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ECDL - Modulo 5 - Basi di dati, Dispense di Elementi di Informatica

Quotidianamente, nel nostro lavoro, abbiamo la necessità di trovare, manipolare e gestire dei dati. Essi dovranno essere ritrovati, aggregati con altri e riorganizzati per ottenere le informazioni necessarie allo svolgimento della nostra attività.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 27/11/2019

concettina3
concettina3 🇮🇹

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ECDL - Modulo 5 - Basi di dati
Roberto Albiero
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ECDL - Modulo 5 - Basi di dati

Roberto Albiero

Per raggiungere questo obiettivo, i dati che vengono trattati in qualsiasi tipo di attività, devono essere sottoposti ad un processo di “ normalizzazione ”^2 necessario per eliminare la ridondanza (dati ripetuti) dalle relazioni e quindi dal database. Questo è un procedimento di tipo graduale, che realizza un’ottimizzazione progressiva a partire da relazioni non normalizzate fino a raggiungere un certo livello di normalizzazione.

Il principio base di questo processo è semplice: se una relazione presenta più astrazioni tra loro indipendenti, la si scompone in relazioni più piccole, una per ogni singolo concetto. Non sempre è possibile “normalizzare” tutte le tabelle; certe volte, questo, potrebbe comportare una perdita d'informazioni causando una inconsistenza del database.

Quando sono stati definiti i dati e le loro relazioni, è facile individuare il processo, e quindi la struttura che lo esegue, preposto al loro inserimento e gestione, limitando al massimo il rischio della creazione di dati duplicati (spesso aggiornati diversamente), causando l’inaffidabilità della banca dati ( inconsistenza ).

1.1.2 Cos’è una chiave di relazione. Precedentemente è stato scritto che “ Più tabelle di un database possono essere messe in relazione tra loro definendo i campi, i cui valori contenuti devono essere messi a confronto ”. Questi campi rappresentano le “chiavi di relazione” che si distinguono in chiavi primarie e chiavi esterne.

La chiave primaria è un determinato campo della tupla il cui valore identifica in modo univoco il record all’interno della tabella ; conseguentemente la colonna che lo contiene identifica il campo chiave di tutti i record contenuti nella tabella.

Per chiarire con un esempio il concetto di chiave univoca, pensiamo ad una tabella contenente i dati dei dipendenti di un’azienda. La colonna “cognome” non può rappresentare la chiave primaria, in quanto possono essere iscritti a ruolo più dipendenti con “ Rossi ” come cognome. Anche se considerassimo, come chiave, l’unione di due colonne (questo introduce il concetto che una chiave può essere costituita da uno o più campi di una tupla), come il cognome ed il nome, possono esistere casi di omonimia. Anche aggiungere i campi della data e del luogo di nascita possono non soddisfare il criterio di univocità. Qualcuno potrebbe osservare:” perché non utilizzare, come chiave, il codice fiscale? ”, ebbene, per esperienza personale, posso assicurare che il caso di due persone, pur con nome e cognome diversi (ma con gli altri dati uguali), con identico codice fiscale non è così infrequente. Per avere una identificazione certa avremmo bisogno di tutti i gli attributi fin’ora elencati creando, così, una chiave molto complessa, lunga ed improponibile per gestire le relazioni tra una tabella e tutte le altre.

La soluzione migliore è quella di aggiungere un campo “matricola”di dimensioni adeguate a contenere, ad esempio un numero incrementale, che identifichi i dipendenti.

Questo identificativo può essere presente in una colonna di un’altra tabella (relativa ad altro argomento), come in una tabella di rilevamento presenze, nella quale è definito come “ chiave esterna ”, permettendo la relazione tra le due tabelle per la creazione di una terza tabella (cedolini stipendi), anch’essa in relazione con le prime due tramite la stessa od altra chiave esterna.

(^2) La normalizzazione è un procedimento volto all'eliminazione della ridondanza e del rischio di inconsistenza

dal database.

1.1.3 Cos’è un indice.

Un indice è una struttura in cui vengono ordinati i valori di una o più colonne di una tabella di database. Se si cerca un determinato dipendente in base al cognome, l'indice agevola la ricerca e la rende più rapida rispetto a una ricerca in tutte le righe della tabella. L'indice fornisce puntatori ai dati archiviati in colonne specifiche della tabella e quindi li ordina in base al tipo di ordinamento specificato.

Il database utilizza l'indice in modo analogo all'indice di un libro: vi cerca un determinato valore e quindi segue il puntatore alla riga che contiene tale valore.

È possibile creare un indice in base a una sola colonna o a più colonne di una tabella di database.

Gli indici a più colonne risultano utili se si eseguono ricerche o si impostano ordinamenti frequenti su due o più colonne contemporaneamente come, ad esempio, ordinare la tabella in modo crescente (o decrescente), in base al campo cognome e, in questo ambito, in base al campo nome.

Esistono tre tipi di indici:

  • l’indice univoco che è un indice in cui non sono consentite righe con lo stesso valore di indice,
  • l’indice di chiave primaria che rappresenta un tipo particolare di indice univoco. In questo indice è necessario che ogni valore della chiave primaria sia univoco,
  • l’indice cluster in cui l'ordine fisico delle righe nella tabella corrisponde all'ordine logico indicizzato dei valori della chiave. Ogni tabella può includere un solo indice cluster.

1.1.4 Le relazioni tra tabelle.

Dopo avere impostato le tabelle, normalizzandole per ogni argomento del database, è necessario indicare il modo in cui ricollegare le informazioni ovvero definire le relazioni tra le tabelle. A questo punto è possibile creare istruzioni per interrogare il database ( query ), creare maschere a video e report di stampa in cui visualizzare le informazioni delle diverse tabelle contemporaneamente.

Nella maschera, dell’esempio al lato, sono incluse le informazioni di quattro tabelle:

Tabella Clienti

Tabella Ordini

Tabella Prodotti

Tabella Dettagli ordini

Le relazioni tra le tabelle possono essere di tre tipi:

uno-a-molti (1:n),

molti-a-molti (n:n), uno-a-uno (1:1).

In una relazione uno-a-uno ogni record della tabella A può avere solo un record corrispondente nella tabella B e viceversa.

Questo tipo di relazione non è comune, in quanto la maggior parte delle informazioni correlate viene inclusa in una tabella.

È possibile utilizzare una relazione uno-a-uno per dividere una tabella con molti campi, per isolare parte di una tabella per ragioni di protezione o per memorizzare le informazioni valide solo per un sottoinsieme della tabella principale.

È possibile ad esempio che si desideri creare una tabella per tenere traccia degli impiegati che prendono parte a una partita di calcio di beneficenza. Ogni giocatore della tabella Giocatori calcio ha un record corrispondente nella tabella Impiegati.

È inoltre possibile creare una relazione nell'ambito della stessa tabella. Ciò risulta particolarmente utile in situazioni in cui è necessario eseguire una ricerca all'interno della stessa tabella.

1.1.5 Regole per assicurare che le relazioni definite tra tabelle siano valide.

Per assicurare l'integrità referenziale, ovvero garantire che le relazioni tra i record delle tabelle correlate siano valide e che non vengano eliminati o modificati per errore i dati correlati, si utilizza un sistema di regole per soddisfare tutte le seguenti condizioni:

  • Il campo corrispondente della tabella primaria è una chiave primaria o dispone di un indice univoco.
  • I campi correlati contengono lo stesso tipo di dati.
  • Entrambe le tabelle appartengono allo stesso database. Non è possibile avere l'integrità referenziale tra tabelle appartenenti a database con formati diversi.
  • Non è possibile immettere un valore nel campo chiave esterna della tabella correlata che non esiste nella chiave primaria della tabella primaria.
  • Non è possibile eliminare un record da una tabella primaria, se esistono record corrispondenti in una tabella correlata. Non è possibile ad esempio eliminare un record relativo a un impiegato della tabella Impiegati se ci sono ordini assegnati a quell'impiegato nella tabella Ordini.
  • Non è possibile modificare un valore chiave primaria nella tabella primaria, se quel record dispone di record correlati. Non è possibile ad esempio modificare la matricola di un impiegato nella tabella Impiegati se ci sono ordini assegnati a quell'impiegato nella tabella Ordini.

Per ogni giocatore esiste un record corrispondente nella tabella Impiegati.

Questo set di valori è un sottoinsieme del campo ID_Impiegato e della tabella Impiegati.

1.2 Primi passi con un database

1.2.1 Aprire (e chiudere) Microsoft Access. Come per tutti i programmi di Micosoft Office, l’apertura, di Access avviene cliccando sul pulsante Start ( 1 ) in modo da visualizzare il menù di avvio dove è presente la voce “ Tutti i programmi ” ( 2 ) che, selezionata, permette la visualizzazione dell’elenco dei programmi installati nel computer. Tra essi è presente “ Microsoft Excel ” su cui cliccare ( 3 ).

Si apre la finestra di Microsoft Access con il riquadro delle attività visualizzato, se selezionata la casella Visualizza all’avvio ( 4 ).

Si può notare che, tale riquadro, è diviso in quattro sezioni: Apri file , in cui sono elencati gli ultimi file di database utilizzati e la voce “ Altri file… ” per l’indicazione del file, già esistente, da aprire; Nuovo , tramite la quale è possibile aprire un database vuoto, una pagina di accesso ai dati vuota^3 , un nuovo progetto con dati esistenti o con nuovi dati. Nuovo da file esistente , permette di creare un nuovo database partendo da uno già esistente. Nuovo da modello , permette di creare un nuovo database partendo da un modello esistente nel programma o nel sito Web di Microsoft.

(^3) Pagina Web, pubblicata da Access, che dispone di una connessione a un database. In una pagina di accesso ai

dati è possibile visualizzare i dati memorizzati nel database, aggiungere altri dati o modificare e manipolare quelli esistenti. Una pagina di accesso ai dati può anche includere dati provenienti da altre fonti, quali Excel.

In alternativa si può cliccare con il mouse sulla sottostante icona, se presente nel desk- top.

1.2.2 Definizione di “progetto di Microsoft Access”. Nel precedente paragrafo si è introdotto il concetto di “progetto di Microsoft Access” ( adp ).

Esso è un file dati di Access che consente di accedere in modo efficiente e nativo ad un database di Microsoft SQL Server mediante l'architettura dei componenti OLE DB^4.

Grazie a un progetto di Access è possibile creare facilmente un'applicazione client/server. L'applicazione client/server può essere una soluzione tradizionale basata su maschere e report, una soluzione basata sul Web che prevede l'utilizzo di pagine di accesso ai dati^5 oppure una combinazione di entrambe.

Connette il progetto di Access al database di SQL Server.

Oggetti di database memorizzati nel database di SQL Server.

Oggetti di database memorizzati nel progetto di Access.

Un progetto di Access è così definito perché contiene unicamente oggetti di database realizzati tramite codice o HTML: maschere, report, nome e percorso di pagine di accesso ai dati, macro e moduli; questi sono gli oggetti di database utilizzati per creare un'applicazione. A differenza del database di Microsoft, un progetto non contiene oggetti basati su dati o su definizioni di dati come: tabelle, viste^6 , diagrammi di database, stored procedure^7 o funzioni definite dall'utente.

Tutti questi oggetti di database sono archiviati nel database di SQL Server.

(^4) Architettura di database basata su componenti che consente un accesso efficiente alle reti e a Internet per molti

tipi di origini dati, inclusi dati relazionali, file di posta e fogli elettronici. (^5) Pagina Web pubblicata da Access e connessa a un database. In una pagina di accesso ai dati è possibile

visualizzare i dati memorizzati nel database, aggiungere altri dati oppure modificare e manipolare quelli esistenti. Una pagina di accesso ai dati può anche includere dati provenienti da altre origini, ad esempio Excel. (^6) Visualizzazione di un oggetto rappresentato da una tabella virtuale basata su un'istruzione SQL SELECT.

Una visualizzazione potrebbe ad esempio contenere solo 3 delle 10 colonne disponibili nell'unione di due tabelle, per limitare l'accesso a dati specifici. (^7) Insieme precompilato di istruzioni SQL e istruzioni facoltative di flusso di controllo, memorizzato con un nome

ed elaborato come unità. Le stored procedure vengono memorizzate in un database SQL e possono essere eseguite richiamandole da un'applicazione.

Progetto di Database di Access SQL Server

La connessione tra il progetto di Access al database di SQL Server, in modo da poter creare un'applicazione e accedere ai dati, avviene tramite la finestra delle attività “ Nuovo File ” quando si sceglie il database od il progetto da realizzare

1.2.3 Aprire un database, o un progetto, esistente.

È possibile aprire un database, od un progetto, esistente in diversi modi:

Scegliere “ Apri… ” dal menu “ File

Cliccare sulla specifica icona presente nella barra degli strumenti

Nella finestra delle attività “ Nuovo File ”, gruppo “ Apri file ”, si può scegliere tra i nomi degli ultimi database, o progetti, precedente-mente aperti oppure cliccare sulla voce “ Altri file…

Qualsiasi sia la strada scelta, viene visualizzata la finestra di dialogo “ Apri ”.

Cliccare su un collega- mento nella parte sinistra della finestra di dialogo ( 1 ) oppure, nella casella “ Cerca in: ” ( 2 ), selezionare l'unità o la cartella contenente il database desiderato.

Nell'elenco delle cartelle ( 3 ) fare doppio clic sulle cartelle fino all'apertura di quella in cui si trova il progetto di Access.

Se non si riesce a individuare il progetto di Access desiderato, fare clic sulla casella “ Strumenti ” ( 4 ), nell'angolo in alto a destra della finestra di dialogo “ Apri ”, e quindi fare clic su “ Cerca… ”.

Nella finestra di dialogo “ Cerca ” si devono specificare i criteri di ricerca.

Nella scheda “ Database ” cliccare sull'icona del tipo di database che si desidera

creare e quindi fare clic sul pulsante che provoca la visualizzazione della finestra di salvataggio della nuova base di dati:

Nella finestra di dialogo “ Salva nuovo database ” specificare un nome e una

posizione (dove inserire) per il database, quindi scegliere il pulsante.

Seguire le istruzioni della procedura guidata.

Di seguito sono riportate le immagini della procedura guidata per la creazione di un nuovo database di “ Controllo inventario ” basato sul modello selezionato. Le ultime immagini si riferiscono alle tabelle, alle maschere ed ai report creati, automaticamente, dalla procedura.

N.B. La sequenza d’immagini, sopra riportate, sono solo un esempio della sequenza dei passi della procedura guidata di creazione di un database, utilizzando un modello predefinito. Si consiglia di provare a creare le varie tipologie di database proposte.

1.2.4.2 Creare un database senza utilizzare la Creazione guidata Database.

Fare clic sulla voce “ Nuovo… ” , presente nel

menù “ File ” o sull’icona dalla barra degli strumenti in modo da visualizzare il riquadro attività “ Nuovo File.

Se il riquadro attività “ Nuovo File ” è già visualizzato all’apertura di access, si parte direttamente da esso, cliccando sulla voce “ Database vuoto ” nella casella di gruppo “ Nuovo ”.

Nello stesso gruppo è possibile scegliere di creare una nuova pagina di accesso ai dati o un nuovo progetto (utilizzando sia dati esistenti che nuovi); dal gruppo “ Nuovo da file esistente ” è possibile creare un duplicato di un file esistente.

Viene visualizzata la finestra del data- base^8 ( 1 ) dalla qua- le è possibile creare gli oggetti^9 ( 2 ) che si desidera includere nel database.

(^8) Finestra del database: è la finestra che viene visualizzata quando si apre un database o un progetto di Access.

Contiene scelte rapide per creare nuovi oggetti di database e aprire gli oggetti esistenti. (^9) Gli oggetti del database sono: tabelle, query, maschere, report, pagine, macro e moduli.

Nella finestra di dialogo “ Salva nuovo database ” che viene visualizzata, si deve specificare un nome (per default è assegnato db1 ) e una posizione in cui collocare

il nuovo database, quindi si clicca sul pulsante per confermare.

3) La sezione esplicativa , a destra nella finestra, in cui sono riportate le spiegazioni relative alle richieste eseguite nella sezione schede.

Descrizione comandi Se non si è sicuri dell'azione di un determinato comando o pulsante oppure si desidera ottenere ulteriori informazioni sull'opzione di una finestra di dialogo, è possibile visualizzare la Guida attraverso le descrizioni comandi. Le descrizioni comandi visualizzano le informazioni relative ai diversi elementi dello schermo. È possibile accedere alle descrizioni comandi in tre modi:

  • Per visualizzare la descrizione di informazioni su un comando di menu, un pulsante della barra degli strumenti o un'area dello schermo, scegliere “ Guida rapida ” dal menù di aiuto “? ” quindi fare clic sull'area per cui si desidera visualizzare la Guida.
  • Per visualizzare la descrizione di una opzione di una finestra di dialogo, fare clic sull’icona nella finestra di dialogo, quindi sul- l’opzione.
  • Per visualizzare il nome di un pulsante della barra degli strumenti, posizionare il puntatore del mouse sul pulsante desiderato fino a visualizzarne il nome.

Access 2003 Nella successiva versione di Access, la 2003, cliccando sulla voce “ Guida in linea di Microsoft Access ” presente nel menù “? ”, o premendo il tasto F1 della tastiera, viene visualizzato il riquadro attività “ Guida in linea Access ”.

Nella casella Cerca ( 1 ) è possibile digitare parole o frasi specifiche per ottenere un elenco di possibili risposte in ordine di importanza, con le risposte più probabili all'inizio dell'elenco.

In alternativa, è possibile fare clic sul collegamento Sommario ( 2 ) per cercare le informazioni desiderate.

Microsoft Office Online Da questo riquadro è possibile accedere direttamente al sito Microsoft Office Online.