiore a quella dei γ). Velocità? R: 150000-300000km/s (velocità della luce nel vuoto). Grado di pericolosità? R: elevato per sorgenti interne, limitato se esterne al corpo umano.
6) Emissione β+^. Quali particelle vengono emesse dal nucleo? R: positroni emessi dal nucleo a seguito della trasformazione di un protone in un neutrone. Di quanto varia il numero atomico del nuclide figlio rispetto a quello del nuclide padre? R: il numero di massa A resta costante. Il numero atomico Z diminuisce di 1. Come è il potere ionizzante delle radiazioni β+^? R: mediobasso. Con 3 MeV producono 400 coppie di ioni per cm di aria percorsa. Come è il potere penetrante delle radiazioni β+^? R: debole (100 volte inferiore a quella dei γ). Velocità? R: 150000-300000 km/s (velocità della luce nel vuoto). Grado di pericolosità? R: elevato per sorgenti interne, limitato se esterne al corpo umano.
7) Radiazioni γ. Quali sono le sorgenti? R: vengono emesse da un nuclide che decade per emissione α o β. I nuclei figli possono trovarsi in uno stato energetico eccitato che decadrà al fondamentale per emissione di un fotone molto energetico detto radiazione γ. Come è il potere ionizzante di tali radiazioni? R: basso. Producono 30 coppie di ioni per cm di aria percorsa. Come è il potere penetrante di tali radiazioni? R: forte (100 volte maggiore dei β). Velocità? R: 300000km/s Grado di pericolosità?
R: elevato sia per sorgenti interne che esterne al corpo umano.
8) Cosa è il Radon? R: gas radioattivo, incolore, prodotto dal decadimento dei tre nuclidi capostipiti delle rispettive serie naturali (^232 Th, 238 U, 235 U), non è legato strutturalmente al reticolo cristallino della roccia da cui proviene. Generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre (lave, tufi, pozzolane), graniti, argille contenenti allumini. È presente in rocce sedimentarie (marmi, marne) e in molti materiali da costruzione. Come si riduce la concentrazione in ambienti chiusi? R: intonacare sempre le pareti (specialmente se la struttura è in tufo), aerare sempre i locali chiusi da molto tempo, non utilizzare locali interrati o seminterrati per attività lavorative abitative ricreative, dotare i locali interrati e seminterrati di un impianto di ventilazione forzata.
9) Quali sono le serie radioattive naturali esistenti sulla Terra? R: 4n (serie del torio), comincia con 232 Th ed attraverso 6 decadimenti α e 4 decadimenti β arriva al nuclide stabile 208 Pb. 4n+2 (serie dell’uranio), comincia con 238 U ed attraverso 8 decadimenti α e 6 decadimenti β arriva al nuclide stabile 206 Pb. Si riscontrano gli isotopi più importanti di tre elementi radioattivi naturali. 4n+3 (serie dell’attinio), comincia con 235 U ed attraverso 7 decadimenti α e 4 decadimenti β arriva al nuclide stabile 207 Pb. 4n+1 (serie del nettunio), comincia con 237 Np ed attraverso 7 decadimenti α e 4 decadimenti β arriva al nuclide stabile 209 Bi. (Il nettunio primordiale si è estinto, in quanto la vita media è di tre ordini di grandezza inferiore all’età della Terra. Però il nettunio è stato individuato nello spettro di alcune stelle).
1) Quali sono i problemi per i rifiuti delle centrali nucleari? R: trasporto delle scorie fino al luogo del trattamento, estrazione del combustibile ancora fissile, accumulo delle scorie e loro raffreddamento, trasporto fino allo stoccaggio a lungo termine. Come deve avvenire il trasporto? R: I recipienti per il trasporto devono avere pareti antiurto, alta capacità, raffreddamento continuo, assorbitori di neutroni. Il travaso nei recipienti per il trasporto richiede schermaggio dalle radiazioni, raffreddamento continuo, manipolazione a distanza. Dopo il riempimento i contenitori vanno decontaminati. Rifiuti delle centrali nucleari sono suddivisi in tre gruppi, quali (fornire valori percentuali di pericolosità)? R: 90% del volume a basso livello di radioattività, formato da rifiuti di materiali che sono stati poco a contatto con combustibili (indumenti usa e getta dei tecnici, strofinacci per la pulizia); 7% del volume a medio livello di radioattività, formato da materiali di costruzione meccanica (involucri, tubature); 3% del volume ad alto livello di radioattività, formato prevalentemente da combustibile esaurito.
2) Procedimento PUREX per il trattamento delle scorie nucleari: è suddiviso in tre stadi, quali? R: triturazione, aggressione con acidi forti, estrazione frazionata con solventi organici
3) Come e in quali forme è possibile stoccare le scorie? R: seppellimento in formazioni geologicamente stabili, seppellimento nei fondali degli oceani, deposito ai poli, invio nello spazio, trasmutazione in un reattore o acceleratore. I depositi sotterranei devono rispettare le seguenti condizioni: aree a bassissime precipitazioni e alta evaporazione (climi continentali desertici), stabilità geologica, idrogeologia stabile, minimi movimenti d’acqua in falde, infiltrazioni trascurabili. Le rocce che si prestano meglio alla collocazione delle scorie sono salgemma e formazioni argillose. Le scorie sono stoccate in formato ceramico, inglobate in vetro al borosilicato, incapsulate in SYNROC, in recipienti di speciali leghe metalliche
4) Che interesse ha la miniera di Oklo? R: nella miniera di Oklo (Gabon) una reazione a catena di fissione dell’^235 U ha funzionato, per 10^6 anni, circa 2 miliardi di anni fa. L’analisi della distribuzione degli isotopi nella miniera di Oklo ha indicato che molti degli elementi presenti erano stati prodotti dalla reazione di fissione dell’^235 U. Si è trovato che 235 U/^238 U=0,00717 (contro lo 0,007202+-0,00006 dell’uranio naturale). Dalla loro formazione i prodotti di fissione di Oklo non si sono quasi mossi dal sito originale; quindi il deposito sotterraneo può essere adatto ai rifiuti nucleari, se fatto in maniera appropriata.
5) Radionuclidi in ambiente da fonte umana: quali sono le fonti? R: esplosioni di armi nucleari, incidenti in centrali nucleari, rifiuti di attività sanitarie o industriali, scorie da centrali nucleari.
6) Citare i principali incidenti nucleari avvenuti R: Windscale (GB, 1957), scala INES=5. Three Mile Island (USA, 1979), scala INES=5. Chernobyl (URSS, 1986), scala INES=7. Tokaimura (Giappone, 1999), scala INES=4. Fukushima (Giappone, 2011), scala INES=7. Scala INES (International Nuclear Event Scale) da 0 (guasto) a 7 (incidente molto grave). Chernobyl: la centrale del tipo RBMK ha un nocciolo costituito da barre di uranio infilate in tubi in cui scorre acqua di raffreddamento. I tubi scorrono in mezzo a mattonelle di grafite. Quel giorno si stava facendo una prova tecnica per vedere il comportamento di un sistema di sicurezza in condizioni critiche; i sistemi di spegnimento automatico e di raffreddamento di emergenza del nocciolo erano stati quindi esclusi. Il reattore è arrivato nel giro di 20 secondi a 100 volte la sua potenza nominale. La temperatura all’interno si è alzata molto e l’acqua di raffreddamento ha iniziato a bollire, ha alzato la pressione interna ed ha reagito con la grafite, scatenando l’esplosione.
l’ossigeno assorbono efficacemente in questa fascia. Le UVB sono la zona critica, in quanto l’ossigeno non assorbe e lo spettro di assorbimento dell’ozono è così basso da far passare parte della radiazione. Riportate un ciclo catalitico responsabile della distruzione dell’ozono stratosferico R: Radicale ossidrile Atomi di cloro o bromo Ossido nitrico OH’ + O 3 -> HO’ 2 + O 2 Cl’ + O 3 - > ClO’ + O 2 NO + O 2 -> NO 2 + O 2 HO’ 2 + O -> OH’ + O 2 ClO’ + O - > Cl’ + O 2 NO 2 + O -> NO + O 2
O + O 3 -> 2O 2 O + O 3 -> 2O 2 O + O 3 -> 2O 2
Quale unità di misura si usa per l’ozono stratosferico? R: unità Dobson (DU). Se tutto l’ozono sopra una certa area fosse compresso verso il basso, fino alla pressione di 1 atm e a 0°C, si formerebbe uno spessore medio di 3 mm, che corrisponde a 300 DU.
9) Quali sono gli ossidi responsabili delle piogge acide? R: le piogge acide sono causate essenzialmente dagli ossidi di zolfo (SOX ) e, in parte minore, dagli ossidi d’azoto (NOX ). Nell’atmosfera l’acqua è presente sottoforma di vapore che condensando determina la formazione delle gocce. Queste, essendo costituite da sola acqua, hanno un Ph pari circa a 7,0; per la dissoluzione dell’anidride carbonica, presente naturalmente nell’atmosfera, si produce l’acido carbonico (H 2 O + CO 2 -> H 2 CO 3 ) che causa un abbassamento del Ph delle gocce a valori intorno a 5,6. In presenza di anidride solforica e di biossido di azoto l’acqua reagisce formando rispettivamente acido solforico (SO 3 + H 2 O -> H 2 SO 4 ) e acido citrico (NO 2 +H 2 O ->HNO 3 ) che essendo acidi forti determinano un ulteriore abbassamento del Ph a valori estremamente bassi. I principali bersagli delle piogge acide sono la pietra calcarea (trasformata in gesso), il rame, le piante, il suolo.
10) Ossidi di zolfo. Quali sono le principali caratteristiche chimiche e fisiche che presenta? R: il biossido di zolfo (SO 2 ) è un gas incolore, irritante, non infiammabile, molto solubile in acqua e dall’odore pungente. Come si forma principalmente? R: si forma in seguito all’ossidazione dello zolfo nel corso dei processi di combustione delle sostanze che contengono questo elemento. Dall’ossidazione del biossido di zolfo ha origine il triossido di zolfo, che reagendo con l’acqua origina rapidamente l’acido solforico. Le fonti inquinanti sono attività vulcanica, combustione dei combustibili fossili, riscaldamento domestico, processi industriali, produzioni di energia elettrica. Perché è pericoloso per l’uomo? R: patologie dell’apparato respiratorio. Perché è pericoloso per l’ambiente? R: acidificazione delle precipitazioni metereologiche.
11) Compiti principali di ARPA Umbria: R: ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) è stata istituita in Umbria il 6 Marzo 1998. Le attività sono: controllo dei fattori chimici, fisici, biologici di inquinamento sulle matrici ambientali, supporto tecnico-scientifico nella valutazione e prevenzione dell’inquinamento, gestione delle reti di monitoraggio, realizzazione di sistemi informativi e banche dati ambientali, controllo sulla qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo, rifiuti, radiazioni, rumore, grandi rischi industriali, supporto tecnico-scientifico all’attività di valutazione (VAS, VIA, IPPC).
12) Come si classifica il particolato? R: in base alla natura e alle dimensioni delle particelle si distinguono aerosol (costituiti da particelle solide o liquide sospese in aria con diametro inferiore a 1μm), foschie (date da goccioline con diametro inferiore a 2μm), esalazioni (costituite da particelle solide con diametro inferiore a 1μm e rilasciate solitamente da processi chimici e metallurgici), fumo (particelle solide con diametro inferiore a 2μm e trasportate da miscele di gas), polveri (costituite da particelle solide con diametro tra 0,25 e 500μm), sabbie (particelle solide con diametro superiore a 500μm). Le fonti naturali sono incendi boschivi, eruzioni, erosione delle rocce. Le fonti antropogeniche sono dovute all’uso di combustibili fossili, alle emissioni dei veicoli, a vari processi industriali.
13) Con quale legge è possibile stimare la velocità di ricaduta del particolato atmosferico? R: per particelle con diametro superiore a 1μm la velocità di ricaduta del particolato atmosferico è data dalla legge di Stoke: v=g d^2 (ρ 1 - ρ 2 )/18η. Quali sono i parametri che entrano in gioco? R: g (accelerazione di gravità), η (viscosità dell’aria), ρ 1 (densità della particella), ρ 2 (densità dell’aria).
14) Cosa significa PM1? R: particelle solide o liquide sospese nell’aria con diametro inferiore a 1μm. Sono costituite da aerosol, esalazioni, particelle di fumo e polveri. Queste particelle possono fluttuare nell’aria anche per un mese e percorrere lunghe distanze. Penetrano nel sistema respiratorio a varie profondità e possono trascorrere lunghi periodi di tempo prima che vengano rimosse, per cui sono le più pericolose.
15) Spiega brevemente il protocollo di Kyoto R: documento adottato nel 1997, nel corso della terza sessione della conferenza delle parti (COP) sul clima, istituita nell’ambito della convenzione quadro sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC). Nel protocollo sono indicati gli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra per i paesi aderenti, che dovranno ridurre le emissioni derivanti da attività umane di almeno il 5% entro il 2008/2012 rispetto ai livelli del 1990. Il protocollo prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese (in Italia l’obiettivo era una riduzione del 6,5%).
1) Principali metodi di disinfezione dell’acqua destinata all’uso potabile per via chimica (ozono, biossido di cloro gassoso, acido ipocloroso) e per via fisica (raggi UV, nanofiltri): R: si può utilizzare come agente ossidante l’ozono O 3 , che a causa della sua instabilità deve essere prodotto in loco mediante un processo in cui si sottopone l’aria, essiccata in precedenza, a scariche elettriche ad alto potenziale. L’aria carica di ozono viene fatta gorgogliare nell’acqua e in 10 minuti si ha un’ottima azione disinfettante che però non prosegue nel tempo. Si può utilizzare come agente ossidante il biossido di cloro gassoso ClO 2. Non può essere conservato perché risulta esplosivo alle concentrazioni richieste e quindi deve essere prodotto in loco. Si può utilizzare l’acido ipocloroso HClO, che risulta instabile in forma concentrata e deve essere prodotto in loco. È necessario un attento controllo dl pH per evitare l’instaurarsi di un ambiente troppo alcalino La clorurazione delle acque può portare in certe condizioni alla formazione di tracce di cloroformio CHCl 3 , estremamente tossico e cancerogeno. Si può utilizzare la luce ultravioletta. I raggi UV provocano la scissione di alcuni legami presenti nei composti organici disciolti nell’acqua con formazione di radicali liberi. Questi radicali ossidano la materia organica disciolta nell’acqua che viene così depurata. Si possono utilizzare nanofiltri, ovvero sottili membrane di pori di 1nm, attraverso le quali l’acqua viene pompata. Questi nanofiltri permettono il passaggio delle piccole molecole d’acqua, bloccando le grosse molecole di virus, batteri e sostanze organiche.
2) Correzione della durezza di un’acqua destinata all’uso potabile. Come si diminuisce la durezza calcica? R: il calcio viene rimosso con l’aggiunta di ioni PO 43 -^ facendolo precipitare come Ca 3 (PO 4 ) 2 , oppure con l’aggiunta di Na 2 CO 3 facendolo precipitare come CaCO 3. Come si diminuisce la durezza magnesiaca? R: il magnesio viene fatto precipitare come Mg(OH) 2 con l’aggiunta di ioni OH-^. Come si diminuisce la durezza temporanea? R:
3) Cosa si intende per COD? Come si determina? R: richiesta di ossigeno chimica, ovvero la capacità della materia organica, presente in un campione di acqua naturale, di consumare un forte agente ossidante, come il bicromato Cr 2 O 7 2-^. Si usa un sale di bicromato, ad esempio Na 2 Cr 2 O 7 , disciolto in acido solforico: si ottiene un potente agente ossidante che viene utilizzato al posto di O 2 per determinare i valori del COD. Di norma è superiore al BOD.
4) Cosa si intende per BOD? Come si determina? Come si misura? R: richiesta di ossigeno biologica (o biochimica), ovvero la capacità della materia organica, presente in un campione di acqua naturale, di consumare ossigeno.
5) Quali sono i trattamenti principali delle acque reflue? R: trattamento primario; i materiali grossolani vengono rimossi facendo defluire l’acqua attraverso una griglia perpendicolare al flusso della corrente. L’acqua viene quindi lentamente raccolta in appositi bacini (vasche di calma). Sul fondo del bacino si forma una fanghiglia di particelle insolubili, mentre i liquami oleosi formano uno strato più leggero dell’acqua che galleggia in superficie e viene allontanato (deoleazione). Il fango invece in alcuni casi viene interrato o sparso sui campi come fertilizzante di bassa qualità. Tuttavia bisogna verificare che il fango non contenga metalli pesanti e altre sostanze tossiche. Trattamento secondario; si abbassano i livelli elevati di BOD dovuti alla presenza di particelle organiche colloidali. La maggior parte di queste particelle viene ossidata biologicamente dai microrganismi. L’acqua viene spruzzata in un letto di sabbia e ghiaia ricoperto da microrganismi oppure agitata in un bioreattore per favorire le reazioni di decomposizione attuate dai microrganismi. L’ossidazione riduce il BOD a livelli inferiori a 100 mg/L, che corrispondono a circa il 10% della concentrazione iniziale presente nei reflui non trattati. Trattamento terziario; si attua l’abbattimento di particolari sostanze chimiche. Può comprendere un ulteriore riduzione del BOD, la rimozione dei composti organici, rimozione del fosfato, rimozione dei metalli pesanti, rimozione dell’azoto.
6) Depurazione delle falde acquifere. Quali sono i principali inquinanti delle falde acquifere? R: nitrati (impiegati in agricoltura), pesticidi organici (es. atrazina), solventi organici (es tricloroetilene, tetracloroetilene, benzene, toluene, xileni). Come vengono rimossi i composti organici? R: assorbimento su carbone attivo. Come vengono rimossi i fosfati? Scrivi le reazioni chimiche R: Quando le acque di lavaggio vengono scaricate, il polifosfato in eccesso penetra nel sistema fognario e nelle acque superficiali dove reagisce lentamente con l’acqua trasformandosi in ione fosfato (ortofosfato). P 3 O 10 5-^ + 2H 2 O -> 3PO 43 -^ + 4H+ È possibile rimuovere ioni fosfato dalle acque reflue civili o industriali aggiungendo una quantità di idrossido di calcio Ca(OH) 2 tale da consentire la formazione di fosfati di calcio insolubili, come Ca 3 (PO 4 ) 2 o Ca 5 (PO 4 ) 3 OH, che possono essere poi facilmente allontanati come precipitati. La rimozione degli ioni fosfato dovrebbe essere eseguita abitualmente nelle acque reflue, ma non sempre ciò avviene. Come vengono rimossi i metalli pesanti? R: aggiunta di ioni solfuro in modo da ottenere solfuri metallici insolubili Come viene rimosso l’azoto? R: attraverso la conversione di NH 4 +^ , NO 3 - , CN-^ a N 2 o NH 3 seguita nel caso di produzione di ammoniaca da un processo di degasazione.
7) Quali trattamenti servono per potabilizzare l’acqua grezza? R: aerazione; viene insufflata aria attraverso l’acqua per allontanare i gas disciolti, come H 2 S, e i composti organici volatili. Viene ossidato in questa fase il materiale organico più facilmente ossidabile. In casi particolari si può eliminare anche la maggior parte delle altre sostanze organiche facendo passare l’acqua attraverso filtri di carbone attivo. Lo ione Fe2+^ viene ossidato a Fe 3+^ (dalla O 2 dell’aria) che forma idrossidi insolubili facili da rimuovere.
piombo, combustione del carbone. È cancerogeno; l’inalazione provoca cancro ai polmoni, l’ingestione provoca cancro a cute, fegato, vescica, reni. Con il fumo di sigarette si ha un effetto sinergico.
7) Definizione di rischio chimico: R: è riconducibile all’insieme dei rischi per la Sicurezza e per la Salute, connessi con la presenza di “agenti chimici pericolosi” (sostanze e preparati classificati nelle categorie di pericolo).
8) Regolamento REACH (1907/2006/CE): R: attribuisce maggior responsabilità all’industria sulla gestione dei rischi; si applica a tutte le sostanze chimiche, sia quelle impiegate nei processi industriali che quelli usate nella vita quotidiana. Prevede un sistema di classificazione e di etichettatura; lo scopo è di avere una identificazione non ambigua dei chemicals e una valutazione della loro pericolosità. L’etichettatura prevede:
9) I simboli di rischio chimico R: sono simboli stampati sulle etichette dei prodotti chimici. Nell’UE sono codificati dall’European Chemicals Bureau. Sono di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero. Dimensioni minime: 10x10mm o almeno il 10% dell’etichetta.
10) Frasi di rischio R: R: frasi convenzionali che descrivono rischi per la salute umana, animale, ambientale, connessi alla manipolazione di sostanze chimiche (es. R1: esplosivo a secco, R20: nocivo per inalazione)
11) Frasi di prudenza S: R: frasi convenzionali che descrivono i consigli di prudenza a cui attenersi in caso di manipolazione di sostanze chimiche (es. S1: conservare sotto chiave, S24: evitare contatto con la pelle)
12) TLV R: è l’acronimo di Treshold Limit Value (Valore Limite di Soglia). Sono la soglia di concentrazione (ppm) al di sotto della quale vi è sicurezza per quasi tutte le persone esposte:
13) Quali sono le proprietà chimico-fisiche rilevanti per le sostanze chimiche pericolose? R: aspetto (stato fisico e colore), odore (va indicata la soglia olfattiva), pH, massa molecolare (PM), punto o intervallo di ebollizione, punto o intervallo di fusione, punto di infiammabilità, limiti di infiammabilità.
14) Quali sono i principali parametri tossicologici? R: DL 50 dose letale 50%, è la dose di un materiale, somministrato in una volta sola, in grado di uccidere il 50% di una popolazione campione di cavie (ratti o altri mammiferi). Le modalità di contatto sono cutanea o orale. CL 50 concentrazione letale in aria, è analoga alla DL 50 ma è riferita a sostanze gassose. La modalità di contatto è per inalazione.
15) Misure di prevenzione rischio chimico: Cosa si intende per prevenzione primaria? R: eliminare direttamente la causa del pericolo (anche applicando divieti). Cosa si intende per prevenzione secondaria? R: misure finalizzate ad abbassare la probabilità che il rischio si concretizzi. Cosa si intende per prevenzione terziaria? R: limitare il danno e prevenire le complicanze.
16) Misure di protezione: Cosa si intende per prevenzione collettiva? R: aerazione, formazione, organizzazione. Cosa si intende per prevenzione personale? R: dispositivi di protezione individuale (dpi)
18) Come viene definito il rischio chimico negli algoritmi usati per la valutazione indiretta dei comuni metodi di analisi partecipata? R: i metodi indiretti considerano il rischio come probabilità che si verifichi un evento indesiderato o un guasto. I principali algoritmi usati nei metodi di analisi partecipata valutano il rischio come Rischio = P*E (P=pericolosità; E=esposizione). I vari modelli differiscono per come valutano i fattori P ed E. Tra i vari modelli abbiamo Control banding (CB), Sobane-Deparis, Asia.
19) Come viene definito il rischio chimico negli algoritmi usati in Italia per la sua valutazione indiretta nei comuni metodi di analisi partecipata? CHEOPE (Chemical Exposure Operating Evaluation): il livello di rischio è dato dal prodotto tra la frequenza attesa f di un evento indesiderabile e la grandezza (magnitudo m) del danno che esso può causare; IR = fm (indice di rischio). La grandezza m viene valutate sulla base delle frasi R e poi corretta da altri fattori (completezza scheda di sicurezza, idoneità dei dpi, efficienza di misure di protezione…). LIMITE: si basa sull’affidabilità degli impianti e sulla percezione soggettiva sulla valutazione delle condizioni dell’ambiente di lavoro, e non sulle caratteristiche tossicologiche delle sostanze. INFORISK (regione Piemonte): Rischio=GravitàFrequenzaEsposizione. Si basa su un concetto empirico, non fondato su specifici metodi di analisi statistico-epidemiologica. MOVARISCH (regione Emilia Romagna): data P pericolosità individuata con le frasi di rischio R), EINAL (esposizione inalazione=intensitàdistanza), E (^) CUT (esposizione cutanea) si determina RINAL=PEINAL (rischio inalazione), RCUT =PE (^) CUT (rischio cutaneo) e RCUMUL=(R^2 INAL+R (^2) CUT)1/2^. È necessario individuare le reali quantità su base giornaliera e il tempo effettivo di esposizione. ARCHIMEDE 2.0 : RINAL=PEINAL (rischio inalazione), RCUT =PECUT (rischio cutaneo), RING=P*EING (rischio ingestione). Ha una vasta banca dati, valuta la reale esposizione, distingue il giudizio di rischio per la salute e per la sicurezza. Deriva dal MOVARISCH.