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Elaborato Scienze Umane, Tesine di Maturità di Scienze Umane

Elaborato Scienze Umane per Maturità 2020

Tipologia: Tesine di Maturità

2019/2020

Caricato il 20/03/2025

francesca-berio
francesca-berio 🇮🇹

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Esprimi le tue considerazioni sugli aspetti socio-antropologici dei media: la funzione
globalizzante, le comunità online e gli ambienti virtuali. Analizza quindi il rapporto mass
media e società di massa.!
I mass media, ovvero i mezzi di comunicazione di massa, svolgono un ruolo
fondamentale, in quanto contribuiscono a “modellarci” in modo continuo e considerevole,
trasmettendoci informazioni, idee e modelli di comportamento. Essi sono caratteristici di
ogni società, ma, nel corso del tempo sono profondamente cambiati, influenzando e
venendo a loro volta influenzati dalla società e dall’economia.!
In sociologia il termine mass media acquisisce tre locuzioni: media tradizionali, mass
media e new media. !
I media tradizionali, come la lettera e il telefono, costituiscono il sistema dei media,
formato da singoli medium (mezzi), i quali permettono di superare i limiti spaziali e/o
temporali della comunicazione faccia a faccia. La comunicazione, infatti, avviene “da-
uno-a-uno” per cui un interlocutore si rivolge a un altro interlocutore. Questi mass media
tradizionali sono monodirezionali e non interattivi, poiché i componenti del pubblico non
sono interlocutori, dato che non possono rispondere, non esiste un feedback, si limitano
a ricevere un messaggio.!
I mass media rendono invece possibile una comunicazione “da-uno-a-molti”, nella quale
l’emittente si rivolge a più riceventi. Il termine “massa” viene inizialmente utilizzato con
un’accezione negativa, come nell’espressione “società di massa”, perché allude a un
insieme di persone anonime, standardizzate e inconsapevoli, i cui comportamenti sono
diretti da qualcuno. Con l’espressione “comunicazione di massa” si vuole intendere una
comunicazione produttivamente standardizzata e rivolta a un pubblico indierenziato,
potenzialmente illimitato e passivo. Questa passività del pubblico è sottolineata dal
concetto di “modello egemonico dominante”, in base al quale l’emittente si preoccupa
che il messaggio venga inteso nel significato da lui espressamente inteso.!
Con i new media la comunicazione avviene “da-molti-a-molti”, rappresentando una
nuova modalità di comunicazione, permettendo di raggiungere un grande pubblico, più
ampio e dislocato in ogni parte del mondo. Inoltre, vi si riscontrano due importanti novità:
l’interattività, che fornisce all’utente la possibilità di rivestire il ruolo di partecipante attivo
alla comunicazione mediata, e la multimedialità per cui il computer e internet sono il frutto
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Francesca Berio!
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Liceo delle Scienze Umane!
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Esprimi le tue considerazioni sugli aspetti socio-antropologici dei media: la funzione globalizzante, le comunità online e gli ambienti virtuali. Analizza quindi il rapporto mass media e società di massa. I mass media , ovvero i mezzi di comunicazione di massa, svolgono un ruolo fondamentale, in quanto contribuiscono a “modellarci” in modo continuo e considerevole, trasmettendoci informazioni, idee e modelli di comportamento. Essi sono caratteristici di ogni società, ma, nel corso del tempo sono profondamente cambiati, influenzando e venendo a loro volta influenzati dalla società e dall’economia. In sociologia il termine mass media acquisisce tre locuzioni: media tradizionali, mass media e new media. I media tradizionali , come la lettera e il telefono, costituiscono il sistema dei media, formato da singoli medium (mezzi), i quali permettono di superare i limiti spaziali e/o temporali della comunicazione faccia a faccia. La comunicazione, infatti, avviene “da- uno-a-uno” per cui un interlocutore si rivolge a un altro interlocutore. Questi mass media tradizionali sono monodirezionali e non interattivi, poiché i componenti del pubblico non sono interlocutori, dato che non possono rispondere, non esiste un f eedback , si limitano a ricevere un messaggio. I mass media rendono invece possibile una comunicazione “da-uno-a-molti”, nella quale l’emittente si rivolge a più riceventi. Il termine “massa” viene inizialmente utilizzato con un’accezione negativa, come nell’espressione “società di massa”, perché allude a un insieme di persone anonime, standardizzate e inconsapevoli, i cui comportamenti sono diretti da qualcuno. Con l’espressione “comunicazione di massa” si vuole intendere una comunicazione produttivamente standardizzata e rivolta a un pubblico indifferenziato, potenzialmente illimitato e passivo. Questa passività del pubblico è sottolineata dal concetto di “modello egemonico dominante”, in base al quale l’emittente si preoccupa che il messaggio venga inteso nel significato da lui espressamente inteso. Con i new media la comunicazione avviene “da-molti-a-molti”, rappresentando una nuova modalità di comunicazione, permettendo di raggiungere un grande pubblico, più ampio e dislocato in ogni parte del mondo. Inoltre, vi si riscontrano due importanti novità: l’interattività, che fornisce all’utente la possibilità di rivestire il ruolo di partecipante attivo alla comunicazione mediata, e la multimedialità per cui il computer e internet sono il frutto Francesca Berio V F Liceo delle Scienze Umane Imperia

della rivoluzione digitale, laddove digitale significa numerico e riguarda un nuovo modo di registrare informazioni, il quale richiede molto meno spazio del sistema analogico. Il primo mass medium della storia è la stampa, favorita soprattutto dall’invenzione del telegrafo e del telefono. Il cinema è un mass medium coinvolto nell’industria capitalistica per via delle risorse richieste dalla produzione e dai guadagni. Inoltre, con il cinema nasce l’industria culturale, ovvero il processo di riduzione della cultura a merce di consumo. A questo proposito, i sociologi hanno idee contrastanti: secondo Max Horkheimer e Theodor Adorno (Scuola di Francoforte) si tratta di uno strumento di massificazione della società che trasforma le opere d’arte in merci; Walter Benjamin invece lo considera uno strumento di democratizzazione, che permette di riprodurre in serie oggetti artistici e d’importanza culturale, disponibili a tutti. La televisione ha cambiato radicalmente la vita sociale ed è stata anche molto criticata, in particolare è stata accusata di essere uno strumento di manipolazione, soprattutto a causa delle pubblicità e delle idee, finalizzate alla riduzione dell’autonomia intellettuale. Internet, infine, ha permesso di comunicare e trasmettere informazioni, ma nello stesso tempo, ha reso più facili alcune attività culturali, schierando, tuttavia, da una parte chi ha facile accesso agli strumenti informatici e dall’altra chi non ne è in possesso. La navigazione in rete crea una realtà virtuale, i cui confini con la realtà ordinaria non sono così netti, per questo si parla di ambiente virtuale. Questo dimostra che Internet è in grado di rispondere a esigenze psicologiche e sociali, come sperimentare la propria identità personale e sociale, svolgere una vita al di fuori della ordinaria vita domestica, gratificare bisogni di intimità e di appartenenza. Il chattare , ovvero il conversare virtualmente in rete, ammette la possibilità di alterare la propria identità, creandone una falsa; nonostante questo, qualora in rete si assumano personalità fittizie , sarà comunque presente una corrispondenza con alcune caratteristiche reali del soggetto stesso, quello che gli psicologi chiamano “identità ombra”, che emerge non intenzionalmente nel gioco della chat. Infine, si ha la possibilità di scegliere un proprio nickname , la cui creazione rispecchia qualche aspetto del soggetto, come un diminutivo del nome, un riferimento all’anno di nascita o a una caratteristica particolare. L’antropologia affronta questo tema analizzando media e identità, funzione globalizzante e linguaggio dei media. I mass media vengono considerati come strumenti di costruzione di identità personali e collettive, soprattutto nell’età della globalizzazione, dove possono fondarsi su altri aspetti e non solo sull’appartenenza territoriale. La funzione globalizzante svolta dai nuovi mezzi di comunicazione, prima fra tutti la televisione, causa la formazione di villaggi globali , dove ogni villaggio diventa mondo, in quanto supera facilmente i propri confini e, dove il mondo diventa come un villaggio, perché si annullano le distanze fisiche e culturali. Per quanto riguarda il linguaggio dei media , è importante la formulazione e la comprensione del messaggio trasmesso, senza trascurare il contesto produttivo nel quale esso viene “confezionato”. La decodifica o comprensione avviene secondo alcune modalità: egemonico-dominante, nella quale lo spettatore decodifica le trasmissioni all’interno del codice dominante, accettando quindi l’interpretazione di una trasmissione fornita dall’élite culturale; versione negoziata, dove lo spettatore, anche comprendendo e

cyberspaziali , nelle quali ciascuno potrà compiere percorsi di apprendimento virtuali individualizzati. I vantaggi di questo tipo di didattica sono lo sviluppo di nuove abilità, un apprendimento attivo e spontaneo, l’individualizzazione dei curricoli, la dinamicità e l’interattività. Esponente molto importante è il sociologo canadese Marshall McLuhan , il quale si è dedicato allo studio dei mezzi di comunicazione di massa soprattutto per verificarne l'influenza sul comportamento individuale e sull'immaginario collettivo. Egli ha coniato l’espressione “il medium è il messaggio”, sosteneva, infatti, che qualunque mezzo di comunicazione non trasmette in modo neutro dati informativi ma li costituisce, la forma che assume il messaggio è essa stessa il messaggio, ed è più importante del contenuto. Inoltre, ci fornisce interessanti osservazioni sul possibile uso della televisione a scuola, essa può illustrare come nessun altro medium l'azione reciproca, ovvero la possibilità di rappresentare gli aspetti dinamici di ogni realtà oggetto di studio, dei processi e degli sviluppi di forme d'ogni genere. Infine, McLuhan paragona la tecnologia a un modello vivente di sistema nervoso centrale, ogni invenzione o tecnologia è un'estensione o un'autoamputazione del nostro corpo che impone nuovi rapporti e un nuovo equilibrio tra gli organi, ogni medium, quindi, influenza contemporaneamente l'intero campo dei sensi, così il nostro sistema nervoso centrale si intorpidisce quando viene esteso e scoperto, è una difesa contro l'eccesso di percezioni. Noi nati dopo il 2000 veniamo definiti “Generazione Z” e una veloce ricerca su internet sullo stereotipo appartenente a questa leva fa emergere termini come iperconnessi oppure multimediali, i mass media, infatti, caratterizzano la nostra vita da quando ne abbiamo memoria. Credo che mai come l’esperienza che abbiamo affrontato, quella del Covid-19 e che stiamo ancora cercando di superare, abbia aperto gli occhi anche ai più scettici di quanto siano importanti gli strumenti tecnologici di cui siamo in possesso. Grazie ai mass media, siamo costantemente aggiornati sulle notizie provenienti da ogni parte del mondo, primo medium fra tutti la televisione che ogni sera fornisce dati sul numero di vittime, guariti e contagiati. Fondamentali, inoltre, sono anche i dispositivi mobili come computer, tablet o smartphone che hanno permesso alla maggior parte delle persone di continuare il proprio lavoro da casa con la modalità di smart working , a noi studenti di seguire le lezioni scolastiche per evitare di invalidare l’anno e ultimo di mantenerci in contatto con i nostri cari in un momento tanto difficile, nel quale dobbiamo vivere in distanziamento sociale, per proteggerci l’un l’altro. Tutto questo ci ha permesso di dare prova delle nostre capacità di adattamento, chi era già in grado di utilizzare le nuove tecnologie ha incrementato le sue conoscenze, chi invece ha sempre osservato queste modalità da lontano si è impegnato molto capendone l’utilità.