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Fedone documento filosofia, Dispense di Filosofia

Molto bello davvero Spero possa essere utile

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 11/03/2024

chiara-giordano-38
chiara-giordano-38 🇮🇹

2 documenti

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104 distruzione come una malattia, e che, passando la sua vita in mezzo alle tribolazioni, alla fine perisce in quella che noi chiamiamo morte. «E dicevi, infine, che non ha nessu- na importanza il fatto che essa sia entrata nel corpo una volta sola o molte, per tacitare il timore che nutre ciascuno di noi: infatti, chi non sa o non ha ragioni da addurre per dimo- strare che essa è immortale, deve nu- trire questo timore, a meno che egli non sia uno stolto. {E} «Sono queste, credo, o Cebete, le cose che tu dici; e di proposito io le ribadisco più volte, in modo che non ci sfugga nulla, e tu possa aggiungere o togliere qualcosa, se lo desideri». «Per ora - disse Cebete — non ho nulla da aggiungere e neppure da to- gliere. Questo è appunto ciò che io sostengo». Inadeguatezza dell'indagine dei filo- sofì naturalisti sulla natura” Socrate indugiò un pezzo, medi- tando tra sé, e poi disse: «Non è una questione da poco quella che poni, o Cebete: infatti essa richiede un esame generale intorno alla causa della gene- razione e della corruzione. [96.4] E, a questo proposito, se lo desideri, ti narrerò quali sono state le mie espe rienze. Poi, se qualcosa di quello che dico ti parrà che ti possa giovare, per rendere più persuasive le cose che dici, te ne gioverai». «Certo che lo desidero», Cebete. Disse, allora, Socrate: «Stammi dunque a sentire che te le narro. «To, 0 Cebete, da giovane nutrii un desiderio vivissimo di possedere quel- lascienza che chiamano “indagine sulla natura”. Infatti, mi sembrava una cosa straordinaria sapere quali sono le cau- se di ciascuna cosa, ossia sapere per- ché ciascuna cosa si genera, perché si corrompe e perché esiste. E molte volte [B] mi rivolsi da un capo all’altro disse Fedone, 95 D - 96 D nelle mie indagini, esaminando, in primo luogo, problemi di questo ge- nere: quando il caldo e il freddo en- tranoin decomposizione, allora, come dicono alcuni”, si formano gli esseri viventi? È il sangue I elemento, col quale pensiamo”, oppure l’aria” o il fuoco?! Oppure, non è nessuno di tutti questi elementi, maè il cervello!" che produce le sensazioni dell'udito, della vista e dell’olfatto, dalle quali si generano, poi, la memoria e l’opinio- ne, e clalla memoria e dall’opinione, una volta che abbiano acquistato sta- bilità, si genera la scienza? «Poi, al contrario, esaminai i pro- cessi di corruzione delle cose e i feno- meni del cielo {C) e della terra. procedendo di questo passo, finii coi convincermi che a tale ricerca io ero meno idoneo che a qualunque altra cosa! «Te ne darò ora una prova convin- cente. «Tutto quello che io sapevo con chiarezza, almeno come pareva a me e agli altri, allora, da questa ricerca mi si fece oscuro a tal punto che disimpa- rai perfino quello che prima ero con- vinto di sapere, sia riguardo a molte altre cose, sia riguardo alla ragione per cui l’uomo cresce. «Prima, infatti, mi pareva cosa evi- dente a chiunque che l’uomo cresce per effetto del mangiare e del bere. [DI Infatti, quando le carni che pro- vengono dal cibo vanno a riunirsi alle carni, e le ossa alle ossa, e così le altre parti, in base alla medesima regola, vanno a riunirsi alle parti che hanno la stessa loro natura; ebbene, allora cre- devo che, per questo, la mole del cor- po da poca diventasse molta, e che l’uomo da piccolo diventasse grande. «Così io, allora, credevo. Non ti sembra che credessi cose giuste?». «A me sì», rispose Cebete. «E rifletti ancora su questo. Io rite- nevo giusto pensare che quando un uomo, stando accanto ad uno piccolo,