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Elementi di igiene e profilassi, Slide di Scienze Umane

Riassunto per esame di Osa sull'igiene e profilassi

Tipologia: Slide

2022/2023

In vendita dal 29/05/2025

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ELEMENTI DI IGIENE E PROFILASSI

NOZIONI DI IGIENE E PROFILASSI

Con la parola profilassi si indicano quegli interventi che possono essere messi in atto allo scopo di impedire, o limitare, l’insorgenza e la diffusione di una determinata malattia nella popolazione. L’Igiene è la disciplina che si occupa della promozione, del mantenimento e del potenziamento dello stato di salute della popolazione.

SANIFICAZIONE E SANITIZZAZIONE DEGLI

AMBIENTI

PULIZIA O SANIFICAZIONE: Rimozione meccanica dello sporco da superfici e oggetti. Si ottiene mediante l'uso di detergenti. Tale operazione deve sempre precedere le operazioni di disinfezione e sterilizzazione. SANITIZZAZIONE: Metodica utilizzata per ridurre la carica microbica su oggetti o superfici sino ad un "livello di sicurezza". Si ottiene mediante l'uso di detergenti, seguito dall'uso di disinfettanti.

Procedure e profilassi di sanificazione e

sanitizzazione degli ambienti

Adeguate manovre di sanificazione concorrono a diminuire la possibilità di diffusione dei microorganismi, quindi a limitare la propagazione delle infezioni e, di conseguenza, a migliorare la qualità della vita del paziente e degli operatori.

  • Le pulizie devono iniziare dalla zona meno sporca verso quella più sporca.
  • Nel caso di oggetti che non vanno a diretto contatto con il paziente, dopo la disinfezione non risciacquare.
  • Evitare il rabboccamento dei contenitori (sia detergente che disinfettante). Rispettare la diluizione dei prodotti indicata dalla casa produttrice.
  • Segnalare le zone bagnate con apposita segnaletica da mantenere sempre una metà asciutta, per permettere il passaggio.. Per le aree di passaggio (atrii e corridoi) effettuare il lavaggio in due tempi successivi, in modo da tenere il passaggio sempre libero
  • Utilizzare sempre idonei dispositivi di protezione individuale (D.P.I) durante le procedure di pulizia.
  • Dopo l’uso tutte le attrezzature, compreso il carrello delle pulizie, devono essere detersi ed asciugati. L’umidità e la temperatura ambiente sono ottimi terreni di coltura per il proliferare di germi. Allo stesso modo ogni panno, spugna, sistema Mop ecc
  • La presenza di materiale organico può ridurre o inattivare l’azione del disinfettante, perciò è necessario sempre effettuare una decontaminazione con detersione e poi disinfezione.

GESTIONE DEI DISINFETTANTI

L’operatore dovrà conoscere il prodotto che utilizza leggendosi le informazioni riportate sul flacone. Il prodotto disinfettante ha una scadenza riportato sul flacone stesso. Questi devono essere conservati in luoghi ben areati, con temperatura bassa e in armadi dove non sono presenti anche farmaci.

LAVAGGIO E PREPARAZIONE DEL MATERIALE PER LA STERILIZZAZIONE Prima di procedere alla sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili è necessario procedere alla decontaminazione. Questo è un processo che utilizza metodi fisici e chimici per rimuovere gli organismi patogeni dalla superficie di uno strumento. Una volta effettuato il lavaggio e l’asciugatura accurata dei ferri chirurgici, si passa al confezionamento dei ferri. I dispositivi medici possono essere confezionati in container, carta o buste per poi essere messi in autoclave.

PRODOTTI, STRUMENTI E TECNICHE PER LA PULIZIA E L’IGIENE DEGLI AMBIENTI Una ventilazione adeguata e il lavaggio con detergenti e il trattamento con disinfettanti è in grado di rimuovere la maggior parte dei microbici dalle superfici. L’igiene degli ambienti si può distinguere in giornaliera e periodica. È buona norma, prima di iniziare il lavoro di pulizia degli ambienti, procedere all’apertura delle finestre. Si procede poi all’asportazione delle polveri attraverso panni umidificati. Poi si passa alla scopatura attraverso un impianto di aspirazione a secco. Si procede all’igiene dei servizi igienici, prima con panni imbevuti di acqua e disinfettati e poi al risciacquo. Infine si lavano i pavimenti con macchina lavasciuga, utilizzando detergente sanificante. È importante per la pulizia di strumenti come la padella, il pannolone ed il pappagallo utilizzare sempre i guanti, lavarsi le mani e seguire le indicazioni del personale infermieristico. È molto importante la comunicazione con il paziente: prima di ogni operazione è necessario comunicargli le fasi della pulizia e le modalità di pulizia.

Cosa importante quando il paziente ha una patologia infettiva è la pulizia e quindi la bonifica di tutto il materiale che viene a contatto con il paziente quindi la sanificazione e la disinfezione del materiale del paziente infetto (comodino , termometro, la testata del letto ecc..) Si parla di :

  • (^) disinfezione continua quando si effettua regolarmente ogni giorno in presenza del paziente per evitare che questi possa costituire una fonte continua di infezione.
  • (^) disinfezione terminale viene attuata alla fine della malattia per eliminare i microrganismi patogeni dall’ambiente in cui ha soggiornato il malato.
  • (^) disinfezione occasionale viene eseguita qualora si verifichi un caso di malattia infettiva in un luogo aperto al pubblico, mentre si parla di disinfezione periodica quando la disinfezione viene praticata a scadenze regolari in mezzi di trasporto (aeroplani, navi, vagoni ferroviari, ecc.) e in locali adibiti ad uso pubblico (ospedali, scuole, cinema, ristoranti, ecc.).

CENNI STORICI

Nella metà del 1800 I. semmelweiss e J. Simpson furono i pionieri di una raccolta sistemica dei tassi d’infezione ospedaliera:  (^) Semmelweiss dimostrò efficacemente che l’ospedale poteva rappresentare un rischio per i pazienti (le donne che non partorivano in ospedale avevano un rischio di sepsi puerperale ed una mortalità molto più bassa rispetto a quelle che partorivano in ospedale), che tale rischio era di origine infettiva (i patogeni erano trasmessi dai medici e dagli studenti che, prima di assistere le partorienti, effettuavano riscontri autoptici), che tale evento era prevenibile (lavando le mani con cloruro di calcio).  Simpson evidenziò una correlazione diretta tra la mortalità per infezione, dopo amputazione degli arti, e la grandezza dell’ospedale, condizione associata al sovraffollamento, che favoriva la trasmissione delle infezioni da paziente a paziente.

Ma inizialmente questa ipotesi non venne considerata valida e gli studi epidemiologici si affermarono come disciplina soltanto negli anni‘50.

2005 Nell’era del controllo delle infezioni, l’obiettivo da raggiungere è il cambiamento migliorativo dell’intero processo e non della singola attività. Infatti in una situazione di aperta competizione tra le varie aziende solo quelle capaci di differenziarsi in termini di conoscenza di livelli di rischio al loro interno, di bassa incidenza delle IO e di attuazione di misure di sicurezza, potranno raggiungere elevati livelli di qualità

  • (^) Le infezioni ospedaliere si manifestano con alti tassi di MORBOSITA’ (frequenza di una malattia in una popolazione) ed incremento della MORTALITA’, contribuendo anche all’aumento dei COSTI di degenza, dei pazienti ospedalizzati.
  • (^) Nonostante la riduzione della durata e del numero dei ricoveri e le ampie conoscenze disponibili in materia, in termini sia di fattori di rischio sia di metodi appropriati di prevenzione, la frequenza delle infezioni ospedaliere non è, generalmente, in declino.

Secondo alcuno studi le epidemie di Infezioni Ospedaliere sono per lo più attribuibili ad errori nelle pratiche assistenziali e, pertanto, EVITABILI!!!

Eziologia e patogenesi delle infezioni

ospedaliere

  • (^) Agenti patogeni tradizionali, quali per esempio il virus influenzale, i virus dell’epatite, le Salmonelle,etc che, oltre ai pazienti,possono colpire anche il personale di assistenza.
  • (^) Agenti opportunisti , vale a dire tutti quei microrganismi che aggrediscono l’ospite solo quando si determinano condizioni tali da consentire il loro impianto in distretti normalmente sterili e/o quando si verifica una diminuzione a vario livello delle difese dell’ospite.