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Riassunto Dopo Dewey - Jerome Bruner, Sintesi del corso di Didattica Pedagogica

riassunto schematico con suddivisione in capitoli e paragrafi. rielaborato personalmente con l'aggiunta di appunti presi a lezione. dopo dewey - il processo di apprendimento nelle due culture

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

In vendita dal 06/09/2014

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Dopo Dewey Il processo di apprendimento nelle due culture
Il mio credo pedagogico
L’ottimismo di J. Dewey
1897 Dewey pubblica “Il mio credo pedagogico”. Cinque atti di fede:
- L’educazione si svolge nel senso di una progressiva partecipazione dell’individuo alla coscienza
sociale della sua gente.
- La scuola è una forma di vita comunitaria, bisogna mettere in grado il fanciullo di servirsi delle sue
capacità per fini sociali. Pertanto l’educazione è essa stessa vita.
- Il vero centro dell’apprendimento sono le attività sociali del fanciullo.
- Il metodo, la legge educativa è nell’azione.
- L’educazione è il metodo fondamentale di ogni progresso e di ogni riforma sociale.
La verità è vista come risultato sulle conseguenze dell’azione (tesi pragmatista).
L’ottimismo deweyano esprime una ferma fiducia nella capacità dell’individuo di svilupparsi e in una società
capace di formare l’uomo nel migliore dei modi.
Dal 1897 ad oggi vi sono stati profondi cambiamenti: una serie di dottrine rivoluzionarie e di avvenimenti
catastrofici è venuta a trasformare lo spirito stesso della ricerca (guerre mondiali, rivoluzione russa, energia
atomica, concezioni relativistiche, filosofie scettiche) costringono a ripensare i principi in base ai quali
costruire una filosofia dell’educazione.
Premesse ad un esame dei principi ottimistici del Dewey
1890 Dewey ha davanti a un metodo educativo sterile e rigido, un vuoto formalismo ed ha fatto molto
per promuovere una riforma ma c’è stato poi un eccesso nell’applicazione dei suoi principi, spesso mal
interpretati o seguiti con una aderenza pratica d’ordine sentimentale.
Che cosa è valido per il nostro tempo?
- Il compito dell’educazione è duplice:
1. Trasmettere all’individuo una parte del sapere, dei costumi e dei valori accumulati nel tempo;
2. Contribuire allo sviluppo dei processi intellettivi e far sì che l’individuo sia capace di procedere al
di là delle forme culturali del mondo a cui appartiene
- A Nessuno è possibile giungere al possesso di tutto lo scibile: ogni uomo rivive solo un frammento di
questa cultura; la sua “interezza” consiste piuttosto nel crearsi una visione propria del mondo.
- La nostra epoca ha assistito al sorgere di ideologie che subordinano l’individuo ai fini specifici di una
società, nonostante ciò la comprensione che l’uomo ha di sé stesso e del suo mondo si è venuta
approfondendo
- L’educazione non deve solo trasmettere una cultura ma anche portare a contatto con visioni del
mondo diverse da quella cultura
- Quello dell’adattamento è un troppo modesto ideale: bisogna coltivare la capacità delle singole
menti di raggiungere una perfezione individualmente determinata e al tempo stesso socialmente
efficace
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Dopo Dewey – Il processo di apprendimento nelle due culture

Il mio credo pedagogico

L’ottimismo di J. Dewey

1897 Dewey pubblica “Il mio credo pedagogico”. Cinque atti di fede:

  • L’educazione si svolge nel senso di una progressiva partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale della sua gente.
  • La scuola è una forma di vita comunitaria, bisogna mettere in grado il fanciullo di servirsi delle sue capacità per fini sociali. Pertanto l’educazione è essa stessa vita.
  • Il vero centro dell’apprendimento sono le attività sociali del fanciullo.
  • Il metodo, la legge educativa è nell’azione.
  • L’educazione è il metodo fondamentale di ogni progresso e di ogni riforma sociale.

La verità è vista come risultato sulle conseguenze dell’azione (tesi pragmatista).

L’ottimismo deweyano esprime una ferma fiducia nella capacità dell’individuo di svilupparsi e in una società capace di formare l’uomo nel migliore dei modi.

Dal 1897 ad oggi vi sono stati profondi cambiamenti: una serie di dottrine rivoluzionarie e di avvenimenti catastrofici è venuta a trasformare lo spirito stesso della ricerca (guerre mondiali, rivoluzione russa, energia atomica, concezioni relativistiche, filosofie scettiche) costringono a ripensare i principi in base ai quali costruire una filosofia dell’educazione.

Premesse ad un esame dei principi ottimistici del Dewey

1890 Dewey ha davanti a sé un metodo educativo sterile e rigido, un vuoto formalismo ed ha fatto molto per promuovere una riforma ma c’è stato poi un eccesso nell’applicazione dei suoi principi, spesso mal interpretati o seguiti con una aderenza pratica d’ordine sentimentale.

Che cosa è valido per il nostro tempo?

  • Il compito dell’educazione è duplice:
    1. Trasmettere all’individuo una parte del sapere, dei costumi e dei valori accumulati nel tempo;
    2. Contribuire allo sviluppo dei processi intellettivi e far sì che l’individuo sia capace di procedere al di là delle forme culturali del mondo a cui appartiene
  • A Nessuno è possibile giungere al possesso di tutto lo scibile: ogni uomo rivive solo un frammento di questa cultura; la sua “interezza” consiste piuttosto nel crearsi una visione propria del mondo.
  • La nostra epoca ha assistito al sorgere di ideologie che subordinano l’individuo ai fini specifici di una società, nonostante ciò la comprensione che l’uomo ha di sé stesso e del suo mondo si è venuta approfondendo
  • L’educazione non deve solo trasmettere una cultura ma anche portare a contatto con visioni del mondo diverse da quella cultura
  • Quello dell’adattamento è un troppo modesto ideale: bisogna coltivare la capacità delle singole menti di raggiungere una perfezione individualmente determinata e al tempo stesso socialmente efficace
  • L’insegnamento non può sempre essere adattato agli interessi del fanciullo ma non si può neanche sforzare il fanciullo a ripetere pedissequamente le formule della società degli adulti
  • La scuola è vita ma è un tipo speciale di vita: accuratamente programmato per sfruttare al massimo quegli anni ricchi di possibilità formative; particolare comunità in cui si fa esperienza di scoprire le cose usando l’intelligenza.
  • Dewey sottovalutò la speciale funzione dell’istruzione come introduzione a nuove prospettive.
  • È compito primario della scola promuovere e presentare modelli di perfezione: per avere efficacia deve essere trasmissibile nella coscienza individuale. L’insegnante deve dare un esempio di perfezione attraverso il suo stesso modo di apprendere.
  • Il grande scienziato può rivolgersi a coloro che si avviano agli studi con la stessa semplicità e precisione con cui si rivolge a coloro che sono avanzati negli studi.

Le idee organizzatrici dell’esperienza nell’economia del processo d’apprendimento

Il sapere è una costruzione esemplare che ha il fine di dare un significato a motivi costanti incontrati nell’esperienza e di inserirli in una “struttura”.

L’efficacia delle grandi idee organizzatrici nell’aiutarci a comprendere ma anche nel fornirci gli strumenti per l’esperienza. Quindi:

  • La struttura della conoscenza è ciò che va sottolineato nell’educazione
  • L’unità del conoscere va ricercata nella conoscenza stessa (es. senza il concetto di commutatività l’algebra non esisterebbe

 la matematica, al pari di qualsiasi altra disciplina, deve cominciare dall’esperienza ma il progresso verso l’astrazione richiede un continuo allontanamento dalle ovvietà dell’esperienza superficiale.

 Una materia presentata in modo da porre in luce la sua struttura logica avrà una forza generativa che permetterà all’individuo di preparare uno schema funzionale dove i particolari potranno essere sistemati via via che si incontreranno.

I contenuti dell’apprendimento

Cosa è degno di conoscenza? Mondo naturale, condizione umana, società, passato e opere d’arte significative.

Sorge però il problema del linguaggio simbolico nei cui termini si conosce e si esprime ciò che si sa:

  • Linguaggio naturale
  • Linguaggio matematico

Solo una mente ben formata e il senso di poter dominare il sapere, sono i veri strumenti che noi possiamo dare loro e che resteranno validi qualsiasi trasformazione operino e il tempo e le circostanze.

Il potere mentale si accresce con l’approfondimento della conoscenza quindi il processo educativo ed il fine a cui mira sono la stessa cosa: il fine dell’istruzione è il sapere organizzato e tale è anche il processo educativo.

La conferenza di Woods Hole e l’origine di questo libro

I primi giorni vennero dedicati alle relazioni circa i procedimenti e la valutazione dei vari progetti di programmi elaborati dallo School Mathematics Study Group. Poi vennero esaminate recenti ricerche intorno a problemi educativi. Un pomeriggio fu dedicato a una dimostrazione in classe delle tecniche usate da David Page. Le macchine per insegnare furono presentate da Skinner.

Pochi giorni dopo i membri si divisero in cinque gruppi che presero in esame questi problemi:

  • Ritmo di svolgimento di un programma
  • Mezzi dell’insegnamento
  • Motivazioni dell’apprendimento
  • Ruolo dell’intuizione nell’apprendimento e nel ragionamento
  • Processi conoscitivi nell’apprendimento

Quando le relazioni furono pronte vennero presentate per essere discusse. Esse erano state elaborate in vista della discussione e quindi non pretendevano di costituire dei giudizi o dei manifesti definitivi.

Bruner, in quanto presidente, decise quindi di preparare un rapporto, costituito da una selezione degli argomenti a suo avviso principali. Il prof. Friedman e il dott. Alpert lo aiutarono.

Quando un primo abbozzo fu completato, ne furono inviate tre copie a tutti i membri affinché le completassero e le criticassero.

Le pagine che seguono costituiscono l’interpretazione di Bruner del significato dell’incontro e presenta una serie di punti di vista allacciati alla conferenza e agli scambi di idee che la seguì.

L’idea di convocare la conferenza fu di Randall Whaley direttore dell’Ufficio Educativo presso l’Accademia Nazionale delle Scienze.

Introduzione

Nuovi interessi educativi in America

In America la cultura di massa ha raggiunto un livello per cui una larga parte della popolazione oggi si interessa al problema del contenuto e del fine dell’educazione: es. formulazione di programmi per le scuole.

La conferenza di Woods Hole è stata una conseguenza di questo interesse. Quale deve essere il contenuto, il metodo e il tempo dell’insegnamento?

L’ultimo cinquantennio è stato testimone del sorgere della graduate school nell’ambito dell’Università americana, che accentuava fortemente l’importanza degli studi e delle ricerche d’avanguardia.

In generale però gli studiosi d’avanguardia non parteciparono all’elaborazione dei programmi per le scuole elementari e secondarie. I programmi si sono rivelati così inadeguati o in disaccordo con il sapere contemporaneo.

Oggi la situazione sembra essersi rovesciata.

Nuove tendenze della psicologia americana

La psicologia dell’apprendimento trascurò il problema di una pianificazione a lunga scadenza degli effetti dell’apprendere e non rivolse mai un’attenzione diretta alla struttura dell’attività intellettuale dell’allievo.

Nella pedagogia americana c’è sempre stato il dualismo e lo sforzo per raggiungere l’equilibrio tra le due realtà che B. Franklin designava con i termini “utile” (implica capacità specifiche e maturità generale che mettano in grado di affrontare i problemi della vita) e “ornamentale”.

Ma quando la frequenza della scuola secondaria aumentò divenne più difficile conservare l’equilibro tra l’istruzione volta a creare capacità specifiche e quella volta a dare una generale disciplina all’intelletto.

Così la psicologia portò in primo piano lo studio del transfert di capacità specifiche individuandone gli elementi comuni. Questi studi hanno ridato impulso all’interesse per l’apprendimento scolastico in genere.

Un apprendimento svolto in condizioni ideali conduce ad “imparare come imparare”.

Le “strutture” delle materie e i programmi

Cosa si intende per “struttura” di una materia? Es. una volta imparate le tre leggi fondamentali delle equazioni lo studente è un grado di comprendere che nuove equazioni da risolvere non sono nuove ma solo varianti di casi già noti; es. costrutto della frase.

Univocità e differenziazione dei programmi

Problemi di carattere generale.

  • Ogni programma si viene attuando in un mondo nel quale il mutamento delle condizioni sociale, culturali e politiche altera continuamente le situazioni di fatto e i fini delle scuole e degli studiosi di problemi scolastici.
  • Le scuole devono anche promuovere lo sviluppo sociale ed emozionale del bambino.
  • L’obiettivo più generalmente valido dell’educazione potrebbe essere il “promovimento dell’eccellenza” ma non ci si riferisce all’attenzione che la scuola prodiga agli alunni meglio dotati bensì anche alle cure che essa pone nell’aiutare ogni allievo a raggiungere il massimo grado di sviluppo intellettuale possibile.  un insegnamento capace di rendere evidente la struttura di una materia riesce più utile ai meno dotati che ai più dotati.
  • Non si vuole però affermare che il ritmo e il contenuto dei corsi debba essere identico per tutti gli studenti.

I programmi di matematica e di scienze ed il problema dei superdotati

C’è stata una maggiore opportunità di studiare il progresso in questi campi.

Dovrebbe essere ben chiaro che gli studi umanistici e sociali e le scienze hanno tutti pari bisogno di uno sforzo immaginativo se vogliono portare il loro contributo all’educazione delle generazioni future.

Con ogni probabilità, i miglioramenti apportati all’insegnamento delle scienze e della matematica accentueranno di più i dislivelli già osservabili tra i superdotati, i normali e i meno portati per queste discipline.  La soluzione del problema è da vedersi nell’abolizione o in una qualche modifica del sistema di divisione del programma per classi in alcune discipline.

Presentare fenomeni in modo che risultino insieme interessanti, esatti e comprensibili, richiede una profonda intelligenza insieme ad un onesto scrupolo: il rendere interessante un argomento non esclude affatto la possibilità di presentarlo in modo approfondito (es. maree)

In sintesi, almeno quattro condizioni sono necessarie all’insegnamento strutturale delle materie: la pria è che la comprensione delle strutture rende più interessante una disciplina.

Insegnamento strutturale e memoria

La seconda si riferisce alla memoria: una nozione viene rapidamente dimenticata se non viene inserita in un contesto strutturale. Ricordiamo una formula, un dettaglio visivo che implica il significato di un evento, una sintesi espressiva di una serie di avvenimenti.

Insegnamento strutturale e transfert

La terza: la comprensione dei principi e delle idee fondamentali sembra costituire la via principale per realizzare il cosiddetto transfert dell’addestramento. L’attenta educazione della capacità di comprendere ha anche l’effetto di mettere lo studente in grado di conoscere i limiti di ogni generalizzazione.

Insegnamento strutturale e unità tra scuola elementare e scuola media

Il quarto : un costante riesame del materiale insegnato nelle scuole elementari e secondarie nei suoi caratteri fondamentali porta a ridurre la distanza che separa la conoscenza “superiore” da quella “elementare”.

Problemi aperti

 Il problema della scienza generale: ci sono alcune idee che ritornano in pressoché tutte le branche della scienza. Il problema è se queste non debbano essere isolate ed insegnate più esplicitamente al di fuori degli ambiti specifici delle singole scienze.  Ci sono alcuni punti di vista generali sia nei confronti della scienza sia della letteratura. Si può pensare che sia utile stabilire quali siano gli atteggiamenti e i mezzi più euristici di più largo uso e utilità e che sia necessario fare uno sforzo per insegnarli agli alunni.

Tra i principali argomenti che si oppongono a un siffatto insegnamento dei principi e dei punti di vista generali c’è il concetto che è meglio giungere a ciò che è generale passando prima attraverso ciò che è specifico e il concetto che i principi operanti debbono restare impliciti piuttosto che essere resi espliciti.

Si sente spesso distinguere tra fare e comprendere. La distinzione, probabilmente falsa, vale tuttavia a sottolineare la differenza tra insegnare ed apprendere. Così in alcuni libri si incontra una netta distinzione tra ottuso meccanicismo e comprensione. Invero il principio secondo il quale fare una certa cosa aiuti a comprenderla è quello che si ritrova alla base di tutti gli esercizi di laboratorio.

In ogni caso ciò che importa è indagare quali esercizi nei singoli campi siano i più adatti a dare allo studente la padronanza intelligente del materiale. Forse il modo migliore sarebbe quello di studiare quali metodi abbiano seguito insegnanti che hanno ottenuto innegabili risultati positivi.

Gli esami

L’esame può aiutare a migliorare i programmi e l’insegnamento.

È attualmente in atto uno sforzo coordinato tra le organizzazioni nazionali per l’approntamento dei test per dare agli esami una forma che accentui l’importanza della comprensione dei principi fondamentali.

Conclusioni

Necessità che il programma di ogni disciplina sia finalizzato alla comprensione più approfondita possibile dei principi che costituiscono la struttura della disciplina stessa.

Il modo migliore di rendere interessante una disciplina è di farla apparire degna di essere appresa e cioè di renderla feconda oltre la situazione specifica in occasione della quale è stata appresa.

La conoscenza appresa al di fuori di una adeguata comprensione della struttura che presuppone è suscettibile di essere dimenticata troppo facilmente.

Tutto questo può essere svolto solo attraverso la partecipazione attiva degli studiosi e degli scienziati più esperti.

Inoltre bisogna esaminare le pratiche di insegnamento correnti.

  1. Età e condizioni dell’apprendimento

Ammettiamo l’ipotesi che qualunque materia possa essere fatta oggetto di un insegnamento efficaci e corretto per tutti gli allievi e tutte le fasi di sviluppo. Per chiarire ciò che implica esaminiamo tre concetti generali.

2.1 Il processo dello sviluppo intellettuale

Il processo dello sviluppo intellettuale e gli studi del Piaget

Il fanciullo, in ogni fase dello sviluppo, ha un modo particolare di considerare il mondo e di spiegarselo. Il compito consiste nel rappresentare la struttura di quella disciplina nei termini del modo infantile di vedere la realtà.  gli studi di Piaget: grosso modo, si possono distinguere tre fasi nello sviluppo.

La prima fase “pre-operativa” dello sviluppo

Fino ai 5-6 anni. L’interesse è volto a prendere possesso del mondo attraverso l’azione. Il bambino impara a rappresentarsi il mondo esterno per mezzo di simboli fondati su processi di semplice generalizzazione.

Non è molto capace di distinguere i fini dai mezzi necessari per raggiungerli. Manca il concetto di reversibilità.

La seconda fase delle “operazioni concrete”

Ha un carattere operativo. L’operazione è un modo di collocare nella mente dei dati riguardanti il mondo reale e di trasformarli, vale a dire di organizzarli e selezionarli in ordine alla soluzione di un problema.

L’operazione differisce dall’azione perché è interiorizzata (in quanto si esperisce nella testa il processo di prova e di errore) e reversibile (può essere compensata con un operazione inversa).

Le operazioni concrete però sono mezzi capaci di strutturare solo la realtà presente immediatamente.

Il bambino non sa controllare le operazioni attraverso l’evocazione sistematica dell’intera sfera di possibilità alternative che possono darsi in un dato momento.

  • Trasformazione: una certa conoscenza viene resa efficiente a nuovi fini
  • Valutazione: indagare de il modo in cui abbiamo manipolato l’informazione sia adeguato ai nostri fini

L’apprendimento di ogni disciplina si articola di solito in una serie di momenti, ciascuno dei quali implica i tra procedimenti. Un atto dell’apprendimento può essere breve o lungo, contenere molti o pochi concetti.

Problemi aperti sull’apprendimento

Di solito adattiamo il materiale alle capacità e ai bisogni dello studente, manipolando i momenti dell’apprendimento. C’è una sorprendente carenza di ricerche sul modo di presentare gli argomenti in rapporto alle diverse età e per le diverse materie.

  • Problema dell’equilibrio tra premi esteriori e primi interiori (bisogna dare maggior importanza a quelli interiori)
  • Problemi relativi all’accento che dovrebbe essere posto sull’acquisizione, la trasformazione e la valutazione in ogni processo di apprendimento. (la tecnica della scoperta è solo uno dei metodi e senza dubbio la sua applicabilità è limitata)

Durata ideale di un processo di apprendimento

Quanto più il processo è lungo e complesso, tanto più grande deve essere la ricompensa da considerare in termini di accresciuto potere conoscitivo, se si vuole che l’allievo sia incoraggiato a passare con entusiasmo a un processo successivo.

Si ritiene che gli adulti possano padroneggiare circa sette argomenti diversi alla volta. Per i giovani non abbiamo regole precise.

2.3 Il “programma a spirale”

Possibilità di migliore insegnamento inferiore e superiore

Per stabilire la validità di una disciplina della scuola primaria dobbiamo chiederci se risulti degna del sapere di un adulto e se una persona che si sia iniziata ad essa da giovane divenga un adulto migliore.

Il programma deve fondarsi su grandi ideali, principi e valori che una società giudica degni del continuo interesse dei suoi membri.

Es. letteratura: l’idea del tragico, bisogna prima chiedersi quale sia l’idea che il fanciullo ha del tragico

La situazione di fatto

Molti programmi sono stati inizialmente concepiti in base a criteri molto simili a quelli qui esposti ma nel modo in cui sono attualmente svolti spesso perdono progressivamente la loro forma originaria e finiscono per non avere più senso. Bisogna quindi promuovere un riesame degli attuali programmi.

  1. Pensiero intuitivo e pensiero analitico

Incertezze sulla natura del pensiero intuitivo

Abbiamo molto insistito sull0importanza che ha per uno studente la comprensione intuitiva della materia.

Possiamo distinguere tra:

  • Genialità inarticolata
  • Idiozia articolata

In matematica l’intuizione è usata con due significati diversi:

  • Lavorare a lungo su un problema e raggiungere la soluzione intuitivamente senza ancora averne fornito una dimostrazione logica
  • Azzardare con rapidità ipotesi molto giuste sul modo in cui stanno le cose

Lo sviluppo dell’efficienza del pensiero intuitivo è uno dei fini degli insegnanti di matematica e di scienze ma di solito si insegna in modo deduttivo ed analitica.

Molti hanno anche fatto notare che migliorare l’uso del pensiero negli insegnanti costituisce un problema non meno grave che migliorarlo negli studenti.

In ogni caso sarebbe anche sbagliato escludere dall’intuizione ogni aspetto sistematico.

I problemi concernenti la natura del pensiero intuitivo sembrano accentrarsi su due punti:

  • Che cosa in effetti sia il pensiero intuitivo
  • Che cosa valga ad influenzarlo

Complementarità del pensiero intuitivo e del pensiero analitico

Il pensiero analitico è procedere un passo per volta con un ragionamento attento e deduttivo e un chiaro piano d’azione oppure con un graduale processo induttivo e sperimentale che si serva dei principi della scienza e della statistica.

Il pensiero intuitivo non procede invece per passi cauti ma tende piuttosto ad implicare procedimenti che sembrano basati su una percezione della totalità del problema con poca o nessuna chiarezza del processo che si è seguito. Fa affidamento sulla familiarità posseduta col campo delle conoscenze in esame e con la loro struttura.

Bisogna riconoscere la complementarità di questi due tipi di pensiero: soluzioni raggiunte per via intuitiva vanno comprovate con il metodo analitico. Il formalismo scolastico ha svalutato l’intuizione.

Ricerche sulla natura del pensiero intuitivo

Siamo capaci di identificare certi modi di soluzione dei problemi come più intuitivi di altri?

Webster dà una definizione strumentale dell’intuizione: apprensione o conoscenza immediata (VS mediata)

È peculiare dell’atteggiamento intuitivo formulare rapidamente ipotesi e cogliere combinazioni di idee. Alcuni individui sono dei buoni ingegni intuitivi, altri devono guardarsi da questo tipo di attività del pensiero.

Quale sia il procedimento euristico proprio dell’ingegno intuitivo non è noto. Senza dubbio l’esperienza è di aiuto anche se talvolta si può essere vittime dell’abitudine.

Alcune ricerche svolte sulla cultura della scuola secondaria americana, sottolineano particolarmente come in essa si attribuisca più valore alla popolarità sociale che non alle finalità accademiche.

Per contro il Report on Admission Policy del 1960 rileva che gli studenti di Harvard provenienti dalle scuole secondarie pubbliche danno migliori risultati di quelli, di pari attitudine, provenienti dalle scuole private.

Che cosa si può stabilire circa gli stimoli validi per l’apprendimento?

Nuove esigenze educative connesse a situazioni storiche e al progresso tecnico

L’attività frenetica delle finalità competitive può non lasciar luogo alla riflessione, alla valutazione e alla generalizzazione mentre una disciplina eccessiva produce noia ed apatia.

Film, sussidi audiovisivi e altri accorgimenti possono avere l’effetto di eccitare la tensione per un po’ ma a lunga scadenza possono creare un individuo passivo.

Gli stimoli che influiscono sull’apprendimento sono molteplici:

  • I genitori e gli insegnanti da soddisfare
  • I compagni con cui trattare
  • Coltivazione del proprio senso di sicurezza
  • L’importanza e il ruolo dato alla scuola nel complesso della vita
  • La sottile attrazione personale per le materie
  • Se l’insegnamento è ben fatto e de è degno di essere appreso (influenzata anche dalla società)

Nonostante la riverenza per l’educazione si è prestata poca attenzione al suo contenuto: è sembrato che fosse sufficiente un vago riferimento alle tre R (leggere, scrivere e far di conto). Si è respinta la frattura fra teoria e pratica ma si è data poca importanza agli scrittori, ai poeti, ai teorici e ai sapienti.

Oggi molti americani sono diventati consapevoli dei valori pratici dell’educazione ma anche del suo contenuto e della sua qualità. I fattori che alimentano questa corrente sono: la nuova era nazionale; la preoccupazione per la sicurezza nazionale (VS Russia) etc.

Si discute molto sul modo di elevare il tono della serietà intellettuale delle nostre scuole e sull’opposizione che sussiste tra la sopravvalutazione delle attività sportive.

È assai probabile che il sistema educativo subirà mutamenti dovuti alla crescente esigenza dell’insegnamento della scienza, della tecnologia e di materie legate a queste.

Esigenze storico-tecnologiche e finanziamento della scuola per i superdotati

Ci sarà un’accelerata emorragia di fondi federali a sussidio dell’educazione a livello statale e locale e una riduzione delle disuguaglianze qualitative attualmente esistenti tra i sistemi scolastici dei diversi stati.

Il risultato di questi avvenimenti sarà il successo della cosiddetta meritocrazia: ci sarà una grande tendenza a favorire gli studenti più capaci e ad affrettare il ritmo degli studi di chi mostra una particolare disposizione nelle discipline tecniche e scientifiche. La destinazione nella maturità dipenderà in misura crescente e irreversibile dai precedenti meriti scolastici.

Pericoli della “meritocrazia” e conseguenze di una sopravvalutazione degli esami

La meritocrazia è destinata ad avere spiacevoli effetti sul clima educativo che però si sarà in grado di controllare:

  • Sopravvalutazione degli esami
  • Se le borse di studio verranno sempre più attribuiti in base ai risultati nello studio delle scienze e della matematica possiamo attenderci una svalutazione in altri campi
  • Diventeranno sempre più deboli gli stimoli che spingono ad apprendere
  • Sarà più difficile trovare bravi insegnanti per le altre discipline

La compilazione di nuovi programmi che contemperino esigenze scientifiche ed umanistiche

Bisognerà sforzarsi di migliorare i programmi e l’insegnamento delle materie umanistiche e sociali in analogia con quanto attualmente si va facendo per le scienze e la matematica.

Bisogna aumentare la flessibilità nell’organizzazione degli esami: essi possono alimentare il potere della riflessione.

Saranno necessarie particolari attenzioni non solo ai superdotati ma anche a coloro che non sono dotati di costanza e precocità che pur rappresentano una parte importante.

Bisogna conservare e alimentare un coraggioso pluralismo.

  1. Sussidi didattici

Sussidi tradizionali e nuovi sussidi

Alcuni intendono fornire quel materiale non altrimenti accessibile nell’ordinaria esperienza scolastica: strumenti sostitutivi dell’esperienza.

Altri devono aiutare lo studente ad afferrare la struttura sostanziale di un fenomeno: il laboratorio, grafici, modelli e riproduzioni.

Ci sono anche mezzi più progrediti: i programmi sequenziali.

In ogni disciplina un certo ordine di successione nella presentazione delle esperienze e delle idee aiuta più di altri mezzi a guidare lo studente nell’impadronirsi dell’idea fondamentale.

  • Model devices: intera serie di sussidi
  • Dramatizing devices: strumenti per la drammatizzazione (racconti storici, film etc.)

L’insegnante rimane il sussidio migliore.

Le macchine per l’insegnamento

Negli ultimi anni si è assistito alla comparsa di una gran varietà di mezzi meccanici (automatizing devices) e di macchine per l’insegnamento (teaching machines) che possiedono alcune caratteristiche comuni: presentano agli studenti una serie accuratamente programmata di problemi ed esercizi uno dopo l’altro; possono alleggerire il compito dell’insegnante e possono correggere l’alunno nell’atto stesso dell’apprendimento.

Es. la geografia deve indicare non solo dove una città p situata ma anche il perché. Cfr. esperimento della cartina bianca  quei ragazzi hanno appreso un modo di ragionare in tema di geografia, un modo di considerare i fattori geografici.

I nuovi programmi sono basati sul fatto che le conoscenze posseggono un legame, un significato interiore e che le varie nozioni devono essere fatte rientrare in quel significativo contesto.

Dall’altro lato bisogna riconoscere che spesso solo le menti più profonde riescono ad individuare le più semplici strutture del sapere. È una delle principali ragioni per cui la compilazione dei nuovi programmi di insegnamento richiede l’opera dei più grandi studiosi e scienziati.

Importanza del fattore scoperta: scoprire significa trovare la struttura più adatta, il significato più profondo. I vantaggi della scoperta si hanno nella maggiore potenzialità intellettuale, maggiore ricompensa psicologica, migliore tecnica dell’indagine e affinamento dei processi mnemonici.

Affinché il fanciullo sviluppi la propria potenzialità intellettuale occorre che venga incoraggiato a cercare e scoprire rapporti e regolarità nell’ambiente che lo circonda.  spingerlo a diventare un “costruzionista”

Alla tecnica dell’indagine si perviene in maniere diverse ad esempio lo studio della tecnica delle discipline formali come la logica.

Il problema fondamentale della memoria umana non è un problema di immagazzinamento bensì di recupero e la chiave di quel recupero è rappresentata dall’organizzazione dei dati da ricordare.

L’elemento più squisitamente personale di ciò che l’uomo conosce è rappresentato da quanto egli scopre da sé.

Rivoluzione nell’insegnamento della matematica (Evelyn Sharp)

I programmi di insegnamento della matematica stanno subendo una trasformazione radicale. Il primo attacco ai tradizionali programmi si è avuto nel 1955 dal College Entrance Examination Board che sosteneva che i programmi non tenessero conto delle innovazioni verificatesi negli ultimi tre secoli.

L’associazione si propose di risolvere il problema. Nel 1958 pubblicò una serie di raccomandazioni per l’aggiornamento dei programmi di matematica nelle scuole medie. Eliminò in gran parte la geometria solida e aggiunse elementi di calcolo delle probabilità.

Quasi contemporaneamente due università statali (Illinois e Maryland) iniziarono indagini analoghe con l’aiuto finanziario dello School Mathematics Study Group che aveva preparato nel ’58-’59 una prima stesura di libri di testo di matematica per le scuole secondarie e creato una serie di centri sperimentali.

In questo modo si è giunti a una redazione soddisfacente di quei libri e quindi al pieno successo della “nuova matematica” la cui base è la teoria degli insiemi.

Un insieme è un gruppo di cose che posseggono una qualche caratteristica in comune. Sugli insiemi non si effettuano addizioni, sottrazioni etc. ma si parla di intersezione (elementi in comune), riunione (gli elementi di entrambi i membri) e complemento (tutti gli elementi di B escluso A che è compreso in B).

Una delle sue applicazioni si incontra nell’algebra di Boole a cui è stato opportuno ricorrere per la costruzione di calcolatori elettronici.  la nuova matematica nelle scuole è una conseguenza dell’automazione.

I calcolatori elettronici hanno anche reso necessaria l’introduzione del sistema binario poiché i loro interruttori elettrici hanno solamente due scelte: essere aperti o chiusi (1 – 0)

Alla geometria tradizionale va subentrando la topologia, che invece di analizzare figure regolari studia le proprietà che rimangono a quelle figure dopo che hanno subito ogni sorta di trasformazione.

Lentamente i nuovi programmi stanno ponendo teorie nuove e a un tempo riservate a pochi scienziati, al livello dello studente di scuole medie.