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Jerome Bruner- SCIENZE UMANE, Appunti di Scienze Umane

Appunti su Jerome Bruner completi, con pensiero pedagogico e confronto con Dewey

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 19/05/2022

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JEROME BRUNER 1915-2016
Nasce a New York nel 1915 e si forma in diverse scuole, funzionalismo, gestalt e comportamentismo, tutte
queste influenze contribuiranno allo sviluppo del suo pensiero. Negli anni 50 Bruner inizia a sviluppare
una concezione cognitivista relativa al pensiero, che viene formalizzata nell’opera ‘il pensiero: strategie e
categorie’ del 1956. Ufficialmente quest’opera segna l’inizio del cognitivismo statunitense che ancora
risentiva dell’influsso di Piaget. Tre anni dopo, 1959, Bruner partecipa alla conferenza di Woods Home da
lui presieduta, da qui egli diventa il punto di riferimento in ambito psicologico e pedagogico, non solo
negli stati uniti.
In questa conferenza Bruner sostiene la necessità di una svolta psicologica e pedagogica sugli studi
dell’infanzia, pensiero ufficializzato nell’opera ‘dopo Dewey il processo di apprendimento nelle due
culture’ del 1961. Con questa opera Bruner segna la svolta della pedagogia statunitense in un'opera
strutturalista, a completamento di questo suo progetto del 1966 pubblica ‘verso una teoria dell’istruzione’
dove vuole dare dei suggerimenti per fondare una nuova teoria di istruzione.
A partire dagli anni 70 Bruner si concentra soprattutto sugli studi dello sviluppo infantile e pubblica
l’opera ‘il significato dell’educazione’ del 1971. Grazie a Bruner in questi anni viene riscoperto Vigotsky la
cui influenza sarà importante soprattutto riguardo gli studi di linguaggio e comunicazione con una
prospettiva storico-culturale, tanto che nel 1983 pubblica l’opera ‘il linguaggio del bambino'. Gli ultimi
anni della sua vita Bruner si occuperà in particolare della narratività, del rapporto educazione-cultura, il
tutto letto secondo la prospettiva della psicologia culturale di cui è considerato uno dei maggiori
esponenti. Muore a Manhattan nel 2016.
Pensiero pedagogico
Il cognitivismo è la corrente di pensiero che studia il modo in cui la mente acquisisce informazioni
dall’ambiente esterno, le elabora e le organizza. Il pensiero di Bruner si rifà molto a questa corrente, con
l’idea che per mettere in atto uno qualunque strategia educativa è fondamentale conoscere il modo in cui
apprende la nostra mente. I suoi contributi più importanti infatti sono i suoi studi sperimentali dei
processi cognitivi e di apprendimento del bambino.
L’idea di Bruner dal punto di vista pedagogico è andare oltre Dewey attraverso una prospettiva
strutturalista, cioè al centro pone il concetto di struttura che viene inteso secondo due significati:
- il modo in cui la mente organizza gli apprendimenti, secondo lui alla base della mente vi sono delle leggi
che hanno la funzione di dare ordine alle informazioni che arrivano e di accrescere (lo recupera dalla
gestalt e i suoi principi/leggi)
-indica la presenza nelle diverse discipline di idee guida, organizzatrici, concetti fondamentali che
descrivono tutto il sapere legato a quella disciplina. Questi concetti hanno un grande valore esplicativo
Per Bruner è inutile soffermarsi sul nozionismo, sovraccaricare la mente, una volta appresi i concetti
fondamentali questi diventano come leggi e principi che operano nella nostra mente e su cui costruisco
l’apprendimento. Bruner vuole andare oltre la concezione pedagogica di Dewey, espressa nell’opera ’il
mio credo pedagogico’ 1897.
I 5 principi di base di Dewey:
• l’istruzione è il risultato della progressiva partecipazione dell’individuo al patrimonio comune del
genere umano
l’istruzione è un processo sociale e la scuola è il fulcro di tale processo. Il fondamento dei programmi
di insegnamento è la vita sociale del bambino. Il metodo educativo deve ispirarsi agli interessi e alle
attività del bambino.
L’istruzione è il fondamento dello sviluppo sociale e politico della società. Bruner attua un
superamento del pensiero di Dewey, inteso come integrazione del pensiero attivista con quello
strutturalista.
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JEROME BRUNER 1915- 2016

Nasce a New York nel 1915 e si forma in diverse scuole, funzionalismo, gestalt e comportamentismo, tutte queste influenze contribuiranno allo sviluppo del suo pensiero. Negli anni 50 Bruner inizia a sviluppare una concezione cognitivista relativa al pensiero, che viene formalizzata nell’opera ‘il pensiero: strategie e categorie’ del 1956. Ufficialmente quest’opera segna l’inizio del cognitivismo statunitense che ancora risentiva dell’influsso di Piaget. Tre anni dopo, 1959, Bruner partecipa alla conferenza di Woods Home da lui presieduta, da qui egli diventa il punto di riferimento in ambito psicologico e pedagogico, non solo negli stati uniti. In questa conferenza Bruner sostiene la necessità di una svolta psicologica e pedagogica sugli studi dell’infanzia, pensiero ufficializzato nell’opera ‘dopo Dewey il processo di apprendimento nelle due culture’ del 1961. Con questa opera Bruner segna la svolta della pedagogia statunitense in un'opera strutturalista, a completamento di questo suo progetto del 1966 pubblica ‘verso una teoria dell’istruzione’ dove vuole dare dei suggerimenti per fondare una nuova teoria di istruzione. A partire dagli anni 70 Bruner si concentra soprattutto sugli studi dello sviluppo infantile e pubblica l’opera ‘il significato dell’educazione’ del 1971. Grazie a Bruner in questi anni viene riscoperto Vigotsky la cui influenza sarà importante soprattutto riguardo gli studi di linguaggio e comunicazione con una prospettiva storico-culturale, tanto che nel 1983 pubblica l’opera ‘il linguaggio del bambino'. Gli ultimi anni della sua vita Bruner si occuperà in particolare della narratività, del rapporto educazione-cultura, il tutto letto secondo la prospettiva della psicologia culturale di cui è considerato uno dei maggiori esponenti. Muore a Manhattan nel 2016. Pensiero pedagogico Il cognitivismo è la corrente di pensiero che studia il modo in cui la mente acquisisce informazioni dall’ambiente esterno, le elabora e le organizza. Il pensiero di Bruner si rifà molto a questa corrente, con l’idea che per mettere in atto uno qualunque strategia educativa è fondamentale conoscere il modo in cui apprende la nostra mente. I suoi contributi più importanti infatti sono i suoi studi sperimentali dei processi cognitivi e di apprendimento del bambino. L’idea di Bruner dal punto di vista pedagogico è andare oltre Dewey attraverso una prospettiva strutturalista, cioè al centro pone il concetto di struttura che viene inteso secondo due significati:

  • il modo in cui la mente organizza gli apprendimenti, secondo lui alla base della mente vi sono delle leggi che hanno la funzione di dare ordine alle informazioni che arrivano e di accrescere (lo recupera dalla gestalt e i suoi principi/leggi)
  • indica la presenza nelle diverse discipline di idee guida, organizzatrici, concetti fondamentali che descrivono tutto il sapere legato a quella disciplina. Questi concetti hanno un grande valore esplicativo Per Bruner è inutile soffermarsi sul nozionismo, sovraccaricare la mente, una volta appresi i concetti fondamentali questi diventano come leggi e principi che operano nella nostra mente e su cui costruisco l’apprendimento. Bruner vuole andare oltre la concezione pedagogica di Dewey, espressa nell’opera ’il mio credo pedagogico’ 1897. I 5 principi di base di Dewey:
  • l’istruzione è il risultato della progressiva partecipazione dell’individuo al patrimonio comune del genere umano
  • l’istruzione è un processo sociale e la scuola è il fulcro di tale processo. Il fondamento dei programmi di insegnamento è la vita sociale del bambino. Il metodo educativo deve ispirarsi agli interessi e alle attività del bambino.
  • L’istruzione è il fondamento dello sviluppo sociale e politico della società. Bruner attua un superamento del pensiero di Dewey, inteso come integrazione del pensiero attivista con quello strutturalista.
  • Secondo Bruner l’istruzione non è solo partecipazione alla cultura a cui si appartiene ma è anche sviluppo di processi cognitivi grazie ai quali l’individuo può oltrepassare la cultura sociale e formarsi una cultura personale, un’autoformazione.
  • L’adattamento alla società secondo lui deve basarsi sulla formazione di competenze nel soggetto, quindi sul saper fare legato ad abilità specifiche in particolari aree dell’esperienza 17 - 03 - 2022
    1. FONDAMENTO DEI PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO: devono fondarsi sulla vita sociale del bimbo. Per Bruner i programmi di insegnamento devono fondarsi sui concetti di base che servono a dare ordine a ciò che già si sa, ma sono anche importanti per dare ordine a ciò che si imparerà successivamente. Quindi nel creare un Curriculum\percorso bisogna tener conto di questi concetti importanti
    2. MODELLI EDUCATIVI: diversamente da Dewey, Bruner sostiene che questi modelli educativi devono tener conto della struttura della conoscenza e dell’economicità dell’apprendere. Bisogna capire come la mente acquisisce ed elabora e organizza le informazioni, quindi il modo in cui conosciamo la realtà. L'economicità dell’apprendimento vuol dire evitare il sovraccarico di nozioni e quindi focalizzarsi su apprendimenti che sono essenziali e soprattutto che rispecchiano il modo in cui la mente apprende.
    3. L'istruzione e la scuola sono importanti per il progresso sociale e per il rinnovamento della società, ma essi per poter svolgere questo compito devono aggiornarsi sistematicamente e quindi la scuola deve essere al passo con i progressi della società. L'idea di Bruner è quella di integrare l’attivismo di Dewey con una programmazione dell’apprendimento da parte dell’insegnante incentrata sulla categoria della struttura. Secondo Bruner è fondamentale che gli studenti apprendano innanzitutto le strutture fondamentali disciplinari, successivamente questo apprendimento favorirà l’organizzazione cognitiva del soggetto e quindi la possibilità di uno sviluppo autonomo della conoscenza in modo tale che gli studenti possano andare al di là dell’informazione ricevuta. Di tutte le discipline per poter integrare insieme l’attivismo e una programmazione dell’apprendimento, bisogna individuare quelle modalità che diano la possibilità allo studente di poter controllare da una parte la complessità dell’apprendimento e dall’altra tener conto della ricchezza del sapere. Quindi se si vuole che gli studenti siano in grado di far fronte alla complessità e alle necessità della vita, bisogna dotarli di strutture e modalità che essi possano usare in modo produttivo per favorire la loro AUTOFORMAZIONE. Bruner sostiene che usando le strutture e i linguaggi appropriati al livello di sviluppo psichico del soggetto si possa insegnare tutto a tutti, a qualunque età, a partire dagli anni dell’infanzia, secondo il modello che lui definisce di CURRICOLO\LUM ASPIRALE. Il Curriculum: è un percorso di apprendimento. Aspirale: perché prevede la ripetizione dei contenuti fondamentali ma espressi in forme più ricche, ampie e più approfondite e diversificate soprattutto in relazione all’uso dei linguaggi. Prima di organizzare un Curriculum è importante conoscere la natura e la modalità attraverso le quali si realizza lo Sviluppo Intellettivo del bimbo, sviluppo che ruota attorno al concetto di RAPPRESENTAZIONE. 21 - 03 - 2022 Secondo Bruner lo sviluppo cognitivo ruota attorno al concetto di RAPPRESENTAZIONE, cioè una modalità che caratterizza la mente umana grazie alla quale riusciamo ad elaborare le informazioni che riceviamo dall’ambiente esterno. Esistono 3 tipi di Rappresentazione:
    4. ATTIVA o ESECUTIVA= è la prima a manifestarsi nel corso del primo anno di vita. Riguarda tutte le azioni Psico-Motorie che il bimbo compie nell’ambiente. Bisogna quindi conoscere la realtà. È influenzata dalle azioni che il bimbo compie. Questa modalità, di interpretazione della realtà,
  1. \\ deve specificare il modo in cui le conoscenze devono essere strutturate in modo che vengano subito comprese dallo studente.
  2. \\ deve specificare la progressione Ottimale con cui deve essere presentato ciò che si deve apprendere.
  3. \\ deve specificare la natura e il ritmo delle ricompense e delle punizioni nel processo di Apprendimento-Insegnamento. Perché è importante stabilire le esperienze didattiche che sono più adatte a stimolare la predisposizione ad apprendere? Secondo Bruner l’importanza è legata al ruolo che l’istruzione e la scuola hanno nelle moderne società occidentali avanzate. Le moderne società sono sempre più complesse, soggette a ritmi di cambiamento impressionanti. Questo porta ad una naturale conseguenza, la scuola non è più in grado di fornire le informazioni necessarie per vivere all’interno di queste società, per 2 motivi:
  4. A causa dell’enormità di queste conoscenze, sono talmente tante che anche volendo non si riuscirebbe a stare dietro.
  5. Queste conoscenze, vengono quotidianamente superate dai progressi e dallo sviluppo culturale tecnologico, prima il sapere era più stabile. ?? Questo è possibile quando la scuola si organizza per favorire tutto questo, per Bruner diventa fondamentale il ruolo degli educatori\insegnanti. Sono loro a dover selezionare, all’interno delle varie discipline, quelle idee guida o concetti di base, devono interpretarli, e fare in modo che da queste idee gli studenti possano sviluppare apprendimenti significativi. Questo comporta il fatto di creare ambienti di lavoro didattico, scolastico non produttivo. Questi ambienti sono adattati alle necessità e caratteristiche degli studenti. Questo significa scegliere strumenti didattici idonei, valorizzare le competenze, usare tutti i linguaggi possibili. Solo in questo modo il bimbo apprende usando la propria creatività e le proprie abilità intellettuali. Tutto si basa sulle strutture disciplinari, tutto parte da qui. È un’idea un po' diversa da Dewey perché si basa sul costruire su questi concetti il sapere dei bimbi. Bruner concorda con Dewey sul fatto che l’educazione possa progredire sulla riforma della società, ma a differenza di Dewey non attribuisce più il primato alla spontaneità alle azioni pratiche del bimbo. Bruner è consapevole che la richiesta della società all’istruzione non è quello di fornirli di sapere, ma di fornire competenze. Ecco perché l’attività scolastica non può essere spontanea. Ma l’attività scolastica deve essere organizzata e costruita per poter essere efficace. Negli anni ‘70 Bruner si avvicina all’approccio Storico-Culturale di Vigotsky allontanandosi dalla sua. Questi anni diventano interessanti per i suoi contributi, in particolare in e ambiti:
  6. Studi condotti sulle Interazioni Comunicative Precoci tra madre e bimbo
  7. L'importanza che i racconti delle Fiabe nella costruzione dell’immagine del mondo da parte del bimbo. Ma anche la scelta di strategie per entrare in relazione con il mondo.
  8. L'importanza che i contesti Sociali hanno nella comprensione e conoscenza del mondo. Tutte le attività educative sono l’espressione dei contesti sociali nelle quali queste azioni\attività prendono forma. Ogni azione è l’espressione di questo contesto sociale. La scuola quindi, in particolare, è vista come uno spazio in cui 2 generazioni si incontrano per definire la realtà sociale della quale entrambe fanno parte. Bruner afferma che è impensabile che la generazione precedente si limiti a trasmettere la propria visione del mondo alla generazione successiva. La scuola è una comunità di apprendimento, in cui partecipano tutti. Questo apprendimento per far sì che diventi efficace non bisogna solo mostrare il proprio punto di vista alle nuove generazioni, ma bisogna mettere giù tutto e discuterne. Puntando soprattutto sulle discipline che si prestano a fare la realtà stessa. La scienza evolve e modifica la nostra visione della realtà. E lavorando soprattutto su discipline che si possono discutere posso avere un confronto con gli studenti.