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Escher grafico e incisore, Appunti di Storia dell'Arte Moderna

Vita e maggiori per di Maurits Cornelius Escher

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 14/09/2018

gianmario_linaldeddu
gianmario_linaldeddu 🇮🇹

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MAURITS CORNELIS ESCHER
(1898 – 1972)
grafico incisore
"Il disegno è illusione: suggerisce tre dimensioni sebbene sulla carta ce ne siano solo due."
Maurits Cornelis Escher, il più famoso grafico e illustratore di tutti tempi, nacque a
Leeuwarden, nei Paesi Bassi, ultimo di quattro figli di George Arnold Escher, un
ingegnere idraulico, e di Sarah Gleichman,
sua seconda moglie.
Dopo cinque anni la sua famiglia si trasferì
ad Arnhem dove il giovane Maurits, dal 1912
al 1918, frequentò il liceo locale ma con esiti
disastrosi tanto da essere bocciato agli esami
di maturità. Nella scuola di Arnhem però
ricevette i primi insegnamenti in materia di
disegno dal professor Van der Haagen, che
lo aiutò a sviluppare la propria attitudine
grafica insegnandogli la tecnica del linoleum.
Nel 1918, dopo essere riuscito con fatica a
strappare il diploma, compì un viaggio in
Italia, rimanendo fortemente colpito dai
grandi capolavori del passato che il nostro
paese offriva. Qui ha l’ispirazione per numerosi schizzi paesaggistici. Nello stesso anno,
viene pubblicato un libretto di poesie di autori vari dal titolo “Fiori di Pasquache recava
all’interno delle sue xilografie. Pochissimo portato per gli studi, come si è visto, è
costretto per insistenza del padre, a iscriversi alla Scuola di Architettura e Arti
Decorative di Haarlem, nel Nord dell’Olanda. L’architettura però non riuscì ad
interessarlo minimamente, quindi dopo pochi mesi abbandona gli studi per seguire i
corsi di Disegno di Samuel Jesserun de Mesquita il quale ebbe un notevole influsso sul
suo futuro sviluppo di artista grafico. Nel 1922, dopo aver concluso gli studi e avendo
ottenuto una certa esperienza nel disegno e in particolare nell’incisione del legno, lasciò il
suo paese e cominciò a viaggiare.In Spagna visitò l’Alhambra di Granada che trovò
particolarmente interessante per la sua ricchezza ornamentale e per la prodigiosa
complessità, nonché per la concezione matematica, specialmente nelle decorazione dei
mosaici moreschi che adornano gli interni di questo edificio e che spesso sono
caratterizzati da motivi grafici ricorsivi, un tema che Escher svilupperà in futuro nelle sue
tassellazioni.
L’anno dopo torna in Italia dove incontra a Ravello la giovane svizzera Jetta Umiker che
sposerà nel ’24 a Viareggio. Si stabilirono a Roma dove restarono per undici anni, i
migliori della sua vita, come dichiarò lo stesso artista. In Italia si impegnò in numerosi
viaggi studio visitando l’Abruzzo, la Toscana, la costa di Amalfi, la Calabria e la Sicilia.
Durante questi viaggi eseguì numerosi disegni di paesaggi e vedute di paese che poi
raccolse in una serie di stampe. Escher traeva grande ispirazione e adorava i paesaggi
italiani più di ogni altro. In questo periodo allestisce la sua prima mostra a Siena presso il
salone del Circolo Artistico, composta da stampe, per lo più xilografie, caratterizzate da
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MAURITS CORNELIS ESCHER

(1898 – 1972)

grafico incisore

"Il disegno è illusione: suggerisce tre dimensioni sebbene sulla carta ce ne siano solo due."

Maurits Cornelis Escher, il più famoso grafico e illustratore di tutti tempi, nacque a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, ultimo di quattro figli di George Arnold Escher, un ingegnere idraulico, e di Sarah Gleichman, sua seconda moglie. Dopo cinque anni la sua famiglia si trasferì ad Arnhem dove il giovane Maurits, dal 1912 al 1918, frequentò il liceo locale ma con esiti disastrosi tanto da essere bocciato agli esami di maturità. Nella scuola di Arnhem però ricevette i primi insegnamenti in materia di disegno dal professor Van der Haagen, che lo aiutò a sviluppare la propria attitudine grafica insegnandogli la tecnica del linoleum. Nel 1918, dopo essere riuscito con fatica a strappare il diploma, compì un viaggio in Italia, rimanendo fortemente colpito dai grandi capolavori del passato che il nostro paese offriva. Qui ha l’ispirazione per numerosi schizzi paesaggistici. Nello stesso anno, viene pubblicato un libretto di poesie di autori vari dal titolo “ Fiori di Pasqua ” che recava all’interno delle sue xilografie. Pochissimo portato per gli studi, come si è visto, è costretto per insistenza del padre, a iscriversi alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, nel Nord dell’Olanda. L’architettura però non riuscì ad interessarlo minimamente, quindi dopo pochi mesi abbandona gli studi per seguire i corsi di Disegno di Samuel Jesserun de Mesquita il quale ebbe un notevole influsso sul suo futuro sviluppo di artista grafico. Nel 1922, dopo aver concluso gli studi e avendo ottenuto una certa esperienza nel disegno e in particolare nell’incisione del legno, lasciò il suo paese e cominciò a viaggiare.In Spagna visitò l’Alhambra di Granada che trovò particolarmente interessante per la sua ricchezza ornamentale e per la prodigiosa complessità, nonché per la concezione matematica, specialmente nelle decorazione dei mosaici moreschi che adornano gli interni di questo edificio e che spesso sono caratterizzati da motivi grafici ricorsivi, un tema che Escher svilupperà in futuro nelle sue tassellazioni. L’anno dopo torna in Italia dove incontra a Ravello la giovane svizzera Jetta Umiker che sposerà nel ’24 a Viareggio. Si stabilirono a Roma dove restarono per undici anni, i migliori della sua vita, come dichiarò lo stesso artista. In Italia si impegnò in numerosi viaggi studio visitando l’Abruzzo, la Toscana, la costa di Amalfi, la Calabria e la Sicilia. Durante questi viaggi eseguì numerosi disegni di paesaggi e vedute di paese che poi raccolse in una serie di stampe. Escher traeva grande ispirazione e adorava i paesaggi italiani più di ogni altro. In questo periodo allestisce la sua prima mostra a Siena presso il salone del Circolo Artistico, composta da stampe, per lo più xilografie, caratterizzate da

un gusto fortemente decorativo, ottenendo un grandissimo successo. Del 1926 fu la prima mostra a Roma, a Palazzo Venezia, che ebbe un buon riscontro di pubblico e critica attirando l’attenzione di importanti commercianti d’arte internazionale. In quello stesso anno nacque il suo primo figlio George; il secondo, Arthur, nascerà nel

Le sue opere cominciano a varcare i confini nazionali per essere conosciute apprezzate all’estero con mostre sempre più numerose fino a quella realizzata in Olanda suo paese natale. Comincia ad eseguire le incisioni su pezzi di legno, servendosi di blocchi dalla superficie più dura, che gli permettono di tracciare delle linee sempre più sottili. Negli anni successivi viaggia sempre più frequentemente recandosi, per esempio, in Tunisia o visitando gli Abruzzi a piedi dove nel 1929 esegue la sua prima litografia “ Veduta di Goriano Sicoli Abruzzi ”. Diventa membro dell’associazione degli artisti “De Grafische” e nel 1932 del “Pulchri Studio”. Nel 1934 tutte le sue opere vennero accolte favorevolmente alla Exhibition of Contemporary Prints, Century of Progress, a Chicago. In Italia intanto l’affermazione del regime fascista, sempre più opprimente e pesante specie con gli stranieri, costringe gli Escher a trasferirsi in Svizzera a Chateau-d’Oex dove rimasero due anni. Nel 1937 lasciò la Svizzera per stabilirsi a Ukkel in Belgio e di quegli anni dichiarò: « In Svizzera e in Belgio ho trovato molto meno interessanti sia i paesaggi che l'architettura rispetto a ciò che avevo visto nel Sud Italia. Mi sono così sentito spinto ad allontanarmi sempre di più dall'illustrazione più o meno diretta e realistica della realtà circostante. Non vi è dubbio che queste particolari circostanze sono state responsabili di aver portato alla luce le mie visioni interiori ». Nel 1940 realizza “ La Metamorfosi ”, una sorta di riassunto delle sue opere. Escher, con la famiglia allargata all’ultimo figlio Jan, nato nel 1938, con l’occupazione nazista del Belgio, sarà costretto nel gennaio del 1941 ad un ultimo trasferimento in Olanda nella città di Baarn, dove visse fino al 1970. La maggior parte dei dipinti più famosi dell’artista olandese risalgono a questo periodo; il freddo e umido clima olandese gli permise di

concentrarsi interamente sul suo lavoro. Le sue opere grafiche sono celebri per l’uso fantasmagorico degli effetti ottici. Il campionario sviluppato da Escher contempla le sorprese più spettacolari: illusionistici paesaggi, prospettive invertite, costruzioni geometriche minuziosamente disegnate e altro ancora, frutto della sua inesauribile vena

Michele Emmer, Il fascino enigmatico di Escher , Napoli, CUEN, 1984

Bruno Ernst, Lo specchio magico di M.C.Escher , Colonia, Taschen, 1990

Doris Schattschneider, Visioni della Simmetria. I disegni periodici di M C Escher , Bologna, Zanichelli, 1992

Adriana Sartore Dan, Disegni Periodici in Geometria , Trento, Edizioni Erickson, 1998

SITOGRAFIA:

www.mcescher.altervista.org

www.mcescher.com