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L'epigramma ellenistico: Libertà creativa e sviluppo di un genere letterario, Guide, Progetti e Ricerche di Greco

Storia dell'epigramma ellenistico

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2020/2021

Caricato il 16/08/2023

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simone-storari 🇮🇹

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Libertà creativa nell'epigramma ellenistico.
L'epigramma è uno dei generi più antichi e per quanto riguarda la forma letteraria ebbe la sua
massima fioritura a partire dalla fine del quarto fino all'inizio del primo secolo avanti
Cristo,durante quindi l'età ellenistica.
Si tratta però di un genere,come già detto precedentemente,molto più antico ,che risale
addirittura all'XII secolo avanti cristo. Questo genere proprio come suggerisce l'etimologia del
suo nome( Επί+γράφω=scrivo sopra) ,si sostanziava in brevi iscrizioni , in prosa,ma soprattutto in
versi realizzate su materiali non deperibili e oggetti di uso quotidiano.La poesia nell'ottavo
secolo era affidata nella sua totalità all'oralità e perciò questo embrione dell'epigramma
testimonia per la prima volta l'utilizzo dell'espressione inserita in strutture metriche e l'uso della
scrittura a fini letterari.In ogni caso all'interno di queste prime opere il fine era principalmente
pratico, ovvero quello di indicare la proprietà o la destinazione dell'oggetto sul quale era
presente l'incisione, per esempio quello inserito sopra la famosissima coppa di Nestore:
Sono la coppa di Nestore bella per bere;
chi beva da questa coppa,subito lo
prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona .
In questa incisione sono presenti tutte le caratteristiche del primo epigramma:il proprietario
della coppa ,ovvero Nestore, e lo scopo dell'oggetto . Il verso utilizzato è il metro giambico per il
primo e l'esametro per il secondo e il terzo verso. La lingua è invece ancora chiaramente legata
alla tradizione orale , infatti possiamo notare la struttura nome e epiteto( Afrodite dalla bella
corona) tipica dell'epica .
Nei secoli successivi l'epigramma si sviluppò sempre di più in parallelo alle forme orali e alle
prime forme scritte. Durante il XII sec a.C si svilupparono i filoni sepolcrale e votivo che si
avvalevano della forma metrica del distico elegiaco(esametro e pentametro). Durante il V e il IV
secolo a.C il contenuto si fece mediativo e spesso sentenzioso e al suo interno emersero anche
concezioni religiose e filosofiche. Con il passare del tempo quindi l'epigramma stava diventando
sempre di più lo strumento per far emergere i sentimenti del poeta . Grandi artisti nei secoli
successivi vennero legati a produzioni epigrammatiche in epoca classica, come Simonide e
Platone , dal momento che opere tanto preziose erano ormai degne di essere attribuite ad
autori di grande calibro.
L'età ellenistica portò un grandissimo cambiamento nell'ambito poetico.Sebbene il libro
esistesse e fosse già stato utilizzato durante l'età classica come strumento per la conservazione
di prose e versi autoriali durante questo periodo ci fu un esponenziale diffusione del libro sia
come strumento per la composizione di opere , sia come veicolo per far conoscere autori e testi.
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Libertà creativa nell'epigramma ellenistico. L'epigramma è uno dei generi più antichi e per quanto riguarda la forma letteraria ebbe la sua massima fioritura a partire dalla fine del quarto fino all'inizio del primo secolo avanti Cristo,durante quindi l'età ellenistica. Si tratta però di un genere,come già detto precedentemente,molto più antico ,che risale addirittura all'XII secolo avanti cristo. Questo genere proprio come suggerisce l'etimologia del suo nome( Επί+γράφω=scrivo sopra) ,si sostanziava in brevi iscrizioni , in prosa,ma soprattutto in versi realizzate su materiali non deperibili e oggetti di uso quotidiano.La poesia nell'ottavo secolo era affidata nella sua totalità all'oralità e perciò questo embrione dell'epigramma testimonia per la prima volta l'utilizzo dell'espressione inserita in strutture metriche e l'uso della scrittura a fini letterari.In ogni caso all'interno di queste prime opere il fine era principalmente pratico, ovvero quello di indicare la proprietà o la destinazione dell'oggetto sul quale era presente l'incisione, per esempio quello inserito sopra la famosissima coppa di Nestore: Sono la coppa di Nestore bella per bere; chi beva da questa coppa,subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona. In questa incisione sono presenti tutte le caratteristiche del primo epigramma:il proprietario della coppa ,ovvero Nestore, e lo scopo dell'oggetto. Il verso utilizzato è il metro giambico per il primo e l'esametro per il secondo e il terzo verso. La lingua è invece ancora chiaramente legata alla tradizione orale , infatti possiamo notare la struttura nome e epiteto( Afrodite dalla bella corona) tipica dell'epica. Nei secoli successivi l'epigramma si sviluppò sempre di più in parallelo alle forme orali e alle prime forme scritte. Durante il XII sec a.C si svilupparono i filoni sepolcrale e votivo che si avvalevano della forma metrica del distico elegiaco(esametro e pentametro). Durante il V e il IV secolo a.C il contenuto si fece mediativo e spesso sentenzioso e al suo interno emersero anche concezioni religiose e filosofiche. Con il passare del tempo quindi l'epigramma stava diventando

sempre di più lo strumento per far emergere i sentimenti del poeta. Grandi artisti nei secoli

successivi vennero legati a produzioni epigrammatiche in epoca classica, come Simonide e

Platone , dal momento che opere tanto preziose erano ormai degne di essere attribuite ad autori di grande calibro. L'età ellenistica portò un grandissimo cambiamento nell'ambito poetico.Sebbene il libro esistesse e fosse già stato utilizzato durante l'età classica come strumento per la conservazione di prose e versi autoriali durante questo periodo ci fu un esponenziale diffusione del libro sia come strumento per la composizione di opere , sia come veicolo per far conoscere autori e testi.

La notevole importanza guadagnata dalla parola scritta in età ellenistica permise a questo genere di emanciparsi dalla sua funzione pratica e acquisire una ragion d'essere a prescindere dal suo intento votivo o sepolcrale. Il nuovo epigramma quindi non metteva più al centro l'originaria destinazione pratica, ma la creatività e l'originalità dei grandi autori. Gli epigrammi di età arcaica ,classica e ellenistica che possediamo ci sono pervenuti grazie all'Antologia Palatina, un codice scritto da vari copisti che raccoglieva sillogi antologiche risalenti a periodi diversi. La prima ,dal punto di vista cronologico ,fu la"Corona" realizzata da Meleagro di Gadara che appunto come una corona di fiori, raccoglieva epigrammi di 46 autori differenti. La seconda databile intorno al I secolo fu realizzata da Filippo di Tessalonica e venne chiamata anch'essa "corona". Risalente invece al VI secolo il "Ciclo" realizzato da Agazia che raccoglieva gli autori a lui contemporanei.Queste tre raccolte contribuirono a formare la raccolta del X secolo di Costantino Cefala. Proprio questa raccolta , sebbene a noi non pervenuta, si pensa sia stata il nucleo fondamentale dell'Antologia Palatina. Essa fu realizzata nell' XI secolo e comprendeva circa 3700 epigrammi divisi in 15 libri secondo un criterio tematico. Oltre all'Antologia possediamo un'altra raccolta più tarda, realizzata a cavallo fra il XIII e il XIV secolo da un monaco bizantino chiamato Massimo Planude. La sua raccolta, l'Antologia Planudea,comprendeva ben 388 epigrammi non presenti all'interno dell'Antologia Palatina ed era divisa in 7 libri