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Lezioni dell'anno accademico 2021/2022 di economia delle aziende pubbliche.
Tipologia: Sbobinature
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Si parte dal concetto di efficienza ed efficacia ovvero di soddisfacimento del bisogno del consumatore tramite il prodotto o il servizio offerto che è la conseguenza di un insieme di input. Facendo riferimento al bisogno che può offrire un’azienda pubblica si può parlare di bisogno dell’istruzione, bisogno di tutela di ordine pubblico ecc… Si parla quindi di bisogni pubblici, percepiti singolarmente ma parte di una comunità come se fosse quindi somma dei vari bisogni individuali. Non è solo lo stato o le pubbliche amministrazioni che si fanno carico però della offerta dei bisogni pubblici. Si fa riferimento, infatti, anche alle società che erogano servizi pubblici. Non possiamo dire che ogni servizio pubblico viene erogato da un soggetto pubblico ma possono entrare in gioco anche soggetti privati. Ciò non significa che si possa costituire una società che si occupa del servizio anagrafico di un comune o del servizio dei trasporti. Si può dire che ci sia un’esclusività da parte della pubblica amministrazione, un limite che il privato non può superare. La titolarità della funzione è e rimane pubblica. Quindi come entra in gioco il privato? Riguarda il concetto di modalità. Ovvero il comune (ente pubblico) affida il servizio ad una società terza che eroga il servizio. Quindi non è direttamente il comune che eroga il servizio di trasporti ma è attraverso una società privata, quindi attraverso un’altra modalità, che esso metto a disposizione il servizio pubblico. Il servizio pubblico è un servizio in cui deve essere garantita la continuità dell’erogazione (non posso decidere di non raccogliere i rifiuti per una settimana). Il servizio pubblico è un servizio di non esclusività di consumo. Il servizio pubblico, quindi, ha degli obblighi da rispettare. L’azienda pubblica, in quanto tale, deve darsi degli obiettivi. Gli output di un’azienda pubblica sono tanti (cosa produce un comune? Servizi come l’anagrafe trasporti ecc ma anche come gestione della comunità). Le pubbliche amministrazioni producono attraverso atti amministrativi. Outcome=efficacia esterna ovvero l’impatto che il prodotto o servizio pubblico ha avuto sull’utenza. Si può dire dunque che non è una distinzione netta quella tra azienda privata e pubblica ma bisognerebbe indagare caso per caso. È importante ricordare che all’interno di un’azienda pubblica il soggetto economico è pubblico (si pensa al comune, al consiglio comunale, i consiglieri vengono eletti dalla comunità pubblica. Il consiglio comunale è l’rogano più importante del comune). Il soggetto giuridico invece può non essere pubblico. Opportunità politica e accettabilità sociale (per l’accettabilità sociale si fa riferimento all’esempio dell’erogazione dell’acqua, per l’opportunità politica si fa riferimento all’esempio dello spostamento del mercato comunale).
L’azienda che sia pubblica o privata deve perseguire l’obiettivo dell’ economicità. Può una pubblica amministrazione interrompere una raccolta di rifiuti? No Può interrompere un’azienda di telefonia interrompere la produzione per svariate motivazioni? Si. Qualunque azienda ancora di più quella pubblica deve operare in condizioni di risorse scarse erogando prodotti e servizi cercando di avere un equilibrio durevole. Quest’equilibrio passa attraverso una serie di vincoli che sono fondamentali, ad esempio, rispettando il principio di equità vale a dire: il mio paese ha scelto una politica sulla pensione per una serie di motivazioni, ma qual è l’effetto sui giovani di oggi? La scelta che l’azienda pubblica compie oggi è una scelta che impatta sull’equità, equità delle generazioni ad esempio. Per perseguire l’economicità bisogna aver un’organizzazione aziendale adeguata, pianificazione, controllo. Devo avere degli strumenti a disposizione dell’azienda che consentano di rilevare misurare e rendicontare i risultai (bilanci, contabilità sistema di reporting). Se valgono strumenti manageriali e non manageriali la prospettiva che sia assume è una prospettiva tradizionale, ovvero la combinazione delle risorse, dei fattori produttivi, per soddisfare dei bisogni (pubblici in questo caso). La modalità di fruizione del bisogno pubblico in questo caso è individuale, anche se siamo membri di una collettività (esempio della fruizione del servizio trasporti). L’organizzazione è finalizzata a rispondere ai bisogni efficacemente. La creazione di valore della pubblica amministrazione la si percepisce nella capacità dell’azienda di soddisfare i bisogni della collettività, i bisogni di pubblico interesse. Da un’altra definizione, l’economicità è la capacità di mantenere le risorse disponibili di pianificazione e controllo, passa per l’attuazione delle funzioni e finisce con la verifica dei risultati. L’azienda pubblica presenta delle caratteristiche proprie che non si trovano nelle altre aziende. Una di queste è che manca un prezzo di cessione cioè i servizi che essa eroga o non hanno un prezzo corrispettivo o hanno un meccanismo di cooperazione indiretto (fiscalità). Manca spesso quindi uno degli elementi essenziali che è il prezzo. Un’altra caratteristica è l’eterogeneità dei prodotti e dei servizi (un comune che si occupa di decine di ambiti: trasporto, rifiuti, acqua ecc…, le aziende pubbliche hanno un’elevata estensione che abbraccia diversi ambiti). Ancora un’altra caratteristica è quella che lega i tempi della politica con i tempi della gestione: in un’azienda il tempo è un fattore decisivo (se la mia azienda detiene un
Il comune è socio (in molti casi unico o maggioritario) e ciò non può slegarlo dalle responsabilità C’è però una separazione rispetto alla gestione operativa. La gestione del servizio viene demandata, trasferita, ad un soggetto terzo. Le pubbliche amministrazioni nel tempo sono state caratterizzate da alcuni fenomeni che ne hanno permesso l’evoluzione. Quali sono i passaggi essenziali che hanno determinato la vita delle amministrazioni pubbliche? (per ora ci si riferisce alle amministrazioni e non alle aziende pubbliche). Interesse pubblico=soddisfazioni di un bisogno condiviso di una determinata comunità Come si traduce l’attività della pubblica amministrazione? Cosa genera? La ricchezza prodotta dalla pubblica amministrazione non è sempre espressa in termini monetari, ma si percepisce nella capacità dell’azienda di soddisfare un bisogno pubblico. Valore pubblico= efficacia+efficienza+economicità. Oggi anche multinazionali hanno come obiettivo finale non solo l’aspetto monetario ma anche altri come il rispetto ambientale ecc…. Il percorso, per concepire l’amministrazione pubblica così come viene percepita oggi, è graduale. Le caratteristiche dell’economicità dell’efficienza e dell’efficacia sono arrivate in un secondo momento:
perseguire di uno stato in questo contesto sono l’imparzialità e la parità di trattamento. Le norme sono anche efficienti in una prospettiva di tipo giuridico (rispetto la legge quindi il comportamento è buono). Ancora l’ulteriore obiettivo è limitare i conflitti tra le persone, gli uffici che possono trovarsi in situazioni di conflitto. Tutte queste logiche portano alla nascita dello “Stato di diritto”. I pilastri su cui poggia il modello burocratico. Uno di questo è far si che i processi, più o meno articolati, e le attività vengono scomposti in attività via via sempre più semplici. Per garantire l’efficienza bisogna scomporre attività complesse in attività semplici. Per ognuna delle attività semplici si definiscono le modalità di svolgimento più congeniali (sempre nel rispetto delle norme) che sono più razionali. Il terzo passaggio è quello di codificare quali sono i compiti e le mansioni stabiliti. Il quarto pilastro è dettato dal fatto che il funzionario pubblico rende conto alla legge, il funzionario pubblico non lavora per l’utenza ma per la legge (impersonalità nell’affidamento dei compiti). Nel momento in cui finisce il potere del funzionario che ha fatto l’istruttoria di quella determinata istanza inizia il potere di chi può rilasciare un permesso, concedere un’autorizzazione (principio della gerarchia che era molto presente). Proprio perché l’approccio è impersonale e non c’è discrezionalità da parte del funzionario pubblico, ma ciò che fa è una serie di passaggi ripetitivi, routinari, non vi è la possibilità di discostarsi da ciò che prevedono i suoi compiti, il regolamento, la legge o ciò che il sovraordinato ha detto di fare. Per fare ciò serve una specializzazione tecnico-operativa. Tale modello prevede una specializzazione di tipo verticale. La formazione avveniva attraverso i manuali. Il modello però ha dei limiti evidenti. La mancanza di coordinamento e l’aumento della complessità e delle dimensioni sono tra questi. Nel tempo è emerso come l’idea del funzionario pubblico che risponde solo alla legge sia lontana dal modello ideale e devia il corretto comportamento della pubblica amministrazione. I problemi del modello burocratico hanno portato alla ideazione del New Public Management (orientamento ai risultati). Tale modello ha visto un graduale inserimento nel funzionamento generale: ciò vuol dire che ci vuol tempo per applicare le ideologie di tale modello. New public management. Segna l’arrivo di un paradigma teorico ma anche culturale. Quali son i principi di modernizzazione, di novità che ha introdotto? La prospettiva è quella di introdurre
Mono servizio vs multiservizio: affidare ad una singola società la cura di più servizi (es. cura di trasporti, cura della manutenzione e cura del verde). È possibile anche avere una gestione che coinvolga più comuni su un singolo o su più servizi.
Comune come regolatore. Funzioni di indirizzo e controllo. Come? Mediante un meccanismo contrattuale e relazionale. Facendo riferimento ad una logica di tipo relazionale si parla di instaurare delle relazioni con gli altri operatori (fondazioni, associazioni, cittadini, aziende speciali, s.r.l.). L’idea di un ente che gestisce le relazioni con altri soggetti. Da government a governance. Government= governo, esercizio di un potere, lo stato che esercita il potere nei confronti dei comuni delle regioni. Governance= governo delle relazioni. Si passa così da government a governance nel senso di ente pubblico come regolatore. S i può parlare di governance interna (con gli uffici), governance esterna oppure una governance interistituzionale (relazioni con altri enti pubblici). Per parlare di sistema contabile delle pubbliche amministrazioni bisogna effettuare delle precisazioni. Il sistema informativo aziendale può essere definito come l’insieme di informazioni che l’azienda produce allo scopo di soddisfare le esigenze informative. Si parla di esigenze informative interne ed esterne. Quelle interne sono dell’azienda, del management. Quelle esterne sono quelle che provengono dall’esterno, nel caso del comune dai cittadini. Ciò che l’azienda produce in termini di informazioni aziendale cerca di soddisfare una pluralità di soggetti. Il sistema è composto da tanti elementi: Dati Informazione stesse Risorse tecniche Risorse umane Metodologie Strumenti per la trasformazione dei dati in informazioni utili per il processo decisionale Dati (input)-----trasformazione------informazioni (output) La prospettiva come detto è sia interna che esterna. Quindi mirare alla soddisfazione interna dell’azienda (management ecc.) o esterna (i cittadini nel caso del comune). Per un’azienda pubblica ci sono delle disposizioni di legge da rispettare (ad esempio stilare il bilancio una volta l’anno) quindi degli obblighi di legge. Negli anni molti comuni hanno volontariamente offerto delle informazioni nonostante non ci fosse un preciso obbligo di legge. Vi è un processo decisorio in cui vi sono 3 momenti chiave: Programmazione Esecuzione Risultati
Previsione fase di analisi tecnico statistica. Una fase preliminare di analisi in vista delle fasi successive Accertamento= fase che determina la competenza finanziaria del fatto gestionale nel bilancio finanziario per competenza (previsioni di competenza. Questa fase si definisce giuridicamente rilevante perché consiste nel momento in cui l’ente locale accerta il diritto a riscuotere, da parte di un soggetto terzo, una certa somma). Riscossione= fase in cui avviene l’effettivo incasso delle somme precedentemente accertate. Vi è il flusso in entrata del denaro. Versamento= fase in cui il tesoriere versa nelle casse dell’ente il tesoro riscosso. Quindi è sostanzialmente il passaggio della somma all’ente. Le scritture della contabilità finanziaria sono in partita semplice in quanto non vi sono scritture che presentano fatti economici (ricavi e costi).
sostenere sarà giustificato dall’opera che si è realmente svolta nell’esercizio. Ma ciò che è accaduto negli ultimi anni (e ciò che si è introdotto) è che a fronte di impegni assunti, il pagamento dovuto alla fine dei lavori eccedevano l’esercizio di riferimento. L’obbligazione concorre però nel momento in cui va a scadenza. Quindi, l’ente rileva l’obbligazione nel momento in cui sorge ma imputa la stessa a bilancio nel momento in cui essa va a scadenza. Questo sistema si definisce di competenza finanziaria potenziata. Tale sistema si rifà alla legge 196/2009. Oggetto di studio=ordinamento finanziario e contabile del testo unico degli enti locali (titolo 8 in particolare) dall’art 149 in avanti Arconet=sito ragioneria dello stato (a destra----principi contabili, sufficiente guardare quelli applicati al 2021) 24/03/ Armonizzazione contabile. È stata introdotta la riforma a partire dal 2009 dell’armonizzazione contabile. Armonizzare=uniformare, coordinamento, omogenizzare, sperimentare. Chiaramente trovandosi in campo pubblico bisogna che intervenissero le norme. A valle di tale legge sono stati introdotti una serie di decreti indirizzati a disciplinare questa riforma nei vari enti e amministrazioni pubbliche. La logica di fono è di adottare una nuova disciplina che consentisse di armonizzare gli ordinamenti contabili nell’ottica di rendere i bilanci e gli schemi contabili omogenei, confrontabili e aggregabili. Il punto di partenza di questo processo è quello di ottenere ed avere come risultato finale un sistema contabile su quei 3 principi. Se occorre una riforma che abbia questa finalità probabilmente in precedenza non venivano attuati tali principi. Questo problema di armonizzazione non è solo interno ma internazionale. La spinta all’armonizzazione proviene dall’Europa. Il bilancio pubblico però non ha solo la funzione di rendicontare ma anche quella di programmare la scelta futura. Bisogna che ci siano delle procedure che rappresentino in modo veritiero e corretto la realtà. C’è una logica anche di bilancio consolidato in quanto ciò ha bisogno di un coordinamento. Una norma invece che disciplini il gruppo diventa essenziale. Inoltre, vi è l’omogeneità che si soddisfa mediante schemi di bilancio comuni, omogenei appunto. Tutto ciò trae origine dalla norma del 2009 ed ha richiesto un periodo di cosiddetta sperimentazione: per comprendere la fattibilità e per comprendere gli effetti è stato introdotto tale periodo. Questo periodo è durato un paio di anni. Tale riforma ha investito diversi ambiti:
Sezione strategica che guarda ai 5 anni del mandato e nella quale sono presente le linee di programmazione e le modalità con le quali l’amministrazione cerca di perseguirle. Si presentano anche gli strumenti per rendicontare, per dimostrare gli obiettivi. Inoltre, si individuano specifici obiettivi strategici nell’ambito di ciascuna missione. Sezione operativa che copre un orizzonte più breve cercando di dare agli obiettivi strategici contenuto finanziario Per glie enti locali è stato previsto un decreto attuativo 118/2011 per le altre pubbliche amministrazioni il decreto 91/2011. La riforma della rilevazione contabile ha cambiato in maniera significativa il bilancio ma anche l’assetto organizzativo degli enti. Ha messo in luce come in molti enti ci fosse carenza sul piano amministrativo, una su tutte la mancanza di personale qualificato. Inoltre, ha richiesto di rivedere regolamenti comunali e procedure. Dal punto di vista finanziario gli impatti sono importanti, in quanto la riforma ha ristretto i margini nei bilanci. Sul piano gestionale, avendo previsto l’introduzione del bilancio consolidato e novità sostanziali, si è favorito l’introduzione di nuove competenze e nuove modalità di gestione delle risorse. È utile capire le patologie che hanno richiesto e imposto delle modifiche sostanziali. Il primo aspetto è l’orientamento al breve termine che sostanzialmente generava un gap culturale. Un’altra disfunzione non del tutto sanata è quella di trovare negli enti grandissime difficoltà ad approvare il bilancio. Un altro aspetto patologico era quello della proroga del termine di approvazione del bilancio. Questo faceva snaturare il bilancio. Nella precedente impostazione inoltre esistevano troppi documenti di programmazione e quindi vi era l’esigenza di snellire, di accorpare i vari strumenti. Un altro aspetto su cui si è concentrati è stato quello di snellire le norme di riferimento. I principi della riforma: Autonomia e anticipo del ciclo Sensibilizzare i tempi di programmazione Programmazione come processo integrato Principio della competenza potenziata Programma come unità di voto (il consiglio comunale approva il bilancio a livello dei programmi) Nel bilancio di previsione triennale il primo anno di riferimento i valori sono espressi in termini di competenza e di cassa (il comune imputa a bilancio cioè che va scadenza e ciò che prevede di incassare, quindi una somma di competenza che si è già manifestata e una somma di cassa che si prevede di incassare)
Articolo 165 capo 3. Il bilancio di previsione finanziario presenta uno schema molto chiaro e definito con articolazione rigorosa sia di spese che di entrate. C’è una scala gerarchica in cui al vertice ci sono titoli e tipologie. I titoli (con numeri progressivi romani). Il titolo 1 è dedicato ai tributi, il secondo titolo è ‘trasferimenti concorrenti’. Il titolo 3 è ‘entrate extra tributarie’ cioè quelle entrate diverse dai tributi e dai trasferimenti. E così via tutti gli altri titoli. In un gradino inferiore rispetto ai titoli si trovano le tipologie che descrivano la natura di quell’entrata all’interno di quella fonte di provenienza. Ad esempio, nell’ambito del titolo 1 dell’ambito tributario si trova la tipologia 01 imposte, 02 tasse. Ai fini gestionali per un controllo e monitoraggio della spesa nel peg (documento che assegna obiettivi e risorse agli addetti) le tipologie sono ulteriormente ripartite in categorie e articoli. Le spese invece vengono classificate in missioni e programmi. Le missioni rappresentano le funzioni principali svolte e perseguite dagli enti locali attraverso l’impiego di risorse. Dietro ogni denominazione della singola missione si capiscono quali sono gli obiettivi che il comune tenta di perseguire. All’interno delle missioni si trovano dei programmi che sono aggregati omogenei delle attività volti a perseguire gli obiettivi definiti nell’ambito delle missioni. Ai fine della gestione i programmi vengono ulteriormente ripartiti in titoli, macro aggregati, capitoli ed eventualmente in articoli. Il bilancio di previsione descrive i residui attivi e passivi alla chiusura dell’esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Se si guarda al bilancio di previsione dopo tutte le missioni si trova la missione ‘fondi e accantonamenti’ che apparentemente non sembra una missione, ma in quanto bilancio deve esistere un ambito in cui ci sia la necessità di accantonare delle risorse per ragioni di prudenza. Nello specifico si può notare come ci sia un fondo di riserva oppure fondo crediti di dubbia esigibilità. Perché c’è tale missione? Perché una parte delle risorse il comune la destina ai fondi. Al fondo di riserva si destinano delle risorse che vanno dal 0,3 al 2%. Al fondo crediti di dubbia esigibilità l’ammontare è determinato in considerazione dell’importo degli stanziamenti di entrata di dubbia e difficile esazione. Tante nelle entrate quanto nelle spese figurano con indicizzazioni di importi che si equivalgono i servizi per conto di terzi e le partite di giro. Quindi lo stesso titolo sarà descritto sia nelle spese che nelle entrate. Come avviene il processo di costruzione e deliberazioni del bilancio di previsione. Sono i dirigenti, la parte tecnica che formalizzano le diverse previsioni di entrata e spese con un confronto con la parte politica. La giunta poi è il primo organo deputato ad approvarlo per poi presentarlo al consiglio. Se il bilancio non viene approvato al 31 dicembre dell’anno precedente a cui si riferisce la gestione procede
sentenza che è stata persa dal comune e che lo obbliga a pagare una somma. È ovvio che non si possa prevedere un fatto di questo tipo ma è un fatto che aumenta le spese). Diverso è il caso del debito fuori bilancio che origina dalla copertura di disavanzi di consorzi ecc. è sorto un debito in quanto uno dei consorzi ha prodotto debiti causa cattiva gestione. Tale debito richiede un preventivo riconoscimento della sua legittimità. Ancora si possono verificare procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità. È anche questo un debito che deve trovare una copertura finanziaria. L’ultimo dei debiti che possono scaturire riguarda l’acquisizione di beni e servizi i violazione degli obblighi in situazione d’urgenza ma dimostrati e accertati per utilità ed arricchimento della pubblica società. Anche in questo caso il debito non era preventivabile e tale debito deve trovare copertura finanziaria come tutti gli altri. Art 194. Fa riferimento alla procedura di riconoscimento ma l’aspetto molto importante è che si tratta di un riferimento a delle fattispecie tipiche. Tale riferimento è importante da tenere a mente perché si parte da una previsione di pareggio che tuttavia perde la sua dimensione di obbligo e viene frequentemente disatteso durante la sua gestione. Tra gli elementi che alterano il pareggio ci sono proprio i debiti fuori bilancio. Ciò ci fa comprendere che trattandosi di debiti che sono sorti in maniera difforme a delle norme (in quanto l’articolazione delle entrate e delle spese è prevista da norme). Questo per sottolineare che il bilancio deve essere reintrodotto in un binario di legittimità attraverso un iter, una procedura. La procedura si fonda su: Il debito contratto ha fatto si che l’ente traesse un’utilità, un beneficio Il debito contratto ha fatto si che l’ente declinasse un rischio che poteva verificarsi Per riconoscere debiti fuori bilancio non basata che si dimostri l’utilità ma c’è bisogno che l’ente abbia anche la dotazione finanziaria cioè che sia in grado di coprire il debito che ci siano le risorse per coprire il debito Cosa succede in concreto all’interno del comune per riconoscere i debiti? Il responsabile di un servizio che ha contratto un debito fuori bilancio o che ha ricevuto una sentenza da un ufficio legale che gli comunica che il procedimento ha avuto esito negativo, quindi il comune deve pagare, c’è un iter, una proposta di riconoscimento di debito fuori bilancio che viene dal servizio, dall’ufficio a cui il debito si riferisce. La proposta transita nell’ufficio competente alla ragioneria che si pronuncerà a tal riguardo. La proposta passa poi dal consiglio comunale e dal parere dei revisori (ovviamente il parere in questo caso è solo una presa d’atto). Diverso è il caso dei debiti fuori bilancio che sorgono a fronte di acquisiti di beni e servizi in
deroga dalle normali norme sui quali è già il responsabile del servizio che deve istruire la proposta dimostrando l’utilità e l’arricchimento (esempio. Perché si è acquisito un servizio di pulizia delle strade da una ditta con carattere di urgenza senza passare dalla normale procedura. Sarà il responsabile a spiegare le motivazioni). Nella fase a consuntivo c’è l’esigenza di rilevare e dimostrare i risultati della gestione, quindi, avere uno strumento contabile che aiuti. Tale strumento è il rendiconto o conto consuntivo. Il rendiconto (art 227 e seguenti) è il documento che l’ente locale predispone delibera e approva entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. Si compone di una serie di prospetti: Conto del bilancio= documento che più degli altri crea il collegamento con il bilancio di previsione. Serve a mettere in evidenza rispettivamente per le entrate quindi per ciascuna tipologia, ciascun programma, per la spesa un’altra serie di informazioni. Il rendiconto descrive qual era la somma che ho accertato in base alle previsioni, somme accertate, somme riscosse e somme ancora da riscuotere. Con riferimento al programma di spesa troveremo gli impegni a seguito di variazioni e la distinzione tra pagamenti avvenuti in quota competenza e in quota residui ed eventualmente pagamenti ancora da effettuare; quindi, somme che si sono impegnate ma che ancora si devono pagare. Conto economico Stato patrimoniale Nel rendiconto succede che si ha dimostrazioni di somme che possono essere state accettate e interamente riscosse ma diverso è il caso di somma accertate ma parzialmente riscosse. Tale ipotesi di somme non interamente riscosse (o non interamente pagate) può riguardare agli anni precidenti che danno luogo a residui attivi e passivi. Proprio come si fa in un bilancio di impresa l’ordinamento finanziario dei comuni impone l’adozione di una certa procedura: riaccertamento dei residui. Ogni anno prima dell’inserimento di questi valori nel conto di bilancio, l’ente è chiamato ad effettuare la procedura di accertamento dei residui e passivi. Tale procedura consiste in un’attività che porta ogni responsabile a prendere voce per voce per chiedersi se il credito esiste ancora, se sono reali le ragioni del credito. Se tutte queste valutazioni danno esito positivo quel credito è vivo e il residuo può essere accertato ovvero riferito ad un credito che abbiamo diritto a riscuotere. La procedura di accertamento è fondamentale per una ragione di attendibilità del bilancio, di veridicità delle voci riportate nel rendiconto. In passato da parte degli enti locali c’era grandissima resistenza all’adozione di questo procedimento di calcolo.
L’immobile è un fattore produttivo dell’azienda e quindi deve essere impiegato al meglio. Dall’immobile bisogna trarre il maggior rendimento possibile (non per forza generando entrate ma utilizzando il bene per offrire servizi al cittadino che accresce il valore della prestazione). L’immobile assolve una funzione strumentale al servizio a cui esso è associato. Asset management-property management-facility management (lezione precedente). Se il comune deve acquisire gli immobili e valutarli rientra nell’ambito dell’asset management. Entrano in gioco quegli strumenti che attengono a come acquisire gli immobili (ad esempio la forma di acquisto. Comuni come Milano, Torino, Venezia, ma anche altre realtà pubbliche, si sono cimentati nella realizzazione di fondi immobiliari molto ampi: insieme ad un partner finanziario come banche o altri hanno di fatto ceduto i loro immobili a questo fondo, il fondo come contropartita ha dato al comune denaro e ha messo sul mercato obbligazioni che esprimevano il valore dell’immobile ceduto). Diverso è l’aspetto del property management che riguarda la gestione del singolo asset (manutenzione, canoni ecc.). La terza opzione è il facility management ovvero la visione strategica legata ai servizi connessi all’asset immobiliare. Quando si pensa agli immobili si lega la gestione di tali asset al loro ciclo di vita, bisogna entrare nell’ottica che tali asset hanno un lungo ciclo di utilizzo. Oggi nelle realtà più piccole (comuni più piccoli) diventa fondamentale avere una conoscenza puntale del patrimonio immobiliare supportata da dati, foto e così via. Tutto ciò lega la risorsa immobiliare alla gestione dell’ente. Questo fa si che ci sia un legame programmazione, gestione, controllo e una volta rieffettuata la ricognizione dei beni si possono raggiungere gli obiettivi prefissati. Questa fase non può prescindere dall’inventario degli immobili che riporti le informazioni in modo puntuale e dettagliato. Fatta le varie ricognizione e le analisi degli immobili si può ragionare su quali e quante acquisizioni si possano fare e quali e quanti immobili si possono eventualmente dismettere (eventualmente poiché la dismissione (o l’alienazione) non è un obbligo). Quando l’alienazione diventa un atto conveniente? La vendita forzata di un immobile deve corrispondere a dei criteri di razionalità (se si è costretti a vendere bisogna cercare di vendere alle condizioni migliori e dopo aver smarcato delle condizioni preliminari). L’asset che si sta vendendo ha esaurito effettivamente la sua utilità? Non può più concorrere all’attività dell’ente? Non può più essere utilizzato in qualche modo anche in un impiego alternativo? Tutte queste valutazioni devono essere fatte prima della dismissione (anche se molto spesso tutto ciò non è stato fatto). Bisogna valorizzare tutti gli immobili pubblici. Cosa significa valorizzare? Gli asset immobiliari possono essere valorizzati con diverse modalità: attribuire un
valore ad un asset che fino a quel momento non aveva, cambiare la destinazione d’uso. Valorizzare quindi vuol dire incrementare, accrescere il valore di un immobile e la sua utilità, ad esempio, lavorando sul facility management quindi sui servizi che lo rendono accessibile. Altro elemento sulla valutazione degli immobili può essere quello di guardare al mercato immobiliare attraverso un’analisi di tutti i dati e le informazioni a disposizione. Ma non tutti gli immobili hanno dei dati a disposizione per far sì che ne venga fuori una valutazione in quanto ci sono degli immobili che è difficili paragonare ad altri (un esempio è lo stadio, non esiste un altro stadio a cui paragonarsi). Bisogna rifarsi quindi a criteri diversi in questi casi. Uno di questi è il metodo del costo di ricostruzione: quando mi costerebbe ricostruirlo oggi? Oppure metodo reddituale-finanziario ovvero facendo una stima dei flussi di cassa che l’immobile può generare. Discussione su smart city. Non è solo la dimensione tecnologica che definisce una città, smart. Ancora discussione su smart city: ICT (tecnologia)-people-governance. Non è solo un fatto tecnologico ma è un fatto sociotecnico (urban governance). L’aspetto sociotecnico ha a che fare con il concetto di azienda. Se si pensa alla città sotto il profilo economico aziendale bisogna guardare alla governance, alle relazioni. Tali relazioni possono essere definite di ‘multilivello’: con chi dialoga la città? Con diversi livelli orizzontali (comune-associazioni-imprese-università ecc.). Esistono anche le public partnership, ovvero realizzazioni di grandi opere pubbliche (impianto, immobile, rete autostradale). D i quali risorse si alimenta una città? Quali sono i fattori produttivi di cui dispone una città? Le risorse naturali possono essere un esempio, ma anche le risorse umane (tutto il personale che lavora nel comune o nell’università). Ancora, le risorse strumentali (impianti attrezzature ecc.). Le risorse finanziarie sono un altro esempio. All’interno di una città si svolgono i processi tipici delle aziende (consumo-produzione ecc.). E-part (piattaforma). Sempre in riferimento alla città c’è il riferimento al territorio: Densità Concentrazione Attrattività Inclusione Squilibrio finanziario degli enti locali titolo 8 del testo unico. Risultato di amministrazione.