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Sintesi realizzata con appunti presi in classe e rielaborazione dei paragrafi di "Novecento Pedagogico" del Chiosso su John Dewey e Jerome Bruner.
Tipologia: Sintesi del corso
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ATTIVISMO PEDAGOGICO: versione modernizzata della pedagogia di Rousseau ed è una via di mezzo tra la vi- sione scientifica e quella romantica → non si comunica più il contenuto tradizionale, ma l’educazione diventa forza pro- motrice di esperienza [ educazione → l’idea di base di Rousseau ripresa da Dewey ➢ EDUCAZIONE ESPE- RIENZIALE ] → METODO INDUTTIVO ➢ costruire il sapere da dentro, attraverso tecniche che attivano il bambino → la scuola ottocentesca aveva gravi lacune, ad es. la trasmissione mnemonica → i pedagogisti dell’800 avevano ripreso manuali dell’educazione; nel XX secolo, in- vece, i pedagogisti diventano sperimentatori e non si attengono a quello che c’era già ➢ aprono le SCUOLE SPERIMENTALI in cui si studiano e si mettono in pratica i sistemi funzionanti SCUOLE NUOVE: avevano dei punti comuni: ✹ Libertà → vista come premessa per permettere la sperimentazione e una vita democratica (scuola = luogo in cui si educa il cittadino democratico) ✹ (^) Puerocentrismo → Rousseau aveva eliminato la scuola, i pedagogisti la rinnovano mettendo al centro di tutto il bambino, fanciullo-persona ➢ la spontaneità è il mo- tore dell’apprendimento (es. Montessori); la logica utilitaristica delle en- ergie del bambino viene usata per attivare il suo apprendimento ✹ Individualizzazione → guardare e dosare la spinta educativa in base alle esigenze dei singoli individui Premesse: ✹ (^) Conoscere l’educando → per essere buoni insegnanti bisogna costruire un rapporto sano con i bambini; è importante conoscere effettivamente la struttura psicosomatica di ogni alunno per poter commisurare le richieste e valutare obiettivamente i risultati dei singoli ➢ conoscere il bam- bino per sapere interagire con lui ✹ (^) Pedagogia dell’interesse → l’interesse è l’impulso che scatena tutto e bisogna saperlo ac- cendere; l’insegnante deve saperlo attivare attraverso l’ascolto, la comprensione degli interessi e deve proporre una didattica interessante → autoeducazione e autodisciplina ➢ il bambino acquisisce una disciplina da maturazione interiore, matura da solo per spinta interna (es. bambino della Montessori) ✹ Educazione alla socialità → vera e propria formazione sociale, sia attraverso la conoscenza delle istituzioni democratiche, sia come costume di vita e prati- ca dell’esistenza collettiva (es. scout)
Nascono da Rousseau dal POSITIVISMO → approccio dove il metodo di conoscenza delle scienze esatte viene trasferito a tutti gli aspetti della vita umana → gli psicologi scientifici trag- gono esperimenti e risultati → si manifesta nelle scienze umane, queste con riferimento alla formazione diventano SCIENZE DELLA FORMAZIONE, sostitute di pedagogia, psi- cologia, ecc. SPERIMENTAZIONE → è inquadrata nella Ricerca Sperimentale e si estende alla didattica spe- cializzata SCUOLE SOCIALI: sono di ispirazione marxista, comprimono la libertà individuale a vantaggio di schemi collettivi → fine dell’educazione ➢ non è solo collettività → visione cristiana ➢ la libertà dell’individuo è essenziale, se l’uomo non è libero di scegliere, educarlo non ha più senso
Dewey è vissuto durante la massima accelerazione del progresso. È stato portato in Italia dopo il ventennio fascista da Washborn ed è stato il protagonista della sprovincializ- zazione della pedagogia italiana, piaceva ai laici italiani perché filosofo, ma veniva dal PRAGMATISMO (filosofia a base empirista di Peirce e James). Esponente dell’Attivismo Pedagogico e delle Scuole Nuove, ha fondato una scuola sperimentale, la Scuola Laboratorio dell’Università di Chicago. EDUCAZIONE: per Dewey ha il compito di mediare tra l’individuo e la società; l’importante è avere regole comuni, garantite da tutti e usare l’educazione per aiutare gli individui a integrarsi rapidamente nella soci- età. SCUOLA: luogo in cui formazione intellettuale e pratica sociale devono andare a braccetto. Per Dewey la scuola ha un compito preciso → presentare un quadro della società semplificato per avvicinare il discente gradualmente ai problemi Dewey propone mezzi adatti ai bambini attraverso il fare → AUTOEDUCAZIONE INTERESSI: non sono totalmente autonomi e naturali, ma si manifestano e sviluppano solo se il bambino viene attivato (no educazione negativa). Il bambino se guidato dall’insegnante fa emergere nuovi bisogni che alimentano nuovi obiettivi. COSCIENZA SOCIALE: Dewey sostiene che è propria della specie umana, il bambino acquisisce gradualmente tutti gli elementi della coscienza sociale EDUCAZIONE = SOCIALIZZAZIONE → la vera educazione avviene mediante lo stimolo esercitato sulle facoltà del ragazzo da parte delle esigenze della situazione sociale nella quale esso si trova.
✹ per Dewey è degli individui e gli individui sono per la società. Nel 1910 Dewey pubblica il saggio Come pensiamo in cui espone le 5 fasi del pensiero riflessivo, che è alla base dell’apprendimento per problemi. 5 FASI: 1. l’individuo si trova in una situazione ricca di interrogativi
4 AREE DI SVILUPPO: 1. pedagogia come scienza pratica e sperimentale concepita in stretta funzione dell’ap- prendimento
Bruner ha focalizzato la propria attenzione alla continuità tra l’attività percettiva e quella concettuale; con lui c’è il superamento della prospettiva socio-adattiva di Dewey e critica la scuola come la intende Dewey, perché per Bruner non è una semplice zona di transito dalla famiglia alla vita sociale, peculiarità delle società pre- moderne. EDUCAZIONE: per Bruner è la formazione di un potere e di una sensibilità mentale che consentono a ciascuno di procedere da solo nella ricerca e di costruirsi una personale cultura interiore. FINE → conoscenza del mondo e delle sue leggi CONOSCENZA → ha una struttura e una storia che ci consentono di ordinare e definire l’esperienza Le idee di Bruner hanno il massimo peso teorico perché mettono insieme le interconnessioni tra apprendimen- to, esperienza, ambiente, cultura e percezione. PENSIERO: attività volta alla risoluzione di problemi, alla sistemazione di categorie e alla definizione di strategie. FASI DELL’APPRENDIMENTO: Bruner per individuare le sue fasi si confronta con la teoria degli stadi evolutivi di Pi- aget e secondo lui l’apprendimento può avvenire a qualsiasi età, ma si deve saper insegnare