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Riassunto del libro Educatore imperfetto, esame sostenuto con il docente D'Aniello
Tipologia: Sintesi del corso
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Questi piani sono vincolati da un mandato sociale, di cui l’educatore ne è esecutore e co-autore (segue quanto prefissato dal mandato, ma prende anche delle decisioni) ed è esplicato in ambiti organizzati (i servizi e i progetti) che hanno riconoscibilità e intenzionalità
a) Non hanno progettualità educativa b) I produttori non sono consapevoli di essere tali c) I risultati educativi sono prodotti anche da eventi (es.: rapporti interpersonali) LA MAPPA DELLE ESPERIENZE EDUCATIVE
Ciò che hanno in comune i due casi è che le persone con le quali sono venute a contatto dopo la cattura non tollerano la presenza di persone selvagge nella propria società e, vogliono riportarle alla ‘normalità’ nonostante non abbiano chiesto aiuto: in Nell si tenta di rieducare, in Victor si tenta di educare ‘Chi autorizza questi soggetti a educare i ragazzi selvaggi?’: questa viene dal malessere del soggetto educante che si basa sulla distanza tra ciò che l’altro è e ciò che l’altro potrebbe/dovrebbe essere
anche la condizione del nostro incontro con la realtà, quindi un mezzo di riflessione ‘ Dunque lode al pregiudizio in ambito lavorativo ed educativo?’: Sì, se il pregiudizio è visto come consapevoli coordinate cognitive ed emotive con le quali ci approcciamo all’altro Sì, se il pregiudizio è consapevolezza di sé e auto riflessività No, se il pregiudizio tende a classificare l’altro in relazione con se stesso COINVOLGIMENTO EMOTIVO nella relazione educativa è compresa la dimensione affettiva : alcuni credono che nell’ambito educativo questa non debba esserci e che debba esserci il distacco nella relazione educatore-educando non si può non essere coinvolti emotivamente, basta solo: Non cadere in eccessivo coinvolgimento emotivo (surplus di vicinanza) Non cadere in scarso coinvolgimento emotivo (surplus di distanza) è comunque necessario stabilire una distanza opportuna, in base al caso, al momento, all’operatore in considerazione VALORI PROPRI E ALTRUI Gallino definisce i valori come i criteri di base con cui valutare l’ adeguatezza, la correttezza, l’ efficacia e la dignità delle proprie azioni o della azioni altrui
Educatore normativo stimola la condivisione della legalità Educatore non normativo illustra le conseguenze di azioni legali, ma lascia liberi i soggetti di scegliere se attuare la legalità o l’illegalità Davanti all’adolescente che ha infranto una norma, l’educatore dovrà valutare come comportarsi in base al momento e al tipo di atto (es.:se nuoce gli altri)
Il trasgressore è colui che vuole liberare da tabù e divieti per sprigionare i piaceri. Il rischio è di teorizzare la rottura Il distruttore è colui che trasforma il desiderio di ‘formare’ in volontà di ‘distruggere’ e il desiderio di ‘guarire’ in volontà di ‘rendere l’altro malato’. Il rischio è di sviluppare progetti collettivi per appartenenti a collettività nazionali o etniche L’educatore nella relazione deve comprendere e gestire i fantasmi, sia per una convivenza, sia perché questi sono funzionali al lavoro educativo. L’educatore deve raggiungere gli obiettivi educativi nonostante tali sfumature: Tramite azioni che conformano il soggetto ad un modello ideale formatore Tramite azioni che riducono gli eventi negativi terapeuta Tramite azioni che stimolano la ricerca di risorse personali maieuta Tramite la trasmissione di sapere interpretante Tramite azioni riparative e/o sostitutive riparatore CAPITOLO 7.
- L’educatore ha dei rapporti con altre figure professionali (assistenti sociali, insegnanti, psicologi, medici, infermieri..) , alcune di queste sono considerabili ‘ forti ’ nel confronto con l’educatore, in quanto: hanno una chiarezza del ruolo e dei compiti, il prestigio, la riconoscibilità sociale…