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Diritto di Proprietà e Diritti Reali: Un'Introduzione, Appunti di Diritto Privato

Riassunto per l'esame di diritto privato, completo di tutti gli argomenti.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 16/07/2021

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Diritto
Il diritto è, in approssimazione, un sistema di regole per la soluzione dei conflitti fra gli uomini. Per ordinare
una società secondo il diritto è necessario che ad una superiore autorità sia riconosciuta la preliminare
funzione di creare regole per la soluzione dei conflitti.
L'unità elementare del sistema del diritto è la norma giuridica. L'insieme delle norme prende il nome di
ordinamento giuridico. Ciascuna norma consiste in una proposizione precettiva formulata in termini
generali ed astratti. Coloro ai quali la norma si rivolge imponendo o proibendo dati comportamenti sono i
suoi destinatari. Il testo delle leggi è tradizionalmente diviso in articoli numerati in ordine progressivo. Gli
articoli sono spesso diviso in commi. Ciascun comma può contenere una o più norme. Le norme giuridiche
sono formulate in termini apparentemente descrittivi ma a volte contengono definizioni. Le norme
giuridiche sono precetti:
Generali, perché non si rivolgono a singole persone ma ad una serie di persone;
Astratti, perché non riguardano fatti concreti ma una serie ipotetica di fatti.
Esse sono regole per la soluzione dei conflitti, ma sono regole precostituite a tal fine: non sono create
quando il conflitto è già in sorto bensì prima del suo insorgere e per le eventualità che insorga. Un comando
individuale concreto è, all' opposto, il provvedimento con il quale il giudice, applicando norme generali ed
astratte, risolve un conflitto già insorto: questo comando, che è la sentenza, si rivolge a singole persone e
riguarda un fatto determinato.
Di Stato si può parlare in almeno tre significati:
Come collettività di persone, stanziata su un determinato territorio e sottoposto ad un medesimo
potere sovrano: lo stato comunità;
Come il sistema di norme giuridiche che regola quella collettività: lo stato ordinamento,
Come l’insieme degli apparati che compongono l'organizzazione di uno stato e mediante i quali la
sovranità esercitata: lo stato apparato.
Il rapporto fra stato e diritto può essere descritto come l’affermazione della supremazia del diritto sullo
stato. Lo stato di diritto è il principio secondo il quale lo stato è vincolato al rispetto delle proprie leggi.
Il diritto si scompone in due grandi sistemi di norme:
Il diritto privato, che regola i rapporti fra privati. Il diritto privato è il diritto senza ulteriore
qualificazione: la sua più esatta denominazione è quella di diritto comune, applicabile tanto nei
rapporti fra soggetti privati quanto nei rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico.
Istituti caratteristici del diritto privato, come la proprietà, il contratto, la responsabilità civile,
l'impresa e così via, valgono sia per i soggetti privati sia per i soggetti pubblici: proprietario,
contraente, responsabile per fatto illecito e così via;
Il diritto pubblico, che regola i rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico. Il diritto
pubblico riguarda solo i rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico come enti dotati di
sovranità. Possiamo definirlo come il sistema di norme che regola il presupposto, le forme ed i
modi di esercizio della sovranità, ossia della potestà di comando della quale sono investiti gli
apparati dello stato e gli altri enti pubblici.
Del diritto possiamo riferirci in senso:
Oggettivo come norma generale ed astratta, che regola i rapporti fra gli uomini, imponendo loro di
assumere dati comportamenti, prescrivendo obblighi o imponendo loro di non assumere dati
comportamenti prescrivendo divieti;
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Diritto Il diritto è, in approssimazione, un sistema di regole per la soluzione dei conflitti fra gli uomini. Per ordinare una società secondo il diritto è necessario che ad una superiore autorità sia riconosciuta la preliminare funzione di creare regole per la soluzione dei conflitti. L'unità elementare del sistema del diritto è la norma giuridica. L'insieme delle norme prende il nome di ordinamento giuridico. Ciascuna norma consiste in una proposizione precettiva formulata in termini generali ed astratti. Coloro ai quali la norma si rivolge imponendo o proibendo dati comportamenti sono i suoi destinatari. Il testo delle leggi è tradizionalmente diviso in articoli numerati in ordine progressivo. Gli articoli sono spesso diviso in commi. Ciascun comma può contenere una o più norme. Le norme giuridiche sono formulate in termini apparentemente descrittivi ma a volte contengono definizioni. Le norme giuridiche sono precetti:  Generali, perché non si rivolgono a singole persone ma ad una serie di persone;  Astratti, perché non riguardano fatti concreti ma una serie ipotetica di fatti. Esse sono regole per la soluzione dei conflitti, ma sono regole precostituite a tal fine: non sono create quando il conflitto è già in sorto bensì prima del suo insorgere e per le eventualità che insorga. Un comando individuale concreto è, all' opposto, il provvedimento con il quale il giudice, applicando norme generali ed astratte, risolve un conflitto già insorto: questo comando, che è la sentenza, si rivolge a singole persone e riguarda un fatto determinato. Di Stato si può parlare in almeno tre significati:  Come collettività di persone, stanziata su un determinato territorio e sottoposto ad un medesimo potere sovrano: lo stato comunità;  Come il sistema di norme giuridiche che regola quella collettività: lo stato ordinamento,  Come l’insieme degli apparati che compongono l'organizzazione di uno stato e mediante i quali la sovranità esercitata: lo stato apparato. Il rapporto fra stato e diritto può essere descritto come l’affermazione della supremazia del diritto sullo stato. Lo stato di diritto è il principio secondo il quale lo stato è vincolato al rispetto delle proprie leggi. Il diritto si scompone in due grandi sistemi di norme:  Il diritto privato, che regola i rapporti fra privati. Il diritto privato è il diritto senza ulteriore qualificazione: la sua più esatta denominazione è quella di diritto comune, applicabile tanto nei rapporti fra soggetti privati quanto nei rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico. Istituti caratteristici del diritto privato, come la proprietà, il contratto, la responsabilità civile, l'impresa e così via, valgono sia per i soggetti privati sia per i soggetti pubblici: proprietario, contraente, responsabile per fatto illecito e così via;  Il diritto pubblico, che regola i rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico. Il diritto pubblico riguarda solo i rapporti ai quali partecipa lo stato o altro ente pubblico come enti dotati di sovranità. Possiamo definirlo come il sistema di norme che regola il presupposto, le forme ed i modi di esercizio della sovranità, ossia della potestà di comando della quale sono investiti gli apparati dello stato e gli altri enti pubblici. Del diritto possiamo riferirci in senso:  Oggettivo come norma generale ed astratta, che regola i rapporti fra gli uomini, imponendo loro di assumere dati comportamenti, prescrivendo obblighi o imponendo loro di non assumere dati comportamenti prescrivendo divieti;

 Soggettivo come interesse protetto dal diritto oggettivo, ovvero la pretesa di un soggetto ad esigere da un altro soggetto l'osservanza di un dovere che una norma impone al secondo nell’ interesse del primo. I diritti possono essere:  Assoluti, quei diritti che sono riconosciuti ad un soggetto nei confronti di tutti. Tipico diritto assoluto è il diritto di proprietà, ovvero il diritto del proprietario di escludere chiunque dall’ utilizzazione della cosa di sua proprietà;  Relativi, quei diritti che spettano ad un soggetto nei confronti di una o più persone determinate o determinabili (per esempio il diritto al risarcimento del danno ed i diritti di credito). Ci sono norme che espongono i loro destinatari a situazioni che non sono propriamente definibili né come obbligo né come divieto: questa situazione è la cosiddetta soggezione. Ricorre quando una norma espone un soggetto a subire passivamente le conseguenze di un atto altrui. Ai poteri riconosciuti dal diritto privato si dà il nome di diritti potestativi, come il diritto dell’imprenditore di licenziare il proprio dipendente. Diverso tanto dal dovere quanto dalla soggezione è l'onere. Si definisce come tale il comportamento del soggetto che è libero di osservare o di non osservare, ma che deve osservare se vuole realizzare un dato risultato. Tipico esempio è l'onere della prova, previsto dall' articolo 2697, per il quale chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Si può definire come fatto giuridico, ogni accadimento umano al verificarsi del quale l'ordinamento giuridico ricollega un qualsiasi effetto giuridico, costitutivo, modificativo o estintivo di rapporti giuridici. Può essere anche un accadimento naturale, del tutto indipendente dall’opera dell'uomo. Si distingue fra fatti leciti e fatti illeciti, a seconda che siano conformi oppure contrari al diritto. Una sottocategoria dei fatti giuridici è quella degli atti giuridici: li si può definire come gli atti destinati a produrre effetti giuridici. Se ne conoscono due specie fondamentali: la dichiarazione di volontà e le dichiarazioni di scienza. Di fonti del diritto si può parlare in due sensi:  Come fonti di produzione, ovvero i modi di formazione delle norme giuridiche;  Come fonti di cognizione, ovvero i testi che contengono le norme giuridiche già formate. Il sistema delle fonti è così completato:  Il trattato della comunità europea i regolamenti comunitari; o Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Carta di Nizza) del 7 Dicembre 2000; o Dichiarazione dei diritti del fanciullo, Ginevra 23 Febbraio 1923.  La costituzione e le leggi costituzionali; o La costituzione è la legge fondamentale della Repubblica. Le leggi costituzionali sono le leggi emanate in materia per le quali la costituzione formula una riserva di legge costituzionale.  Le leggi ordinarie dello Stato. Alle leggi ordinarie sono equiparati atti del governo aventi forza di legge ordinaria: o I decreti-legge che il governo può emanare in casi straordinari di necessità ed urgenza. Perdono efficacia sin dall'inizio se, entro sessanta giorni il Parlamento non li abbia convertiti in legge; o I decreti legislativi, o leggi delegate, che il governo emana per delega del Parlamento sulla base di una legge di delegazione che fissa i principi e I criteri direttivi con cui il governo deve operare, definisce l'oggetto dell'attività legislativa ed i tempi entro i quali la delega deve essere esercitata.

La materia internazionale è regolata dal diritto internazionale privato. La sua fonte è nella legge del 31 maggio numero 218. Con le convenzioni internazionali gli Stati si impegnano reciprocamente a adottare norme omogenee di diritto internazionale privato concordando i criteri in base ai quali ciascuno stato applica il proprio diverso diritto. Queste convenzioni numerose si riferiscono solo a specifiche materie. L'Italia ha aderito a tre convenzioni:  Nel 1905 in materia di matrimonio;  A due convenzioni di Ginevra nel 1930 e 1931 sui conflitti di legge in materia di cambiale e di assegno;  Alla convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulle obbligazioni contrattuali. Le nostre norme si basano su diversi criteri: o Il criterio della legge nazionale: il giudice italiano applica il diritto italiano oppure il diritto straniero a seconda che si tratta di regolare i rapporti relativi cittadini o stranieri. Così si applica in Italia la legge nazionale dello straniero per ciò che attiene allo stato e alla capacità della persona e rapporti di famiglia; o Il criterio della legge dell’uso: in materia di possesso proprietà ed altri diritti reali su cose mobili o immobili vale la legge dell’uso, nel quale le cose si trovano, e così la proprietà di stranieri in Italia e regolato dalla legge italiana, la proprietà di italiani all'estero è regolata dalla legge del paese dove beni si trovano; o Il criterio che pone in generale limite all'applicazione del diritto italiano il cittadino straniero: lo straniero, nelle materie in cui si applica la legge italiana, è sempre sottoposto agli obblighi da questa previsti mai ammesso a fruire dei diritti civili riconosciuti dall' ordinamento italiano solo a condizioni di reciprocità , o si ha solo se la sua legge nazionale a norma di diritto internazionale privato che consentono lo straniero di fruire i diritti civili da esse riconosciuti ai propri cittadini. L'altra norma di principio pone in generale limite e l'applicazione nel territorio italiano del diritto straniero il quale non è applicabile in Italia quando i suoi effetti siano contrari all'ordine pubblico. L'articolo 12 delle preleggi stabilisce che nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso se non dell'interpretazione letterale e dell'intenzione del legislatore (teologica). Interpretazione da prescegliere deve essere quella che risulta il più possibile aderente al senso letterale delle parole e al tempo stesso il più possibile corrispondente all’intenzione del legislatore, quale si desume dalla legge. L’interpretazione del legislatore può dare luogo alla cosiddetta interpretazione estensiva, con la quale si attribuisce alle parole della legge un significato più ampio di quello letterale; diversamente si contrappone quella restrittiva, con la quale si dà alle parole un significato più ristretto di quello comune giudicato dalla legge. Ogni ordinamento giuridico deve essere in grado di dare soluzione ad ogni possibile conflitto che si generi. A colmare le eventuali lacune della legge si provvede con l'applicazione analogica del diritto: una controversia si decide tenendo conto delle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe. Non possono essere applicate a casi simili le norme penali e le norme eccezionali, ossia quelle che fanno eccezione a regole generali. Può accadere che il giudice non trovi neanche norme relative a casi simili o materie analoghe. Egli dovrà decidere secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico. Questi non sono principi sanciti da testuali norme di legge, ma sono principi non scritti che si ricavano per induzione da una pluralità di norme e che rappresentano le direttive fondamentali cui appare essersi ispirato il legislatore, ad esempio: il principio della libera circolazione della ricchezza; il principio della conservazione del contratto; il principio della protezione del contraente più debole e così via. In base a chi la effettua, l’interpretazione può essere:  Autentica, quella fatta dallo stesso organo che ha emanato la norma mediante l'emanazione di una nuova norma, dello stesso grado gerarchico della precedente, che ne chiarisce il

contenuto. Esempio: il Parlamento emana una legge con la quale va ad interpretare una legge già in vigore. Essa: o Si ha nel caso in cui l'interpretazione della prima norma è piuttosto dubbia e controversa; o È obbligatoria per tutti proprio perché è effettuata tramite una norma giuridica; o Ha effetto retroattivo: ha efficacia dalla entrata in vigore della norma interpretata.  Giudiziale, o forense, quella fatta dai giudici nelle sentenze da essi emanate. Attraverso tale interpretazione i giudici sono chiamati ad applicare la norma ad un caso concreto. L'insieme delle sentenze emanate dai giudici nel corso del tempo va a formare la giurisprudenza. L'interpretazione giudiziale ha efficacia obbligatoria solamente nel caso concreto deciso dal giudice e non vincola l'autorità giudiziaria che, in altre sentenze, possono interpretare diversamente la norma;  Dottrinale è quella fatta dagli studiosi del diritto. Essa è data da opinioni e teorie che rappresentano esclusivamente il punto di vista dell'interprete. Per questa ragione l'interpretazione dottrinale non ha efficacia obbligatoria. Essa è detta anche dottrina ed è contenuta in testi, saggi, articoli;  Burocratica, quella effettuata da un organo della Pubblica Amministrazione con riferimento ad un atto interno. Esempio: una circolare ministeriale che riguarda un settore di cui il ministro è responsabile. Si definisce come capacità giuridica, l’attitudine dell’uomo ad essere titolare di diritti e di doveri. Si acquista per l'articolo 1 del Codice civile al momento stesso della nascita e si perde al momento della morte. Il già concepito non ancora nato è privo della capacità giuridica. La nascita è dichiarata da:  Uno dei genitori;  Un procuratore speciale dei genitori;  Medico o ostetricia;  Altre persone che abbiano assistito al parto. Essi posso effettuare la dichiarazione rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata. La dichiarazione è resa:  Entro 10 giorni;  Dalla madre all’ufficiale dello stato civile del comune in cui la nascita è avvenuta;  Entro tre giorni alla direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura dove ha avuto luogo il parto. Ogni persona è identificata da un nome (prenome) e un cognome. Il nome:  Le è dato a propria scelta da chi dichiara la nascita all’ufficiale di Stato civile;  Deve corrispondere al sesso del bambino;  Non può essere lo stesso nome del padre vivente o di un fratello o di una sorella viventi;  Può essere un nome straniero espresso in lettere dell'alfabeto italiano. Il cognome è quello del padre. Il neonato iscritto nei registri dello Stato civile come figlio di ignoti vede il suo cognome attribuito dall’ ufficiale di stato civile. Non possono essere imposti:  I nomi e i cognomi che facciano intendere l'origine naturale;  I cognomi di famiglie particolarmente conosciute nel luogo in cui la nascita è avvenuta. Se poi il figlio naturale viene riconosciuto, egli assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto. Se è stato riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori, assume il cognome del padre. Nei casi e con le procedure previste dall’ordinamento dello stato civile, la persona diventa maggiorenne può ottenere di cambiare sia il nome sia il cognome, oppure di aggiungere al proprio un altro cognome. Sul luogo in cui una persona può trovarsi si distinguono:

la totale privazione della capacità di agire: possono, allora, chiedere l’inabilitazione. Possono essere inabilitati anche i prodigi, ossia coloro che speravano nel proprio patrimonio, e coloro che fanno abituale abuso di bevande alcoliche o di sostanze stupefacenti. All’inabilitato (articoli 404 413) viene affiancata la figura dell'amministratore di sostegno. Il suo presupposto è uno stato di infermità o una menomazione fisica o psichica che provoca l'impossibilità anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. L'amministratore di sostegno è nominato con decreto del giudice tutelare sul ricorso oltre che dei soggetti legittimati all’istanza di interdizione, dello stesso beneficiario, anche se interdetto inabilitato, in tal caso il ricorso sarà accompagnato dalla istanza di revoca dell’interdizione e dalla e della inabilitazione. Il beneficiario conserva la capacità di agire e può, in ogni caso, compiere gli atti necessari a soddisfare interessi della vita quotidiana. Si dice persona giuridica, ogni soggetto di diritto diverso dalla persona fisica: ogni centro di imputazione di rapporti giuridici che il diritto fa rispondere ad un singolo essere umano o ad un'organizzazione collettiva di uomini. La persona giuridica è dotata di una propria capacità giuridica che le permette di essere titolare dei propri diritti e dei propri doveri, di avere i propri beni e di essere responsabile dei propri debiti. Alla persona giuridica è riconosciuta anche la propria capacità di agire: essa compie atti giuridici per mezzo delle persone fisiche che agiscono come suo organismo. I diritti della personalità sono i diritti dell'uomo, detti anche i diritti della persona. Essi si considerano come diritti spettanti all'uomo in quanto tale, indipendentemente dal tipo di sistema politico sociale entro il quale egli vive. Tali diritti comprendono il diritto alla vita, all'integrità fisica, alla salute, al nome, all'onore, alla libertà personale, all’espressione del pensiero, alla riservatezza e altro ancora. L’articolo 2 della Costituzione afferma che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità. Questo loro carattere di inviolabilità ha un duplice referente:  Sono diritti dell'uomo inviolabili da parte della pubblica autorità, nell'esercizio delle sue funzioni legislative, esecutive o giudiziarie. Vengono in considerazione l'inviolabilità della libertà personale (articolo 13), del domicilio (articolo 14), della segretezza nelle comunicazioni (articolo 15) e così via;  Sono inoltre diritti dell'uomo inviolabili da parte degli altri uomini nell’ambito dei rapporti fra privati. Assume rilievo la protezione penale e la protezione civile dei diritti della personalità. La protezione penale si manifesta nelle norme del Codice penale che puniscono i delitti contro la persona (articolo 575), a loro volta distinti in delitti contro:  La vita;  L'incolumità individuale, come l'omicidio e le lesioni personali;  L’onore, come l’ingiuria o la diffamazione;  La libertà personale, come il sequestro di persona;  La libertà morale, come la violazione di domicilio e le interferenze illecite nella vita privata. La protezione civile, invece, risulta dal Codice civile ed altre leggi, come le norme specifiche che riguardano:  Il diritto all'integrità fisica (articolo 5);  Il diritto al nome;  Il diritto sulla propria immagine (articolo 10);  Il diritto morale d'autore ed inventore (articolo 2577). Inoltre è presente il diritto al risarcimento e alla reintegrazione in forma specifica a chiunque abbia subito un danno ingiusto (articolo 2058). Il collegamento esistente fra protezione penale e protezione civile è quando un fatto lecito è previsto dalla legge penale come reato e la vittima ha diritto al risarcimento del danno anche non patrimoniale. Può inoltre ottenere la pubblicazione della sentenza in uno o più giornali quando ciò costituisce in mezzo il mezzo per ripartire il danno non patrimoniale cagionato dal reato.

I diritti della personalità si classificano fra:  I diritti assoluti: sono cioè diritti protetti nei confronti di tutti;  I diritti indisponibili: che il loro titolare non può alienare, ai quali non può rinunciare. All’indisponibilità si collega la imprescindibilità: sono diritti che non si prescrivono, che non si estinguono cioè per il non uso prolungato nel tempo. Il consenso per la trasfusione del sangue ed il trapianto di un rene per esempio, presentano un obbligo nel consenziente che può sempre revocare il proprio consenso. Neppure si tratta di un consenso che, il nome di un incapace, possa essere dato dal suo legale rappresentante: l'esercizio dei diritti della personalità è a carattere strettamente personale. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per legge (articolo 32 della Costituzione). Fuori dai casi espressamente previsti dalla legge, il medico non può, senza il consenso del paziente, sottoporlo a cure mediche o ad interventi chirurgici, neppure se il trattamento sanitario sia necessario per salvargli la vita. Se il paziente sia in stato di incoscienza, l'intervento medico chirurgico senza il suo consenso si giustificherà sulla base del generale principio dello stato di necessità (articolo 2045). Nel nel caso specifico dell’aborto della minorenne o della donna interdetta, è necessario il consenso del paziente, ma non solo: la volontà di abortire della donna incapace e l'autorizzazione del giudice tutelare possono rendere superfluo il consenso dei genitori o dell’esercente la rappresentanza legale. Non hanno invece una specifica protezione civile:  Il diritto all'onore;  Il diritto alla dignità;  Il diritto al decoro personale e alla considerazione sociale. Il contenuto di questi diritti si desume dalle norme del codice penale che punisce:  L’ingiuria (articolo 594), come offesa all’onore o al decoro della persona presente;  La diffamazione (articolo 595), come offese comunicate con più persone. Il diritto leso può essere l'onore della persona fisica come quello della persona giuridica. Chi lede l'altrui onore non è ammesso a provare, a propria discolpa, la non verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa. Si lede l'onore altrui anche se si dà della prostituta a chi lo sia effettivamente. In sede penale, l'accertamento della verità del fatto può essere chiesto dalla persona offesa ed è sempre ammesso quando la persona offesa sia un pubblico ufficiale o quando il fatto attribuito sia un reato per il quale pende o si inizia un processo penale: la cosiddetta querela con facoltà di prova. Il diritto al nome è protetto dall’articolo 7 sotto un duplice aspetto: innanzitutto come diritto all'uso del proprio nome, o sia come il diritto di identificare sé stessi e come diritto di essere dagli altri identificati. Esso è protetto con l'azione di reclamo: spetta contro chi contesta alla persona o le impedisca l'uso del proprio nome o contro chi li identifichi con un nome diverso dal suo. Come diritto all'uso esclusivo del proprio nome è protetto, sotto questo aspetto, con l'azione di usurpazione: spetta contro chi usa il nome altrui per identificarsi attribuendo a sé la rinomanza acquisita di altri o per indicare una cosa (ad esempio un marchio) o faccia comunque indebito uso del nome altrui (ad esempio apponendo in calce ad un manifesto il nome). Oltre che il nome è protetto lo pseudonimo, o nome d'arte, quando abbia acquistato la stessa importanza del nome (articolo 9). Il diritto al nome è comunemente riconosciuto anche alle persone giuridiche. L'articolo 10 integrato dall' articolo 96 della legge sul diritto d'autore, ricerca il punto di equilibrio fra due opposte esigenze:  Da un lato, la protezione del diritto del singolo alla riservatezza a sottrarre la propria immagine gli atteggiamenti della propria vita privata gli occhi degli estranei;  Dall'altro, la protezione del diritto d’informazione del pubblico, del diritto di cronaca della stampa.

Quanto ai soggetti pubblici diversi dagli enti pubblici economici, del trattamento dei dati personali è consentito anche senza il consenso dell’interessato, ma solo se il trattamento è inerente allo svolgimento delle loro funzioni istituzionali (articolo 18). Una considerazione particolare ricevono i cosiddetti dati sensibili, ossia tali da rilevare:  L'origine razziale o etnica;  Le convinzioni religiosi, filosofiche o di altro genere;  Le opinioni politiche;  Le adesioni ai partiti sindacati;  I dati idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale. Il loro trattamento da parte di privati richiede, oltre che il consenso scritto dell' interessato, l'autorizzazione del garante per la protezione dei dati personali. Da parte dei soggetti pubblici, il trattamento dei dati sensibili è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge (articolo 26). Gli esercenti le professioni sanitarie degli organismi sanitari pubblici possono trattare i dati idonei a rilevare lo stato di salute anche senza l'autorizzazione del garante, se si tratta di dati indispensabili per la tutela della salute dell’interessato. Se invece si tratta di tutelare la salute collettiva occorre l'autorizzazione del garante (articolo 76). L’interessato che subisca danno per l'altrui trattamento dei suoi dati personali ha diritto al risarcimento. Il danneggiante può liberarsi da responsabilità per il danno subito dall’interessato solo con la prova di avere adottato tutte le misure idonei ad evitare il danno. L'articolo 14 afferma che nessun atto provvedimento giudiziario o amministrativo che implica una valutazione del comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato dei dati personali volto a definire il profilo o la personalità dell’interessato Sono beni per il Codice civile solo le cose che possono formare oggetto di diritti (articolo 810). Ossia le cose che l'uomo aspira a fare proprie, a fare oggetto di un proprio diritto che escluda gli altri dalla loro utilizzazione. Non sono beni, giuridicamente, le cose comuni di tutti, perché nessuno ha interesse a farlo oggetto di un proprio diritto. Ogni sistema giuridico:  Riconosce il diritto di proprietà, quello di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo (articolo 832);  Regola i conflitti fra gli uomini determinando i modi di acquisto della proprietà. La regola fondamentale è il divieto dell'uso della forza per l’appropriazione dei beni nei modi stabiliti dalla legge;  Prevede i beni pubblici, beni che essendo considerati di utilità generale vengono sottratti ad ogni possibilità di appropriazione da parte dei singoli e sono qualificati come beni appartenenti alla società nel suo insieme. Essi appartengono allo stato o ad altri enti pubblici, cui è affidato il compito di consentirne il disciplinato uso da parte di tutti come il Lido del mare. Non si tratta di regole universali: in alcuni paesi, come negli Stati Uniti, le miniere possono appartenere a privati. La proprietà pubblica delle cose può anche assolvere la funzione di proteggere la natura o di salvaguardare il patrimonio culturale. I diritti sulle cose assumono il nome di diritti reali. Il nostro sistema giuridico ha 7 diritti reali:  Proprietà;  Superficie;  Enfiteusi;  Usufrutto;  Uso;  Abitazione;  Servitù. Ogni diritto consiste di una o più facoltà che il suo titolare può esercitare sulla cosa e che nel loro insieme compongono il contenuto del diritto.

La proprietà è il diritto che consente la più ampia sfera di facoltà che un soggetto possa esercitare su una cosa. Gli altri sei diritti reali si presentano:  Come diritti limitati o parziali o minori, caratterizzati da un più limitato contenuto, che in alcuni casi si esaurisce in una sola facoltà;  Come diritti su cosa altrui, perché si esercitano su cose di cui altri è proprietario: il contenuto si riduce per permettere che la medesima cosa forma oggetti oggetto di altri diritti reali. La facoltà di godere sulle cose e la facoltà del proprietario di utilizzare la cosa implica la possibilità:  Di usarla o di non usarla;  Di decidere come usarla;  Di trasformarla e al limite di distruggerla. Per le cose fruttifere la facoltà di godimento del proprietario include il diritto di fare propri i frutti della cosa, siano essi frutti:  Naturali, quelli che provengono direttamente dalla cosa, eventualmente con il concorso dell’opera dell'uomo;  Civili, il danaro che il proprietario ricava dalla cessione ed altri. La facoltà di disporre delle cose è la cosiddetta disposizione giuridica delle cose inteso come disposizione materiale:  Di vendere e di non vendere;  Di donarla o di non donarla;  Di lasciarla per testamento. Alla facoltà di disposizione delle cose, si inserisce anche la facoltà del proprietario di costituire su di esse le garanzie reali, come l'ipoteca e il pegno, per garantire l’ adempimento di un debito proprio o altrui. La pienezza del diritto di proprietà per il quale il proprietario può godere è disporre delle cose in modo pieno: può farne tutto ciò che non sia espressamente vietato. La pienezza del diritto di proprietà viene meno quando sulla cosa siano costituiti i diritti reali minori che limitano fortemente la facoltà di godimento del proprietario. In tal caso non si parla più di piena proprietà, ma di nuda proprietà. Il proprietario può godere e disporre delle cose in modo esclusivo: può escludere chiunque altro dal godimento della cosa. La pretesa del proprietario è protetta contro chiunque la violi dall’autorità giudiziaria, con l'applicazione delle norme del Codice penale che puniscono il furto, la appropriazione indebita, la violazione di domicilio, eccetera. Il proprietario può rivolgersi al giudice con azioni civili, ovvero le azioni petitorie, altrettanto correttive ai caratteri di pienezza e di esclusività del diritto di proprietà. Un generale limite della facoltà di godimento è anzitutto nel divieto degli atti di emulazione. Il proprietario non può giovarsi della sua cosa per compiere atti che non abbiano altro scopo se non quello di nuocere o recare molestia ad altri. Con riferimento alla proprietà dei suoli la facoltà di godimento è per vari aspetti limitata. La legislazione urbanistica è pervenuta ad alcuni punti fermi: spetta ai comuni, secondo i criteri generali fissati dalle regioni, di determinare l'assetto del territorio mediante appositi piani regolatori, che stabiliscono quali aree del territorio comune sono destinate all'agricoltura, quali ad insediamenti industriali o commerciali e quali all’edilizia residenziale. Ne deriva un limite a quello specifico modo di godimento del suolo che è la facoltà di edificare: di utilizzare il suolo per costruirvi un edificio. Chi è proprietario di un suolo situato in un'area che il piano regolatore destina a verde agricolo è privo della facoltà di edificare. Per ogni costruzione, sia rurale, sia industriale, si urbana, nonché per la sua trasformazione, occorre avere ottenuto dal comune il relativo permesso, rilasciato dopo l’accertamento di tutte le condizioni di legge: chi edifica senza permesso può essere costretto alla demolizione e può altresì subire la confisca del terreno e

Altra classificazione delle cose: o Beni fungibili, detti anche beni di genere, che sono indifferentemente sostituibili con altri (ad esempio il denaro); o Beni infungibili, detti anche beni di specie, che esistono in un unico esemplare, che comunque presentano propri caratteri distintivi come le opere d'arte o immobili. Un'altra classificazione: o Beni consumabili, che si estinguono con l'uso, come gli alimenti ed il carburante; o Beni inconsumabili, che consentono un uso ripetuto nel tempo, anche se l'uso può deteriorarli come le autovetture o gli indumenti. I beni possono appartenere a: o Privati, persone fisiche o enti privati: si parla di proprietà privata; o Stato o ad altri enti pubblici: si parla di proprietà pubblica. Il Codice civile indica due serie di beni che debbono necessariamente appartenere allo stato o ad altri enti pubblici:  I beni demaniali dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, che si distinguono in: o Demanio naturale, come il lido del mare, la spiaggia e i fiumi; o Demanio artificiale, come le opere destinate alla difesa nazionale, le strade, le autostrade, e gli immobili di valore storico, archeologico ed artistico.  I beni patrimoniali indisponibili dello Stato, delle regioni delle province e dei comuni, ad esempio: o Le foreste, le cave e le miniere; o Le cose mobili di valore storico, archeologico e artistico ritrovate nel sottosuolo; o Gli immobili destinati ad uffici pubblici con i relativi arredi; o Le caserme, gli aerei militari e le navi da guerra.  I beni patrimoniali indisponibili degli enti pubblici non territoriali, che sono destinati a pubblici servizi. I beni demaniali e beni patrimoniali indisponibili sono beni dei quali la necessità necessaria proprietà pubblica si giustifica o per garantire il loro uso da parte di tutti o perché si tratta di fondamentali risorse produttive da sfruttare o perché sono beni culturali e naturali da salvaguardare o perché sono beni che servono lo stato agli enti pubblici per assorbimento delle loro funzioni istituzionali. I beni demaniali sono inalienabili secondo l'articolo 823 salvo che con apposite procedure amministrative non siano stati declassificati in beni del patrimonio pubblico articolo 829. Gli altri beni virgola che non siano fra quelli appartenenti, a norma del Codice civile o di leggi speciali, al demonio al demanio o al patrimonio indisponibile pubblico possono essere indifferentemente sia di proprietà pubblica sia di proprietà privata. Sono nel primo caso i beni del patrimonio disponibile dello Stato e degli enti pubblici territoriali e non territoriali. Questi beni sono pubblici solo per la qualità di ente pubblico del soggetto che ne è proprietario: di essi lo stato o altri enti sono proprietari allo stesso modo di qualsiasi privato: il loro diritto di proprietà, Salve le disposizioni delle leggi speciali, è regolato dalle norme del Codice civile articolo 828 e 830. Lo stato e gli altri enti pubblici si procurano di regola la proprietà di questi beni acquistandoli dal loro precedente proprietario allo stesso modo di qualsiasi privato punto si suole parlare al riguardo di acquisto nei modi di diritto comune ossia nei modi con il quale chiunque può acquistarne la proprietà. Lo stato dispone tuttavia anche gli strumenti autoritativi per conseguire la proprietà dei beni. È il caso dell’espropriazione per pubblica utilità: la costituzione stabilisce che la proprietà privata può essere nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo espropriata per me motivi di interesse generale articolo 42 comma tre e di disposizione analoga figura anche nel Codice civile articolo 834 mentre le procedure di espropriazione sono le regolate dalle leggi speciali. Lo stato deve corrisponde re al proprietario espropriato una somma di denaro, determinata anch'essa secondo criteri di legge virgola che compensi la perdita subita dal proprietario e questa somma non deve essere per la Corte costituzionale è puramente simbolica anche se non si richiede che è sì equivalga al prezzo di mercato del bene espropriato. All’espropriazione dei suoli si suole dare

tradizionalmente ricorso per realizzare opere pubbliche come la costruzione di strade o ferrovie. Si aggiunge una ulteriore disposizione della costituzione la quale consente che per legge si possono riservare originariamente o allo stato o ad altri enti pubblici determinate imprese o categorie d'impresa che si riferiscano a servizi pubblici essenziali OA fonti di energia OA situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale articolo 43. Ma la stessa norma consente anche di espropriare le imprese già operanti. A differenza dell’espropriazione che sottrae definitivamente la cosa al proprietario privandolo della proprietà, la requisizione e sottrai temporaneamente il godimento della cosa virgola che resta in proprietà del privato. Adesso e pubblici poteri possono fare ricorso per gravi ed urgenti necessità pubbliche, siano esse I militari ad esempio la requisizione di autovetture in caso di guerra, oppure civili ad esempio la requisizione di alberghi per dare alloggio la gente rimasta senza tetto a seguito di un terremoto. Anche per la requisizione è dovuta al proprietario una giusta indennità articolo 835. La proprietà privata dichiara ancora l'articolo 42 della costituzione, e riconosciuta e garantita dalla legge. Questa garanzia costituzionale ha una duplice portata: implica anzitutto libertà di accesso dei privati ha la proprietà di quei beni che non siano per legge riservati alla proprietà pubblica. Implica in secondo luogo garanzia dei privati proprietari contro l'arbitro dei pubblici poteri: la proprietà dei privati è un diritto che anche lo stato è tenuto a rispettare , questo non può far valere la propria sovranità per spogliarli dei loro beni o del godimento di essi se non nei casi e nei modi espressamente previsti dalla legge appunto lo stesso articolo della costituzione aggiunge che la legge determina nella proprietà privata i modi di acquisto di godimento EI limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti appunto la proprietà è un diritto: è il potere di un soggetto su una cosa ha riconosciuto e garantito nel interesse proprio del suo titolare. Allo stesso tempo e funzione un potere riconosciuto ad un soggetto per soddisfare un interesse altrui. La funzione sociale da assicurare va riferita non alla proprietà privata come diritto sulle cose ma piuttosto alle cose oggetto di proprietà privata appunto una terza forma di proprietà fa riferimento all'articolo 43 della costituzione laddove parla delle imprese sottratte ai privati e attribuite a comunità di lavoratori o di utenti punto si definisce come autogestione: una forma di proprietà collettiva per la quale il diritto di godere e di disporre dei mezzi di produzione spetta agli stessi lavoratori o gli stessi utenti dell'impresa. Per questa parte l'articolo 43 e non ho avuto attuazione virgola non abbiamo perciò concrete realizzazioni nel nostro paese della proprietà sociale. Il fondo sia esso fondo rustico fondo urbano, ed è limitato nello spazio tanto in senso orizzontale quanto in senso verticale. La sua delimitazione orizzontale e di carattere geometrico: il fondo ha dei confini che segnalano il limite del diritto del proprietario. La proprietà del suolo si estende sia il sottosuolo EA tutto ciò che questo contiene escluse le miniere le cave e le torbiere nonché le cose di interesse storico archeologico artistico e si estende sia lo spazio sovrastante. Il criterio che consente di identificare il limite della proprietà in senso verticale e dunque di natura economica: la proprietà si estende fin dove il proprietario del suolo può dimostrare di avere un interesse ad esercitare il suo diritto esclusivo. Significativa è la norma in materia di stillicidio: il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino sul terreno e non in quello del vicino articolo 908. Sempre in linea di principio il proprietario deve astenersi dal compiere sul proprio fondo o nel sottosuolo articolo 840 opere che possono recare danno al vicino, ossia ledere il suo diritto. Un primo limite alla facoltà di godimento del suolo e nelle norme che impongono a protezione del diritto del vicino di rispettare determinate distanze minime nelle costruzioni edifici scavare pozzi o piantare alberi: le costruzioni su fondi confinanti se non sono unite Onu aderenza tra loro debbono essere tenute a distanza di almeno 3 m Salve le maggiori distanze previste dai regolamenti locali articolo 873. Risulta favorito, fra due proprietari confinanti, quello che costruisce per premio per primo principio cosiddetto della prevenzione temporale. Egli può costruire a meno di 1½ m dal confine o sullo stesso confine, costringendo l'altro si intende costruire a sua volta o ad arretrare il fronte della propria costruzione in modo da rispettare la distanza di legge o ad avanzarlo per costruire in appoggio al muro del vicino pagando la metà del valore del muro che diventa muro in comproprietà o in aderenza adesso e pagando il valore del suolo del vicino che abbia occupato con la sua costruzione. Se il secondo invece costruisce in modo da violare la distanza le gialle dalla preesistente costruzione, il primo il primo può esigere la riduzione in pristino articolo 872, ossia la

Il diritto di proprietà non si prescrive: non si estingue per il solo fatto che il suo titolare si astenga dall’esercitarlo. La legge esige che ogni bene abbia un proprietario, al quale potersi rivolgere per esigere l’adempimento delle disposizioni. La proprietà si perde per non uso solo se annuso del diritto da parte del proprietario corrisponde il possesso della cosa prolungato nel tempio da parte di altri ovvero lo su campione. Proprietà e possesso sono giuridicamente diverse. La prima è una situazione di diritto la seconda è una situazione di fatto: l'articolo 1140 lo definisce come il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio nel diritto di proprietà appunto oltre che possesso corrispondente al diritto di proprietà cosiddetto possesso pieno può esserci possesso corrispondente al contenuto di altri diritti reali possesso minore. Dal possesso si divide si deve distinguere la detenzione virgola che consiste nell’avere la cosa nella propria materiale disponibilità ad esempio fare uso di un veicolo. Occorre per essere possessore l'animo ho intenzione di possedere ossia all’intenzione di comportarsi come proprietario punto e perciò è possessore chi abita un appartamento coltiva un fondo o uso un veicolo senza riconoscere in altri il proprietario e senza pagare ad altri un cane. Possesso e detenzione sono ben differenziate. Al riguardo vige una presunzione: chi esercita il potere di fatto sulla cosa, ossia ne immateriale detentore, si presume possessore salvo che non si provi che egli ha compiuto esercitarlo come semplice detentore e cioè sulla base di un titolo come la locazione o il trasporto che implicava il riconoscimento dal tuo possesso. L'articolo 1141 comma due consente in due soli casi la cosiddetta interversione del possesso ossia il minutamente mutamento della detenzione in possesso: il primo quando il titolo per il quale sia la materiale disponibilità della cosa venga mutato per causa proveniente da un terzo a: the tengo ad esempio a titolo di locazione ma un terzo arrogandosi diritti del proprietario mi vende la cosa o me la lascia in eredità. Secondo quando il detentore faccio posizione contro il possessore, ossia si vanti apertamente proprietario della cosa e faccio constatare il possessore o con esplicita dichiarazione o con atti concreti che intende rei tenere la cosa come propria. Fuori da questi casi il detentore che sia proprio la cosa detenuta non è giuridicamente possessore. Il possesso è escluso anche in colui che compie atti di godimento della cosa con la tolleranza altrui. Secondo l'articolo 1144 infatti è la situazione di condiscendenza per la quale si tollera per rapporti di amicizia o per rapporti di buon vicinato che altri utilizzi transitoriamente o saltuariamente la cosa propria. Il possesso della cosa si può acquistare in modo originario come nel caso di chi muta la detenzione in possesso oppure in modo derivativo per trasmissione del possesso dal precedente ad un nuovo possessore appunto il che può avvenire in vari modi: la consegna del materiale della cosa eseguita con la volontà di trasmettere il possesso ovvero tradito è un modo di trasmissione che vale solo per le cose mobili; per gli immobili la consegna è sempre una consegna simbolica traditi finta, che si segue con la consegna ad esempio delle chiavi dell'appartamento o dei documenti che concernono la cosa punto la protezione giuridica del possesso prescinde dallo stato di Buona o mala fede del possessore. E in buona fede chi possiede la cosa ignorando di ledere l'altrui diritto cioè è per contro in malafede chi sa di possedere la cosa altrui. Lo stato di buona fede non è escluso dall’errore è però escluso dalla colpa grave. Emme lift è in malafede chi pur ignorando l'altrui vita della cosa poteva venirne a conoscenza sound minimo di diligenza così detta buona fede temeraria come nel caso di chi facci incauto acquisto di una cosa rubata in presenza di circostanze tali dai ingegnare il sospetto che il venditore non ne fosse il proprietario ma il ladro o l’accettatore. Il possesso ore si presume in buona fede salva prova contraria. inoltre basta, perché il possessore sia considerato di buona fede, il possessore fosse originariamente in buona fede, anche se successivamente abbia acquistato conoscenza dell'altro ita della cosa punto sia gli effetti della durata del possesso sia quelli del club del classificazione del possesso vale il principio secondo il quale il possesso del erede continua quello del defunto EI due periodi si sommano, conservandone l'originaria qualificazione ovvero successione nel possesso: se il possesso del defunto era di buona fede, resta tale e quello dell'erede, anche se questi sia personalmente in malafede. E virgola serie di malafede del defunto, continua ad esserlo nell’erede. Non c'è automatica continuazione del possesso nella successione a titolo particolare ma solo una facoltà in tal senso cosiddetta accessione del possesso attribuita al successore: l’acquirente può, se gli giova, sommare al proprio posta al proprio il possesso dell’alienante e può non giovargli Se allenante era possessore di mala fede. Il possesso è modo di acquisto della proprietà. Il possessore può non essere proprietario: nei suoi confronti il proprietario può esercitare l'azione di rivendicazione e ottenere la restituzione della cosa punto nel frattempo la cosa ha prodotto frutti e il possessore li ha percepiti. Spetterebbero al proprietario secondo il principio generale dell'articolo 821 ma l'applicazione di questo principio appare ingiusta rispetto

al possessore di buona fede. Perciò l'articolo 1148 distingue il possessore di buona fede che può fare propri frutti ed il possessore di mala fede che deve invece restituirli appunto il proprietario non deve però trarne profitto dagli investimenti finanziari altrui: al possessore di mala fede è dovuto il rimborso delle spese. Il possessore può avere eseguito riparazioni della cosa può averli ha portato miglioramenti. Ogni possessore ha diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie punto il possessore di buona fede ha diritto ad una indennità pari al maggior valore che la cosa ha conseguito per effetto dei miglioramenti apportati, mentre il possessore di mala fede spetta solo la minor somma fra l'aumento di valore della cosa El importo delle spese affrontate articolo 1150. Al possessore di buona fede spetta il diritto di ritenzione: egli può rifiutarsi di restituire la cosa al proprietario fino a quando questi non gli abbia corrisposto le indennità dovute all’articolo 1152. Al possesso è riconosciuta protezione giurisdizionale. Basti pensare che la protezione del possesso e riconosciuta nei rapporti fra privati anche al possessore dei beni demaniali. Dalle cosiddette azioni petitorie che sono le azioni a difesa della proprietà, si distinguono così le azioni possessorie che sono azioni a difesa del possesso. E se sono: uno l'azione di reintegrazione o di spoglio articolo 1168: spetta al possessore che sia stato violentemente od oculatamente spossessato di una cosa mobile o immobile. Può esse può esser citare entro un anno dallo spoglio o sesso clandestino dalla sua scoperta e consente al possessore la reintegrazione del possesso. Trascorso l'anno il possesso si consolida le mani nelle mani dell’autore dello spoglio e la restituzione della cosa potrà essere ottenuta con l'azione di rivendicazione solo da chi si dimostra il proprietario due l'azione di manutenzione articolo 1170 che riguarda solo i beni immobili e le università di mobili. Aspetta il possessore che sia molestato nel godimento della cosa e al possessore e che abbia subito uno spoglio non violento o clandestino e mira ad ottenere un provvedimento che ordini la cessazione delle molestie e la restituzione della cosa. L'azione di reintegrazione è data a qualsiasi possessore indipendentemente dalla durata del suo possesso e dal modo con il quale e gli se lo era procurato. L'azione di manutenzione invece è data solo se il possesso durava da oltre un anno e non era stato conseguito in modo violento o clandestino oppure se cost conseguito in tal modo trascorso almeno un anno da quando la violenza o la clandestinità è cessata. Perciò l'azione di reintegrazione può essere anche esercitata dal ladro che si fosse impossessato della cosa il giorno prima di essermi spogliato. L'azione di manutenzione potrà essere esercitata da chi aveva violentemente o clandestinamente conseguito il possesso solo dopo averne di almeno per almeno un anno posseduto la luce del sole comportandosi agli occhi di tutti come proprietario. Le azioni possessorie aspettano il possessore, anche se non proprietario, ma di esso può avvalersi anche il proprietario virgola che sia stato spogliato del possesso o molestato nel godimento del bene appunto in tal caso egli agisce come possessore e le azioni possessorie gli offrono protezione. Le azioni di nunciazione spettano sia il possessore sia il proprietario ed hanno la funzione di prevenire un danno che minaccia la cosa punto S sono: uno la denuncia di nuova opera: e la denuncia all'autorità giudiziaria di una nuova opera, da altri intrapresa, della quale si ha motivo di temere possa derivare un danno alla cosa di cui si è possessori ho proprietari o titolari di un altro diritto reale. L'azione può essere esercitata fino a quando l'opera non sia terminata e purché non sia trascorso un anno dal suo inizio punto due la denuncia di danno temuto: e la denuncia dell’autorità giudiziaria di un danno grave e imminente che si teme possa derivare alla cosa di cui si è possessori o proprietari o titolari di un altro diritto reale dall' edificio od altra cosa altrui. Queste azioni dette io ho ogni danno luogo ad un giudizio che si svolge in due fasi: in una prima fase le autorità giudiziaria emette provvedimenti provvisori e urgenti, con i quali può evitare la continui la continuazione dell’opera o subordina red EO sub ordinarne la continuazione a particolari cautele virgola che escludono la possibilità del danno. Può ordinare demolizioni, riparazioni urgenti e così via. La seconda fase che è il giudizio di merito, conduce alla destra alla decisione definitiva circa la effettiva esistenza del pericolo di danno El illecita del comportamento del denunciato. I modi di acquisto della proprietà i modi di acquisto indicati nell’articolo 922 vanno distinti in due grandi categorie: l'acquisto a titolo originario ovvero all'occupazione, l'invenzione, la cessione, la specificazione, l'unione, la commistione e l’usucapione; E altri a titolo derivato ovvero i contratti, la successione a causa di morte. Si ha acquistato a titolo derivativo quando si acquista sulla cosa il diritto di proprietà già spettante ad un precedente proprietario. A chi trasferisce il diritto si dà il nome di Dante causa, a chi lo acquista quello di avente causa. Sei la cosa era aggravata da diritti reali ho dà garanzie reali di terzi come pegno o ipoteca, essa si trasferisce dal Dante causa all’avente causa. se invece acquisto a titolo originario quando il diritto di proprietà che si acquista sulla cosa è indipendente dal diritto di un Il precedente proprietario. Conseguenza del titolo originario dell’acquisto e che la proprietà si acquista, libera da ogni diritto altrui che

proprietà appunto la prova sarebbe impossibile virgole specie per i beni immobili, se si dovesse provare ad avere acquistato la proprietà a titolo derivativo: occorrerebbe provare ad avere validamente acquistato da un proprietario e che il Dante causa aveva un a sua volta validamente acquistato da un proprietario e così fino al primo proprietario del bene secoli e secoli addietro era cosiddetta prova diabolica pome torno a casa il tempo necessario per acquistare la proprietà mediante il possesso varia a seconda delle diverse specie di beni: occorrono 20 anni per i beni immobili articolo 1158 e per le università di mobili articolo 1160. 10 anni per i beni mobili registrati articolo 1162. Quando un immobile sia stato acquistato in buona fede da chi non è proprietario virgola in forza di un titolo idoneo a trasferire la proprietà e debitamente trascritto, bastano 10 anni dalla data della trascrizione articolo 1159. Quando una medesima situazione ricorre per i beni mobili registrati bastano tre anni dalla trascrizione. Anche le cose mobili si acquistano per usucapione quando mancano i presupposti.se manca il titolo idoneo ma c'è possesso di buona fede occorrono 10 anni, se invece il possesso di malafede occorrono 20 anni articolo 1161. Oltre che il diritto di proprietà si acquistano per usucapione degli altri diritti reali su beni immobili o mobili e perciò può esserci acquisto del diritto di superficie di usufrutto di servitù e così via mediante il possesso continuato vescia durata del possesso necessaria per l'uso copione di questi diritti e la stessa durata richiesta per usucapione della proprietà punto con il diritto di proprietà possono così coesistere sulla medesima cosa altri diritti appartenenti a soggetti diversi dal proprietario: sono la superficie sul frutto l'uso l'abitazione la enfiteusi la servitù. Essi hanno II il carattere di diritti reali assumono il nome di diritti reali su cose altrui. Ma di essi si parla anche come diritti reali minori o parziali. Possono coesistere su una medesima cosa più diritti reali minori, cioè è reso possibile dal fatto che ciascuno di essi ha un proprio contenuto diverso dal contenuto degli altri. L'uso frutteria ad esempio ha il diritto di usare la cosa altrui e di farne propri i frutti e questo suo diritto può coesistere con il diritto di servitù spettante ad un terzo per esempio con la servitù di passaggio sul fondo. I diritti reali su cosa altrui hanno in comune con la proprietà un altro carattere punto sono suscettibili di possesso e godono di una protezione come potere di fatto sulla cosa difeso con le azioni possessorie. E diritti reali su cosa altrui, a differenza della proprietà che è imprescindibile imprescrittibile, si estinguono per non uso: il termine di prescrizione e di 20 anni. L'azione in giudizio a difesa dei diritti reali su cosa altrui assume il nome di azione confessoria. Con l'azione confessoria si mira ad ottenere il riconoscimento in giudizio del proprio diritto sulla cosa altrui contro chiunque proprietario terzo nei contesti l'esercizio. Si mira anche ad ottenere la cessazione delle eventuali turbative o molestie e la riduzione in pristino come ad esempio l'abbattimento di una costruzione edificata in violazione di una servitù di non edificare. Il diritto di superficie e il diritto di edificare di mantenere sul suolo altrui o nel sottosuolo altrui una proprietà una propria costruzione articolo 952. La costruzione di questo diritto, per contratto intervenuto fra il proprietario del suolo e il superficiario, vale a sospendere l’operatività del jazz ha minato processo principio di accessione per il quale ogni opera esistente sopra sotto il suolo appartiene al proprietario del suolo. Si determina così la situazione non rara per la quale il proprietario della costruzione il proprietario del suolo sono soggetti tra loro diversi: il primo ha la proprietà della costruzione ovvero proprietà superficiale e il diritto su di superficie sul suolo ed il secondo è proprietario del suolo. Il diritto di superficie può essere costituito in perpetuo OA tempo determinato: in questo secondo caso una volta scaduto il termine il diritto di superficie si estingue e riprende vigore il principio di accessione, con la conseguenza che il proprietario del suolo acquista la proprietà della costruzione. Il diritto di costruire si prescrive come ad ogni diritto reale su cosa altrui per non uso ventennale punto ma, una volta che il superficiario abbia costruito virgola non si potrà più parlare di prescrizione. Se la prescrizione perisce, il superficiario ha diritto di ricostruire secondo l'articolo 954 ma dal momento del perimento della costruzione ricomincerà a decorrere il termine ventennale di prescrizione. Il diritto di superficie temporaneo è anche uno strumento di politica urbanistica, largamente usato in alcuni paesi del nord Europa. Non è più consentito, come per il Codice civile previgente, il diritto di superficie per le piantagioni: queste appartengono necessariamente il proprietario del suolo. Il diritto dell’usufrutto a contenuto molto vasto. Comprende: uno la facoltà di godere della cosa ossia di utilizzarla per il proprio vantaggio con le eventuali successive accessioni ma nel rispetto della destinazione economica impressa la cosa dal destinatario articolo 981 appunto due la facoltà di fare propri frutti naturali e civili della cosa articolo 984: i frutti naturali come i prodotti del suolo i frutti civili come il canone di locazione. Le facoltà di usufrutto hanno una estensione che sia prossima alla facoltà di godere delle cose

spettante al proprietario ma non la raggiunge completamente perché usufrutto non ha la facoltà di modificare la destinazione economica della cosa punto il proprietario virgola che resta nudo proprietario, conserva la facoltà di disporre della cosa: può Ad esempio venderla. Ma si intende che chi compra acquisti una cosa che rimane gravata dall’altro usufrutto fino al termine di scadenza di questo punto le spese e le imposte relative alla cosa sono così ripartite fra nudo proprietario ed usufruttario: al primo competono le spese per le straordinarie riparazioni articolo 1005, al secondo quelle per l'ordinaria manutenzione articolo

  1. Il primo paga le imposte che gravano sulla proprietà articolo 1009, il secondo quelle che incombono sul reddito articolo 1008. Il favore legislativo per la piena proprietà si manifesta nella temporaneità: non può durare oltre la vita dell’usufruttuario e virgola se è una persona giuridica, oltre il termine di 30 anni articolo 979. Perciò la usufrutto si estingue alla morte dell’usufruttuario e non passa ai suoi eredi. L’usufruttuario può cederlo ad altri per atto fra vivi come vendita o donazione ma il diritto del nuovo usufruttuario si estingue immancabilmente alla morte del suo primo titolare articolo 980. L'uso frutto può essere volontario, costituito cioè per contratto o per testamento, oppure le gialle, ossia costituito direttamente dalla legge indipendentemente dalla volontà degli interessati: così l’usufrutto spettante ai genitori su beni dei figli minori articolo 324 appunto al termine dell’usufrutto loft usufruttuario dovrà restituire la cosa al proprietario e dovrà restituirgli la nello stato in cui si trovava quando la ricevuta, salvo il deterioramento derivante dall'uso. Quando si tratta di una universalità di cose mobili, usufruttuario deve reintegrarla delle singole cose perite. Il criterio generale in base al quale giudicare il modo con il quale egli ha costruito l'universalità e la diligenza del buon padre di famiglia. L'uso frutto può anche avere ad oggetto cose consumabili o cose fungibili, definito come quasi usufrutto. In tal caso l’usufruttuario non dovrà restituire al termine del rapporto le stesse cose a suo tempo ricevuti dal proprietario, ma il loro equivalente in quantità e qualità articolo 995. Il diritto reale di uso differisce dall' usufrutto solo per la limitata misura della facoltà di godimento che attribuisce sulla cosa: blu su ario può servirsene limitatamente a quanto corre ai bisogni suoi e della sua famiglia. Mentre il proprietario spettano i frutti che cedono questa misura articolo 1021. Il diritto reale di abitazione e ancor più circoscritto: ha per oggetto una casa virgola e consiste nel diritto di abitarla limitatamente hai bisogno del titolare del diritto e della famiglia articolo 1022. Nell'uso nell’abitazione consentono di scegliere il diritto o di dare in locazione la cosa articolo 1024. le enfiteusi sono considerate come una forma di proprietà. Esso è un diritto perpetuo di durata non inferiore a 20 anni articolo 958. Può essere ceduto e trasmesso agli eredi articolo 965 punto ha per oggetto fondi rustici ma è possibile costituirlo anche su fondi urbani il punto l'enfiteuta alla stessa facoltà di godimento che spetta ad un proprietario ma con due obblighi specifici: uno di migliorare il fondo due dico rispondere al nudo proprietario un canone periodico articolo 960. La sua tradizionale funzione economica e di consentire ai proprietari terrieri di ricavare una rendita da terre incolte o scarsamente produttive, disinteressandosi della loro utilizzazione economica. Di qui quello obbligo di migliorare il fondo che caratterizza la posizione dell’enfiteuta. E di rendere possibile al coltivatore della terra di acquistare la proprietà del fondo stesso punto l’incentivo dell'enfiteuta e il diritto di affrancazione: egli ha la facoltà di acquistare la proprietà pagando al concedente una somma pari alla capitalizzazione del court non è annuo articolo 971. Il concedente perderà la proprietà del fondo ma riceverà un capitale che gli consentirà di continuare a percepire una rendita. Le servitù prediali si definiscono come un peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo apparentemente diverso proprietario articolo 1027 appunto il peso nel quale la servitù consiste è una limitazione della facoltà di godimento di un immobile Virgil ha detto fondo servente, alla quale corrisponde un diritto del proprietario di un altro immobile Virgil ha detto fondo dominante punto non necessariamente fondo dominante e fondo servente sono congiunti. L'utilità del fondo dominante può anche essere inerente alla sua destinazione industriale. E servitù vengono classificate: primo servitù positive e negative: le prime sono quelle che permettono al proprietario del fondo dominante forme di diretta utilizzazione del fondo servente e l'obbligo gravante sul proprietario del fondo servente consiste semplicemente in un lasciar fare, nel sopportare l'altrui attività punto nel secondo caso le servitù consistono in un obbligo di non fare del proprietario del fondo servente come la servitù di non edificare, o la servitù di non sopraelevare. Secondo punto servitù continue e discontinue: per l'esercizio delle prime non è necessario il fatto dell'uomo così si jodel della servitù di non edificare senza necessità di fare alcunché appunto per le seconde invece necessario il comportamento attivo del titolare della servitù punto terzo punto servitù apparenti e non apparenti a seconda che sul fondo servente esistono meno opere visibili e permanenti destinate al servizio