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Trilogia: Agamennone, Coefre, Eumenidi
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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È la terza tragedia di una trilogia: TRILOGIA ORESTEA , l’unica arrivata integrale. La trilogia racconta le vicende di Oreste, figlio di Agamennone. La trilogia Orestea è divisa in tre:
Oreste era stato spinto da Apollo per l’uccisione del padre, oltre che dalla vendetta. Oreste si reca a Delfi presso l’ ORACOLO e fa i suoi riti di purificazione. La vicenda si apre con l’oracolo che vede Oreste supplice: entra nel tempio e vede un uomo macchiato di colpa. Davanti a questo uomo ci sono una adorna di esseri addormentati, le ERINNI. Si presenta l’ombra di Clitennestra, che si rivolge alle Erinni e le risveglia affidando loro il compito di vendicare la sua morte e si scatenano contro Oreste. Oreste non sa più cosa fare e chiede aiuto ad Apollo. Passaggio da una GIUSTIZIA PRIVATA (vendetta) ad una GIUSTIZIA PUBBLICA (processo): il tema è quello della trasformazione del modo di fare giustizia attraverso un processo e un tribunale. È necessaria una nuova organizzazione siccome la giustizia clanica non riesce a risolvere il conflitto. Eschilo mira a mobilitare la funzione e il valore dell’Areopago, che ha assunto un significato nuovo. Eschilo ci trova alle estreme conseguenze di un sistema; ci mostra il punto di rottura, mostrandoci perché è necessario un cambiamento. Apollo invia Oreste ad ATENE , presso il tempio della dea Atena che forse potrà essergli d’aiuto. Oreste abbraccia la statua della dea Atena: si era messo sotto la protezione di Atena; non poteva essere aggredito perché sotto la sua protezione. PRIMO PRINCIPIO → CONTRADDITTORIO : le Erinni non parlano perché non possono farlo. Secondo o la regola ateniese chi parlava doveva giurare di dire la verità; diceva che era inutile ascoltare perché non era in grado di parlare seguendo le formule che garantiscono la correttezza. Perché non poteva giurare? Perché se nega che è stato lui ad uccidere la madre, ovviamente afferma il falso; se lo ammette, si dichiara colpevole. Per Atena si tratta di una contesa che sta sullo stesso piano, nessuno è legittimata maggiormente. Le Erinni concepiscono il fare giustizia come un loro compito che svolgono in autonomia. Fare giustizia è il compito di chi conosce i fatti e questi non sono passibili di diverse ricostruzioni. MODELLO ACCUSATORIO : due parti difronte ad un giudice terzo; modello del giusto processo e parità tra le parti. Dall’altra parte c’è un MODELLO INQUISITORIO : l’accusatore si fa anche giudice, le part non sono poste sullo stesso piano → la giustizia è PRIVATA. Questo rimarca Atena: lei dice che le cose non giuste non vincono con i giuramenti. Atena si rivolge ad Oreste, dicendogli che può parlare perché ha svolto i riti di espiazione e lui racconta la sua vicenda. Atena presiede il collegio giudicante: si pronuncerà sugli elementi che sono raccolte nella fase istruttoria dall’accusatore e dall’accusato. La dea Atena si pone come giudice in un processo presso il TRIBUNALE DELL’AREOPAGO , che vede le Erinni come accusatrici e Apollo come difensore. SECONDO PRINCIPIO → ISTITUZIONE DI UN GIUDICE E COLLEGIALE (12 giudici): confronto tra pari di fronte un giudice terzo e imparziale: si istituisce una COMUNITÀ POLITICA. TERZO PRINCIPIO → DISTINZIONE FRA ISTRUTTORIA E DIBATTIMENTO : le Erinni dicono di fare ciò che fanno perché è stato versato il sangue della madre, ma Oreste chiede perché loro non si sono scagliate sulla madre (le Erinni rispondono: perché lei non ha ucciso qualcuno del suo stesso sangue). La giustizia clanica come vendetta che segue la consanguineità; Oreste dice che sua madre non è del suo Eumenidi, Eschilo, Filosofia del diritto, S. Fuselli, a.a. 2022/