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Mindfulness e cervello , Sintesi del corso di Psicologia Generale

Riassunto del testo Mindfulness e cervello

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

In vendita dal 28/09/2016

RaffyRiassunti
RaffyRiassunti 🇮🇹

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DANIEL J. SIEGEL
Mindfulness e
cervello
Introduzione
Essere consapevoli in modo Mindeful, della nostra presenza qui e ora, esercita benefici
scientificamente provati sulle nostre funzioni mentali e sulle nostre relazioni interpersonali. Tutte le
grandi culture e religioni utilizzano metodi che aiutano la persona a coltivare la consapevolezza del
momento che stanno vivendo. La consapevolezza mindeful è un obbiettivo universale della cultura
umana e questo libro, analizza in modo approfondito questo tipo di consapevolezza, intendendo la
mindfulness come una forma di relazione sana con se stessi. Nel campo di cui mi interesso usiamo
il concetto di “sintonizzazione” per esaminare, in che modo per esempio un genitore focalizza la
sua attenzione sul figlio. Questo focus sulla mente permette a due persone di “sentirsi, sentire”
l’una dall’ altra. Esamineremo in che modo la sintonizzazione può portare il cervello a crescere in
modo che promuovono un’auto-regolazione bilanciata per mezzo del processo di integrazione
neutrale.
Il bisogno
Abbiamo bisogno costantemente di nuovi modi di essere, in noi stessi, nelle scuole e nella nostra
società. Viviamo in una società priva di una bussola morale che ci aiuti a capire come possiamo
progredire nella nostra comunità globale. Le relazioni umane che ci aiutano a plasmare le relazioni
con i nostri neuroni, sono diventate drammaticamente poche e non abbiamo più il tempo per colpa
della vita frenetica di sintonizzarci con gli altri, ma abbiamo difficoltà anche a capire noi stessi.
Come medico psichiatra, psicoterapeuta ed educatore ho provato tristezza e sgomento quando nei
miei molteplici incontri con altri professionisti chiedendo loro se avessero seguito sudi sulla salute
della mente, mi sono sentito rispondere “no” nel 95% dei casi. Allora mi chiedo non è forse l’ora di
diventare consapevoli della mente in sé, anziché mettere in evidenza sempre i sintomi delle sue
diverse patologie?
La mia speranza più profonda è che aiutandoci l’un l’altro a entrare in sintonia con le nostre menti
possiamo far superare a noi stessi i disagi che stanno distruggendo i nostri rapporti personali con
noi stessi e gli altri.
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Scarica Mindfulness e cervello e più Sintesi del corso in PDF di Psicologia Generale solo su Docsity!

DANIEL J. SIEGEL

Mindfulness e

cervello

Introduzione

Essere consapevoli in modo Mindeful, della nostra presenza qui e ora, esercita benefici scientificamente provati sulle nostre funzioni mentali e sulle nostre relazioni interpersonali. Tutte le grandi culture e religioni utilizzano metodi che aiutano la persona a coltivare la consapevolezza del momento che stanno vivendo. La consapevolezza mindeful è un obbiettivo universale della cultura umana e questo libro, analizza in modo approfondito questo tipo di consapevolezza, intendendo la mindfulness come una forma di relazione sana con se stessi. Nel campo di cui mi interesso usiamo il concetto di “sintonizzazione” per esaminare, in che modo per esempio un genitore focalizza la sua attenzione sul figlio. Questo focus sulla mente permette a due persone di “sentirsi, sentire” l’una dall’ altra. Esamineremo in che modo la sintonizzazione può portare il cervello a crescere in modo che promuovono un’auto-regolazione bilanciata per mezzo del processo di integrazione neutrale.

Il bisogno

Abbiamo bisogno costantemente di nuovi modi di essere, in noi stessi, nelle scuole e nella nostra società. Viviamo in una società priva di una bussola morale che ci aiuti a capire come possiamo progredire nella nostra comunità globale. Le relazioni umane che ci aiutano a plasmare le relazioni con i nostri neuroni, sono diventate drammaticamente poche e non abbiamo più il tempo per colpa della vita frenetica di sintonizzarci con gli altri, ma abbiamo difficoltà anche a capire noi stessi. Come medico psichiatra, psicoterapeuta ed educatore ho provato tristezza e sgomento quando nei miei molteplici incontri con altri professionisti chiedendo loro se avessero seguito sudi sulla salute della mente, mi sono sentito rispondere “no” nel 95% dei casi. Allora mi chiedo non è forse l’ora di diventare consapevoli della mente in sé, anziché mettere in evidenza sempre i sintomi delle sue diverse patologie?

La mia speranza più profonda è che aiutandoci l’un l’altro a entrare in sintonia con le nostre menti possiamo far superare a noi stessi i disagi che stanno distruggendo i nostri rapporti personali con noi stessi e gli altri.

L’ approccio

La mindfulness cerca di integrare (1) l’essenza soggettiva della consapevolezza mindful con(2) con il tentativo di fornire analisi oggettive dell’esperienza sensoriale diretta e le scoperte della ricerca (3) e anche con la pratica in cui queste esperienze, idee e risultati di ricerche possono essere applicati. Il libro è diviso in quattro parti, nella prima parte si analizza la teoria mindful e riflette sul perché studiare il cervello sia utile per chiarire la natura della mente. Nella seconda parte analizzeremo le esperienze dirette, nella terza parte prenderemo in considerazione gli aspetti che emergono da queste immersioni esperienziali e dagli insight della letteratura scientifica e professionale. Nella quarta parte rifletteremo ulteriormente di queste prospettive sul cervello mindful, all’ educazione al lavoro clinico e alla psicoterapia.

La neurobiologia interpersonale

La prospettiva della neurobiologia interpersonale abbraccia un’ampia gamma di modi di conoscere, tale scienza si basa su un processo di integrazione delle conoscenze di una molteplicità di discipline per individuare le caratteristiche comuni di questi campi di conoscenze. Prendere in esame gli studi sul cervello e sull’ attaccamento non significa favorire questi due campi su tutti gli altri, ma piuttosto usarli come punto di partenza. Infatti quando esamineremo le ricerche sulla memoria, sulle narrazioni, sulla saggezza, sull’ emozione, sulla percezione, sull’ attenzione e sull’ apprendimento, ci serviremo delle scoperte di molti altri campi. Questo libro è diretto alle persone interessate a sapere di più sulla mente e su come possiamo svilupparla in modo più pieno, in noi stessi e nelle altre persone.

Parte prima

Mente, cervello

e consapevolezza

1. Una consapevolezza mindful

La proposta principale di questa teoria implica che la consapevolezza attiva il circuito sociale del cervello permettendo di sviluppare una relazione sintonizzata con le nostre menti. L’ espressione “cervello mindful” è usata in questo approccio per segnalare che la nostra consapevolezza, il nostro “prestare attenzione o prenderci cura” in modo mindful è intimamente connessa alla danza tra la nostra mente e il nostro cervello. Essere mindful sta oggi giorno alla nostra nozione quotidiana di “tenere a mente o tendere ad essere consapevole” e con questa definizione presenteremo una serie di rassegne di mindfulness legate alle nostre esperienze soggettive presenti, perché la mente è il cuore della nostra vita.

Trovare la mente nella nostra vita quotidiana

Dalla metà degli anni 80 del secolo scorso il mondo occidentale ha rivolto un’attenzione crescente alla “mindfulness”. Sono state indagate un certo numero di dimensioni della nostra vita quotidiana dal bambino a scuola al malato in terapia. Le vite fin troppo impegnate che conduciamo nella nostra cultura che sono dominate dalla tecnologia e assorbono tutta la nostra attenzione, spesso producono una frenesia di attività che ci impegna in un fare che ci fa dimenticare di respirare e essere. Molti di noi hanno testato sulla propria pelle che questa vita caotica e profondamente insoddisfacente. A livello individuale, le persone delle culture moderne spesso sentono il bisogno di apprendere un

sia di stile cognitivo. Le ricerche sull'apprendimento mindful suggeriscono che esso consiste nell'apertura alla novità, nell'attenzione alle differenze, nella sensibilità ai diversi contesti, in una consapevolezza implicita, se non esplicita, delle molteplici prospettive esistenti e nell'orientamento al presente. Gli insegnanti possono usare termini come: può, potrebbe essere, o a volte, anziché, per promuovere l'incertezza e condizionare. La stessa Langer sostiene che non dobbiamo pensare che il suo concetto di mindfulness abbia il medesimo significato dell'uso storico e moderno di questo termine nelle pratiche contemplative. Quando abbiamo una certezza sostiene Langer, “non sentiamo il bisogno di prestare attenzione”. Ma dato che il mondo attorno a noi e in continuo mutamento la nostra certezza è un'illusione punto, alla fine la teoria del mindfulness è uno stato flessibile della mente in cui notiamo attivamente cose nuove, siamo sensibili al contesto e ci impegniamo nel presente.

Consapevolezza mindful

L’ esperienza diretta del momento presente è stata descritta come una componente fondamentale degli insegnamenti del buddismo, del cristianesimo, dell'induismo, dell'islamismo, dell'ebraismo e del taoismo. Molte forme di preghiera di tradizioni religiose diverse richiedono all'individuo di fermarsi e di partecipare ad un processo intenzionale che permette di mettersi in relazione con uno stato mentale o con una entità che esula dal modo di essere quotidiano. La preghiera e l'affiliazione religiosa in generale si sono dimostrate nel tempo come un qualcosa che accresce la longevità e il benessere. Gli studiosi pensano che la pratica del buddismo, che a quasi 2500 anni, sia un modo per studiare la natura della mente più che una tradizione teistica. È possibile praticare una meditazione mindful di derivazione buddista e abbracciare alcuni aspetti della visione Psicologica della mente connessa a questa prospettiva, per esempio è contemporaneamente continuare a coltivare la propria fede e la propria appartenenza a una religione diversa. Se si leggono testi buddisti si può arrivare alla conclusione che Buddha era uno psicologo. Jon Kabat Zinn ha dedicato tutta la sua vita professionale a inserire la mindfulness tradizione della medicina moderna secondo Zinn: Non dobbiamo aggrapparci ai giudizi, perché la mente mostra continuamente delle reazioni valutative e reattive diverse. Riuscire a notare questi giudizi e liberarsi dai si può essere il significato pratico di questo comportamento non giudicante. Esiste anche un programma per bambini di mindful il cosiddetto programma InnerKids, programma esteso a insegnare i bambini piccoli la capacità di base del mindful cioè i bambini devono riuscire ad essere consapevoli di ciò che accade mentre sta accadendo. Shapiro, Carlson, Aspen e Friedman sostengono che i meccanismi della mindfulness consistono in intenzione, attenzione e in una attitudine specifica, che assieme contribuiscono, ognuno a suo modo, a un processo che permette di vedere le cose in modo nuovo, processo che gli autori chiamano percepire. Nella terapia dell'accettazione e dell'impegno la ACPI la mindfulness può essere intesa come un insieme di processi correlati che Mirano il dominio delle reti verbali, il quale implica soprattutto relazioni temporali e di valutazione. Questi processi includono l'accettazione, la disidentificazione dai pensieri, il contatto con il momento presente e il senso trascendente di se stessi punto uno studio sintetico di molti dei questionari esistenti sulla mindfulness ha rivelato l'esistenza di 5 fattori che sembrano emergere da Bari indagini dipendenti: (1) non reattività rispetto al esperienza interna per esempio, percepire sentimenti ed emozioni senza dovermi necessariamente reagire (2)Osservare, notare, dedicarsi alle sensazioni, alle percezioni, i pensieri e ai sentimenti per esempio rimanere in contatto con le proprie sensazioni e i propri sentimenti anche quando sono spiacevoli o dolorosi(3) agire in modo consapevole, non con il pilota automatico, concentrazione, non distrazione per esempio non rompere o far cadere le cose per disattenzione perché non si presta attenzione perché si pensa ad altro(4) descrivere, etichettare con le parole per esempio mettere facilmente in parole le proprie credenze opinioni e aspettative(5) avere un atteggiamento non giudicante rispetto al esperienza per esempio non criticarsi perché si

provano emozioni in razionali o appropriate. Eccezione fatta per l'osservazione questi fattori si sono rivelati i costrutti statisticamente più utili e affidabili per definire operativamente la mindfulness.

Vivere con il pilota automatico: mindlessnes/

mindfulness

La differenza tra fare jogging in modo mindless e fare jogging in modo mindful è che nel secondo caso siamo consapevoli, momento per momento, di quello che facciamo mentre lo facciamo. Se facendo shopping fantastichiamo su quello che faremo questa notte, o su quello che ci è successo ieri, non stiamo facendo jogging in modo mindful. Se vogliamo permettere alla nostra mente di fare dei sogni a occhi aperti e siamo consapevoli della nostra consapevolezza di questa attività immaginaria, allora questa sarebbe una “Rewiew” mindful, anche se forse non mindful perché non saremo consapevoli dei nostri piedi e del percorso che ci troviamo davanti. Per alcune persone, questo vivere in automatico è un modo routinario di vivere. Se la nostra attenzione è diretta a qualcosa di diverso rispetto a quello che stiamo facendo per la maggior parte del tempo, allora finiamo per sentirci vuoti e intorpiditi. Quando il pensiero in automatico domina il nostro senso soggettivo del mondo, la vita diventa ripetitiva è noiosa. Essere mindful apre le porte non solo alla possibilità di essere consapevoli del momento in modo più pieno ma, avvicinando l'individuo ha un senso più profondo del proprio mondo interno, offre l'opportunità di accrescere la propria compassione ed empatia. La mindfulness accresce la capacità di riempirsi delle sensazioni del momento e di sintonizzarsi con il nostro stato dell'essere. La vita si arricchisce poiché siamo consapevoli della straordinaria esperienza di essere, di essere vivi, di vivere in questo momento.

COAL e consapevolezza gentile

Oltre a questa consapevolezza riflessiva della consapevolezza del momento presente, la mindfulness ha le seguenti qualità che descrivo ai miei pazienti e studenti, ci avviciniamo al qui e ora con curiosità, apertura, accettazione e amore in inglese curiosity, oppeness, acceptance, love=COAL.

Immaginate questa situazione: una persona sbatte violentemente un dito del piede sente il proprio dolore in tutta la sua intensità potremmo dire che questa situazione è mindful se la stessa persona che ha sbattuto il dito si sente un idiota, la sofferenza mentale provata sarà maggiore del solo dolore che proviene dal dito. In questo caso la persona sente il dolore ma non ha un assetto mentale COAL. Il suo cervello crea più sofferenza amplificando l'intensità del dolore con le auto accuse che si rivolge per il fatto di avere avuto questo incidente. La saggista Diane Ackerman, nel nostro meeting dei poeti, professionisti e psicoterapeuti “Mind e Moment” ci ha raccontato che in Giappone aveva avuto un incidente che per poco non l'aveva uccisa. Mentre scendeva da una scogliera per studiare era caduta e si era rotta alcune costole, per questo motivo riusciva a respirare a fatica e con grandi dolori. La sua descrizione rivelava come avessi affrontato l'evento con apertura, accettazione e amore. Questo assetto mentale le ha consentito di apprendere dall'evento, di raccogliere le forze interiori di cui aveva bisogno per andare avanti letteralmente, non solo per sopravvivere all'incidente ma anche per crescere grazie all'incidente. Questa distinzione tra essere consapevoli in modo COAL e rivolgere semplicemente la propria attenzione a quello che accade con idee preconcette e la differenza che fa davvero la differenza perché c'è una differenza Tre essere consapevoli ed essere consapevoli in modo mindful accettando la realtà di quello che ti è successo traendo curiosità accettazione e amore dalla situazione che si è venuta a creare.

Applicazioni mediche

sappiamo ancora meno su come funziona la consapevolezza. Ma sappiamo che c’è una relazione tra esperienza mentale e struttura del cervello ma non sappiamo esattamente in che modo l’attività del cervello e la funzione della mente si creino reciprocamente. Devidson e collaboratori nel 2003 hanno dimostrato che forti emozioni positive stimola le funzioni celebrali verso la dominanza del lobo frontale sinistro. Un altro studio di Laznar, Kerr, Wasserman nel 2005 ha rivelato un aumento dello spessore di due parti del cervello, l’ area mentale prefrontale e un circuito neurale connesso. Un’ estesa rassegna di numerosi studi ha rilevato che la meditazione mindful favorisce tutta una serie di attivazioni, specialmente nelle aree prefrontali mediali.

La mindfulness come una relazione che promuove

l’integrazione

Molto prima di passare del tempo coltivando le nostre menti per mezzo della riflessione, ci siamo evoluti come creature sociali. Gran parte dei processi che si svolgono nel nostro cervello a riposo sembrano riguardare circuiti neutrali correlati con la comprensione delle altre persone. La sintonizzazione promuove l’integrazione perché quando un genitore è sintonizzato al figlio il piccolo lo sente che il genitore percepisce ciò che prova e ne ricava un senso di stabilità nel momento presente. Il bambino si sente amato perché perfettamente sintonizzato con il genitore. Nel corso del tempo, questa sintonizzazione permette al figlio di sviluppare i circuiti di regolazione del cervello, inclusi i neuroni che danno all’ individuo una fonte di resilienza nel corso dello sviluppo. La resilienza assume la forma della capacità di auto-regolazione e dell’impegno con gli altri in relazioni empatiche.

Parte terza

Aspetti del cervello mindful

5 Scienze e soggettività

In questo capitolo ci occuperemo di un diverso tipo di conoscenza: i dati in terza persona della scienza oggettiva. E ci addentreremo nelle visioni scientifiche del modo in cui facciamo esperienza della mindfulness, creiamo un senso del nostro sé e facciamo esperienza del tempo.

Indagine sulla soggettività

Per comprendere il rapporto tra scienza e soggettività, analizzeremo 5 questionari: la Mindful Attention Awareness Scale, il Freiburg Mindulness Inventory, il Kentucky Inventory of Mindulness Skills, la Cognitive and Affective Mindfulness Scale e il Mindfulness Questionnaire. Ognuno di questi strumenti ha un focus specifico, ma in generale cercano tutti di testare i vari aspetti della mindfulness a partire dall’esperienza soggettiva diretta. Attraverso una serie di domande rivolte ai soggetti dello studio le conclusioni al quale siamo giunti includono:

  1. Non reattività all’esperienza interna;
  2. Osservare/ notare/ occuparsi delle sensazioni/ pensieri/ sentimenti;
  3. Agire con consapevolezza/ non con il pilota automatico/ concentrazione/ non distrazione;
  1. Descrivere/ etichettare con le parole;
  2. (^) Atteggiamento non giudicante nei confronti dell’esperienza.

Questi risultati fanno pensare che la mindfulness sia in realtà composta effettivamente da aspetti multipli con caratteristiche per certi versi distinte, abbiamo quindi testato questo modello su soggetti che avevano una certa esperienza di meditazione e abbiamo scoperto che tutti e cinque i fattori avevano un peso fattoriale significativo sul costrutto complessivo della mindfulness. Le correlazioni di questi aspetti con altre misure hanno rivelato che essi sembrano connettersi con le dimensioni predette. Secondo Baer, essere semplicemente in grado di osservare il proprio mondo interno senza gli altri aspetti della mindfulness può non implicare le correlazioni predette. Baer e collaboratori hanno elaborato i loro interrogativi a partire dagli studi originali che avevano trovato più utili per esaminare gli aspetti della mindfulness e li hanno riordinati in un gruppo di domande che differenziavano i vari aspetti della mindfulness ad esempio:

  1. Non reattività all’esperienza interna = Quando i miei pensieri o immagini mi turbano sono in grado di accorgermene senza reagire? Riesco a calmarmi in poco tempo?
  2. Osservare/ notare/ occuparsi delle sensazioni/ pensieri/ sentimenti = Mentre cammino, sto attento/a alle sensazioni del mio corpo che si sta muovendo? Alle mie emozioni?
  3. Agire con consapevolezza/ non con il pilota automatico/ concentrazione/ non distrazione= Mi trovo a fare cose senza prestarvi attenzione?
  4. Descrivere/ etichettare con le parole = Sono bravo/a a trovare parole che descrivano i miei sentimenti?
  5. Atteggiamento non giudicante nei confronti dell’esperienza = Mi rimprovero di avere emozioni irrazionali o inappropriate?

… e molte altre ancora.

Correlare le descrizioni dell’esperienza diretta e gli

studi sul cervello

I nostri assunti dovrebbero essere espresso in modo diretto, quelle influenze concettuali dall'alto verso il basso, che modellano il modo in cui filtriamo gli input e distorcono in modo sistematico le interpretazioni che diamo alle nostre percezioni, possono essere conosciute e identificate in una misura tale da consentirci una visione che sia la più chiara possibile. Questo è il modo in cui possiamo conoscere il mondo per mezzo dei concetti. Le mappe concettuali della nostra mente sono davvero utili, le idee vere possono aiutarci a fare ordine nei momenti difficili, alleviare le nostre sofferenze, promuovere benessere e compassione.

La mindfulness come capacità che può essere appresa

Ognuno di noi ha una mente dalle grandi potenzialità, abbiamo la possibilità di creare un mondo di compassione benessere e la capacità di esercitare violenza e provocare d'istruzioni insensate. Il nostro cervello è malleabile, possiamo focalizzare la nostra mente e modificare le sue funzioni attraverso una “ pratica”. La centering prayer cristiana, le pratiche yoga hanno dimostrato la loro capacità di favorire miglioramenti neurologici e immunitarie in chi le pratica. Molti scienziati hanno analizzato i benefici della meditazione, con riflessioni di professionisti, filosofi, psicologi e neuroscienziati. Tre studiosi hanno elaborato un saggio che forniva la rassegna più aggiornata dei temi connessi al training della mente. La meditazione è l'allenamento della mente, ma ci sono molte

Un meeting tra scienziati

Due mesi prima della mia esperienza di ritiro silenzioso, ho passato 10 giorni costantemente immerso nella mindfulness e nel cervello frequentando un certo numero di incontro. Al meeting della Society for Neuroscience tenuto a Washington, hanno partecipato più di 36000 persone e ci sono state 17.000 presentazione. Il Dalai Lama ha tenuto il discorso di apertura ed affrontato il tema dell'integrazione tra la scienza e la tecnica. Il nostro autore ha partecipato a questo incontro sulle neuroscienze ho ascoltato il maggior numero di presentazioni possibile, dopo e se è stato presente per tre giorni alla conferenza mind and life, lì il Dalai Lama aveva incontrato altre persone dedite a pratiche di contemplazione è un gruppo di neuroscienziati per esplorare le relazioni tra la meditazione e la scienza. Ci sono state presentazioni sul potere della meditazione mindfulness portare lateralità del cervello verso l'emisfero destro, dove vengono elaborati gli stati più positivi e sentimenti di vicinanza e i modi di prevenire gli stati Mentali negativi della depressione clinica. È stato dimostrato che la meditazione mindfulness uno strumento potente per mantenere focalizzata la metto e per quanto riguarda la mia esperienza, sembra anche che genere una maggiore capacità di recepire i segnali non verbali delle altre persone. Questa percezione attivo un processo cerebrale che sembra coinvolgere l'insula dell'attività della corteccia prefrontale mediale, correlate con l'intercessione, l'interpretazione l'attribuzione dei propri stati mentali interni a quelli dell'altra persona. Lente recensione si basa sulla capacità nella mente di focalizzare la consapevolezza sullo stato interno del corpo, l'insula trasmette i dati dal corpo al cervello e può essere direttamente coinvolta nell' esperienza di guardarsi dentro, le espressioni facciali e tutti gli altri segnali non verbali come il contatto visivo, i gesti eccetera, sono tutti segnali inviati e percepiti dell'emisfero destro punto questo rappresenta il nesso tra la pratica del guardarsi dentro il miglioramento della propria capacità di mettersi in relazione delle altre persone.

Accrescere la “strana palla”: espandere il tempo

soggettivo e inibire le rappresentazioni corticali

invarianti

All'interno dello stesso meeting il Tse ha elaborato un brillante esperimento percettivo in cui ad alcuni soggetti venivano mostrate una serie di immagini una sequenza di figure geometriche regolarmente distanziate, questo studio ha messo in evidenza che quando appariva la strana palla, le persone sentivano che il tempo rallentava. Nella vita di tutti i giorni facciamo esperienza del fatto che percepiamo e lavoriamo un certo numero di informazioni per unità di tempo. Questa è la densità delle informazioni. Quando appare la strana palla, ci focalizziamo in modo più intenzionale su questa forma stimolo il solito perché esso non si accorda con le nostre aspettative preesistenti, queste aspettative sono elaborate nella memoria corticale punto quando abbiamo la sensazione di vedere un fiore, i dati visivi arrivano a livelli più bassi della corteccia e poi vengono portati verso le aree superiori degli strati corticali, dove alla fine percepiamo l'oggetto che stiamo esaminando. Le nostre rappresentazioni invarianti diradano la densità delle informazioni perché stabiliscono filtri che riducono ciò che possiamo realmente vedere. Quando ci risvegliamo con la consapevolezza mindful è possibile che il fatto di ridurre al silenzio il flusso delle rappresentazioni dall'alto verso il basso alterano la nostra densità di informazioni. La consapevolezza mindful, cioè il prestare attenzione al momento presente senza aggrapparsi ai giudizi in varianti dall'alto verso il basso, è letteralmente un modo per moderare l'intrusione del passato sulla nostra esperienza del presente. Quando risvegliamo le nostre menti, espandiamo il nostro tempo soggettivo, nostre spese del tempo si espande perché le sensazioni densamente impacchettate di ogni momento non sono più offuscate

e ammollite. La nostra risoluzione delle nostre rappresentazioni invariante dall'alto verso il basso può essere ottenuta con una intenzionalità guidata dalla mindfulness.

6 Sfruttare il mozzo della ruota: l’attenzione e la ruota

della consapevolezza

In questo capitolo esploreremo il ruolo centrale giocato dall'attenzione nel plasmare il modo in cui agiamo con consapevolezza e riusciamo ad apprendere a osservare la natura delle nostre biglie mentali. Con la consapevolezza mindful, abbiamo qualcosa in più della sola consapevolezza della sensazione, è stato dimostrato che la consapevolezza mindful attiva le regioni prefrontali mediali in misura maggiore delle forme di meditazione. Quindi la mindfulness è molto più di una tecnica di rilassamento, incarna l'essenza della consapevolezza mindful. Il moto mindful di essere consapevoli può essere mediato da aria del cervello che vanno al di là delle regioni lateriali e posteriori che permettono la consapevolezza semplice può essere correlato con le attivazioni integrative delle regioni mediali della corteccia prefrontale, questa regione prefrontale mediale implica metacognizione, essere consapevoli della consapevolezza. Uno studio empirico sull'effetto framing ha rivelato che quando hai due soggetti sono presentati due diverse versioni di un problema di gioco d'azzardo, Quelli che non riescono a farsi ingannare dai trucchi verbali adottati nel per la presentazione utilizzano le arie meridiani prefrontali durante il compito, invece quelli che cadono vittima dei bias, cioè che rispondono in automatico, non colgono il trucco non attivano queste arie mediali. Le regioni prefrontali media li danno un contributo importante all'auto-osservazione alla metacognizione, possiamo avere un'immagine di noi stessi nel passato, nel presente e nel futuro, e anche lavorare una mappa delle attività della nostra mente.

Le dimensioni neurali dell’attenzione

Buona parte delle ricerche sull' attenzione si focalizzano su compiti presenti in natura come rivolgersi a uno stimolo, modificare in modo flessibile l'attenzione quando gli stimoli cambiano in modo inatteso, gestire flussi di informazioni conflittuali. La consapevolezza mind sulla una qualità differente, in uno stato mai nessuno c'è un processo di recettività e metà consapevolezza che sembra piuttosto diverso dei processi attentivi dati da uno stimolo studiati da queste ricerche. Tre sono gli aspetti di questo processo che regola il flusso di energia e attenzione su cui vi è un accordo unanime, un aspetto esecutivo, uno di orientamento e una di allerta.

Allertare

“Allertare” implica attenzione sostenuta, di vigilanza, uno stato di allerta, che creano la capacità di incrementare e mantenere una prontezza di risposta come preparazione verso stimoli di cui si è anticipata la comparsa. Lo stato di allerta può essere fisico o intrinseco, cioè tonico. Gli studi di brain imaging sostengono l'idea che le regioni frontali e parietali, specialmente dell'emisfero destro, sono essenziali per questo aspetto di sostegno dell'allerta. La regione parietale inferiore destra diventa attiva con l'allerta verso stimoli interni ed esterni.

Orientare

L’orientare è la capacità di selezionare alcune informazioni specifiche a partire da una varietà di opzioni, in un processo di scanning selezione. La maggior parte delle ricerche su questa capacità dell'attenzione sono state condotte su stimoli visivi e la neuroeconomia chiama in causa aree del cervello che sono specifiche per la forma dello stimolo presentato

cerchione rappresenta l'oggetto potenziale della consapevolezza, il mozzo presente al centro della ruota simbolizza la spaziosità della mente, i raggi simbolizzano la nostra capacità di focalizzare l'attenzione su un singolo punto del cerchione.

Il cerchione della ruota

I primi cinque sensi acquisiscono le informazioni dal mondo esterno, permettendoci di sentire il dominio fisico della realtà. Ogni punto del cerchione rappresenta un senso. Il settore del cerchione relativo al nostro senso includere sensazione dei nostri arti, i movimenti del corpo, la tensione o il rilassamento dei nostri muscoli, lo stato del nostro ambiente interno, inclusi gli organi interni come polmoni, il cuore e l'intestino. Il settimo senso permette di portare al centro del focus dell'attenzione anche gli aspetti mentali, sentimenti, pensieri, intenzioni, atteggiamenti, concetti, immagini, credenze eccetera. Questa capacità di percepire la mente può essere chiamata vista della mente e ci permette di raggiungere insight profondi e di essere empatici. Quando sviluppiamo il nostro senso della mente, finiamo per comprendere l'opacità di rappresentazioni in precedenza trasparenti, possiamo apprezzare il fatto che la consapevolezza del colore di un fiore è il prodotto delle nostre menti. Possiamo proporre anche un ottavo senso relazionale, questo settore del cerchione rappresenta il nostro senso delle relazioni, la nostra connessione con gli altri esseri viventi. Quando ci sintonizziamo con un'altra persona possiamo diventare consapevoli di questo stato risonante che si crea quando ci mettiamo in relazione. Questo ottavo senso il modo in cui siamo consapevoli di sentirci sentiti da un'altra persona e ci permette di sentirci parte di un tutto più grande.

I raggi della ruota

I raggi della ruota della consapevolezza rappresentano il fuoco si intenzionale dell'attenzione su diversi aspetti del cerchione. Quando si medita passeggiando, si focalizza un raggio sulle sensazioni dei propri piedi e delle proprie gambe. Possiamo anche focalizzarci su una parte del corpo o su una fotografia, per focalizzare della mente e il ritornare all'oggetto e la pratica è che permette di sviluppare la funzione indirizzo e sostieni della concentrazione. Uno stimolo può entrare nella nostra consapevolezza e attirare su di sé la nostra attenzione, si tratta di una sorta di attrazione dell'attenzione esogena. Nella consapevolezza mindful, il mozzo della mente rappresenta la funzione esecutiva che ci permette di ritornare a quello che vogliamo fare. Possiamo mandare un altro raggio per riportare la nostra attenzione sul oggetto che vogliamo ne sia il focus. Questa capacità di avere un attenzione focalizzata intenzionale e a volte considerata endogena. Con questo termine facciamo riferimento alla scelta di un focus che parte dal mozzo della mente, indipendentemente dal settore del cerchione cui il raggio è rivolto. Le funzioni esecutive del mozzo della mente hanno dato il via un processo di direzionamento del raggio.

Il mozzo della ruota

Con la nascita della focalizzazione della nostra attenzione sviluppiamo la capacità di capire che la nostra attenzione ha divagato sembrano aspetti essenziali della consapevolezza mindful. Il mozzo della ruota mentale della consapevolezza sviluppa questa capacità di mantenere una traccia del bersaglio dell'attenzione alterando il focus attentivo per realizzare gli obiettivi desiderati. Possiamo dire quindi che la mindfulness riguarda il mozzo della mente è che le pratiche di consapevolezza mindfulness favoriscono lo sviluppo e il rafforzamento. Questo sviluppo e rafforzamento del Mozzo consentono la trasformazione di stati deliberati di pratica in pratica volontari del vivere. Il training di consapevolezza mindful rafforza il mozzo della mente e rende la mindfulness un modo di vivere, e non solo una pratica.

Sfruttare il mozzo della ruota della consapevolezza

Possiamo pensare che la mindfulness implichi la pienezza della funzione che ci permette di plasmare il materiale della nostra mente che chiamiamo, la natura dei miei pensieri al nostro senso di noi stessi. La mindfulness riguarda l'aspetto più centrale del modo in cui decidiamo altrimenti, il fulcro della nostra vita soggettiva.

Funzione esecutiva e auto- regolazione

La scienza dell'attenzione utilizza il concetto di funzione esecutiva della mente che governa in modo diretto una visione più ampia autoregolazione. Che cos’è l’autoregolazione? L’autoregolazione è il modo in cui plasmiamo molti ambiti della nostra esistenza, dagli stati di arousal ai partner di risposta. Le funzioni esecutive implicano un range di processi cognitivi ed emotivi che permettono una forma equilibrata di autoregolazione. I pensieri i sentimenti sono intrecciati nel cervello, qui le dimensioni si mescolano che formano un processo unico che si palesa in questa funzione esecutiva. Il mozzo della media ci permette di essere riflessivi, la consapevolezza e riflessiva può essere descritta per mezzo di tre qualità, ricettiva, auto-osservativa e riflessiva.

Consapevolezza recettiva

Il mozzo della mente rappresenta anche una forma riflessiva di consapevolezza in cui possiamo scegliere, in modo intenzionale, di essere recettivi e aperti a qualsiasi cosa ci venga alla mente nel momento presente. La recettività è uno stato intenzionale di apertura a tutto ciò che si presenta alla mente, essa può contribuire alla messa in crisi delle influenze automatiche dei processi di elaborazione dall’alto verso il basso sull’esperienza del presente. Nella consapevolezza mindful possiamo passare dall’essere reattivi al diventare recettivi.

Consapevolezza auto-osservativa

La funzione riflessiva osservativa è un’esplorazione attiva della natura dell’esperienza, essa ci permette di avere un processo attivo di osservazione in cui i contenuti della mente non solo sono collocati nella consapevolezza, ma sono anche affrontati con una sensazione di interesse esplorativo. Quando questo stato di auto-riflessione è integrato con la recettività si sviluppano le caratteristiche di curiosità, apertura, accettazione e amore.

Consapevolezza riflessiva

Riflessivo è sinonimo di consapevolezza riflessiva. Il termine riflessività implica una capacità più immediata che la mente ha di conoscere se stessa senza sforzo, senza osservazione, consapevole, senza parole. Questa qualità riflessiva ci aiuta a comprendere la natura della consapevolezza della consapevolezza, quindi possiamo comprenderla come meta-consapevolezza. Grazie alla riflessività abbiamo una conoscenza diretta dei processi di conoscenza, il processo è l’oggetto della sua stessa consapevolezza. Quindi, la consapevolezza riflessiva della consapevolezza accompagna l’esperienza di riflettere su di sé.

Sintonizzazione e attenzione

La sintonizzazione è un processo che crea uno stato di integrazione neurale tra due persone, crea un senso di sicurezza. Porges parla di un sistema dell’impegno sociale, un sistema per l’impegno

dall’alto verso il basso sono definiti “fonti intrinseche di modulazione contestuale dell’elaborazione neurale”. A livello pratico queste influenze creano un insieme interno di doveri che portano alla creazione di un atteggiamento giudicante verso se stessi.

La scienza dell’elaborazione dal basso verso l’alto

L’elaborazione dal basso verso l’alto ci libera dalla prigione delle influenze dall’alto verso il basso. Ognuno dei nostri otto sensi ha un circuito neurale primario grazie al quale:

  • Percepiamo il mondo esterno per mezzo dei nostri primi cinque sensi;
  • Il nostro sesto senso corporeo ci permette l’enterocezione;
  • Per mezzo del nostro settimo senso, riusciamo a vedere i processi mentali delle nostre e delle altrui menti;
  • Per mezzo del nostro ottavo senso percepiamo in modo diretto la nostra risonanza con qualcosa di più grande del nostro sé adattivo quotidiano.

L’elaborazione dal basso verso l’alto implica stabilire un nesso tra l’attività neurale di questi otto sensi e possiamo realizzarlo focalizzandoci direttamente su di essi. Rivolgersi ai propri sensi porta il mondo e i nostri corpi nella pienezza sensoriale semplice e diretta della consapevolezza. La mindfulness fa cogliere con chiarezza le informazioni dal basso verso l’alto per mezzo della sua danza intricata di recettività, auto- osservazione e consapevolezza riflessiva. Nella consapevolezza mindful possiamo sentire e godere direttamente della pienezza della vita, perché questa capacità riflessiva è molto più della gloriosa semplicità delle sensazioni dal basso verso l’alto.

Corteccia e consapevolezza

Per comprendere la consapevolezza mindful, dobbiamo capire il vero significato dell’essere consapevoli, dell’essere “consci” della nostra vita.

Neurodinamica

La neurodinamica ci permette di capire come il cervello crea una serie di pattern di scariche neurali strettamente connesse alla nostra esperienza soggettiva. La neurodinamica considera il cervello come un sistema complesso con proprietà che si auto-organizzano. Il cervello è aperto, è un’entità dinamica, in essa la coscienza si estende al di là di una consapevolezza esperita in modo puramente personale che deriva dal cervello, e includa nel mondo incarnato e relazionale un sé che “è momento per momento consapevole”. Questa prospettiva si accorda molto bene con la nostra definizione della mente e ci permette anche di vedere come l’accoppiamento senso motorio possa essere un correlato neurale essenziale della consapevolezza.

Rappresentazioni invarianti: il come secondario vs il come

primario

Abbiamo visto che la nostra corteccia cerebrale a 6 strati acquisisce nuove sensazioni dal basso verso l'alto registrando questa forma primaria di partner discariche neurali nel senso e nel quinto strato. L'esperienza sensoriale può essere di due tipi primaria e secondaria, l'esperienza sensoriale primaria dei nostri otto sensi, anche quella che precede la consapevolezza, implica le scariche neurali delle arie primarie e li codificano. Queste aree primaria di input includono la corteccia posteriore per i primi cinque sensi, eccetto per l'olfatto, la regione somatosensoriale e altre aree

della corteccia posteriore. Per quanto riguarda la consapevolezza mindfulness, proponiamo che il passaggio verso una dominanza prefrontale sinistra sia associato non sono uno stato di avvicinamento, ma anche al capovolgimento dell'aspetto descrittivo ed etichetta della dimensione narrativa della funzione dell'emisfero sinistro. I racconti iniziano come un processo non linguistico e sembra che siano parte delle inclinazioni intrinseca al cervello classificare, molto prima delle parole, i nostri cervelli crea la racconti non verbali, assemblano insieme alla percezione considerata un processo assemblato. L'attenzione ci aiuta a guidare in modo selettivo il flusso delle informazioni in entrata. Quando la consapevolezza è accoppiata con la flessibilità metacognitiva, l'auto- osservazione la regolazione corporea delle Regioni prefrontali mediali, allora abbiamo l'opportunità di disinnescare realmente cluster automatici dei pattern di scarica. La consapevolezza mindful e più completa della mera attenzione al momento presente, ci permette di disinnescare gli automatismi e le altre scariche automatiche delle altre aree del cervello.

Ridurre le schiavitù dell’elaborazione dall’alto verso il

basso

Come abbiamo visto, la strada che va dalla sensazione diretta alla percezione assemblate filtrata dai bias dall'alto verso il basso che plasmano la nostra esperienza presente sulla base di quello che ci è accaduto in precedenza. La conoscenza concettuale può essere un flusso più profondo di rappresentazioni che giace al di sotto del radar dell'influenza invarianti, il flusso della conoscenza, insieme alla sensazione diretta che precede la percezione l'osservatore, potrebbe essere ciò che ci permette di sentire quello che si trova al di sotto dell'influenza delle schiavitù dell'elaborazione dall'alto verso il basso. Risolvere le idee e le reazioni pre-concette è un processo difficile, ma possiamo affrontare questo problema per mezzo dell’esperienza diretta. Con l'accesso l'esperienza diretta in questo stato mindful, si percepisce una nuda e senti allora è possibile osservare gli altri processi ritenendolo una semplice attività della mente, cosa che si in realtà sono. Kabat-Zinn affronta in modo articolato questa sfida della conoscenza concettuale quando spiega perché un insegnante di interventi basati sulla mindfulness deve praticare personalmente la mindfulness, lo fa per vedere e trascendere i limiti della mente concettuale. Uno stato di questo tipo richiede alle persone di sospendere intenzionalmente per un po' i loro quadro di riferimento abituale, il loro sistema di coordinate cognitive, Praticare semplicemente l'osservazione delle proprie menti e dei propri corpi. Il sistema di coordinate cognitivo esattamente quello che la consapevolezza mindful per risolvere, possiamo immaginare che il diventare consapevoli della conoscenza non concettuale correre, nel cervello, con l'attivazione di assemblaggi di celle che iniziano a vacillare con una certa frequenza perché rinforzano le loro cariche in un circuito rientrante, questa conoscenza può entrare nella coscienza quando queste cellule raggiungono una sufficiente complessità integrativa. Questo permette al K, Knowing, conoscere, di essere sentito in modo diretto e quando il C, concetto, si presenta sulla scena dell'assemblea igiene orale, la riverberazione di questa citazione di neuroni discali, dall'alto verso il basso, si appropria delle scariche degli assemblaggi K e queste si distinguono funzionalmente. La consapevolezza mindful crea discernimento, un potente fattore di disinnesco delle scariche neurali automatiche, la mindfulness e il processo per mezzo del quale così stare al di là delle credenze, fino a cogliere gli elementi basilari della consapevolezza.

Accesso all’ipseità: allentare la presa dell’identità

personale

La mente elabora giudizi con la stessa naturalezza con cui noi respiriamo. Allentare la presa sui giudizi sembra il fulcro della posizione non giudicante, ogni flusso di consapevolezza sembra

fiume di coscienza scorre nella consapevolezza mindfulness, noi possiamo stabilizzare gli stati della nostra esperienza interna, quando ci avviciniamo la sensazione del se esistenziale che chiamiamo ipseità, disinnescando i processi di elaborazione dall'alto verso il basso, possiamo immaginare che il cervello attivi e cordini questo stato. Assemblare i moduli selezionati che portano alla consapevolezza l’ipseità è un’abilità. Quest'abilità presa non necessariamente deve sparire dalla nostra vita quotidiana, ma può chiederci di farne mostra in un modo nuovo.

Assenza di giudizi

Per liberarsi dei pregiudizi, dobbiamo disinnescare i circuiti rientrati che rinforzano l'elaborazione dall'alto verso il basso. Con visita, questi mutamenti possono permetterci di allentare i giudizi, questa alterazione che risolve la natura automatica dei processi dall'alto verso il basso, rendendoli disponibili come qualcosa di visibile, così che possano essere osservati, notati e liberati dalle influenze che le rendono schiavi. Quando un individuo pratica con costanza la consapevolezza mindful, questa assemblaggio della consapevolezza essenziale, il chiaro accesso al seno creare impegnato, diventa più facilmente accettabile e accessibile. In termini di ricerca, dobbiamo considerare questo come un cambiamento Stabile di tratti osservabili, come la flessibilità degli stili affettivi e cognitivi e dei pattern di interazione con le altre persone.

Le parole dall’alto verso il basso e la poesia della

mindfulness

La paura ci porta a gettare un fascio focalizzato di luce su quello che pensiamo di dover sapere, per tenerci al sicuro, per darci una sensazione di verità, la sensazione di avere un mondo simile a come pensiamo che dovrebbe essere. Quando cresciamo, percorriamo la nostra vita con queste torce di attenzione che focalizzano in modo selettivo solo quello che dobbiamo fare. La presenza e la consapevolezza essenziale della spaziosità ricettiva della mente. Quando sentiamo questa presenza negli altri, sentiamo la spaziosità che permette loro di riceverci. Le parole sono gli aggregati cognitivi che utilizziamo per farci strada nel mondo dell'incertezza. Le parole possono liberarci, ma anche intrappolarci. Una presenza, che è un invito a fare esperienza in modo diretto, si rivelano la consapevolezza mind sulle le costruzione dei processi dall'alto verso il basso che filtrano, distorcono e limitano le sensazioni che vengono minimizzate. Non è importante non fa la poesia, essa risolve queste influenze secondarie perché le sue parole non stanno per qualcos'altro, le poesie sono fatte di parole le parole in cotto pacchetti linguistici devono essere simboli di qualcosa di diverso dalle linee scarabocchiate o dalle vibrazioni delle onde sonore di cui sono state fatte. Le poesie possono attirare uno Stato ricettivo di consapevolezza mindful, evocano un'immediatezza sensoriale che alla base della consapevolezza mindfulness, ci permettono di osservare con chiarezza perché mostrano e non dicono, creano nuovi quadri operativi concettuali di esperienza e danno vita ad un nuovo modo di conoscere.

Un’illusione ottica

Nella vita quotidiana, i nostri cervelli decodificano pattern esperienza in concetti che a loro volta plasmano la natura delle nostre percezioni. I dati sensoriali emergono nei livelli più bassi delle nostre esperienze e sono modellati dalle influenze secondarie che derivano dagli stati più alti.

8 Sintonizzazione interiore: neuroni specchio, risonanze

e attenzione alle intenzioni

In questo capitolo esploreremo in profondità i possibili correlati neurali del processo di risonanza invieremo la nostra visione della mindfulness come forma di sintonizzazione interiore. La mindfulness implica sintonizzare la nostra attenzione sulle nostre intenzioni, è uno stato intenzionale. La teoria matematica delle probabilità, suggerisce che è un sistema aperto che si muove verso la complessità in uno stato così sintonizzato e risonante il più stabile, flessibile adattivo. Il sistema dei neuroni specchio connettono la percezione e le aree motorie nel creare delle rappresentazioni degli stati intenzionali e giocano un ruolo fondamentale nelle empatia nella risonanza emotiva.

Un sistema che rispecchia le menti

Alcuni ricercatori italiani tra cui Gallese e Rizzolatti, nel 2006 studiando l'area pre-motoria della corteccia di una scimmia hanno individuato un neurone e lo hanno monitorato. Quando la scimmia mangiava una nocciolina, questo neurone si attivava, quando la scimmia guardava qualcun altro mangiare una nocciolina, quel neurone si riattivava. Hanno così scoperto i neuroni specchio, avevano ben chiaro che il cervello umano crea rappresentazioni delle menti altrui. La risonanza è l'esito funzionale della sintonizzazione che ci permette di sentirci sentire da un'altra persona. Usiamo i nostri primi 5 mesi per acquisire i segnali che provengono da un'altra persona, poi il sistema dei neuroni specchio percepisce questi stati intenzionali e per mezzo dell'insula altera gli stati del sistema limbico e del corpo per aprirli a quelli che vediamo nell'altra persona. Un concetto importante quello di empatia, essa si basa su questi cambiamenti corporeo e hanno permesso di quali crediamo ciò che succede all'interno di noi stessi, usando quello che chiamiamo il sesto senso delle enterocezione, in modo da poter sentire quello che troviamo nel nostro corpo. Mente recensione, l'interpretazione l'attribuzione suoi passi che proponiamo per i processi empatici elaborati dalla Regione per frontali questo modello ipotesi sulla di Iacobone collaboratore. La scoperta dei neuroni specchio ha rivelato i modi in cui i nostri cervelli riescono a creare le rappresentazioni delle mente delle altre persone, per essere empatici dobbiamo riflettere sui nostri stati interni.

Neuroni specchio e mindfulness?

Quattro dimensioni interrelate del sistema dei neuroni specchio e delle regioni connesse nel circuito della risonanza rendono probabile il coinvolgimento di questo sistema nell' esperienza della consapevolezza mindful.

I circuiti sociali e la riflessione personale

La prima dimensione e che sembra ragionevole presumere che non usiamo circuito sociale del cervello per creare gli Stati in mindful di consapevolezza. I nostri cervelli sono l'organo sociale del corpo, e noi siamo sopravvissuti finora grazie al modo in cui siamo le nostre menti nei contesti sociali. Dewey parla di intelligenza riflessiva per spiegare come possiamo risvegliare le nostre menti e smettere di vivere in modo automatico. Autori come Dewey, Mead, Vygotsky hanno evidenziato l'idea che sia possibile utilizzare sociale per impegnarsi nel personale. Come non ridere possiamo guardare avanti e immaginare che la natura sociale dei nostri cervelli possa avere qualcosa a che fare anche con le nostre menti solitarie, come quando siamo immersi nelle pratiche della consapevolezza mindful.

Occuparsi delle intenzioni