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Doping: metodi proibiti, Appunti di Educazione fisica

Doping ematico, genetico, manipolazione farmacologica dei campioni e integratori alimentari

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 17/07/2023

soffientinicamilla
soffientinicamilla 🇮🇹

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DOPING: MANIPOLAZIONE FARMACOLOGICA E CHIMICA; METODI PROIBITI: DOPING EMATICO E GENETICO;
INTEGRATORI ALIMENTARI
Con manipolazione farmacologica e chimica si intende l’impiego di sostanze o procedure con lo scopo di
alterare i campioni raccolti destinati ai test antidoping.
Esse vengono principalmente applicate ai test delle urine. Infatti, dato che è diventato quasi impossibile lo
scambio di campioni da parte degli atleti sottoposti ai test, è divenuta pratica frequente la diluizione delle
urine con altri liquidi: ampiamente utilizzati sono i diuretici (chiamati anche mascheranti) perché, favorendo
la diuresi, permettono di eliminare più velocemente le sostanze proibite.
Il primo valore analizzato nelle urine è il pH, perché rendendo più acida o basica l’urina si può facilitare
l’eliminazione di farmaci vietati.
Il secondo è la densità, perché un basso peso specifico può indicare manipolazione finalizzata ad abbassare
la concentrazione di un farmaco al di sotto della soglia di rilevazione.
Il doping ematico consiste nella somministrazione di globuli rossi a un atleta sano tramite trasfusione, con lo
scopo di aumentare la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai muscoli, innalzando così il livello di
prestazioni atletiche.
Esistono due tipi di emotrasfusione, cioè:
-autoemotrasfusione, ovvero trasfusione di globuli rossi prelevati in precedenza dal soggetto stesso
-trasfusione di sangue eterologo (sangue proveniente da un’altra persona).
Costituiscono doping ematico anche la somministrazione di prodotti artificiali sostituiti del sangue a base di
emoglobina e l’assunzione di sostanze che potenziano l’assorbimento, il trasporto e il rilascio di ossigeno.
Due esempi di sostanze sono ad esempio l’eritropoietina ricombinante e la darbepoietin α, che rispetto alla
prima ha emivita plasmatica più lunga (25 ore rispetto alle 8,5).
Chi si sottopone alle tecniche di doping ematico non è esente da rischi: i principali sono reazioni allergiche,
la trasmissione di malattie infettive, il sovraccarico del sistema circolatorio e lo shock anafilattico.
Tutte le pratiche di doping ematico sono state dichiarate proibite da parte del WADA.
Il doping genetico è stato definito dal WADA come “l’uso non terapeutico di cellule, geni, elementi genici o
la modulazione dell’espressione genica che possano aumentare la performance sportiva”.
Può essere effettuato in tre momenti diversi:
-prima della competizione (indurre effetti anabolizzanti)
-durante la competizione (per il miglioramento della performance)
-dopo la competizione (per il riparo dei traumi)
Grazie alla mappatura del corredo genetico è stato possibile individuare più di 200 geni che condizionano la
prestazione fisica; le due categorie principali sfruttate nel doping genetico sono:
-geni correlati alla resistenza allo sforzo
-geni correlati all’aumento della massa muscolare
Le tecniche di doping ematico prendono spunto dalle terapie geniche, procedure mediche utilizzate per
prevenire o trattare malattie o disfunzioni. Esse però si svolgono in ambienti controllati e con prodotti
ampiamente testati. Le tecniche di doping genetico invece, data la loro illegalità, non è detto che siano
somministrate in ambienti sani e con prodotti controllati, aumentando i rischi.
Utilizzare farmaci o geni in grado di migliorare le performance presenta sempre un certo rischio, in quanto
essi vengono studiati per curare persone ammalate e non per aumentare le prestazioni di quelle sane. I
rischi e gli effetti a lungo termine del doping genetico non sono ancora stati valutati.
I progressi in campo genetico rischiano di offrire nuove possibilità di sperimentazione anche per il doping
sportivo, in quanto tutti i livelli di proteine possono essere modificati tramite la genetica; inoltre la svolta
genetica è una sconfitta per chi lotta contro l’antidoping perché gli atleti non risulterebbero più positivi ai
controlli, in quanto il DNA che si trasferisce nelle cellule è di origine umana, non diverso da quello degli
atleti che ne fanno uso.
Dal 1 gennaio 2003 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha incluso il doping genetico nella lista delle
classi di sostanze e metodi proibiti.
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DOPING: MANIPOLAZIONE FARMACOLOGICA E CHIMICA; METODI PROIBITI: DOPING EMATICO E GENETICO;

INTEGRATORI ALIMENTARI

Con manipolazione farmacologica e chimica si intende l’impiego di sostanze o procedure con lo scopo di alterare i campioni raccolti destinati ai test antidoping. Esse vengono principalmente applicate ai test delle urine. Infatti, dato che è diventato quasi impossibile lo scambio di campioni da parte degli atleti sottoposti ai test, è divenuta pratica frequente la diluizione delle urine con altri liquidi: ampiamente utilizzati sono i diuretici (chiamati anche mascheranti) perché, favorendo la diuresi, permettono di eliminare più velocemente le sostanze proibite. Il primo valore analizzato nelle urine è il pH, perché rendendo più acida o basica l’urina si può facilitare l’eliminazione di farmaci vietati. Il secondo è la densità, perché un basso peso specifico può indicare manipolazione finalizzata ad abbassare la concentrazione di un farmaco al di sotto della soglia di rilevazione. Il doping ematico consiste nella somministrazione di globuli rossi a un atleta sano tramite trasfusione, con lo scopo di aumentare la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai muscoli, innalzando così il livello di prestazioni atletiche. Esistono due tipi di emotrasfusione, cioè: -autoemotrasfusione, ovvero trasfusione di globuli rossi prelevati in precedenza dal soggetto stesso -trasfusione di sangue eterologo (sangue proveniente da un’altra persona). Costituiscono doping ematico anche la somministrazione di prodotti artificiali sostituiti del sangue a base di emoglobina e l’assunzione di sostanze che potenziano l’assorbimento, il trasporto e il rilascio di ossigeno. Due esempi di sostanze sono ad esempio l’eritropoietina ricombinante e la darbepoietin α, che rispetto alla prima ha emivita plasmatica più lunga (25 ore rispetto alle 8,5). Chi si sottopone alle tecniche di doping ematico non è esente da rischi: i principali sono reazioni allergiche, la trasmissione di malattie infettive, il sovraccarico del sistema circolatorio e lo shock anafilattico. Tutte le pratiche di doping ematico sono state dichiarate proibite da parte del WADA. Il doping genetico è stato definito dal WADA come “l’uso non terapeutico di cellule, geni, elementi genici o la modulazione dell’espressione genica che possano aumentare la performance sportiva”. Può essere effettuato in tre momenti diversi: -prima della competizione (indurre effetti anabolizzanti) -durante la competizione (per il miglioramento della performance) -dopo la competizione (per il riparo dei traumi) Grazie alla mappatura del corredo genetico è stato possibile individuare più di 200 geni che condizionano la prestazione fisica; le due categorie principali sfruttate nel doping genetico sono: -geni correlati alla resistenza allo sforzo -geni correlati all’aumento della massa muscolare Le tecniche di doping ematico prendono spunto dalle terapie geniche, procedure mediche utilizzate per prevenire o trattare malattie o disfunzioni. Esse però si svolgono in ambienti controllati e con prodotti ampiamente testati. Le tecniche di doping genetico invece, data la loro illegalità, non è detto che siano somministrate in ambienti sani e con prodotti controllati, aumentando i rischi. Utilizzare farmaci o geni in grado di migliorare le performance presenta sempre un certo rischio, in quanto essi vengono studiati per curare persone ammalate e non per aumentare le prestazioni di quelle sane. I rischi e gli effetti a lungo termine del doping genetico non sono ancora stati valutati. I progressi in campo genetico rischiano di offrire nuove possibilità di sperimentazione anche per il doping sportivo, in quanto tutti i livelli di proteine possono essere modificati tramite la genetica; inoltre la svolta genetica è una sconfitta per chi lotta contro l’antidoping perché gli atleti non risulterebbero più positivi ai controlli, in quanto il DNA che si trasferisce nelle cellule è di origine umana, non diverso da quello degli atleti che ne fanno uso. Dal 1 gennaio 2003 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha incluso il doping genetico nella lista delle classi di sostanze e metodi proibiti.

Gli integratori alimentari sono prodotti che vengono utilizzati per integrare la normale alimentazione nei casi in cui vi è un deficit di sostanze nutrienti, sia per ridotto apporto che per aumentato fabbisogno. Esistono numerose varietà di integratori alimentari diversi, ciascuno adatto a una specifica esigenza. I principali sono: -integratori di vitamine -integratori di minerali -integratori di aminoacidi -integratori di acidi grassi della serie omega (omega-3 e omega-6) -integratori di prebiotici e probiotici Possono essere formulati in forma di compresse, capsule, caramelle gommose, polveri e soluzioni. Sono prodotti di libera vendita e sono commercializzati in farmacie, in parafarmacie, in erboristerie, nei supermercati e in altri negozi, sia fisici che online. In nessun caso gli integratori possono essere considerati un’alternativa ad abitudini di vita sane ed equilibrate: vengono utilizzati per coadiuvare diete (come quelle vegane, vegetariane o ipocaloriche) o per supportare le funzioni dell’organismo in periodi intensi o stressanti. Non sempre è possibile stabilire in autonomia l’assunzione di un integratore: spesso infatti conviene ricorrere al parere di un medico perché, nonostante non siano farmaci, possono dare effetti collaterali e per questo sono sottoposti a una regolamentazione rigida. Inoltre, non si può affermare che l’assunzione di integratori sia sempre utile, perché la risposta dell’organismo a queste sostanze varia da persona a persona.