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MINDFULNESS PER
L’ETA’ EVOLUTIVA
Un’apertura serena, accettante e grata al momento presente
La mindfulness, pratica messa a punto da Jon Kabat Zinn negli anni ’90, viene sinteticamente
definita come la consapevolezza che emerge quando si direziona l’attenzione,
intenzionalmente, a ciò che accade nel presente, secondo una modalità non giudicante.
- (^) L’intenzionalità
- (^) L’orientamento al presente
- (^) La modalità non giudicante.
La prima di queste qualità ha a che fare con la cura e l’impegno intenzionale che è
necessario investire sul processo attenzionale.
La seconda qualità dell’attenzione mindful consiste nell’orientamento al presente: l’unico
momento in cui possiamo stabilirci, osservare, agire. Esso rappresenta, in un certo senso,
l’unico momento che esiste, ma, paradossalmente, è quello cui ci dedichiamo meno.
Spesso incontriamo, altresì, una resistenza nello stare con il presente, magari perché non ci
soddisfa o non corrisponde al presente che vorremmo. Per questo motivo la pratica di
mindfulness viene effettuata secondo una terza fondamentale direttrice, quella del non
giudizio. È proprio tale attitudine non giudicante che ci consente di abitare la vita così come è
ora, senza aspettare che sia come l’abbiamo progettata.
ADULTI BAMBINI
I protocolli di mindfulness per gli adulti utilizzano tre modalità di meditazione di consapevolezza:
- body scan
- pratica sul respiro
- mindful yoga Le interazioni di gruppo consistono, in larga parte, in descrizioni e scambi verbali Ansia: Gli adulti ansiosi riferiscono preoccupazioni più generali, come sentirsi incapaci, o sopraffatti. Per i bambini, è prevista una maggiore varietà di esercizi sensoriali, per rendere il metodo più concreto e semplice:
- Visivi
- Uditivi
- Tattili
- Olfattivi
- Gustativi
- Cinestesici Le interazioni di gruppo possono includere giochi, e, in generale, è opportuno proporre più attività in movimento: gli esercizi di consapevolezza sono più brevi e più vari nel corso di ciascuna sessione, in cui si alternano osservazioni multisensoriali, brevi meditazioni sul respiro, body scan, movimenti, visualizzazioni, disegno, scrittura. Ansia:i bambini hanno solitamente paure più specifiche (della scuola, dell’interrogazione, della morte di una persona) e più sintomi somatici.
ADATTAMENTI
BENEFICI DELLA MINDFULNESS DAL PUNTO DI VISTA CLINICO: TRATTARE L’ANSIA L’ansia rappresenta uno dei problemi infantili più diffusi ed è uno degli effetti dello stress sul bambino. Possiamo aumentare i benefici dei trattamenti includendo la pratica di mindfulness tra gli strumenti a disposizione del clinico? Per comprenderlo, ci dobbiamo anzitutto chiedere in quali processi può intervenire e quali componenti del trattamento possa rafforzare. Stando alle evidenze tratte da esperienze terapeutiche rivolte ad adulti, possiamo ipotizzare che il punto cruciale che rende la mindfulness efficace è che consente, più che di cambiare i contenuti mentali, di cambiare il rapporto che il soggetto intrattiene con tali contenuti. Un altro punto qualificante dei protocolli mindfulness based è che essi possono essere proposti anche a gruppi piuttosto numerosi con evidente vantaggio a livello di efficienza. Per i bambini, il fatto di apprendere uno strumento di autoregolazione ha un’altra conseguenza importante: assumere un ruolo attivo è indirettamente benefico per il senso di auto efficacia percepita.
CONCLUSIONI
<Attraverso i protocolli mindfulness un numero imponente di persone ha migliorato il
proprio stato di benessere e ha imparato a mettersi al riparo dallo stress, stabilizzando la
mente e il cuore attraverso un’attitudine particolare verso la vita, ovvero un’apertura
serena, accettante e grata al momento presente> (Kabat Zinn, 1994)
E se la Mindfulness venisse introdotta come materia già dalle scuole infantili, insegnando ai
bambini, poi adolescenti, l’autoregolazione e il «qui e ora», che cambiamenti avremmo in
un’intera generazione?
Potremmo avere generazioni di persone più inclini all’introspezione, ma anche
controtendenza, che non intendono rincorrere costantemente obbiettivi nuovi per farsi
notare e apprezzare dalla società moderna, bensì cercando l’autorealizzazione, la propria
individualità come persona (cercando comunque di migliorare la propria condizione, nel
caso non fosse particolarmente agiata) e imparando ad apprezzare se stessi e ciò che già
possiedono, senza sentirsi sopraffatti dalla necessità di compiacere terze parti.
Un’inversione di tendenza che parte dalla profondità interiore di ogni singola persona e non
dall’esteriorità della massa.