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Riassunto per esame di Osa sull'igiene e profilassi
Tipologia: Slide
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Con la parola profilassi si indicano quegli interventi che possono essere messi in atto allo scopo di impedire, o limitare, l’insorgenza e la diffusione di una determinata malattia nella popolazione. L’Igiene è la disciplina che si occupa della promozione, del mantenimento e del potenziamento dello stato di salute della popolazione.
PULIZIA O SANIFICAZIONE: Rimozione meccanica dello sporco da superfici e oggetti. Si ottiene mediante l'uso di detergenti. Tale operazione deve sempre precedere le operazioni di disinfezione e sterilizzazione. SANITIZZAZIONE: Metodica utilizzata per ridurre la carica microbica su oggetti o superfici sino ad un "livello di sicurezza". Si ottiene mediante l'uso di detergenti, seguito dall'uso di disinfettanti.
Adeguate manovre di sanificazione concorrono a diminuire la possibilità di diffusione dei microorganismi, quindi a limitare la propagazione delle infezioni e, di conseguenza, a migliorare la qualità della vita del paziente e degli operatori.
L’operatore dovrà conoscere il prodotto che utilizza leggendosi le informazioni riportate sul flacone. Il prodotto disinfettante ha una scadenza riportato sul flacone stesso. Questi devono essere conservati in luoghi ben areati, con temperatura bassa e in armadi dove non sono presenti anche farmaci.
LAVAGGIO E PREPARAZIONE DEL MATERIALE PER LA STERILIZZAZIONE Prima di procedere alla sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili è necessario procedere alla decontaminazione. Questo è un processo che utilizza metodi fisici e chimici per rimuovere gli organismi patogeni dalla superficie di uno strumento. Una volta effettuato il lavaggio e l’asciugatura accurata dei ferri chirurgici, si passa al confezionamento dei ferri. I dispositivi medici possono essere confezionati in container, carta o buste per poi essere messi in autoclave.
PRODOTTI, STRUMENTI E TECNICHE PER LA PULIZIA E L’IGIENE DEGLI AMBIENTI Una ventilazione adeguata e il lavaggio con detergenti e il trattamento con disinfettanti è in grado di rimuovere la maggior parte dei microbici dalle superfici. L’igiene degli ambienti si può distinguere in giornaliera e periodica. È buona norma, prima di iniziare il lavoro di pulizia degli ambienti, procedere all’apertura delle finestre. Si procede poi all’asportazione delle polveri attraverso panni umidificati. Poi si passa alla scopatura attraverso un impianto di aspirazione a secco. Si procede all’igiene dei servizi igienici, prima con panni imbevuti di acqua e disinfettati e poi al risciacquo. Infine si lavano i pavimenti con macchina lavasciuga, utilizzando detergente sanificante. È importante per la pulizia di strumenti come la padella, il pannolone ed il pappagallo utilizzare sempre i guanti, lavarsi le mani e seguire le indicazioni del personale infermieristico. È molto importante la comunicazione con il paziente: prima di ogni operazione è necessario comunicargli le fasi della pulizia e le modalità di pulizia.
Cosa importante quando il paziente ha una patologia infettiva è la pulizia e quindi la bonifica di tutto il materiale che viene a contatto con il paziente quindi la sanificazione e la disinfezione del materiale del paziente infetto (comodino , termometro, la testata del letto ecc..) Si parla di :
Nella metà del 1800 I. semmelweiss e J. Simpson furono i pionieri di una raccolta sistemica dei tassi d’infezione ospedaliera: (^) Semmelweiss dimostrò efficacemente che l’ospedale poteva rappresentare un rischio per i pazienti (le donne che non partorivano in ospedale avevano un rischio di sepsi puerperale ed una mortalità molto più bassa rispetto a quelle che partorivano in ospedale), che tale rischio era di origine infettiva (i patogeni erano trasmessi dai medici e dagli studenti che, prima di assistere le partorienti, effettuavano riscontri autoptici), che tale evento era prevenibile (lavando le mani con cloruro di calcio). Simpson evidenziò una correlazione diretta tra la mortalità per infezione, dopo amputazione degli arti, e la grandezza dell’ospedale, condizione associata al sovraffollamento, che favoriva la trasmissione delle infezioni da paziente a paziente.
Ma inizialmente questa ipotesi non venne considerata valida e gli studi epidemiologici si affermarono come disciplina soltanto negli anni‘50.
2005 Nell’era del controllo delle infezioni, l’obiettivo da raggiungere è il cambiamento migliorativo dell’intero processo e non della singola attività. Infatti in una situazione di aperta competizione tra le varie aziende solo quelle capaci di differenziarsi in termini di conoscenza di livelli di rischio al loro interno, di bassa incidenza delle IO e di attuazione di misure di sicurezza, potranno raggiungere elevati livelli di qualità
Secondo alcuno studi le epidemie di Infezioni Ospedaliere sono per lo più attribuibili ad errori nelle pratiche assistenziali e, pertanto, EVITABILI!!!