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Esame Redazione testi , Sintesi del corso di Elementi di Informatica

nozioni principali su come scrivere una tesi di laurea

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

In vendita dal 20/12/2017

alessandra_paris
alessandra_paris 🇮🇹

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Definizione di «testo»
Testi, dal Latino «Textus», tessuto
Nella comunicazione verbale i “li” sono gli
elementi linguistici intrecciati secondo criteri di coerenza
e coesione.
La coerenza stabilisce un collegamento tra parti del testo sul piano:
- logico-contenutistico (coerenza logica)
-linguistico-stilistico (Coerenza linguistica e stilistica)
La coesione è l’organizzazione logica di un testo, che si ottiene attraverso
strumenti come: pronomi, verbi (concordanza soggetto- nome), preposizioni,
uso dei modi e dei tempo verbali.
La mancanza di coesione compromette la fruibilità del testo ed è garantita da
legami morfosintattici tra una frase o più frasi.
• Coerenza:
Unità di senso e unità tematica= sviluppare parti di uno stesso argomento ed esprimerle in maniera conforme
al tema trattato
• Coesione:
Legare le varie unità di contenuto a livello formale, attraverso strumenti:
a) Grammaticali
b) Logici
c) Semantici
Tipi di testo
Funzione :espressiva,conativa,informativa,poetica,Fatica o di contatto,metalinguaggio
Testi di uso pratico (funzione pragmatica):
Espositivo /informativo = fornire informazioni su un argomento
Argomentativo = sostenere una tesi e dimostrarne la validità
Argomentativo / persuasivo = convincere ad agire in un determinato modo
Descrittivo = descrivere le caratteristiche di qualcosa o qualcuno
Regolativo o prescrittivo = dare istruzioni o fornire norme di comportamento
Testi per il piacere della lettura(funzione diegetica)
Testo narrativo = raccontare una vicenda reale o meno
[sono testi letterari privi di utilità pratica]
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Anteprima parziale del testo

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Definizione di «testo»

• Testi, dal Latino «Textus», tessuto

• Nella comunicazione verbale i “fili” sono gli

elementi linguistici intrecciati secondo criteri di coerenza

e coesione.

La coerenza stabilisce un collegamento tra parti del testo sul piano:

- logico-contenutistico (coerenza logica)

-linguistico-stilistico (Coerenza linguistica e stilistica)

La coesione è l’organizzazione logica di un testo, che si ottiene attraverso

strumenti come: pronomi, verbi (concordanza soggetto- nome), preposizioni,

uso dei modi e dei tempo verbali.

La mancanza di coesione compromette la fruibilità del testo ed è garantita da

legami morfosintattici tra una frase o più frasi.

- Coerenza: Unità di senso e unità tematica= sviluppare parti di uno stesso argomento ed esprimerle in maniera conforme al tema trattato - Coesione: Legare le varie unità di contenuto a livello formale, attraverso strumenti: a) Grammaticali b) Logici c) Semantici Tipi di testo Funzione :espressiva,conativa,informativa,poetica,Fatica o di contatto,metalinguaggio Testi di uso pratico (funzione pragmatica): - (^) Espositivo /informativo = fornire informazioni su un argomento - Argomentativo = sostenere una tesi e dimostrarne la validità - Argomentativo / persuasivo = convincere ad agire in un determinato modo - Descrittivo = descrivere le caratteristiche di qualcosa o qualcuno - Regolativo o prescrittivo = dare istruzioni o fornire norme di comportamento Testi per il piacere della lettura(funzione diegetica) - Testo narrativo = raccontare una vicenda reale o meno [sono testi letterari privi di utilità pratica]

Fasi della scrittura:

a. raccogliere informazioni: selezionare e riassumere = Per evitare la sindrome della pagina bianca occorre improntare un buon piano di lavoro: •Leggere, sottolineare, prendere appunti e approntare vari tipi di schede (Eco, cit., p. 132), riassumere: •Sottolineare significa personalizzare il libro (p. 142) •Usare i colori (ibidem) •Associare ai colori una sigla e ordinare per importanza •Attenti all’alibi delle fotocopie (p. 143) •Riassumere significa…1° passo: leggere e prendere appunti e fare schede di lettura. Sono a destinazione personale, non costituiscono il testo, ma sono utili se occorre trovare le parole chiave. Obiettivo: comprendere il testo e i suoi contenuti; selezionare e riformulare gli elementi essenziali.2° passo: ridurre le informazioni salvando ciò che è indispensabile, tra cui alcuni elementi extratestuali ( l’autore, il luogo di provenienza…).3° passo: pianificare un nuovo testo e rispettare 3 elementi fondamentali: Concentrazione,Economia espositiva,Rigore logico. Quindi rileggere molto bene il testo e identificare le sequenze, tramite i paragrafi e i capoversi.Identificare le funzioni: Cardinali, dati insopprimibili con funzioni consecutive e consequenziali che costituiscono un’impalcatura logica;Completive, riempiono l’impalcatura dei dati cardinali con elementi completivi, suppletivi, ma mai discorso indiretto o citazioni. 4° passo: produrre un nuovo testo che elabori efficacemente le informazioni iniziali trasformandole in una nuova tipologia testuale espositivo- informativa. Occorre manipolare l’ordine del riassunto. Proprio perché il riassunto è un atto interpretativo, l’autore può scegliere l’ordine espositivo, basandosi però esclusivamente sulle informazioni immanenti al testo, quelle testuali, ed eliminare le informazioni extratestuali.

b. Organizzare, esporre, argomentare =Fase di pianificazione pre-scrittura. Le domande da porsi: F 0 D 8a chi scrivo? F 0 D 8Perché? F 0 D 8Quale è il concetto/l’idea fondante? F 0 D 8In che modo organizzo le informazioni? Mi aiutano in ciò brainstorming.Lista di parole.Mappe mentali, concettuali e gruppi associativi,Scaletta/indice(La scaletta funziona quando I titoli introducono o sintetizzano in maniera incisiva gli argomenti affrontati;i temi sono organizzati in maniera gerarchica e pertinente;Gli argomenti sono disposti secondo una sequenza coerente;La struttura è complessivamente bilanciata e completa) paragrafazione c. La stesura d. La revisione Tappe della scrittura: •Inventio •Dispositio •elocutio Tipi di paragrafo per iniziare o concludere: F 0 7 1Citazione F 0 7 1Domanda F 0 7 1Analogia F 0 7 1sintesi

F 0 9 7Frontespizio=pagina che include le principali informazioni riguardo al nome dell’Ateneo e del Corso di Laurea, il titolo dell’elaborato, i nomi del relatore e del candidato e l’anno accademico della sessione di laurea. Il formato è generalmente scaricabile dal sito della propria Facoltà e può contenere, eventualmente, il logo dell’Ateneo. Spesso diventa definitivo nel corso o alla fine della tesi stessa. All’inizio del lavoro è importante avere un titolo orientativo.Sarebbero preferibili titoli brevi, o con sottotitolo esplicativo, alla riga successiva o dopo i due punti: F 0 9 7(Dedica/ringraziamenti) F 0 9 7Indice, o Sommario =L’indice propone un elenco di tutti i capitoli, i paragrafi e i sottoparagrafi, delle eventuali conclusioni, delle eventuali appendici e la bibliografia. L’indice deve necessariamente indicare il numero di pagina dei capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. I titoli corrispondenti all’articolazione del testo devono esprimere chiaramente i contenuti delle rispettive sezioni. L’indice è soggetto a molteplici cambiamenti, relativamente alla direzione che piano piano prenderà l’elaborato. Attenzione: evitare di andare fuori tema attenendovi alla vostra scaletta/indice. (vedi slide 5) F 0 9 7Introduzione =Deve contenere: gli elementi fondamentali circa l’argomento e lo stato degli studi relativi ad esso (contesto, base scientifica della ricerca, rassegna critica della letteratura);gli obiettivi o le ipotesi di lavoro, descrizione del progetto per fasi;Riferimenti alle risorse necessarie per svolgere la ricerca;il metodo e gli strumenti – concreti e/o concettuali –i caratteri di innovatività;la struttura della tesi. Può contenere le motivazioni che hanno spinto ad occuparsi del tema, perché sottolineano l’importanza del lavoro svolto. F 0 9 7Corpo del testo diviso in capitoli e paragrafi =Si tratta della parte principale della tesi, nella quale il lavoro deve essere esposto e argomentato con chiarezza e precisione. È opportuno creare una suddivisione in paragrafi e sottoparagrafi, possibilmente dando loro dei titoli. Mentre si scrive, occorre cercare di rimanere aderenti all’oggetto della propria tesi e documentare sempre le affermazioni in modo che esse risultino verificabili. F 0 9 7Conclusioni = In genere, l’ultimo capitolo di una tesi comprende le conclusioni. Non si tratta di un “riassunto” delle pagine precedenti, bensì di uno spazio dedicato alla discussione finale del proprio lavoro. Bisognerà dunque verificare se, e in che modo, gli obiettivi prefigurati siano stati raggiunti.Non tutte le tesi hanno le conclusioni perché a volte sono ridondanti e “innervosiscono” il lettore.Ma possono essere utili se: Propongono degli interrogativi che il percorso di ricerca ha aperto; ribadiscono con maggior forza argomentativa ciò che si sostiene nella tesi; servono a riprendere il filo del discorso e fare il punto sulla ricerca;Aprono uno spazio per sviluppi futuri dei ricerca. F 0 9 7Bibliografia =La bibliografia è l’elenco dei testi consultati e citati nell’elaborato. Deve essere redatta con precisione e organizzata secondo l’ordine alfabetico del cognome degli autori. Esistono diversi standard fra i quali scegliere; l’importante è procedere con coerenza, seguendo le principali norme comuni a tutte le bibliografie (vedremo in seguito).La sitografia è l’elenco dei siti web consultati e degli articoli tratti da internet.La filmografia è l’elenco dei film citati nella tesi.L’iconografia è la citazione di quadri e opere d’arte. F 0 9 7Eventuali appendici =Tabelle, riproduzioni pittoriche, altri materiali di consultazione (es. qualcosa di inedito, come la traduzione di una poesia o di un racconto dell’autore/autrice che avete trattato; un’intervista fatta all’autore/autrice di cui vi siete occupati).

LA STESURA: •No periodi lunghi, esplicitate il soggetto, eliminate troppi pronomi e subordinate («Non siete Proust», Eco, cit., p. 165); •Rendete la scrittura comprensibile («non siete e.e. cummings») quindi no scrittura d’avanguardia; •andate spesso a capo e dividete in paragrafi; •Non dovete mostrare di sapere tutto: togliere le parti parentetiche e inserirle in nota o appendice;

•non iniziate la tesi necessariamente dal primo capitolo; •No punteggiatura «libera»; •Definire sempre un termine quando lo si introduce per la prima volta; •No articolo davanti a nome proprio ( il Manzoni Lo Zanichelli); •No italianizzazione nomi battesimo ( Gian Paolo Sartre) ma usare solo traduzioni italianizzate di nomi di battesimo (Cartesio, Platone, Tommaso Moro). Quando si usa il corsivo? F 0 A 7Per parole in lingua straniera che non siano di uso comune come ad es. sport, film, bar, shock, ecc.: Middle Age, human rights, a posteriori etc.; F 0 A 7Per dare enfasi ad una parola; F 0 A 7Per parole che andrò ad analizzare; F 0 A 7Per titoli di libri in nota e in bibliografia che non siano titoli di capitoli in libro o di saggi su rivista. Quando si usa il MAIUSCOLETTO? F 0 A 7Per le sigle (ONU, NATO, ecc.); F 0 A 7Per i secoli (in cifra romana); F 0 A 7Per il cognome dell’autore in bibliografia (non obbligatorio). Quando si usano le virgolette? F 0 A 7Per racchiudere una citazione. Quando si usano gli apici singoli? F 0 A 7Per racchiudere parole da intendere con una significato particolare. Quando si usano il trattino breve (-)? F 0 A 7Per le parole composte. Quando si usa il trattino lungo (─)? F 0 A 7Per gli incisi. Quando si usano i numeri in cifre? F 0 A 7Per le date precise; F 0 A 7Per misurazioni scientifiche; F 0 A 7Per i secoli. Quando si usa lo spazio? F 0 A 7dopo i segni di interpunzione; F 0 A 7Dopo ogni parola; F 0 A 7Prima delle parentesi, virgolette, apice, ma non dopo; F 0 A 7Né prima né dopo un apostrofo; F 0 A 7Prima e dopo gli incisi;

[di V.LOCASCIO] Classificazioni di F.GATTA,R.PUGLIESE a.Additivo (inoltre, anche, perfino); b.Esplicativo (vale a dire, ossia, cioè); c.Alternativo (o, oppure, ); d.Correlativo (da una parte… dall’altra); e.Avversativo e concessivo (ma, tuttavia, però); f.Temporale (quando, mentre); g.Causale (poiché, perché, perciò); h.Finale (allo scopo di, affinché). Poiché /perché (differenze) Poiché: F 0 D 8A inizio frase; F 0 D 8Sostituito da siccome, dato che. Perché: F 0 D 8In seconda posizione; F 0 D 8Sostituito da Infatti, ma attenzione: «Marco è felice perché è tornata Elena». Perché non può essere sostituito da infatti. «Perché» può introdurre: Una finale: «Studia affinché tu possa prendere un bel voto». Sostituibile con affinché. Una causale: « Mangio perché ho fame». Sostituibile con per il fatto che, per la ragione che. Un’interrogativa indiretta: «non capisco perché ridi». Sostituibile con per quale motivo Una consecutiva: «è troppo pigra perché possa farcela». (vedere slide 20 a 25) Citazioni in inglese Attenzione ad adottare il British/American English per tutto l’elaborato: Colour-color Theatre- theater Traveled/travelled Se la citazione che riportate è di un autore americano seguite la grafia utilizzata dell’autore, anche se la lingua che avete impostato è Inglese (UK). Ricordate: l’uso delle maiuscole in inglese non corrisponde all’uso delle maiuscole in italiano. Cfr. Grammatica di inglese. Attenzione alla cifre in inglese: 2,300 si legge duemilatrecento; 2.3 inglese in italiano significa due virgola tre.I secoli: Quattrocento, Cinquecento in inglese non si usano, ma si preferisce usare i numeri romani come

XXI, XIX, XVIII, ecc. Non fare equivalenze tra lingue diverse: «the Renaissance» in inglese non corrisponde esattamente al nostro Rinascimento; «the Restoration» non corrisponde in italiano alla «Restaurazione».

La revisione

Per revisione si intende controllare la struttura del testo e in particolar modo: •SINTASSI: evitare strutture eccessivamente complesse, incisi e subordinazioni periodi involuti, ossia periodi lunghi in cui ci si perde, evitare eccessiva paratassi e ipotassi.Usare legami di coordinazione per asindeto, o per congiunzione: -Copulativa ( e, anche, pure…) -Avversativa (tuttavia, seppure…) -Dichiarativa (ossia, però..) -Conclusiva (perciò, pertanto…) -Correlativa (o…e, sia…sia, tanto…quanto,...) -Non allontanare il soggetto dl verbo, altrimenti si rischia l’involuzione del periodo; -Usare connettivi e coesivi appropriati per la subordinazione; -Rispettare la concordanza dei verbi; -Evitare eccessive nominalizzazioni. •RITMO: Il ritmo va di pari passo con la punteggiatura, e con la scelta delle parole; serve a dare movimento alla frase ed enfasi al discorso (piacere nella lettura). •TONO: Il tono è la modulazione, l’inflessione linguistica che permette di connotare un linguaggio con le sfumature.Può essere ammiccante, polemico, confidenziale, ironico, ecc., a seconda delle intenzioni. Gli indicatori di tono possono essere:il titolo;lista senza interpunzione;Ripetizione;utilizzo di espressioni proverbiali, es. “è un terno al lotto”;Espressioni della lingua parlata. •LESSICO : La scelta del lessico è molto importante per determinare il carattere del testo che si sta scrivendo. Esso determina il ritmo e il tono.Evitare cacofonie («fra fratelli»…) e ripetizioni (a meno che non siano anafore di sottolineatura e rinforzo), evitare il racconto “a scatole cinesi” in cui si perde il senso iniziale. •PUNTEGGIATURA: Nei testi scritti serve ad indicare pause logiche con diversa funzione: -sintattica= indica la lettura corretta della frase; -segmentatrice= distingue gli elementi eterogenei all’interno di un testo, come per esempio le “…” ; -emotivo-intonativa (!,?); -Di commento o metalinguistica: (...). I SEGNI DI INTERPUNZIONE:

  • Il punto : separa le frasi con contenuti diverse; Il punto o punto fermo è il più forte tra i segni di punteggiatura e indica, con una lunga pausa, l’interruzione del discorso. Si usa per concludere una frase, o un intero periodo, nel caso in cui lo stacco tra frasi è molto netto. Si va a capo e si inizia un nuovo capoverso. Dopo il punto è necessaria la maiuscola. Es: La vita spesso ha una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi. (Agatha Christie)

-Per separare due frasi coordinate per asindeto: Es: Sandro è molto attivo: studia, lavora, pratica molti sport e trova anche il tempo per leggere. -Per separare due frasi coordinate, insieme alla congiunzione e: Es: Carlo rise, e di nuovo riprese a canzonare il suo amico. -Per isolare un vocativo in posizione iniziale, centrale o finale: Es: Ragazzi, sbrigatevi! Es: Non ti ho detto la verità, Giulia. -Per isolare apposizioni e incisi=Es: I professori, com’è ovvio, hanno un fiuto particolare nell’individuare gli alunni impreparati. Es: Leggere le pagine dei quotidiani siciliani è, purtroppo spesso, assai più appassionante di un romanzo giallo (Andrea Camilleri). -Per separare una frase introdotta da ma, però, tuttavia, anzi: ES: Non vediamo le cose come sono, ma vediamo le cose come siamo (Carl Gustav Jung). -Dopo gli avverbi sì, no, bene, dunque: ES: Bene, si comincia! -Dopo un’interiezione: Es: Ahi, che male! -Per separare la proposizione subordinata dalla reggente, in particolare le concessive, le temporali, causale e le ipotetiche: Es:Quando sarete arrivati, avvisateci;Non sono sazio, sebbene abbia mangiato molto;Se vieni in città, ricordati di passare a trovarmi. Il valore di una frase risiede nella personalità di chi la pronuncia, perché nulla di nuovo può essere detto da creatura umana (Joseph Conrad). NON SI USA: •Tra il soggetto è il predicato verbale: Es: Stefania studia l’italiano. Stefania, studia l’italiano. ATTENZIONE A QUANDO IL SOGGETTO è SEGUITO DA ATTRIBUTI E APPOSIZIONI: Es: Il testo dell’articolo di Paolo dedicato alle condizioni di vita degli immigrati nella città di Roma, è quasi pronto. •Tra il soggetto e il predicato nominale: Es. La tavola è , apparecchiata. •Tra il verbo e il complemento oggetto: Es: Ho mangiato, una torta buonissima. •Tra il verbo e i complementi diretti e indiretti ad esso collegati: Ho dato il libro, ad un mio compagno.

-Tra sostantivo e aggettivo Es: Caterina ha i capelli, rossi. •Tra la proposizione principale e la soggettiva Es. E’ evidente, che nessuno mi ascolta. •Tra la principale e l’oggettiva Es: Penso, che le cose si sistemeranno presto. •Tra la principale e l’interrogativa indiretta Es: Dimmi, dove stai andando. •Preferibilmente, ma non categoricamente, davanti a né, o, oppure, sia: Es: Non voglio sentire né le tue ragioni né quelle di Giorgio. Es: Mangerò sia la carne, sia il pesce. Il punto interrogativo: Conclude una frase interrogativa diretta e corrisponde ad un crescendo nell’intonazione del tono della voce. Cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi? (Vincent Van Gogh) •Dopo il punto interrogativo si usa la maiuscola, ma se si susseguono frasi relative allo steso argomento si può usare la minuscola: Es: Che facciamo stasera? Andiamo al cinema? facciamo un salto al pub? o rimaniamo a casa a mangiare una pizza? •Che cosa esprime punto interrogativo + esclamativo (?!)? •Non si usa dopo le interrogative indirette. Il punto esclamativo: Indica l’esclamazione e nel parlato un tono di voce discendente. •Esprime: meraviglia (che panorama mozzafiato!), dolore (povera me!), gioia (Hai vinto il concorso!), comando (Vieni qui!), rimprovero (Smettila!), desiderio (Se solo si accorgesse di me!), ironia (Che mira! Ora dovrai ripagare il vetro del vicino). •Per le interiezioni proprie (ahi!, ohi!, ehi!, oh!, mah!) I tre puntini di sospensione: •Per lasciare in sospeso un discorso o perché se ne intuisce il seguito: Es: A buon intenditor… Es: Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore…segui quelle (Winston Churchill). •Per riprodurre le pause del parlato: Es. Ecco, so solo che mi mancherebbero un sacco di cose di lei… sincerità, fantasia…(E. Brizzi) •Per censurare espressioni volgari: Es: Ma il matrimonio non si farà o… […] o chi lo farà non avrà tempo, e … un’altra bestemmia. (A. Manzoni) Il trattino breve e lungo, la sbarretta, l’asterisco. Quando si usa il trattino breve (-)? F 0 A 7Per le parole composte (2 nomi: banca-impresa, calcio-mercato; 2 aggettivi: politica economico- finanziaria);