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etica dell'informatica, Appunti di Filosofia morale

Sintesi e appunti dell'esame di Etica dell'informatica

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 12/10/2019

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fabia-na 🇮🇹

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3. Problemi tradizionali ed emergenti
“Information society” , tradotto in italiano con “società dell'informazione”, è un
termine usato (specialmente da economisti e sociologi) per descrivere quelle società
in cui tutte le attività umane e le istituzioni sociali sono state significativamente
pervase e trasformate dall'uso dei computer.
Ecco che quindi l'“etica informatica” può essere pensata come un campo in cui, si
esaminano accuratamente quei problemi etici sviluppatisi, negli ultimi decenni,
proprio all'interno delle“società dell'informazione”: il problema della privacy, del
cyber crime, della virtual reality e via discorrendo.
3.1 Etiche dei professionisti informatici
In una società dell'informazione molti individui vengono sempre più frequentemente,
assunti ed educati in tipologie di lavoro, che implicano lo sviluppo, il mantenimento,
la compravendita e l'uso dei computer.
Una information society, infatti, finisce spesso per dipendere da questi professionisti
informatici, i quali grazie alle loro straordinarie conoscenze e competenze in campo
tecnologico, possono dare un impulso significativo alle attività sociali ed umane.
Tuttavia, permane un problema: queste stesse conoscenze possono essere usate non
solo in modo positivo, al fine di arrecare beneficio alla comunità umana, ma possono
agevolare anche attività illecite.
Ecco che quindi, nella società attuale uno dei problemi filosofici più importanti ha a
che fare con le responsabilità sociali di un esperto informatico.
Molti professionisti dei computer, infatti, frequentemente, essendo semplici impiegati
in compagnie o in agenzie informatiche non sono critici nei confronti dei risultati dei
loro progetti.
Essi non si chiedono il “perché” di quello che fanno, interessandosi solamente al
“come”.
Esiste, invece una sorta di contratto sociale tra i membri di un gruppo professionale
e le comunità di cui sono parte integrante
Le società (stati, province, comunità), invero, consentono ai gruppi professionali
informatici, di avvalersi di istituzioni educative per formare i loro membri, tuttavia,
solo a patto che questi ultimi vengano controllati in modo da favorire il benessere
della comunità.
A tal proposito, sono stati promulgati alcuni codici professionali che delineano, in
termini generalissimi, le linee guida di comportamento che un esperto d'informatica
deve seguire nella sua professione.
Si pensi, ad esempio, al Codice etico e professionale di ACM o al Codice di condotta
della British Computer Society.
Anche se è necessario precisare, in realtà, come negli ultimi anni, questi codici, sono
stati oggetto di numerose critiche proprio a causa del loro carattere troppo generale.
Essi, infatti, non delineano precisamente le funzioni. il ruolo che deve assolvere un
esperto dei computer, ed inoltre, non precisano neanche se sono previste sanzioni o
punizioni da applicare verso coloro che violano il codice, rivelandosi quindi più che
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3. Problemi tradizionali ed emergenti

“Information society” , tradotto in italiano con “società dell'informazione”, è un termine usato (specialmente da economisti e sociologi) per descrivere quelle società in cui tutte le attività umane e le istituzioni sociali sono state significativamente pervase e trasformate dall'uso dei computer. Ecco che quindi l'“etica informatica” può essere pensata come un campo in cui, si esaminano accuratamente quei problemi etici sviluppatisi, negli ultimi decenni, proprio all'interno delle“società dell'informazione”: il problema della privacy, del cyber crime, della virtual reality e via discorrendo. 3.1 Etiche dei professionisti informatici In una società dell'informazione molti individui vengono sempre più frequentemente, assunti ed educati in tipologie di lavoro, che implicano lo sviluppo, il mantenimento, la compravendita e l'uso dei computer. Una information society, infatti, finisce spesso per dipendere da questi professionisti informatici, i quali grazie alle loro straordinarie conoscenze e competenze in campo tecnologico, possono dare un impulso significativo alle attività sociali ed umane. Tuttavia, permane un problema: queste stesse conoscenze possono essere usate non solo in modo positivo, al fine di arrecare beneficio alla comunità umana, ma possono agevolare anche attività illecite. Ecco che quindi, nella società attuale uno dei problemi filosofici più importanti ha a che fare con le responsabilità sociali di un esperto informatico. Molti professionisti dei computer, infatti, frequentemente, essendo semplici impiegati in compagnie o in agenzie informatiche non sono critici nei confronti dei risultati dei loro progetti. Essi non si chiedono il “perché” di quello che fanno, interessandosi solamente al “come”. Esiste, invece una sorta di contratto sociale tra i membri di un gruppo professionale e le comunità di cui sono parte integrante Le società (stati, province, comunità), invero, consentono ai gruppi professionali informatici, di avvalersi di istituzioni educative per formare i loro membri, tuttavia, solo a patto che questi ultimi vengano controllati in modo da favorire il benessere della comunità. A tal proposito, sono stati promulgati alcuni codici professionali che delineano, in termini generalissimi, le linee guida di comportamento che un esperto d'informatica deve seguire nella sua professione. Si pensi, ad esempio, al Codice etico e professionale di ACM o al Codice di condotta della British Computer Society. Anche se è necessario precisare, in realtà, come negli ultimi anni, questi codici, sono stati oggetto di numerose critiche proprio a causa del loro carattere troppo generale. Essi, infatti, non delineano precisamente le funzioni. il ruolo che deve assolvere un esperto dei computer, ed inoltre, non precisano neanche se sono previste sanzioni o punizioni da applicare verso coloro che violano il codice, rivelandosi quindi più che

altro delle dichiarazioni di ideali a cui l'esperto informatico deve ispirarsi nel suo lavoro. 3.2 Il problema della Privacy Una delle maggiori preoccupazioni nate all'interno di una “ società dell'informazione” consiste nel problema della privacy. La tecnologia informatica, infatti, oggi, rende possibile una inimmaginabile raccolta, conservazione e scambio di dati ed informazioni di molti individui. Ecco che quindi gli etici del computer non possono non concentrare la loro attenzione su due interrogativi fondamentali: cos'è la privacy? E perché essa ha così tanto valore? Il timore è che una "società dell'informazione" possa facilmente diventare una "società della sorveglianza". Timore fondato sul lavoro svolto, nel secolo scorso, dal filosofo Jeremy Bentham, il quale progettò la forma di una struttura per le prigioni: il Panopticon Il concetto della progettazione è di permettere alla guardia di osservare tutti i soggetti all'interno delle celle. L'effetto, tuttavia, non è bidirezionale, i prigionieri, infatti non possono vedere la guardia nella torre e quindi non potranno mai sapere di essere controllati o meno. Trasferendo questo concetto in ambito informatico, le attività di raccolta dei dati, aventi luogo nella società dell'informazione attuali, potrebbero avere un effetto panottico, in quanto gli individui sono perfettamente consapevoli, che la maggiorparte di ciò che fanno può essere osservato, e questo potrebbe influenzare il modo in cui si comportano. Questo problema si ripresenta anche nella riflessione sulla democrazia e la libertà. Le persone, mosse dalla paura di essere controllate, infatti potrebbero divenire incapaci di agire liberamente e pensare in modo critico. Le preoccupazioni in merito alla privacy sono state affrontate in ambito politico, con una varietà di normative che controllano e limitano la raccolta e l'uso di dati personali; Tuttavia, in un' economia oramai globalizzata, i dati raccolti in un paese – dove vige un determinato tipo di protezione dei dati - possono circolare in un altro paese in cui esiste un tipo di protezione differente. Per assicurare che ciò non accada, si sta attualmente concentrando l'attenzione sull' elaborazione di accordi internazionali per il flusso di dati anche oltre i confini nazionali. 3.3Criminalità informatica I diritti della privacy sono a volte minacciati da alcuni individui, i quali sfidano la legge, cercando guadagni personali oppure, semplicemente cercando di dimostrare le proprie abilità informatiche, godendosi la sfida di comprendere il modo con cui rompere i meccanismi di sicurezza. Questi individui sono spesso chiamati hacker o cracker;

Tuttavia, uno degli inconvenienti di questo aspetto, è che alcuni individui potrebbero, da qualsiasi parte del mondo e con pochissimo sforzo, lanciare virus, architettare inganni su una scala molto più ampia, rispetto a quella esistente prima dell'invenzione di internet. Allo stesso modo, l'anonimato ha sia vantaggi che pericoli. Il tipo di anonimato disponibile su Internet, infatti, rende maggiormente le persone libere di comunicare, fare amicizia, rimuovendo le barriere basate sull'aspetto fisico, sulla razza e sul genere. L'anonimato, inoltre può anche facilitare la partecipazione a attività benefiche come discussioni tra vittime di stupro o mogli maltrattate. Allo stesso tempo però, anche questa caratteristica porta con sé seri problemi, come ad esempio la difficoltà a catturare crimali, che agiscono sotto copertura, ed inoltre la difficoltà a riconoscere l'identità delle persone con cui si sta chattando. La riproducibilità facilita l'accesso alle informazioni e alla comunicazione, fa sì che parole e documenti siano inoltrati( e scaricati) ad un numero infinito di siti, aiuta a rintracciare i criminali informatici. Tuttavia, è necessario precisare come anche la riproducibilità di Internet abbia delle potenzialità assolutamente negative. Essa infatti minaccia la privacy e i diritti di proprietà: come si può essere sicuri, ad esempio, che uno studente abbia scritto un documento e non lo abbia scaricato dal web? Insomma, Internet ha portato a una gamma vastissima di cambiamenti nella società, ed il compito dell'etica informatica è quello sia di scoprire la tipologia di cambiamento, sia affrontare i vuoti politici, che talvolta i cambiamenti creano. q 3.5Realtà virtuale Una delle potenzialità più filosoficamente intriganti della tecnologia informatica sono i "sistemj di realtà virtuale", che rappresentano graficamente e oralmente ambienti, in cui gli individui possono proiettarsi ed interagire. Fra gli ambienti virtuali progettati dagli informatici, possono essere contemplati quelli che rappresentano situazioni di vita reali, volti ad addestrare i futuri professionisti di un determinato mestiere, come ad esempio i piloti. Altri ambienti, invece presentano caratteristiche radicalmente diverse dal mondo reale, come ad esempio i Giochi fantasy. Proprio per questo, gli etici, nel mondo attuale, hanno iniziato a occuparsi anche dei problemi posti dalla realtà virtuale. Le azioni nei sistemi virtuali, infatti, possono avere rpbuste conseguenze nel mondo reale( la violenza in un gioco fantasy può avere un impatto sul giocatore reale oppure il pilota che vola nel simulatore di volo può essere giudicato impreparato per il volo reale). Ecco che quindi sorge l'esigenza da parte degli eticisti, di studiare ed analizzare accuratamente il significato e la responsabilità sociale non solo delle nostre azioni

nel mondo reale, ma anche di quelle che compiamo, sempre più frequentemente, nel mondo digitale.