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Riassunto del libro Educatore Imperfetto
Tipologia: Appunti
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Alcuni nodi del lavoro educativo. Ci sono alcune zone nel lavoro educativo che vanno sottoposte a riflessione. Ciò non per indicare certezze metodologiche, ma per coglierne alcuni aspetti e tentarne una riformulazione. Essi sono:
cambiamento di sé e della situazione, la sfiducia nelle possibilità degli utenti da parte dell'educatore. Il riconoscimento scientifico della sindrome del burnout, ha messo in luce quanto possa essere faticoso il lavoro educativo. Nello stesso tempo la sindrome di burnout può essere considerata una via di fuga, una razionalizzazione di altri disagi non ancora esplicitati (ad esempio: l’avere a che fare per troppo tempo con un tipo di utenza defatigante). La figura dell’educatore professionale paga la relativa vicinanza con figure di educatori non professionali, paga nel senso che all’educatore professionale può essere richiesto di farsi carico di motivazioni e di ‘’darsi all’altro’’ in alcune dimensioni educative non professionali. Dunque in questa situazione l’educatore fa fatica a percepirsi e ad essere percepito come lavoratore con il proprio carico di doveri professionali.
Il militante: colui che vuole cambiare il mondo. E' l'educatore che ritiene che tutto il male sia nel mondo di cui l'educando è vittima. Rischio: non tiene conto della realtà. Il riparatore: colui che ha la logica del sacrificio, che tende a riparare il male che è stato fatto. Rischio: mantenere in vita il disagio perché, in fondo, ha bisogno del malessere degli altri. Il trasgressore: colui che ritiene che le norme siano solo divieti tendenti a reprimere il "piacere". Rischio: teorizzare la rottura sempre e comunque. Il distruttore: colui che trasforma il desiderio di formare in volontà di distruggere, il desiderio di guarire in volontà di rendere l'altro malato. Rischio: sviluppare progetti educativi per appartenenti a collettività nazionali o etniche. I fantasmi non sono da considerare di per sé degli elementi patologici nella relazione educativa. Come le medicine che fanno male se prese ad alte dosi, ma guariscono in piccole dosi, così i fantasmi possono rivelarsi funzionali al buon esito del lavoro educativo senza cadere nei rischi ad essi connessi.