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Farsi Capire - Annamaria Testa, Appunti di Comunicazione di Massa

Appunti del libro "farsi capire"

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 28/11/2020

gemma.cesarini1
gemma.cesarini1 🇮🇹

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LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE
“Farsi Capire”
CAPITOLO 1: LA COSA PIU SEMPLICE DEL MONDO
Riassumendo:
Qualsiasi organismo vivente interagendo con l’ambiente comunica. Definiamo comunicazione: lo
scambio di informazioni tra due o più entità che possono emettere e ricevere segnali: un processo
interattivo in cui c’è un meccanismo i feedback o retroazione.
Grazie all’acquisizione del linguaggio, gli esseri umani hanno sviluppato una coscienza di sé come
fonte di espressione. Questa si conferma nella relazione con un tu, nei cui confronti io può definirsi
per somiglianze e differenze, ed è un tratto caratteristico della comunicazione umana.
Definiamo Numerico o digitale il linguaggio verbale; analogico quello dei gesti. Il primo è formato
da entità discrete astratte e codificate. Il secondo è un continuum debolmente codificato. La
comunicazione analogica un ordine di complessità superiore a quello della comunicazione digitale e
la comprende.
Se leggiamo il nostro comunicare in termini sistemici possiamo individuare i vincoli da rispettare e
entro questi gli ambiti di libertà. Il primo vincolo è FISIOLOGICO: possiamo trasmetterci solo segnali
percepibili dai nostri organi di senso.
COGNITIVO: possiamo riconoscere come informazione, diversa da rumore, solo ciò che possiamo
concepire, se viene espresso in termini che comprendiamo.
AMBITO: non c’è comunicazione se non fra due entità. Persino parlare tra sé e sé implica la
distinzione tra due sé. La costruzione di un lettore modello fa parte delle strategie impiegate
dall’autore, per ricostruire la dualità indispensabile al comunicare.
Qualsiasi forma di comunicazione può essere concepita e recepita efficacemente nella misura in cui
ciascun soggetto la riconduce al modello-l’archetipo-della comunicazione interpersonale.
MODO: non c’è comunicazione senza interazione. La qualità della comunicazione dipende da quella
della interazione, che è retroattiva (feedback) e tesa a mantenere lo stato di equilibrio di ciascun
soggetto.
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LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE

“Farsi Capire”

CAPITOLO 1: LA COSA PIU SEMPLICE DEL MONDO

Riassumendo:

 Qualsiasi organismo vivente interagendo con l’ambiente comunica. Definiamo comunicazione: lo scambio di informazioni tra due o più entità che possono emettere e ricevere segnali: un processo interattivo in cui c’è un meccanismo i feedback o retroazione.

 Grazie all’acquisizione del linguaggio, gli esseri umani hanno sviluppato una coscienza di sé come fonte di espressione. Questa si conferma nella relazione con un tu, nei cui confronti io può definirsi per somiglianze e differenze, ed è un tratto caratteristico della comunicazione umana.

 Definiamo Numerico o digitale il linguaggio verbale; analogico quello dei gesti. Il primo è formato da entità discrete astratte e codificate. Il secondo è un continuum debolmente codificato. La comunicazione analogica un ordine di complessità superiore a quello della comunicazione digitale e la comprende.

 Se leggiamo il nostro comunicare in termini sistemici possiamo individuare i vincoli da rispettare e entro questi gli ambiti di libertà. Il primo vincolo è FISIOLOGICO: possiamo trasmetterci solo segnali percepibili dai nostri organi di senso.

 COGNITIVO: possiamo riconoscere come informazione, diversa da rumore, solo ciò che possiamo concepire, se viene espresso in termini che comprendiamo.

 AMBITO: non c’è comunicazione se non fra due entità. Persino parlare tra sé e sé implica la distinzione tra due sé. La costruzione di un lettore modello fa parte delle strategie impiegate dall’autore, per ricostruire la dualità indispensabile al comunicare.

Qualsiasi forma di comunicazione può essere concepita e recepita efficacemente nella misura in cui ciascun soggetto la riconduce al modello-l’archetipo-della comunicazione interpersonale.

 MODO: non c’è comunicazione senza interazione. La qualità della comunicazione dipende da quella della interazione, che è retroattiva (feedback) e tesa a mantenere lo stato di equilibrio di ciascun soggetto.

 Il processo di comunicazione si sviluppa entro una serie di vincoli. Perché la comunicazione sia efficace bisogna tenerne conto. I vincoli sono tutto.

 Essere flessibili nel comunicare significa usare tutte le possibilità esistenti all’interno di vincoli dati, inventando il sistema narrativo più adatto fra i sistemi narrativi possibili (un paradigma) a partire dalla formulazione di un processo narrativo (un sintagma).scegliendo un sistema narrativo l’autore esprime qualcosa di sé.

Nel comunicare la creatività è un fattore di successo, frutto di un atteggiamento mentale individuale che, entro certi limiti è possibile, è possibile coltivare e trasmettere.

 Anche le organizzazioni comunicano. Lo fanno in modo strutturato e progettuale: l’atto del comunicare è segmento per fasi e competenze. Alla fase dell’invenzione di un modo e di uno stile corrisponde necessariamente una funzione dedicata.

Sono i minori gradi di libertà possibili nello scegliere i contenuti da trasmettere e nel compiere le necessarie scelte di stile a caratterizzare il ruolo di chi comunica per le organizzazioni.

 Definiamo stile l’assieme dei tratti formali che caratterizzano il modo di esprimersi di una persona e con ulteriore estensione, il modo di comportarsi, o in genere di operare di comunicare. Forma e contenuto sono interdipendenti.

 Chiunque sia autore di un comportamento che comunica, è insieme a chi osserva e retroagisce coautore di un racconto. Per formulare da coautore un soddisfacente racconto di per sé è necessario mettersi d’accordo con gli altri coautori.

Prima di parlare bisogna ascoltare. Per riuscire a farsi capire è indispensabile prima capire.