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Si inserisce nell'ampia riflessione che, nel mondo del Web, va sotto il nome di "Web 2.0" e che valorizza la dimensione sociale della rete vista come un prodotto della collaborazione di tutti i suoi fruitori/costruttori.
Tipologia: Appunti
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Prerequisiti e bisogni formativi dei destinatari
Definizione dei modelli formativi
Progettazione didattica
Progettazione tecnologica (Moodle)
Erogazion e Gestione
Monitoragg io
Monitoragg io
Prerequisiti e bisogni formativi dei destinatari
Come esempio, è il caso di considerare la condizione particolare dello studente di un primo anno universitario. L’ingresso in università, infatti, costituisce già di per sé un banco di prova, perché implica per il soggetto il venir meno delle condizioni ambientali (dimensioni, conoscenze, relazioni con i docenti e con il gruppo dei pari) proprie della scuola superiore e richiede l'apprendimento di particolari capacità che gli consentiranno di "sopravvivere" in un ambiente profondamente differente rispetto a quello scolastico. La vita universitaria, infatti, esige una notevole capacità di autoorganizzazione e di autonomia da parte dello studente, che deve imparare a gestire il proprio tempo, curare i rapporti con l'amministrazione, ecc. (F. Galley, R. Broz, 1999)
In questa prospettiva, l’utilizzazione di tecnologie, mette in evidenza:
una diversa forma di apprendistato del nuovo modello di auto-organizzazione che l'università online richiede. In conseguenza di ciò si potrebbe generare un ulteriore appesantimento del carico di gestione di sé.
Ambiente Collettivo
Ambiente Collettivo
Studente
Come partecipante È auspicabile, grazie alle zone di interazione e di edizione che le piattaforme mettono a disposizione, che lo studente venga autorizzato a organizzare lui stesso elementi dell'ambiente collettivo, secondo due modalità: partecipando alla configurazione della piattaforma con proposte di miglioramento (raccoglibili in un forum, di cui egli stesso redige il manifesto) oppure organizzando un'area di gruppo, nella quale sia possibile inserire propri materiali, aprire sessioni di chatting o di forum, ecc.
In questo caso lo studente è maggiormente coinvolto in attività collaborative: sebbene siano solitamente decise dallo staff le attività in cui esso può operare, si tratta di attività che valorizzano il contributo dello studente emancipandolo da quelle posizioni di statica ricezione delle informazione nelle quali in molti casi rischia
Ambiente Collettivo
Ambiente Collettivo
Studente
Porzione dell’ambient e collettivo a cui lo studente contribuisce
In sostanza, uno dei tratti tipici dell'e-learning è costituito dall'aumentata indipendenza dei discenti. Gli studenti possono contribuire in prima persona al successo della propria formazione acquisendo, con la collaborazione delle strutture universitarie e dei tutor, la capacità di concepirsi come "utenti di un campus", piuttosto che come tradizionali "studenti".
Emergono, a tal proposito, alcune competenze di base che necessariamente devono qualificare il profilo delle competenze dello studente universitario in un contesto di e-learning:
1.Sapersi organizzare
2.Saper percepire l’insieme per poter decidere cosa fare
3.Saper operare con altri verso uno scopo comune
Prerequisiti e bisogni formativi dei destinatari
Le modalità operative in cui gli enti, le aziende, l’università e la scuola si stanno muovendo possono essere riassunte in questi tre modelli o tipologie di didattica a distanza:
Definizione dei modelli formativi
Informazionista-razionalista
L’e-learning si arricchisce epistemologicamente quando all’ auto- apprendimento con supporto di materiali si integra l’ apprendimento per scoperta , caratteristica del paradigma sistemico – interazionista , che considera la comunicazione didattica come sistema tecnologico di relazione interpersonali , per cui la conoscenza è ricerca di senso, qualificata dagli strumenti della mediazione dialogica fra gli attori. Nel paradigma interazionista rientra anche la didattica ad ispirazione cognitivista. Quindi, la conoscenza intesa come apprendimento per scoperta e ricerca di senso, presuppone un processo didattico è una relazione interpersonale tra docente e discente. In e-learning tutto questo viene realizzato nella classe virtuale, dove i contenuti didattici sono strutturati in maniera modulare; la valutazione si svolge tramite un'analisi delle interazioni comunicative. Il sapere è di tipo procedurale ("sapere come"), tramite l'esplorazione della realtà e la ricerca di soluzioni operative; il ruolo dell'insegnante è perciò quello di supportare gli allievi nella scelta del corretto metodo per risolvere problemi secondo un apprendimento situato e ancorato al contesto reale. La multimedialità svolge un ruolo importante, integrando le diverse modalità di informazione e comunicazione. Da sottolineare anche la possibilità di offrire percorsi formativo "on
Sistemico-interazionalista
I tre paradigmi, esplorati progressivamente si integrano nelle attività del cosiddetto complex learning. Un modello emergente la cui idea «sottolinea come i processi di sviluppo delle forme di apprendimento abilitati dalle tecnologi della comunicazione e dell'informazione non debbano essere tanto intese come processi di sostituzione o di ampliamento della gamma delle modalità disponibili (la classe tradizionale, il distance learning, la classe virtuale, ecc.), quanto come modalità di riconfigurazione fra le diverse tipologie di modelli di e- learning entro la quale nascono nuovi legami e nuove gerarchie tra i media, nuovi linguaggi e nuove modalità d'interazione tra questi, si manifestano cioè fenomeni di “rimediazione”» (P. Ferri, 2003). Il Complex Learning presenta alcune caratteristiche che lo diversificano dalla semplice sommatoria delle due modalità educative “distanza”e “presenza” (S. Seufert, U. Lechner, K. Stanoevska, 2002):
Complex learning
Complex learning
Complex learning
Il Camplex Learning può quindi contribuire a sviluppare, attivare e potenziare i saperi all'interno delle organizzazioni nella società della conoscenza con la creazione di valore e competitività.
Il Camplex Learning si propone cioè di (P. Ferri, 2003):
Complex learning