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Riassunto libro e poi diventai farfalla
Tipologia: Sintesi del corso
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La protagonista di questo svelto e riuscito nuovo romanzo di Luisa Mattia, Fiamma si definisce razionale, racconta della propria propensione a mettere tutto in ordine e dice al lettore di come creda che ogni cosa debba avere un proprio posto. Tutto in ordine, tutto bene. Al proprio posto si sta bene, e quando quel posto è lo sguardo di Lorenzo, il suo primo vero amore, alla quattordicenne Fiamma pare che tutto vada bene. Torna dalle vacanze estive (passate da Berta) ricca di queste nuove sensazioni, le pare di volare, mentre il resto del suo mondo rimane a terra. Ma l’ordine tuo può non coincidere con quello degli altri e la vita può sparigliare le carte e mettere fuori posto quel che ha deciso a prescindere: la delusione dell’amore (Berta con Lorenzo) , l’ordine famigliare che si rompe, i genitori che si separano, nulla che fila più per il verso giusto. Solo i treni e i tram non deragliano perché corrono su binari ben fissati: il punto fermo di Fiamma diventa il nonno Damiano, uno che appunto “non deraglia”, che conosce la necessità della rabbia e il valore del tenersi occupati quando si ha bisogno di mettere i pensieri altrove. Il nonno sa della natura, del giardino, dell’orto; sa del tempo che serve al bruco per farsi pupa e poi farfalla, ottima metafora per la crescita della nipote. E poi arriva Gionata ed è bella la descrizione della cura che mette il ragazzo nei propri gesti, quelli di chi ha scelto per passione di essere artigiano. Ed è – ci pare – la stessa cura che sa mettere nei confronti di Fiamma e della sua vita. I passaggi scientifici della trasformazione del bruco intervallano i capitoli del romanzo; capitoli che sono uno per mese, da agosto a luglio, ciascuno porta un titolo con assonanza musicale, per una playlist di accompagnamento alla lettura. La bella illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi.
Come si può parlare ad adolescenti indifferenti, smaliziati, fragili, spesso soli anche se in mezzo al frastuono di musica, compagni, pub, facendo ricorso ai libri? Luisa Mattia sembra avere la ricetta vincente e lo dimostra in questo ultimo romanzo che la Lapis ha appena pubblicato con un titolo e una copertina che fanno sognare. Fiamma ha quattordici anni e vive in una famiglia felice, in cui ogni cosa sembra essere al suo posto, proprio come nelle famiglie raccontate retoricamente da insulse pubblicità: suo fratello di nove anni, Gabo, diminutivo di Gabriele, la mamma Emma, il padre affettuoso ma lontano. Siamo in agosto, Fiamma è ospite della compagna Berta nella sua villa al mare e il coetaneo Lorenzo, bello e consapevole del fascino dei suoi occhi verdi, intesse con lei un flirt, che per Fiamma è il primo. Il mondo sembra girare intorno a lei, ai suoi nuovi sentimenti, alla scoperta del proprio corpo e delle proprie sensazioni sconosciute, cosa che le impedisce di accorgersi di ciò che sta le avvenendo intorno. L’infatuazione per Lorenzo passa, lui si è messo rapidamente con l’amica invidiosa Berta, ma a casa si sta preparando una tempesta: il padre lascia la casa di famiglia, la mamma viene vista per caso da Fiamma in macchina insieme ad un uomo che la stringe e la rivelazione della mamma, incalzata da Fiamma, è sconvolgente per la ragazza: suo padre ha da tempo una relazione con un’altra donna che aspetta un figlio. In pochi mesi Fiamma deve diventare adulta, deve accettare una scelta fatta dai suoi genitori che per lei e per suo fratello è fonte di
un dolore infinito. L’unico rifugio appare la casa in campagna del nonno Damiano, un uomo saggio che ama la nipote, ne capisce il dramma interiore, riesce a distrarla con l’amore per la natura, la coltivazione dei frutti della terra a cui si dedica con passione insieme al fido cane Geremia; la comparsa nella vita di Fiamma di un sedicenne diverso, Gionata, sarà la risoluzione del problema della sua solitudine interiore e del senso di abbandono che la difficile situazione familiare nella quale è piombata le ha procurato. Il ragazzo è diverso dagli altri che finora Fiamma ha incontrato: ha lasciato da poco l’Istituto Professionale e sta imparando il mestiere di ciabattino, in una bottega tradizionale, che odora di colla, di corda e di pelle, dove lui arriva puntuale su una vecchia bicicletta. La ragazza è attratta da un mondo lontano da quello in cui aveva cercato di distrarsi nei giorni scuri della crisi dei suoi genitori: non più pub, micromacchinine, tacchi a spillo, trucco pesante, bevute troppo abbondanti e rientro a casa tardissimo, ma una poltrona in casa del nonno da dividere con Gionata, sfogliando le pagine dei tanti libri che il nonno colleziona nella sua casa, mentre le loro mani si sfiorano.
Luisa Mattia affronta tutti i temi dell’adolescenza di troppi ragazzi di oggi, che si vedono piombare in doppie e triple famiglie, spesso non comprendendo le ragioni degli adulti, un mondo di sconosciuti anche se sono i propri genitori. Le incomprensioni, la rabbia, la ribellione, il mutismo, la fuga, l’egoismo, la gelosia, il disprezzo, la sessualità, l’amore nelle sue diverse declinazioni, sono le diverse fasi che la ragazza deve affrontare, che devono aiutarla a crescere, ad uscire dal bozzolo nel quale, come una farfalla, è racchiusa, incapace di vedere ciò che pure le è vicino e che ama, ma non riesce a riconoscere e accettare. Con parole semplici, con un testo piano, l’autrice riesce a raccontare una favola contemporanea che si svolge nello spazio di pochi mesi, nella quale molti adolescenti non potranno non riconoscersi, rispecchiandosi nelle proprie inquietudini, le difficoltà, i dubbi e magari trovando qualche spunto per identificarsi in situazioni molto diffuse, per poi riuscire a diventare leggeri e colorati come le farfalle, che poco prima erano uova, bruchi, crisalidi… la metafora della crescita, come spiega con calma il nonno, il personaggio più riuscito del libro: parola di nonna!
luisa Mattia è nata a Roma, dove continua a vivere felicemente. Dopo aver lavorato per molti anni nella scuola, si è dedicata alla letteratura per ragazzi e ha pubblicato numerosi romanzi. Fra i suoi maggiori successi editoriali, La scelta (Premio Pippi 2006), I jeans di Garibaldi, Ti chiami Lupo Gentile. È autrice di “Melevisione”, storico programma per bambini di RAI TRE, che scrive insieme ad altri cinque “compagni di penna”. Ha ideato e coordina un progetto di scrittura “con” i bambini della scuola primaria. Nel 2008 le è stato assegnato il Premio Andersen come “Miglior scrittore”.
supplemento SportWeek in cui cura dal 2012 una propria rubrica), inoltre è stato uno dei conduttori di Gazzetta TV [1][2].
Garlando ha partecipato da inviato a due campionati mondiali (Giappone-Corea del Sud 2002 e Germania 2006), due Olimpiadi e un Tour de France [3]. È stato premiato dal CON Iper la sezione inchieste e per il racconto sportivo. Scrive inoltre libri per ragazzi, trattando temi d'attualità, sociali e sportivi, perché - spiega - «Non esistono temi da grandi e temi da bambini, ma esistono modi diversi per affrontarli». [4]
È un appassionato collezionista di copie in tutte le lingue della Divina Commedia di Dante [5].
Nel 2005 vince il Premio Cento per Mio papà scrive la guerra [6]^.
Nel 2008 riceve il Premio Bancarella Sport per Ora sei una stella. Il romanzo dell'Inter. [7]^.
Nell’ambito della 54esima edizione del Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2017, assegnato a Bologna, Luigi Garlando è stato nominato vincitore per la categoria 11-15 anni con 79 voti, per il libro L’estate che conobbi Il Che [8]. Insieme al giornalista è stato anche premiato David Ciriri, celebre autore catalano di libri per ragazzi, per il romanzo Muschio. I due libri più votati di questa edizione sono stati scelti da una giuria composta da giovanissimi tra i 6 e I 15 anni, provenienti da 60 scuole primarie e secondarie di tutta Italia.
Maurice Bernard Sendak (New York, 10 giugno 1928 – Danbury, 8 maggio 2012) è stato uno scrittore e illustratore statunitense.
È conosciuto principalmente per il libro Nel paese dei mostri selvaggi, pubblicato nel
Sendak è nato a New York da genitori ebrei polacchi.^ Ultimo di tre figli, Sendak si appassionò fin da piccolo alla lettura a causa di problemi di cuore che lo confinavano spesso a letto e prese la decisione di diventare un illustratore dopo aver visto il film Fantasia , all'età di dodici anni
Nel documentario Tell Them Anything You Want: A Portrait of Maurice Sendak , Sendak ricorda di come i suoi genitori gli rammentavano sempre di essere stato un incidente e di come tentarono di non averlo, in quanto non potevano permettersi un terzo figlio. [3][4]
Una delle prime commissioni professionali fu quella di creare immagini per le vetrine del negozio di giocattoli. Gran parte del lavoro in quegli anni era costituito dalle illustrazioni di libri per l'infanzia. Fu solo alla fine degli anni cinquanta che Sendak decise di iniziare a scrivere e disegnare le proprie storie.
Nel 1956, Sendak pubblicò il suo primo libro senza collaborazioni Kerry's Window. Il suo progetto successivo fu Nel paese dei mostri selvaggi. La storia è quella di un bambino che, dopo aver fatto i capricci, viene messo in castigo nella sua stanza e decide di scappare verso il luogo che dà il titolo al libro, Nel paese dei cavalli selvaggi ( Where the Wild Horses Are in originale). Poco prima di iniziare le
illustrazioni, Sendak cambiò i cavalli selvaggi con le più ambigue Wild Things ( Cose selvagge , ambiguità che viene meno con la traduzione italiana), termine che prende spunto dall'espressione Yiddish "Vildechaya", usata per indicare i bambini chiassosi. I mostri si rifanno alla tradizione yiddish anche per il fatto che Sendak prese ispirazione dagli atteggiamenti bizzarri dei suoi parenti.
Pubblicato nel 1963, Nel paese dei mostri selvaggi fu accolto positivamente da critica e pubblico e ricevette il premio Caldecott Medal , per il miglior libro illustrato americano dell'anno.
Nel settembre 2008, in un articolo apparso sul The New York Times , Sendak ha dichiarato di essere omosessuale, e di aver vissuto con il suo compagno, lo psicoanalista Eugene Glynn, per cinquant'anni, fino alla morte di quest'ultimo nel maggio 2007. Sendak aveva sempre taciuto la cosa per paura di compromettere la sua carriera come scrittore per l'infanzia. L'autore ha rivelato di non averlo mai detto ai suoi genitori in quanto «Tutto quello che volevo era essere eterosessuale in modo che i miei genitori fossero felici. Non lo seppero mai, mai, mai». [10]^ È scomparso nel 2012 all'età di 83 anni per le conseguenze di un attacco cardiaco [12]^.