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faq diritto processuale penale universita unicusano
Tipologia: Esercizi
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Il sequestro probatorio
Generalmente il sequestro rappresenta l'atto attraverso cui l'autorità giudiziaria sottrae una cosa al soggetto che la detiene fine di vincolare la disponibilità per impedire la cosa sia dispersa, alterata, distrutta o utilizzata al fine di commettere illeciti penali. Questo che si distingue tra sequestro probatorio, conservativo e preventivo. In particolar modo il sequestro probatorio, disciplinato dall'articolo 253 cPP Esso si distingue dalle altre forme di sequestro con scopo cautelare per la finalità puramente processuale che non consente il suo utilizzo come fonte di acquisizione della notizia di crimine è necessario che sia configurabile un'ipotesi di reato ma non che vi siano indizi di colpevolezza a carico del soggetto esso è un mezzo di ricerca della prova punto presupposto del sequestro e l'astratta configurabilità del reato derivata da elementi processuali già acquisiti agli atti. È necessario dunque ai fini della legittimità l'organo giurisprudenziale accerti la configurabilità del reato in con la realtà processuale. A differenza degli altri sequestri non si richiede una specifica valutazione sull'esistenza di un effettivo pericolo derivante dalla Libera disponibilità della cosa in quanto la valutazione del giudice si concentra sulla rilevanza probatoria della cosa oggetto di sequestro. Altra differenza con gli altri sequestri sia in relazione ai soggetti legittimati a disporre la misura in quanto, il sequestro probatorio è adottabile, in generale, dall'autorità giudiziaria. Esso è un atto a disposizione del Pubblico Ministero che adotterà questo provvedimento indipendentemente da un controllo di tipo giurisdizionale.
La chiamata in correità
Essa sia quando un imputato rende Dichiarazioni a carico di altri coimputati ho a carico di uno più imputati connesso ho collegato a quello per il e si procede. La Corte europea ammesso che la collaborazione dei cosiddetti pentiti lo strumento molto importante nella lotta alla criminalità organizzata tuttavia il loro utilizzo deve essere valutato attentamente e avvalorate da ulteriori elementi in quanto tali dichiarazioni potrebbero essere il risultato di mistificazioni volte ottenere i benefici che la legge italiana accorda ai collaboratori di giustizia ho essere dichiarazioni volte tenere vendette personali. In primo luogo dunque va chiarito se il dichiarante è un soggetto credibile e questo si stabilisce in relazione alla sua personalità, alle condizioni socio-economiche virgola al suo passato virgola e hai rapporti con i chiamati in correità. In secondo luogo va verificata la consistenza delle dichiarazioni alla luce dei criteri della precisione, coerenza, costanza spontaneità. Infine si devono individuare i cosiddetti riscontri esterni. In caso che le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia siano parzialmente divergenti, per essere considerate utilizzabili, occorre che il nucleo centrale del racconto coincida senti elementi specifici mostri No una conoscenza privilegiata dell'accaduto. L'accusa del Correo deve essere di spessore eh di specificità tale da fornire un determinante apporto conoscitivo. È necessario che quanto detto oratori giustizia trascritto , entro 180 giorninel dal giorno in cui è stata manifestata la volontà di collaborare, verbale illustrativo pena del l'inutilizzabilità della confessione questo per garantire i contenuti della collaborazione.
La prova
nel linguaggio giuridico, è quel processo di fissazione del fatto quale accadimento storico dalla cui dimostrazione le parti antagoniste intendono trarre determinate conseguenze in ordine alla fondatezza della propria pretesa posta alla base delle rispettive domande o difese. Attraverso il processo si tende a verificare la fondatezza delle vicendevoli pretese, per questo la prova è il mezzo di indagine e di conoscenza che consente l'operazione di verifica e la formulazione del giudizio che definisce il conflitto. Tale nozione deve essere integrata con i principi dell'evidenza e della credibilità e anche della verosimiglianza in quanto, solo nel processo inquisitorio, sussiste la pretesa di trovare la verità. Il termine prova viene utilizzato in ampia accezione includendo: le dichiarazioni degli imputati, le testimonianze, i confronti, le ricognizioni, le perizie e i documenti, le ispezioni, gli esperimenti giudiziali, le perquisizioni, i sequestri, le intercettazioni. Si parla di diritto alla prova e di onere della prova garantiti non soltanto dal nostro ordinamento ma anche dalla convenzione Europea dei diritti dell'uomo che assicura all'accusato il tempo e le condizioni necessarie per preparare il processo, assicurando la parità delle Armi con il pubblico ministero. La possibilità di contestare le dichiarazioni e offrire la prova contraria evidenzia l'equilibrio tra le parti inteso come Diritto di "difendersi provando". il giudice è obbligato per questo a dilatare i tradizionali ambiti di ammissione della prova al fine di pervenire ad una decisione" al di là di ogni ragionevole dubbio." Egli ha la facoltà di rifiutare solo quelle prove che non siano manifestamente superflue e irrilevanti o che siano vietate dalla legge. Inoltre é la legge a stabilire i casi in cui le prove sono ammesse di ufficio. Si deve comunque tenere in considerazione il fondamento della presunzione di non colpevolezza e quindi un soggetto è definito colpevole quando vi sia un accettabile grado di certezza sulla sua responsabilità essendo egli stato posto in condizioni tali da prospettare validamente tutte le proprie ragioni fornendo i mezzi adatti a sostenerle. Le prove sono ammesse a richiesta di parte a condizione che ne facciano domanda. La formazione della prova, Dunque , spetta alle parti. Il procedimento di acquisizione della prova si snoda progressivamente attraverso le fasi della ricerca, ammissione e assunzione. In merito ai criteri di valutazione della prova il giudice deve valutare le prove secondo suo prudente apprezzamento legge disponga altrimenti articolo 116 codice procedura civile con obbligo motivare le scelte effettuate appena di nullità questo per circoscrivere la libertà interpretativa Del Giudice. Il giudice dunque deve prendere una decisione che sia musicamente motivata in riferimento a tutte le prove e che incarni una soluzione verosimile tendendo a ricostruire il fatto storico attraverso la logica. Tutto questo rispettando il principio del libero convincimento che tuttavia è vincolato al rispetto legali dei quali è tenuto a rendere conto nella motivazione che diviene mento di controllo della decisione. La prova è definita atipica se non è disciplinata dalla legge punto in questo caso il giudice può assumerla se essa risulta idonea ad assicurare l'accertamento dei fatti e non pregiudica la libertà morale della persona art 189 cpp. Per questo possiamo dire che il catalogo dei mezzi di prova non costituisce ho chiuso. Esistono anche le prove illecite ovvero le prove illegittimamente acquisite che non possono essere utilizzate come materiale decisorio in tutte le fasi del procedimento. La prova assume una funzione diversa a seconda della fase del procedimento in cui viene assunta:
-)I fatti semplici (o fatti secondari): che possono essere utilizzati per dimostrare l’esistenza di un fatto giuridico (si pensi ad es. all’alibi, che collocando il sospettato/imputato in un posto diverso al momento della commissione del reato, dimostra l’esistenza di un fatto giuridico impeditivo all’applicazione della norma penale). E’ possibile, inoltre, che i fatti semplici vengano utilizzati per confermare la validità di un altro mezzo di prova: si tratta dei c.d. risconti.
2)I fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.
3)Inoltre, se nel processo si è costituita la parte civile, sono oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato.
22 intercettazioni
Delle intercettazioni si occupano gli articolo 266-271 del c.p.p. Per definizione le intercettazioni sono quel mezzo di ricerca della prova in cui dei soggetti, esterni a una conversazione o a una comunicazione, ne intercettano il contenuto. Oggetto delle intercettazioni, secondo l'articolo 266 c.p.p. possono essere: 1)Le conversazioni fra presenti definite intercettazioni ambientali per le quali è previsto un controllo giurisdizionale preventivo e successivo. 2)Le comunicazioni fra assenti effettuate per mezzo del telefono e di qualsiasi altro mezzo di comunicazione anche alle intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche. La Corte Costituzionale precisato che il rilevamento mediante gps non si qualifica come una forma di intercettazione bensì come un’attività investigativa di competenza della polizia giudiziaria. Esistono due tipologie di limiti: -I limiti oggettivi: essi vengono indicati dall’articolo 266 del c.p.p. il quale stabilisce che le intercettazioni possono essere utilizzare solamente per determinati reati (per i delitti non colposi per i quali è prevista la pena all’ergastolo o comunque una pena massima superiore a 5 anni, per i delitti contro la P.A. per i quale è prevista una pena massima non inferiore a 5 anni; per i delitti concernenti sostanze stupefacenti ecc). -I limiti soggettivi: impediscono le intercettazioni contro determinati soggetti. Si pensi, come esempio, al divieto di intercettazioni nei confronti del Presidente della Repubblica L’articolo 267 del c.p.p. prevede che le intercettazioni debbano essere autorizzate necessariamente dal giudice delle indagini preliminari. Il P.M. può disporre ,in casi urgenti ,le intercettazioni senza attendere l’autorizzazione del giudice. Il decreto di autorizzazione adottato dal giudice prevede che: -Devono sussistere gravi indizi di reato -Le intercettazioni debbono risultare indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini.
L’articolo 268 del c.p.p. si occupa delle modalità di esecuzione delle intercettazioni disponendo che:
1)Le comunicazioni/conversazioni intercettate sono registrate e di esse deve essere redatto verbale. Nel verbale, oltre alla trascrizione integrale delle comunicazioni/conversazioni, deve essere riassunto il loro contenuto.
2)Le intercettazioni possono essere compiute solamente con impianti della procura della repubblica mentre le intercettazioni informatiche e telematiche possono essere effettuate tramite impianti privati.
I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero che provvede a depositarli presso la segreteria entro un termine di 5 giorni. I difensori hanno il diritto di esaminare gli atti relativi alle intercettazioni, chiedere l’estrazione di copie e segnalare intercettazioni inutilizzabili, fino a quando esse non vengono depositate dal P.M. presso la segreteria. Per quanto riguarda la documentazione delle intercettazioni: l’articolo 269 del c.p.p. dispone che i verbali, le registrazioni e in generale tutto il materiale connesso con le intercettazioni, deve essere conservato nel fascicolo del P.M. fin quando non è intervenuta sentenza irrevocabile. Le parti, tuttavia, potranno richiede anche prima della sentenza definitiva, la distruzione della documentazione raccolta.
L’articolo 270 del c.p.p. prevede che le intercettazioni non possano essere utilizzate in un procedimento diverso rispetto a quello in cui sono state acquisite. Una deroga a questo divieto è prevista quando l’intercettazione, assunta in un altro procedimento, è necessaria per accertare il reato contestato all’imputato (a patto che sia previsto l’arresto in flagranza). L’articolo 270 bis prevede il divieto di utilizzare le intercettazioni relative alle comunicazioni di servizio effettuate tra gli appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o tra i servizi di sicurezza. Lo scopo è chiaramente quello di proteggere la sicurezza della repubblica. In questo caso si applica la tipica disciplina prevista per il segreto di Stato: l’autorità giudiziaria che ritiene necessario utilizzare le informazioni, deve inviare richiesta al Presidente del Consiglio che deve rispondere entro 60 giorni, trascorsi i quali l’autorità pu utilizzare le relative informazioni
L'intercettazione è inutilizzabile: 1)Quando sia stata assunta al di fuori dei casi previsti dalla legge (ipotesi che ricorre nel caso di violazione dei limiti oggetti e soggettivi delle intercettazioni, di cui sopra).
2)Quando le intercettazioni si siano svolte senza seguire le formalità previste dagli articoli 267 e 268 del c.p.p.
3)Quando le intercettazioni siano state illegalmente assunte e in questo caso si procederà alla distruzione dei documenti che deve avvenire alla presenza delle parti.
L'ispezione
3)L’art 14 della Costituzione: proclama l’inviolabilità del domicilio. Esso tutela i cittadini dinanzi ad atti invasi dell’autorità giudiziaria o della pubblica sicurezza. L’ispezione è disciplinata dagli articoli 244-246 del c.p.p. Questo mezzo di prova viene disposto dall’autorità giudiziaria quando è necessario osservare una persona, un luogo o una
Ai sensi dell’articolo 252 del c.p.p. una volta identificata la cosa oggetto di perquisizione, essa verrà sequestrata e affidata in custodia alla cancelleria dell’organo giudiziario che ha autorizzato la perquisizione ovvero a un soggetto appositamente nominato. Se la perquisizione non è compiuta secondo le modalità previste dalla legge verrà dichiarata invalida tuttavia Rispetto la Corte Costituzionale, con una sentenza del 2001, ha precisato che le cose sottoposte a sequestro, nonostante l’invalidità della perquisizione, rimangono perfettamente utilizzabili come mezzi di prova. Una disciplina diversa, invece, si applica quando la legge prevede un divieto di perquisizione in tal caso le prove acquisite saranno inutilizzabili.
Procedimento cautelare
Il procedimento cautelare è quel procedimento per l'applicazione di misure cautelari concesse dal giudice. Le misure cautelari costituiscono dunque un sistema preventivo di strumenti incidenti sulla libertà personale e sulla proprietà, emesse dall'autorità giurisdizionale in presenza di un fumus di colpevolezza e per esigenze diverse tra di loro. L'argomento é stato affrontato anche a livello sovranazionale evidenziando che la durata della privazione della libertà, durante il processo, deve comunque essere valutata alla luce del principio della ragionevolezza. Esse Hanno la finalità di assicurare che il procedimento penale giunga a buon fine evutando di incorrere in determinati pericoli che possano turbare lo svolgimento del procedimento ed è per questo che sono previste le misure cautelari che sono provvedimenti provvisori, immediatamente esecutivi che tendono ad evitare: -Il rischio dispersione e inquinamento del materiale ivo è probatorio che potrebbero derivare dallo stato di libertà del soggetto opposto ad indagine. -IlPericolo per l'esecuzione della sentenza In quanto l'imputato può scappare prevista solo per pene superiori a 2 anni di reclusione. -Il pericolo che si aggravino le conseguenze del reato o che venga agevolata la commissione di ulteriori reati. L'articolo 272 codice Procedura Penale prevede le misure cautelari mentre articolo 273 stabilisce che non sì possono prevedere misure cautelari se non ci sono gravi indizi di colpevolezza ,cause di giustificazione o di non punibilità o di estinzione del reato. Quello che dunque richiesto non è il grado di certezza necessario per la condanna ma probabilità Dell attribuibilitá delle reato all'indagato. Il provvedimento cautelare inizia con un ricorso che deve essere depositato presso la cancelleria del giudice competente Si devono sempre indicare i presupposti del provvedimento e dunque la possibile verifica di un danno che può derivare all'attore a causa della durata del processo o la possibile esistenza del diritto che costituirà oggetto del processo e inoltre il tipo di tutela che si vorrebbe ottenere. Nonostante questo procedimento si basi su un istruttoria il giudice non potrà basarsi esclusivamente sulle affermazioni di chi ha fatto istanza ma sono necessarie le prove nelle forme il giudice ritiene più opportune. Il provvedimento cautelare si conclude con un provvedimento del giudice di accoglimento o di rigetto
L'istanza cautelare rigettata Non può essere riproposta salvo che il rigetto derivi da ragioni di incompetenza. C'è Inoltre da sottolineare l'ipotesi di contestazioni a catena che si hanno quando nei confronti di un imputato sono emesse ordinanze cautelari per fatti diversi in relazione ai quali esiste una connessione qualificata opera la retrodatazione prevista dall'articolo 297 anche rispetto ai fatti oggetto di un diverso procedimento se questi erano desumibili dagli atti prima del rinvio a giudizio per il fatto oggetto della prima ordinanza. Inoltre l'ordinanza che dispone una misura recidiva può essere impugnata solo tramite il procedimento per riesame esperibile solo dalla difesa e la decisione adottata dal Tribunale del riesame deve essere adeguatamente motivata.