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FAUST, PRIMA PARTE, ERSTER TEIL, Sintesi del corso di Letteratura Tedesca

Riassunto della prima parte del Faust.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 29/01/2022

Ilaria_Segatori
Ilaria_Segatori 🇮🇹

4.5

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FAUST
PROLOGO IN TEATRO
Scritta intorno al 1798 in seguito alla lettura della traduzione della ''Sakuntala'' di Kalidasa.
Personaggi → Direttore \ poeta di Teatro \ comico
Mettere in scena una rappresentazione. Breve apologia allegorica dell’opera stessa
contenente una dichiarazione di poetica fra le righe, da cercare fra le parole di tutti i
personaggi.
Direttore → invita il Poeta a dargli un copione che possa far affluire molte persone
allo spettacolo, vuole vedere la fiumana della folla far ressa alla (nostra) baracca e
farsi largo a gomitate, rompersi quasi il collo per un biglietto. Il Direttore si presenta
subito come disinteressato al valore artistico dell’opera, a discapito della qualità e
dei desideri del Poeta.
Il Poeta si oppone subito alle parole dell’impresario: non mi parlare di quella turba
variopinta alla vista della quale l’animo ci vien meno. Poeta disgustato dalla massa
che gli dà da mangiare, che vuole rifugiarsi in un angolo di cielo, lontano da tutti, a
fare la sua poesia.
Il Comico si scaglia contro i discorsi sui posteri del Poeta, garante del divertimento
e dell’ingenuità, dell’immediato piacere anche nel godimento artistico: posto ch’io mi
occupassi del mondo di poi, chi procurerebbe divertimenti a quelli del nostro tempo?
Il Comico prova a convincere il Poeta a lasciarsi andare all’ispirazione più pura ed
immediata e qui non possiamo non vedere una sottile autocritica dell’autore che
impiegò una vita intera a scrivere l’opera, rifiutando quell’istinto artistico che il
Comico difende.
Il Direttore tenta di sollevare il Poeta dall’impegno di un’opera troppo difficile, dalla
complessa organicità, che vi giova presentare un tutto ben composto? Il pubblico
sceglierà a caso qua e là.
- Critica al teatro contemporaneo;
- L'autore denuncia quelle rappresentazioni di grandi drammi tagliati ad arte per
poter mettere in scena solo le parti più famose così da non tediare il pubblico,
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FAUST

PROLOGO IN TEATRO Scritta intorno al 1798 in seguito alla lettura della traduzione della '' Sakuntala '' di Kalidasa. Personaggi → Direttore \ poeta di Teatro \ comico Mettere in scena una rappresentazione. Breve apologia allegorica dell’opera stessa contenente una dichiarazione di poetica fra le righe, da cercare fra le parole di tutti i personaggi. Direttore → invita il Poeta a dargli un copione che possa far affluire molte persone allo spettacolo, vuole vedere la fiumana della folla far ressa alla (nostra) baracca e farsi largo a gomitate, rompersi quasi il collo per un biglietto. Il Direttore si presenta subito come disinteressato al valore artistico dell’opera, a discapito della qualità e dei desideri del Poeta. Il Poeta si oppone subito alle parole dell’impresario: non mi parlare di quella turba variopinta alla vista della quale l’animo ci vien meno. Poeta disgustato dalla massa che gli dà da mangiare, che vuole rifugiarsi in un angolo di cielo, lontano da tutti, a fare la sua poesia. Il Comico si scaglia contro i discorsi sui posteri del Poeta , garante del divertimento e dell’ingenuità, dell’immediato piacere anche nel godimento artistico: posto ch’io mi occupassi del mondo di poi, chi procurerebbe divertimenti a quelli del nostro tempo? Il Comico prova a convincere il Poeta a lasciarsi andare all’ispirazione più pura ed immediata e qui non possiamo non vedere una sottile autocritica dell’autore che impiegò una vita intera a scrivere l’opera, rifiutando quell’istinto artistico che il Comico difende. Il Direttore tenta di sollevare il Poeta dall’impegno di un’opera troppo difficile, dalla complessa organicità, che vi giova presentare un tutto ben composto? Il pubblico sceglierà a caso qua e là.

  • Critica al teatro contemporaneo;
  • L'autore denuncia quelle rappresentazioni di grandi drammi tagliati ad arte per poter mettere in scena solo le parti più famose così da non tediare il pubblico,

A questi commenti il Poeta risponde indignato difendendo la propria arte e la propria indipendenza, ma qui viene colto in fallo dal Direttore. Perché si gloria di essere riuscito a riempire una sala? Le persone che attendono alla rappresentazione sono signore che espongono sé ed i loro vestiti, quegli spera in una partita a carte dopo il teatro e questi in una notte d’ardori fra le braccia d’una ragazza. Il Direttore dimostra come il successo del suo Poeta sia in realtà un insuccesso, come non sia la sua arte a contare qualcosa, ma il contesto sociale, fatto di persone rozze e disinteressate. Il Poeta risponde indignato lanciandosi in un’altra difesa della poesia alta che rende immortale chi la scrive e l’oggetto trattato. Il Comico , il quale gli suggerisce di prendere queste forze e trattare gli affari poetici così come si tratta un’avventura d’amore. Si preoccupa solo del divertimento e delle risate del pubblico, ha capito che per rendere la poesia e l’arte qualcosa di vivo è necessario che esse traggano materia e spinta dalla vita stessa, sua origine. Il Poeta è invece perso nelle sue riflessioni inconcludenti. (autocritica dell’autore) Discussione fra il Poeta ed il Comico sulla natura dell’ispirazione: il primo confonde il richiamo alla vita dell’altro con qualcosa di ormai lontano, la giovinezza, mentre il secondo gli fa notare come solo un uomo adulto o un vecchio possano trarre da quella vita che hanno realmente vissuto gli oggetti della loro arte. Direttore Che giova parlar a lungo dell’ispirazione! Essa non appare mai a chi indugia. [...] Adoperate la piccola e la grande luce del cielo e fate largo uso di stelle! [..] In questo piccolo teatro percorrete l’intero cerchio della creazione e muovetevi, con cauta rapidità, dal cielo, attraverso la terra, giù sino all’Inferno. PROLOGO IN CIELO Personaggi → Signore \ Mefistofele \ Arcangeli Gabriele, Michele, Raffaele Mefistofele parla con il Signore e si lamenta perché è stanco di vedere gli uomini che si affannano, e non ha più gusto nel dargli tormento. Il Signore gli chiede se conosce Faust ( Mente in tumulto, di sua follia conscio a metà [...] animo convulso ). Fanno una scommessa sul fatto che quest'ultimo, secondo Mefistofele , riuscirà a farsi trascinare sulla via sbagliata. Per il Signore invece gli uomini buoni sanno riconoscere qual è la giusta via, perciò, quando il diavolo fallirà nel suo intento, dovrà ammetterlo. Erra l'uomo finché cerca = errore per arrivare alla verità, Streben, propensione ad un obiettivo e azione per raggiungerlo.

Un vecchio contadino si appella a Faust chiamandolo ''Dottore'' e gli offre da bere da una brocca. Felice che si sia manifestato in un giorno felice, quando in passato fu molto d'aiuto nei giorni tristi (salvò i malati di peste con suo padre). Faust parla del padre, '' oscuro galantuomo '' (Goethe fa riferimento alle proprie esperienze di alchimista) che nella sua '' cucina nera '' = laboratorio, cercava di ricreare, mescolando l'ossido di mercurio e l'acido cloridrico a bagno maria, la pietra filosofale = '' Regina iridescente ''. Crearono sciroppi che in realtà fecero peggio della peste stessa, e Faust si sente in colpa per questo. Tema del doppio → ''dentro il cuore vivono due anime'' una attaccata al mondo e l'altra che da questo se ne va. Si avvicina loro un cane che sembra essere addomesticato. Faust percepisce la presenza in lui di uno spirito –MA→ Wagner lo persuade a pensare che si tratti di un semplice animale. STUDIO (1) Personaggi → Faust \ Wagner \ cane ⇒ Mefistofele Faust vorrebbe tradurre in tedesco l'Evangelo secondo giovanni → inizia con la parola ''logos'' , che rappresenta subito un ostacolo. Va per tentativi. Wort = parola, manca concettualità \ Sinn = pensiero, manca la spinta creatrice \ Kraft = azione, principio creatore solo da parte del soggetto \ Die Tat = azione, termine emblema del faustismo. Il cane disobbediente si alza e assume un carattere demoniaco ('' Occhi di fuoco, Zanne spaventose ''). Faust crede sia impossessato dagli spiriti del fuoco\acqua\aria\terra e li invoca affinché vengano fuori. Faust mostra al cane la croce con scritto INRI ⇒ si gonfia come se capisse ⇒ dalla nebbia dietro la stufa Mefistofele si manifesta in veste di clericus vagans ; si definisce come ''parte della forza negatrice che collabora alla positività'' \ '' spirito che dice sempre di no ''. Mefistofele vuole uscire dallo studio –MA→ una stella a cinque punte, dal disegno non esatto che gli aveva permesso di entrare, non gli permette invece di uscire. Regola per diavoli e spettri = devono uscire da dove sono entrati. Può anche fermarsi –MA→ a delle condizioni che spiegherà a Faust in seguito. STUDIO (2) Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Coro di Spiriti \ studente Mefistofele torna allo studio di Faust , che esprime disprezzo verso l'esistenza.

Gli Spiriti possono essere 1) Spiriti cattivi di mefistofele = lamento derisorio e ipocrita 2) Spiriti buoni 3) espressione di un ambiguo intervento del poeta. Invitano Faust ad agire e Mefistofele si offre di essere suo compagno. Faust sa che il diavolo vuole qualcosa in cambio ⇒ Mefistofele obbedirà a Faust sulla terra come Faust farà nell'aldilà; Faust non cede l'anima a Mefistofele –MA→ gliela cederà se il principio di quest'ultimo trionferà su quello di Faust. Mefistofele pretende una firma con il sangue su carta. Faust se ne va e Mefistofele indossa la toga → incontra uno studente che gli dice di essere lì per il conoscere il tanto venerato Faust. Viene interrogato da Mefistofele su quale tipo di facoltà voglia scegliere, consiglia Logica\metafisica\medicina –MA→ sconsiglia la Teologia, che porta alla via sbagliata. Faust e Mefistofele partono con il mantello per conoscere il piccolo e il grande mondo. LA TAVERNA DI AUERBACH A LIPSIA (Taverna in cui erano presenti affreschi databili al 1625 riguardo la leggenda di Faust) Personaggi → Mefistofe\ Faust \ gruppo di uomini Mefistofele e Faust arrivano alla taverna dove incontrano questo gruppo di uomini , che li riconoscono come forestieri e subito gli offrono da bere. Mefistofele si aggrega ai canti di questi uomini ma rivela la sua ''bestialità'' nel momento in cui fa diventare fuoco il vino, li catapulterà in mezzo alle vigne per poi farli tornare alla locanda. CUCINA DELLA STREGA 1788, villa borghese. Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Gatta Mammona* \ Gatto Mammone* \ strega

  • Scimmioni dalla lunga coda. Faust attende che gli venga preparata una ' sudicia broda ' per togliergli 30 anni. Mefistofele in alternativa gli dice, ironicamente, che può iniziare a zappare per mantenersi giovane. Mentre Mefistofele si intrattiene con i gatti mammoni , Faust sta guardando l'immagine divina che uno specchio gli ha rivelato → riferimento a Margherita o Elena; Mefistofele gli promette che ne troverà una così per lui.

LA CASA DELLA VICINA

Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Margherita \ Marta Mentre Marta riflette sul fatto che il marito l'abbia abbandonata, Margherita entra e le racconta la storia dei gioielli, dicendo di averne ricevuti altri. Marta le suggerisce di indossarli da lei. Mefistofele entra e racconta a Marta che il marito è morto, che la saluta ma che ha conosciuto un altro grande amore, e che il suo ultimo pensiero era riferito proprio all'averla abbandonata. Marta vuole un documento che attesti ciò, lui dice che porterà un testimone, Faust. Si danno appuntamento la sera stessa nel giardino di Marta. UNA STRADA Personaggi → Faust \ Mefistofele Mefistofele parla a Faust dell'appuntamento, dicendogli quale sarà il suo ruolo, cioè quello di testimone della morte del marito di Marta. GIARDINO (Una delle massime verità della poesia Goethiana) Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Margherita \ Marta Margherita crede che le attenzioni che Faust le dedica siano frutto della pura cortesia. Gli racconta la sua vita, fratello soldato, il padre è morto e lei si è occupata della sorellina perché la madre era KO, poi è morta anche la sorella. Margherita coglie una margherita e inizia a dire 'm'ama\non m'ama'; lei corre via e Faust la segue. Nel frattempo Mefistofele e Marta a braccetto parlano. UN CHIOSCO DA GIARDINO Personaggi → Margherita \ Faust \ Mefistofele Faust e Margherita si trovano in una casetta (?) quando vengono interrotti da Mefistofele che richiama il suo amico per andare. BOSCO E CAVERNA

1788 - 1790 Ambientazione che è stata cambiata da Goethe per tre volte. Personaggi → Faust \ Mefistofele [Monologo iniziale di Faust ] Attribuisce allo Spirito della terra la venuta di Mefistofele , per lui ora indispensabile. Mefistofele entra e disturba Faust ' Senza di me che vita avresti avuto? [...] ti ho guarito dalla tua immaginazione '. Gli rivela\conferma l'amore che Margherita prova nei suoi confronti. Invita Faust a recarsi nella sua stanza. LA STANZA DI GRETCHEN [Monologo iniziale di Margherita ] Dice di aver perso la sua pace a causa di Faust, poiché senza di lui ' è la morte ' \ ' Mente mia ti sei spezzata '. IL GIARDINO DI MARTA Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Margherita Margherita interroga Faust (che chiama Heinrich) sulla sua fede, quest'ultimo (Concezione di fede dello sturm und drang) le dice che, qualsiasi nome abbia, l'importante è il sentimento, in cui si trova la piena felicità. Margherita non accetta il suo 'non essere cristiano' e confessa il ' ribrezzo segreto ' che prova nei confronti di Mefistofele. ' Quando è qui, sento che il cuore mi si serra ' ' Quando c'è lui, non potrei mai pregare '. Faust procura a Margherita una boccetta per far addormentare sua madre così da potersi recare nella sua stanza. ALLA FONTANA Personaggi → Margherita \ Lieschen Lieschen parla (male) con Margherita di una donna rimasta incinta e quindi ora, a causa delle pubbliche annunciazioni delle ragazze madri nelle chiese, sarà emarginata in quanto considerata una poco di buono. Margherita riflette sul fatto che prima fosse lei a criticare, e ora è lei nel peccato. BASTIONE [Monologo di Margherita ] Margherita , triste e angosciata, si rivolge all'immagine della Madonna (' Mater dolorosa ') poiché, consapevole di essere caduta nell'errore della donna di cui parlava con Lieschen , invoca la sua capacità di salvarla da ' vergogna e morte '.

Secondo antiche credenze, che risalgono ai riti agricoli di primavera, nella notte di Santa Valpurga (tra il 30 aprile e il primo maggio) sul monte del Brocken, nello Harz, le forze occulte celebravano il sabba infernale. Mefistofele vi conduce Faust , condannato a morte per omicidio, per stordirlo e fargli dimenticare Margherita. Si fanno guidare da un fuoco fatuo. Faust si lascia guidare docilmente, guarda con interesse, partecipa alla festa ballando con una giovane strega nuda (che abbandona perché sputa un topo rosso). A dispetto di Mefistofele , può riconoscere Margherita nel fantasma di «una bella fanciulla, sola, pallida», con «gli occhi di una morta». Mefistofele per distrarlo gli dice che non deve guardarla perché si tratta di medusa, e lo conduce verso un teatrino all'aperto. IL SOGNO DELLA NOTTE DI VALPURGA Il Sogno, che ha per sottotitolo Nozze d'oro di Oberon e Titania. Intermezzo (Oberon e Titania sono il re e la regina degli elfi nel folclore celtico e nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare), è una composizione satirica scritta nel 1797. Nata dalle Xenie , brevi epigrammi in cui Goethe e Schiller mettevano alla berlina i loro nemici letterari, era originariamente destinata a una rivista pubblicata dai due poeti; ma fu poi ampliata e utilizzata per il Faust. Alcuni versi furono aggiunti nel 1828. Personaggi → figure tradizionali e allegorie da corteo mascherato, folletti, animali, caricature di contemporanei, le Xenie stesse. Recitano attori dilettanti, accompagnati da un'orchestra di «trombe di mosca e nasi di zanzara, raganelle tra foglie e grilli in steli». L'intermezzo ha una vaga attinenza con il sabba, perché isola, nella satira dei vizi, l'aspetto culturale, soprattutto letterario e filosofico. Il suo tono amabile e leggero è in stridente contrasto con l'atmosfera incandescente delle ultime scene. [le ultime tre scene erano in prosa, ma solo quella ambientata nel carcere venne traslata in versi] GIORNATA CUPA - CAMPAGNA Personaggi → Faust \ Mefistofele È passato molto tempo. Faust , ricercato dalla giustizia, ha seguito Mefistofele. Improvvisamente, non sappiamo in che modo, viene a sapere che Margherita , condannata a morte per infanticidio, attende l'esecuzione della sentenza. Ha avuto un figlio da lui, e l'ha ucciso per la disperazione e la vergogna. Faust ce l'ha a morte con Mefistofele per non avergli detto la verità riguardo Margherita e il fatto che stesse soffrendo in carcere, ma ciò che fa arrabbiare di più Faust è la frase 'non è la prima'. Gli dice di liberarla e che è tutta colpa sua –MA→ Mefistofele incolpa Faust per la condizione di Margherita. Mefistofele promette a Faust di aiutarlo a liberarla ' annebbiando il carceriere '.

NOTTE - APERTA CAMPAGNA

Personaggi → Faust \ Mefistofele Faust e Mefistofele vedono delle streghe compiere un rito, probabilmente stanno consacrando il patibolo sul quale sarà condannata Margherita. UN CARCERE Personaggi → Faust \ Mefistofele \ Margherita Nella notte che precede l'esecuzione, Faust entra nel carcere che rinchiude Margherita. La fanciulla, fuori di sé per l'angoscia, lo scambia per il boia. Poi le sembra di riconoscere la sua voce, e lo bacia; ma le sue labbra « sono fredde, sono mute ». Non vuole fuggire, perché tanto nessuno può salvarla. Faust vorrebbe trascinarla via con la forza, ma Margherita si ribella: « Lasciami! Non sopporto la violenza! ». Margherita afferra la mano di Faust e vede il sangue, lui le dice di dimenticare il passato. Margherita gli spiega poi la disposizione delle tombe (il posto migliore alla madre \ il fratello vicino alla madre \ lei da una parte con il figlio). La giovane ha una visione, come se il figlio fosse ancora vivo e dice a Faust di andarlo a salvare vicino al torrente. Mefistofele arriva ad annunciare che si è fatto giorno ed è ormai troppo tardi per scappare 'è condannata'. Una voce dall'alto dice ' è salva '. La prima parte della tragedia si conclude con Margherita che chiama Faust (Heinrich).