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Caratteristiche principali di tutto ciò che riguarda l'elettromagnetismo
Tipologia: Appunti
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Cos’è l’elettromagnetismo E’ l’unione tra il magnetismo e l’elettricità, quindi dei rapporti che esistono tra il campo magnetico e il campo elettrico e come l’uno genera l’altro. Per studiare meglio le caratteristiche facciamo uso delle equazioni di Maxwell che definiscono proprio la presenza di un campo elettromagnetico e di onde elettromagnetiche. Le equazioni esprimono che la dinamica dei campi è determinata dalle cariche. Cos’è un circuito Un circuito è un sistema elettromagnetico nel quale si possono distinguere più componenti diversi, che possono essere ad esempio condensatori, induttori, resistori. Essendo un circuito elettrico un sistema elettromagnetico, per esso devono valere sempre e comunque le equazioni di Maxwell; è dunque certamente possibile, dato un circuito elettrico e relativi generatori, calcolare le possibili correnti o differenza di potenziale usufruendo delle equazioni di Maxwell per il sistema di volta in volta assegnato. Tuttavia sono ben note anche altre leggi, per esempio le leggi di Kirchoff, di Ohm, ecc. che possono essere utilizzate per ricavare le equazioni di Maxwell. La produzione di onde elettromagnetiche in un circuito segue degli step:
una corrente opposta alla variazione del flusso magnetico). Introduciamo il concetto di circuitazione perché il campo elettrico non è costante lungo un percorso. La circuitazione di un campo vettoriale V lungo un percorso chiuso è l’integrale del prodotto scalare tra la grandezza vettoriale V e gli spostamenti lungo il percorso. La legge di Faraday-Lenz viene utilizzata per calcolare il lavoro compiuto dal campo E per spostare una carica. La circuitazione del campo E quindi diventa la derivata cambiata di segno del flusso di B attraverso quel percorso: 𝐶(𝑉) = ∮ 𝑉 * 𝑑𝑙 → ∮ 𝐸 * 𝑑𝑙 = − 𝑑Φ𝐵 𝑑𝑡 Quarta equazione di Maxwell Essa descrive il concetto di circuitazione ma per il campo magnetico sfruttando invece la legge di Ampere, la circuitazione del campo B è il prodotto scalare tra μ0 e la somma di tutte le correnti nel percorso (concatenate). La legge precedente di Faraday e quella di Ampère per la circuitazione sono molto simili e Maxwell ipotizzò davvero che un campo potesse generare l’altro. Ma la legge di Ampère è valida solo per i processi statici e per capire a fondo il concetto che voleva trovare Maxwell utilizziamo un condensatore in una superficie, esso genera un campo E e successivamente un campo B. Otteniamo che il flusso di B è la somma tra la legge detta prima e la corrente di spostamento, una grandezza fisica che rappresenta la formazione di un campo magnetico in presenza di un campo elettrico variabile nel tempo (a causa dell’aumento di corrente). 𝐶(𝐵) = ∮ 𝐵 * 𝑑𝑙 = μ0 * Σ𝑙 → ∮ 𝐵 * 𝑑𝑙 = μ0 * Σ𝑙 + μ0 * ε0 * 𝑑Φ(𝐸) 𝑑𝑡 Le onde elettromagnetiche Nascono dalla combinazione dei due campi perpendicolari fra loro alla direzione di propagazione, sono trasversali, possono essere prodotte da cariche elettriche accelerate e viaggiano alla velocità della luce. La velocità della luce rappresenta la velocità con la quale i due campi si propagano nel vuoto e nasce dalla combinazione tra ε0 e μ0. Questa velocità inoltre è in stretta relazione con i campi. 𝑐 = 1 ε0*μ
8 𝑚/𝑠 𝐸 = 𝑐 * 𝐵 Ogni onda ha anche una determinata ampiezza che rappresenta i punti max e min della curva sul piano. La densità di energia è la quantità di energia che trasportano le onde alla velocità della luce e ha valori diversi per il campo elettrico e magnetico. Entrambi portano lo stesso contributo e sono legati alla velocità della luce, quindi la densità totale di energia si può scrivere come la somma delle due singole densità. μ𝑡𝑜𝑡 = 1 2 * ε0 * 𝐸 2
1 2μ0 * 𝐵 2 → ε0 * 𝐸 2 = 1 μ0 * 𝐵 2 L’intensità I è la quantità di energia trasportata per unità di superficie e tempo, è il valore della densità totale per la velocità della luce e dipende sia dalla c che dalla quantità di energia. Il vettore di Poynting S è il flusso di energia elettromagnetica per unità di tempo e superficie ed è il prodotto tra i due campi. 𝐼 = 1/2 * 𝑐 * ε0 * 𝐸 2