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Dopping: Farmaci, Integratori e Metodi Proibiti in Sport, Appunti di Educazione fisica

Il dopping in sport, definizione, leggi e sanzioni penali, farmaci vietati, integratori, metodi proibiti come doping ematico e manipolazioni chimiche. Il testo illustra anche la storia e le responsabilità coinvolte.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 06/11/2022

tonya-santangelo
tonya-santangelo 🇮🇹

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IL DOPING
Con il termine "doping" si intende la somministrazione o l´assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o
farmacologicamente attive non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni
psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Il doping è un
problema riguardante non solo l'etica sportiva, ma anche la salute pubblica. Esso costituisce un reato penale,
punito fino a tre anni di reclusione (che possono diventare di più se insorgono danni effettivi per la salute), se ad
essere indotto ad assumere sostanze vietate per doping è un minorenne o se, a distribuire le sostanze. Solo in
presenza di condizioni patologiche dell'atleta documentate e certificate da un medico e verificata l'assenza di
pericoli per la salute, è consentito un trattamento specifico con sostanze vietate per doping e la possibilità di
partecipare ugualmente alle competizione sportiva.
Infatti vi è un articolo a tal proposito della legge 14 dicembre 2000, n.376 che disciplina in Italia la tutela sanitaria
delle attività sportive e della lotta contro il doping. Il controllo anti-doping vero e proprio sulle competizioni e sulle
attività sportive spetta ad alcuni laboratori accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO). La lista delle
sostanze biologicamente e farmacologicamente attive è molto lunga. Si possono raggruppare in tre categorie
principali:
i farmaci non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati
i farmaci vietati per doping
gli integratori, ovvero i prodotti salutistici, vale a dire tutti quei prodotti che servono a reintegrare eventuali
perdite di macro e micronutrienti (sali, aminoacidi, vitamine).
Farmaci non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati
Per quanto riguarda l'impiego di farmaci al di fuori delle indicazioni per le quali sono stati sintetizzati, è
opportuno ricordare che la loro somministrazione a persone non malate è sempre pericolosa in quanto priva di
finalità terapeutica, scopo fondamentale di un medicamento. Tra i farmaci più usati vi sono gli antinfiammatori
non steroidei e i farmaci omeopatici. Come effetti negativi vi è una possibile comparsa di gravi reazioni avverse.
Farmaci vietati per doping
Tra i farmaci vietati per doping, la Eritropoietina (EPO) e i suoi derivati, gli anabolizzanti e gli stimolanti. La EPO è
una glicoproteina prodotta dal rene che agisce stimolando la proliferazione e la maturazione di globuli rossi. Il
suo uso in medicina è relativo al trattamento dell'anemia nei pazienti con insufficienza renale cronica.
Per questo motivo (ossia per la sua capacità di regolare la produzione dei globuli rossi e dunque di aumentare
l'apporto di ossigeno nel sangue), è molto diffusa tra ciclisti e maratoneti, costretti a prestazioni atletiche di
lunga durata. Il ricorso all EPO comporta rischi non trascurabili per la salute dell'atleta, correlati all'aumento della
viscosità del sangue e della pressione arteriosa, come ictus, trombosi e infarto del miocardio. Nella
pratica sportiva, l'utilizzo di steroidi anabolizzanti accresce lo sviluppo muscolare, potenziando la forza fisica e la
resistenza allo sforzo. Gli effetti negativi includono tossicità a carico del fegato, degli apparati cardiovascolare e
endocrino, sviluppo di tumori e disturbi psichiatrici. Gli stimolanti (ad esempio amfetamine, cocaina, efedrina,
pseudoefedrina, caffeina) sono impiegati ad uso doping in quanto aumentano il livello di vigilanza, riducono il
senso di fatica e possono aumentare l'agonismo e l'aggressività. Altri effetti negativi comprendono disturbi
cardiovascolari fino ad aritmie anche mortali e veri e propri disturbi neurologici e psichiatrici.
Integratori alimentari
Gli integratori alimentari sono alimenti, che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, come
vitamine e minerali, o altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico. Sono presentati in forme predosate, come
capsule, pastiglie, compresse, pillole, liquidi contenuti in fiale e altre forme simili di liquidi e di polveri, destinati ad
essere somministrati in dosi unitarie. In ambito sportivo vengono spesso usati con la speranza di incrementare
la massa muscolare, ridurre il grasso corporeo, aumentare la velocità, migliorare la resistenza ed avere un
recupero più rapido. Sono facilmente reperibili in quanto presenti anche sugli scaffali dei supermercati. Dal punto
di vista legale, non essendo considerati farmaci, non sono sottoposti ad una rigorosa regolamentazione. Per
quelli ad uso sportivo è prevista l'autorizzazione ministeriale, per altri la semplice notifica presso il Ministero, ma
ve ne sono innumerevoli altri ancora, che vanno sotto il nome di prodotti salutistici (dei prodotti erboristici e
dietetici a quelli omeopatici, dagli antiossidanti alle tavolette energetiche).
Metodi proibiti
Le pratiche di doping più diffuse sono:
il doping ematico
le manipolazioni chimiche e fisiche dei campioni di urina.
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IL DOPING

Con il termine "doping" si intende la somministrazione o l´assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Il doping è un problema riguardante non solo l'etica sportiva, ma anche la salute pubblica. Esso costituisce un reato penale, punito fino a tre anni di reclusione (che possono diventare di più se insorgono danni effettivi per la salute), se ad essere indotto ad assumere sostanze vietate per doping è un minorenne o se, a distribuire le sostanze. Solo in presenza di condizioni patologiche dell'atleta documentate e certificate da un medico e verificata l'assenza di pericoli per la salute, è consentito un trattamento specifico con sostanze vietate per doping e la possibilità di partecipare ugualmente alle competizione sportiva. Infatti vi è un articolo a tal proposito della legge 14 dicembre 2000, n.376 che disciplina in Italia la tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping. Il controllo anti-doping vero e proprio sulle competizioni e sulle attività sportive spetta ad alcuni laboratori accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO). La lista delle sostanze biologicamente e farmacologicamente attive è molto lunga. Si possono raggruppare in tre categorie principali: ● i farmaci non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati ● i farmaci vietati per dopinggli integratori, ovvero i prodotti salutistici, vale a dire tutti quei prodotti che servono a reintegrare eventuali perdite di macro e micronutrienti (sali, aminoacidi, vitamine). Farmaci non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati Per quanto riguarda l'impiego di farmaci al di fuori delle indicazioni per le quali sono stati sintetizzati, è opportuno ricordare che la loro somministrazione a persone non malate è sempre pericolosa in quanto priva di finalità terapeutica, scopo fondamentale di un medicamento. Tra i farmaci più usati vi sono gli antinfiammatori non steroidei e i farmaci omeopatici. Come effetti negativi vi è una possibile comparsa di gravi reazioni avverse. Farmaci vietati per doping Tra i farmaci vietati per doping, la Eritropoietina (EPO) e i suoi derivati, gli anabolizzanti e gli stimolanti. La EPO è una glicoproteina prodotta dal rene che agisce stimolando la proliferazione e la maturazione di globuli rossi. Il suo uso in medicina è relativo al trattamento dell'anemia nei pazienti con insufficienza renale cronica. Per questo motivo (ossia per la sua capacità di regolare la produzione dei globuli rossi e dunque di aumentare l'apporto di ossigeno nel sangue ), è molto diffusa tra ciclisti e maratoneti, costretti a prestazioni atletiche di lunga durata. Il ricorso all ́ EPO comporta rischi non trascurabili per la salute dell'atleta, correlati all'aumento della viscosità del sangue e della pressione arteriosa, come ictus, trombosi e infarto del miocardio. Nella pratica sportiva, l'utilizzo di steroidi anabolizzanti accresce lo sviluppo muscolare, potenziando la forza fisica e la resistenza allo sforzo. Gli effetti negativi includono tossicità a carico del fegato, degli apparati cardiovascolare e endocrino, sviluppo di tumori e disturbi psichiatrici. Gli stimolanti (ad esempio amfetamine, cocaina, efedrina, pseudoefedrina, caffeina) sono impiegati ad uso doping in quanto aumentano il livello di vigilanza, riducono il senso di fatica e possono aumentare l'agonismo e l'aggressività. Altri effetti negativi comprendono disturbi cardiovascolari fino ad aritmie anche mortali e veri e propri disturbi neurologici e psichiatrici. Integratori alimentari Gli integratori alimentari sono alimenti, che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, come vitamine e minerali, o altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico. Sono presentati in forme predosate, come capsule, pastiglie, compresse, pillole, liquidi contenuti in fiale e altre forme simili di liquidi e di polveri, destinati ad essere somministrati in dosi unitarie. In ambito sportivo vengono spesso usati con la speranza di incrementare la massa muscolare , ridurre il grasso corporeo, aumentare la velocità, migliorare la resistenza ed avere un recupero più rapido. Sono facilmente reperibili in quanto presenti anche sugli scaffali dei supermercati. Dal punto di vista legale, non essendo considerati farmaci, non sono sottoposti ad una rigorosa regolamentazione. Per quelli ad uso sportivo è prevista l'autorizzazione ministeriale, per altri la semplice notifica presso il Ministero, ma ve ne sono innumerevoli altri ancora, che vanno sotto il nome di prodotti salutistici (dei prodotti erboristici e dietetici a quelli omeopatici, dagli antiossidanti alle tavolette energetiche). Metodi proibiti Le pratiche di doping più diffuse sono: ● il doping ematico ● le manipolazioni chimiche e fisiche dei campioni di urina.

Nel primo caso, all'atleta vengono somministrati, per via endovenosa, sostanze di sintesi correlate all´EPO che migliorano il trasporto di ossigeno nel sangue. Un’altra pratica è quella dell ´autotrasfusione: l'atleta cioè, si sottopone a un prelievo di sangue, che, dopo essere stato adeguatamente conservato e non appena i globuli rossi sono tornati a livello normale, gli viene trasfuso nuovamente, ottenendo così un incremento del numero dei globuli rossi. I rischi connessi al doping ematico includono reazioni allergiche, possibile trasmissione di malattie infettive, sovraccarico del sistema circolatorio e shock metabolico. Per manipolazione farmacologica, chimica o fisica quale metodo doping si intende "l´uso di sostanze e di metodi in grado di alterare l'integrità e la validità dei campioni di urine utilizzati per i controlli antidoping". Le manipolazioni vanno dallo scambio dei campioni d'urina alla diluizione con altri liquidi, fino all'inserimento nella vescica, tramite catetere, dell’urina altrui. Possono inoltre essere usati i diuretici chiamati non a caso mascheranti, perché in grado di eliminare più velocemente, favorendo la diuresi, le sostanze proibite rintracciabili ai test antidoping. Inoltre, la prima cosa che si esamina nei campioni di urina è il pH, in quanto è possibile facilitare l'eliminazione di farmaci vietati alcalinizzando o acidificando l'urina; la seconda è la densità: un'urina con basso peso specifico, può indicare una manipolazione finalizzata ad abbassare la concentrazione di un farmaco al di sotto della soglia di rilevazione. La causa principale del doping è la competizione, causata da interessi economici e politici. Esso è un atto sportivo illecito per vari motivi: -Esso costituisce un vantaggio acquisito slealmente , Ogni sport impone, infatti, oltre alle regole di gioco, anche dei divieti, per esempio il divieto di partenza anticipata, il rispetto delle regole serve a garantire a tutti i partecipanti uguali condizioni di partenza; la loro infrazione viene dunque punita con la squalifica o con la sospensione dalle gare. -L’uso indiscriminato di farmaci provoca rilevanti danni all’organismo. Alcuni subiscono danni spesso irreversibili, nei casi più gravi sopraggiunge anche la morte, dopo averne fatto uso per anni. -Tale pratica ha una diffusione preoccupante tra i giovani che ingeriscono sostanze di cui non conoscono del tutto o per nulla gli effetti, il cosiddetto doping artigianale. E’ necessario comprendere che i farmaci devono essere usati solo per far fronte alle malattie e non per migliorare l’efficienza fisica e combattere l’affermazione di una mentalità a favore del doping tra atleti, allenatori e sostenitori. I giovani sportivi devono crescere con la consapevolezza che il vero confronto con l’avversario deve rimanere un confronto tra le atleti e non tra farmaci. Purtroppo, a volte gli stessi genitori, quando vogliono fare dei figli campioni a tutti i costi, possono indurre una mentalità antisportiva, dimenticando che lo sport deve essere un'occasione di crescita in cui la sconfitta fa parte del gioco. Le responsabilità in gioco sono molte, anche le case farmaceutiche che per interessi economici producono e vendono sostanze dopanti sono colpevoli anche i medici che prescrivono e somministrano farmaci non a scopo terapeutico. Infine anche il mondo politico ha delle colpe in quanto spesso sottovaluta il fenomeno, a volte per paura di compromettere gli ingenti interessi economici in gioco. La pratica del doping ha origini molto antiche, anche se il termine inglese to dope che significa drogare, compare solo alla fine dell’800. Già i greci e i romani facevano uso di sostanze estratte da piante, funghi o semi ritenute capaci di migliorare le prestazioni agonistiche non solo degli uomini ma anche degli animali, come i cavalli da corsa durante le gare. Il primo caso accertato di morte per doping risale al 1886 con la morte per overdose di droga del ciclista Arthur Linton. Negli anni 50 fecero la loro comparsa le anfetamine e ai giochi olimpici morirono due atleti e sulla scia emotiva di queste due morti, nel 1960 venne mosso il primo passo significativo nella lotta contro il doping. Furono introdotti i primi test antidoping e il concilio europeo, comprendente 20 nazioni, stilò un documento di condanna dell’uso di sostanze dopanti nello sport. Nel 1967 però il ciclista britannico Tommy Simpson durante il tour de France morì e nel 1971 il CIO (comitato olimpico internazionale) rese ufficiale la prima lista dettagliata dei farmaci e delle sostanze non utilizzabili dagli atleti, che è tuttora in vigore. Negli anni 80 lo sviluppo delle tecniche di laboratorio contribuì a incrementare i tipi e la frequenza dei test antidoping. Questi provvedimenti non furono sufficienti a bloccare il fenomeno: le sostanze dopanti venivano assunte dagli atleti lontano dal periodo di competizione e dai relativi controlli antidoping. Dal doping per la performance si passò al doping ematico, ossia la somministrazione di globuli rossi, oppure di sostanze artificiali, per migliorare il trasporto di ossigeno: una pratica vietata in tutte le sue forme perché può provocare gravi danni cardiocircolatori. Nel corso degli anni ottanta ebbero grande diffusione anche gli steroidi anabolizzanti, in grado di far aumentare la massa muscolare, ma accusati di causare tumori e impotenza. Le sostanze vietate sono:gli stimolanti, i narcotici e gli analgesici ei diuretici. Gli steroidi anabolizzanti, sostanze sintetiche con composizione e azione simile al testosterone, ormone sessuale maschile prodotto nei testicoli e responsabile dello sviluppo dei tessuti nell’adolescenza e nell'età adulta del maschio. I più noti sono nandrolone e oxandrolone, aumentano la massa muscolare e la forza. Nella donna si assiste a un processo di virilizzazione con alterazione del ciclo mestruale, perdita dei capelli, crescita di peli e cambiamento della voce. Nell’uomo causa tumori al fegato e aumenta la possibilità di infarto e trombosi.

Terapie farmacologiche La terapia con i sostitutivi della Nicotina (NRT) aiuta i fumatori ad astenersi e ad alleviare i sintomi di astinenza; inoltre si stanno studiando nuovi farmaci, specificatamente per i fumatori, che diminuiscono il piacere associato al fumo. ● Sostegno psicologico di operatori specializzati, sia vis à vis che telefonico, facilita la decisione al cambiamento, aiuta a rafforzare le motivazioni; le terapie di gruppo aggiungono alle strategie cognitive e comportamentali la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori. Inoltre smettere di fumare ti arricchisce non solo in salute ma anche economicamente e salvaguardia la salute di chi ti sta intorno. La LILT , attraverso l’adesione alla “Giornata Mondiale senza Tabacco“, evento promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e con intense attività di educazione nelle scuole della Provincia, si impegna ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, e soprattutto i giovani, sui danni provocati dal fumo, sia attivo che passivo, per prevenire la dipendenza da fumo (mediamente è intorno ai 15 anni che si comincia a fumare) e informare i fumatori sui benefici dell’astensione dalle sigarette. L’abitudine al fumo influisce anche sull’attività sportiva, perché diminuisce la ventilazione polmonare e la capacità del sangue di trasportare ossigeno a causa di livelli più alti di carbossiemoglobina. Con le prime civiltà, l’abitudine a consumare tabacco era essenzialmente legata alla magia. Il fumo veniva considerato un elemento sacro e propiziatorio, oltre che un modo per entrare in contatto e comunicare con le divinità. I sacerdoti Aztechi, durante i riti, aspiravano il fumo, sfruttando così i poteri eccitanti o ipnotici di determinate erbe, ma è con la scoperta dell’America che ha ufficialmente inizio la storia del tabacco e del fumo. Furono i partecipanti alle spedizioni di Colombo che ne portarono le prime notizie.Rodrigo de Jeréz, un compagno di Cristoforo Colombo, potrebbe essere definito il primo europeo che imparò a fumare. Nella seconda spedizione di Colombo, un frate di nome Romano Pace rimase ad Haiti e qui cominciò ad osservare e descrivere gli indiani che fumavano la pianta del tabacco. E pare che sia stato proprio lui a portare la pianta in Europa. Egli ne illustrò ai sovrani le proprietà terapeutiche eccellenti per curare l'Asma e le patologie dell'apparato respiratorio, l'ulcera e le piaghe. Altri ne decantavano le proprietà curative nei casi di morsi di serpente, di raffreddore, mal di testa, vertigini e perfino peste. Da allora il tabacco si espanse in Europa molto velocemente. In Italia giunse nel XVI secolo grazie al cardinale Prospero di Santa Croce. È questa l’epoca in cui il tabacco veniva utilizzato per rallegrare le feste o i balli organizzati da nobili e borghesi di ogni nazione. Il primo vero nemico del tabacco fu il re Giacomo I, il quale vide nel fumo un vizio pericoloso per la salute dell'uomo, oltre che un'abitudine volgare. Promulgò una legge con cui ne proibiva l’uso e pose una tassa gravissima sulla sua coltivazione. Fu una svolta. In Francia i medici cominciarono a considerare il fumo un vizio dannoso, ma i governi avevano già posto monopòli e il coinvolgimento economico era troppo grande per poter eliminare il tabacco. Anche in altri stati, come Russia, Persia, Turchia, i sovrani tentarono di arginare il problema mutilando e spesso condannando a morte chi ne faceva uso. Un'altra svolta si ebbe dopo la Guerra di Crimea, quando i reduci tornarono a casa con dei cilindretti di carta riempiti di tabacco, 'creati' dai soldati musulmani: le sigarette. Questa nuova moda si diffuse rapidamente in tutta l'Europa, strappando il primato di pipa e tabacco da masticare o annusare. Il tabacco utilizzato era sempre di provenienza turca. Con la Guerra di Secessione Americana le sigarette cominciarono ad essere riempite con tabacco prodotto in America, più dolce e chiaro rispetto al precedente. Tutto ciò aveva generato una situazione imprevista: l'esigenza di fumare di continuo. La cosa si fece più pressante durante le due guerre mondiali, rafforzata poi dalla pubblicità che ritraeva belle donne e attori famosi con la sigaretta. Intanto i primi studi sulla tossicità del fumo erano stati avviati dall'inizio del secolo: nel 1908 in Inghilterra vigeva già una legge che proibiva la vendita di tabacco ai minori di 16 anni; alla fine della Seconda Guerra Mondiale c'erano prove che i fumatori erano a rischio di tumore al Polmone più dei non fumatori; nel primo ventennio era già stato scoperto il rapporto tra fumo e problemi cardiovascolari. Negli ultimi venti anni, grazie a una maggiore consapevolezza dei rischi elevati di insorgenza di patologie afferenti a diversi organi (causati anche dal fumo passivo) sono state scatenate molte battaglie ai fumatori e alle case produttrici. Così, cause miliardarie sono state mosse e vite a danno delle Aziende produttrici di sigarette e leggi severe sono state promulgate per limitare il danno passivo nelle persone che preferiscono non fumare. La sigaretta elettronica (e-cig) è un dispositivo che riscalda un liquido costituito da acqua, glicole propilenico, glicerolo, aromi e, nel 95% dei casi, nicotina per produrre un aerosol da inalare. Esistono anche dispositivi che riscaldano piccole sigarette di tabacco senza raggiungere la combustione per generare una sorta di “fumo freddo” contenente nicotina ( heated tobacco product , HTP).