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Capitolo 2: Un po’ di storia
Sin dall’antichità, gli esseri umani si sono interessati all’origine delle parole. Questo
interesse ha portato alla nascita di tecniche etimologiche, che nel tempo si sono evolute:
inizialmente basate su interpretazioni arbitrarie, diventano scientifiche a partire
dall’Ottocento.
🔸 Antichità e Medioevo:
Cultura ebraica : vede nei nomi un riflesso della volontà divina e del destino.
Grecia antica : l’etimologia, chiamata etymología (‘discorso sul vero’), è un
mezzo per conoscere la natura delle cose. Gli stoici credono che i nomi riflettano
la realtà; Eraclito pensa che i nomi derivino direttamente dalle cose, mentre i
sofisti li considerano puramente convenzionali.
Roma : grazie ai grammatici alessandrini, l’etimologia entra nella grammatica.
Varrone distingue tra parole latine autoctone ( nostra ) e parole straniere ( aliena ,
soprattutto grecismi), e parla di verba primigenia , parole originarie.
Medioevo : eredita la tradizione greco-romana e la integra con una visione
religiosa. Isidoro di Siviglia , con la sua enciclopedia Etymologiae , considera
l’etimologia come chiave della conoscenza. Distingue tra parole naturali e
convenzionali. In questo periodo, l’etimologia è vista anche come arte retorica,
utile a rivelare qualità “nascoste” nei nomi — una pratica ancora presente nel
senso comune.
ظهرت كلمة : اليونان القديمة etymología رأى ." الكالم حول الحقيقة" وتعني
رالذي ف ( nostra ) والدخيلة
( aliena ، ا من اليونانية
صخصو)، وطرح فكرة verba primigenia أي الكلمات البدائية
في عمله الموسوعي إيسيدورو اإلشبيلي Etymologiae أصول الكلمات ّم أن عل
2.2 – Dall’Umanesimo all’Illuminismo.
Nel Medioevo, l’etimologia era vista in modo sincronico, senza tenere conto dei legami
storici tra latino e lingue romanze. Con l’Umanesimo (XIV-XV sec.), grazie all’interesse
per le lingue classiche, si comincia a riconoscere correttamente la filiazione delle
lingue romanze dal latino , avviando un approccio storico all’etimologia.
Durante questo periodo, però, il significato delle parole resta il principale criterio di
analisi, mentre la forma fonetica è trascurata. Nasce anche la teoria delle quattro
specie di mutamenti linguistici :
Additio : aggiunta di suoni
Demptio : sottrazione
Traiectio : spostamento
Commutatio : sostituzione
Il principale esponente è Gilles Ménage , noto per mescolare intuizioni brillanti con
etimologie fantasiose. Questo porta a un crescente scetticismo , soprattutto in Francia,
dove l’etimologia appare come un esercizio creativo più che scientifico. Emblematica è la
frase sarcastica di Voltaire : «l’etimologia è la scienza in cui le vocali non contano nulla e
le consonanti molto poco».
Nel Settecento, con l’ Illuminismo , nasce però un tentativo di rifondare l’etimologia
su basi più rigorose , con attenzione ai documenti storici. In Italia, questo approccio è
promosso da Muratori.
Giambattista Vico propone una visione storico-sociale dell’etimologia: le parole
riflettono il contesto storico e ambientale dei popoli che le parlano. Nasce così una
lettura “ mitica ” del linguaggio, utile per ricostruire le culture antiche.
L’etimologia diventa una scienza vera e propria tra la fine del Settecento e l’inizio
dell’Ottocento, quando si scoprono le somiglianze tra il sanscrito, il greco e il latino,
portando all’identificazione della famiglia linguistica indoeuropea. Questo consente di
sviluppare il metodo storico-comparativo , basato sul confronto sistematico tra lingue
imparentate e su regole fonetiche regolari (es. pater / father , piscis / fish ).
A differenza delle teorie precedenti, questo metodo studia il cambiamento linguistico
come evoluzione dinamica , dà priorità alla forma delle parole (anziché al
significato) e si concentra esclusivamente su aspetti linguistici. Il primo a usare questo
metodo fu Franz Bopp , ma fu il suo allievo Pott a ricostruire gran parte del vocabolario
indoeuropeo, introducendo la tecnica della Zergliederung (dissezione), cioè l’analisi
delle parole nelle loro parti minime (radice, suffisso, desinenza).
Questa tecnica permette di interpretare parole altrimenti oscure, come tussis (tosse), che
viene scomposta in tud-ti-s , chiarendone l’origine. Mentre nell’etimologia romanza si
risale a parole intere, in quella indoeuropea si risale alle radici , perché si ritiene che gli
antichi parlanti indoeuropei pensassero per moduli linguistici (radici), non per parole
già fissate. Il lavoro di Pott, raccolto nelle Etymologische Forschungen , segna l’inizio
dell’etimologia moderna come disciplina accademica scientifica.
، مثل التحول من قوانين صوتية منتظمة منهجية بين اللغات المتقاربة والتعرف على p
إلى f (مثال: pater = father , piscis = fish ).
بوت ، ولكن تلميذه فرانتس بوب المنهج كان (Pott) ع الدراسة لتشمل "
مالمفردات، مستخد Zergliederung ، التفكيك ، التي تقوم على تحليل الكلمة إلى" " أي
مثال على ذلك كلمة : tussis ( السعال" تعني") ال تبدو ذات صلة بأي كلمة أخرى، لكن عند
تفكيكها إلى tud-ti-s يمكن التعرف على الجذر tud- من الفعل tundo (يضرب)، والالحقة -ti-
لتكوين األسماء، والنهاية -s.
2.4 – L’etimologia romanza da Diez a Schuchardt.
Nel XIX secolo, l’etimologia romanza era ancora legata a pratiche tradizionali,
specialmente in Italia, dove si ipotizzava che molte parole derivassero da lingue di
sostrato (come il celtico o l’etrusco) piuttosto che dal latino. Questo portava a
spiegazioni etimologiche scorrette anche per parole chiaramente latine.
La svolta avviene con Friedrich Christian Diez , linguista tedesco che applica il metodo
storico-comparativo delle lingue indoeuropee alle lingue romanze. Diez è autore della
prima grammatica storica comparata e del primo dizionario etimologico
romanzesco. Egli distingue tra etimologia “critica” (scientifica) e “acritica”
(speculativa), preferendo ovviamente la prima, fondata su regole fonetiche.
Un esempio del suo metodo è l’etimologia della parola italiana “formaggio” , confrontata
con il francese fromage , il provenzale formatge e lo spagnolo arcaico formage , tutti
ricondotti al latino formaticus (da forma ). Questo mostra il suo rigore e la sua capacità
documentaria.
Negli anni Settanta dell’Ottocento, con i neogrammatici , si afferma l’idea che le leggi
fonetiche siano assolute e senza eccezioni , come leggi fisiche. Tuttavia, Hugo
Schuchardt critica questa rigidità. Egli studia parole onomatopeiche, espressive, e i
prestiti linguistici , campi trascurati dai neogrammatici. Schuchardt sostiene che in
ogni studio etimologico bisogna tenere conto sia dei mutamenti fonetici sia di
quelli semantici.
Un esempio del suo approccio è la parola “trovare” (francese trouver , provenzale
trobar ), che Diez faceva derivare da turbare (agitare), nonostante difficoltà fonetiche.
Schuchardt accetta questa etimologia per la plausibilità semantica , dando così valore
anche al significato oltre che alla forma.
La pratica etimologica si perfeziona, in particolare con von Wartburg in Svizzera, che
propone una visione globale dell’etimologia: non solo studiare le radici, ma seguire
anche l’evoluzione e le connessioni tra le parole nel tempo.
Con von Wartburg si raggiunge il massimo sviluppo dell’etimologia romanza, ma poi
comincia il declino: dagli anni Trenta, la linguistoica si orienta verso studi sincronici
(strutturalismo e generativismo di Chomsky), con attenzione alle teorie generali
piuttosto che all’analisi storica delle lingue. Questo ha causato una crisi dell’etimologia
che persiste ancora oggi, soprattutto a livello teorico e metodologico.
االتجاه التكاملي (Immanentista) ، قريب من النيوغراماتيين، يرى اللغة كنظام
االتجاه المعارض للتكامل (Antimmanentista) ، مقارب لرؤية شوشارت، يرى
علم التسمية نقطة التقاء بين االتجاهين كانت في (Onomasiologia) ، الذي ينطلق من