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FILOLOGIA GERMANICA DH, Dispense di Filologia Germanica

Dispense/appunti dei due moduli di filologia germanica anno 2020/2021 delle prof. Cipolla e Cappellotto. Appunti completi integrati con slide

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 14/12/2020

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andr09 🇮🇹

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INTRODUZIONE ALLA FILOLOGIA GERMANICA, CAPPELLOTTO
All’interno della sfera DH, creata da Patrick Sahle, la filologia digitale si trova tra Literary Computing,
Computational linguistics, a cavallo tra gli studi letterari e la linguistica. Dall’incontro tra le humanities
classiche e l’informatica nascono nuove discipline.
Una volta si parlava di Humanities Computing.
FILOLOGIA: dal latino philologĭa, composto filo- (amore) e da logos (discorso); significa quindi ‘amore per la
dottrina e lo studio’ oppure ‘interesse per lo studio delle parole’.
Scienza che studia ed interpreta le testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto comuni origini nel
mondo antico e che tali origini riflettono nella loro successiva evoluzione (M.V. Molinari).
Testimonianze scritte: studia i documenti linguistici e letterari di una determinata lingua e cultura: es.
Filologia classica, romanza, slava, italiana, ugro-finnica, germanica. Nella filologia germanica si occupa
anche di altri materiali.
Carattere interdisciplinare: linguistica storica (evoluzione delle lingue) + archeologia + paleografia +
codicologia + studi letterari [nascita dei generi letterari] + critica testuale.
Critica testuale/ecdotica (ékdotos ‘edito’) mira alla ricostruzione di documenti letterari e alla loro corretta
interpretazione e comprensione. Si fa ciò attraverso l’edizione dei testi: to edit = to give/put out
(‘pubblicare, diffondere’ cfr. ted. herausgeben) fare un’edizione - rendere un testo accessibile.
L'EDIZIONE (SCIENTIFICA DIGITALE) DI TESTI MEDIEVALI (DI AREA GERMANICA)
Cos'è l'edizione scientifica digitale? Non è facile rispondere perché le DH sono ancora una "terra
incognita", in parte inesplorata. Cosa si intende per edizione scientifica?
in inglese traduce l'espressione "scholarly edition"
o prodotta da scholars (studiosi accademici) con criteri rigorosi, scientifici
o digitale: è soltanto il medium che va a definire [il fatto che si pubblica online e non su carta]
oppure ha un significato più profondo che ne determina le caratteristiche essenziali?
Il digitale ha una FUNZIONE TRASFORMATIVA, cambia qualcosa su:
Metodo di produrre l'edizione
Sul modo in cui questa edizione viene utilizzata e fruita: spesso si dice che le edizioni
digitali sono più da usare che da leggere, la lettura è una delle opzioni che offre, ma
viene più usata per studio.
Edizione scientifica: edizione di un testo del passato preparato e pubblicato secondo dei metodi scientifici
che sono rigorosi e documentati, tali per cui il lavoro dell'editore è verificabile dal lettore.
Se il lavoro è verificabile allora l'edizione è scientifica
Perché nella scienza vale il principio della riproducibilità di un "esperimento" alle stesse condizioni di
partenza. Nell'edizione si trova una giustificazione degli argomenti proposti dall'editore a supporto delle
sue scelte. Molto importante inserire le giustificazioni.
Si parte dal presupposto che i testi scritti nel passato sono stati trasmessi in maniera imperfetta. Non
abbiamo testi medievali originali: c’è sempre una distanza da riempire tra autore e copista.
ex. l'originale non ci è pervenuto e quindi abbiamo copie con errori.
ex. l'autore ha prodotto diversi originali che sono in conflitto.
ex. l'autore non ha mai completato il testo. A volte testi completati da altri.
ex. la cultura linguistica dell'autore è diversa da quella contemporanea: il lettore contemporaneo
intende "la lettera" ma non lo "spirito" con cui un testo è stato scritto.
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INTRODUZIONE ALLA FILOLOGIA GERMANICA, CAPPELLOTTO

All’interno della sfera DH, creata da Patrick Sahle, la filologia digitale si trova tra Literary Computing, Computational linguistics , a cavallo tra gli studi letterari e la linguistica. Dall’incontro tra le humanities classiche e l’informatica nascono nuove discipline. Una volta si parlava di Humanities Computing. FILOLOGIA: dal latino philologĭa , composto filo- (amore) e da logos (discorso); significa quindi ‘amore per la dottrina e lo studio’ oppure ‘interesse per lo studio delle parole’. Scienza che studia ed interpreta le testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto comuni origini nel mondo antico e che tali origini riflettono nella loro successiva evoluzione (M.V. Molinari). Testimonianze scritte : studia i documenti linguistici e letterari di una determinata lingua e cultura: es. Filologia classica, romanza, slava, italiana, ugro-finnica, germanica. Nella filologia germanica si occupa anche di altri materiali. Carattere interdisciplinare : linguistica storica (evoluzione delle lingue) + archeologia + paleografia + codicologia + studi letterari [nascita dei generi letterari] + critica testuale. Critica testuale/ecdotica ( ékdotos ‘edito’) mira alla ricostruzione di documenti letterari e alla loro corretta interpretazione e comprensione. Si fa ciò attraverso l’edizione dei testi: to edit = to give/put out (‘pubblicare, diffondere’ cfr. ted. herausgeben) fare un’edizione - rendere un testo accessibile. L'EDIZIONE (SCIENTIFICA DIGITALE) DI TESTI MEDIEVALI (DI AREA GERMANICA) Cos'è l'edizione scientifica digitale? Non è facile rispondere perché le DH sono ancora una "terra incognita", in parte inesplorata. Cosa si intende per edizione scientifica?

  • in inglese traduce l'espressione " scholarly edition " o prodotta da scholars (studiosi accademici) con criteri rigorosi, scientifici o digitale : è soltanto il medium che va a definire [il fatto che si pubblica online e non su carta] oppure ha un significato più profondo che ne determina le caratteristiche essenziali? Il digitale ha una FUNZIONE TRASFORMATIVA, cambia qualcosa su: ▪ Metodo di produrre l'edizione ▪ Sul modo in cui questa edizione viene utilizzata e fruita: spesso si dice che le edizioni digitali sono più da usare che da leggere, la lettura è una delle opzioni che offre, ma viene più usata per studio. Edizione scientifica : edizione di un testo del passato preparato e pubblicato secondo dei metodi scientifici che sono rigorosi e documentati , tali per cui il lavoro dell'editore è verificabile dal lettore. Se il lavoro è verificabile allora l'edizione è scientifica Perché nella scienza vale il principio della riproducibilità di un "esperimento" alle stesse condizioni di partenza. Nell'edizione si trova una giustificazione degli argomenti proposti dall'editore a supporto delle sue scelte. Molto importante inserire le giustificazioni. Si parte dal presupposto che i testi scritti nel passato sono stati trasmessi in maniera imperfetta. Non abbiamo testi medievali originali: c’è sempre una distanza da riempire tra autore e copista.
    • ex. l'originale non ci è pervenuto e quindi abbiamo copie con errori.
    • ex. l'autore ha prodotto diversi originali che sono in conflitto.
    • ex. l'autore non ha mai completato il testo. A volte testi completati da altri.
    • ex. la cultura linguistica dell'autore è diversa da quella contemporanea: il lettore contemporaneo intende "la lettera" ma non lo "spirito" con cui un testo è stato scritto.

Thomas Bein, Germanistische Mediävistik : la filologia è intesa come una disciplina scientifica e anche gli approcci verso il testo devono essere scientificamente fondati. “Se si mette da parte tutto lo sfarzo e lo spettacolo, la scienza non è altro che una specifica disciplina metodica del buon senso con l'obiettivo di produrre affermazioni che abbiano la massima verificabilità e portata possibili. “ Che cosa si intende, nell'ambito della filologia medievale, con scienza e scientificità? che cosa si intende per metodo? Che cosa sono le interpretazioni? methodisch – überprüfbar – diszipliniert La disciplina segue un metodo : ci si deve muovere in maniera metodica, attraverso modelli conoscitivi che possano essere descritti. Ci si basa sul metodo filologico che è fondato. Le affermazioni scientifiche devono poter essere testate, significa che la conoscenza non si basa su considerazioni personali, ma ogni partecipante al discorso scientifico deve essere messo in grado di comprendere le motivazioni su cui si basa un'affermazione scientifica e anche di provarla:

  • ex. Nella scienza non si pubblicano soltanto i risultati di un esperimento, ma si dà conto anche di tutte le condizioni per l'esperimento e del modello sperimentale, così che l'esperimento possa essere riproducibile. Nelle humanities dovrebbe trattarsi dello stesso principio
  • Se uno afferma: l'Armer Heinrich è stato scritto intorno al 1180 come reazione a delle norme matrimoniali molto rigoriste, qui io devo giustificare la mia affermazione per lo meno attraverso il riferimento alle fonti e a altra letteratura scientifica che contribuisce a supportare la mia affermazione. Solo così la mia affermazione può andare oltre la soggettività, solo così gli altri la possono comprendere, e solo così si apre la possibilità di confutare queste affermazioni. Questo fa la differenza tra scienza vs non- scienza. In tutti i casi esposti il filologo o critico testuale o editore scientifico deve:
  • Scegliere quale sia la versione più corretta o più adeguata per il lettore fra tutte quelle disponibili o ricostruibili. Che cosa vuol dire "corretto" o "adeguato"? o Una volta che lo studioso ha fatto delle scelte ne deve rendere conto, all'interno dell'edizione, nella cosiddetta "nota al testo" (descrizione tradizione, esiti confronto testimoni, ipotesi su storia testo) e eventualmente nell'apparato critico. o Queste operazioni sono il risultato di un'operazione metodologica millenaria che inizia con Aristarco di Samotracia (220- 143 a.C.), bibliotecario e filologo della biblioteca di Alessandria o Studiò diverse copie dei poemi omerici per stabilire quale fosse la versione più corretta o Aristarco leggeva e annotava i poemi omerici su rotoli di papiro (dal III-IV secolo d.C.) Invenzione della stampa XV secolo non ha cambiato il formato libro, ne ha mutato le tecniche di produzione e la sua fruizione. Per la stampa industriale (XVIII-XIX) avviene lo stesso. Tutte innovazioni tecnologiche hanno rappresentato un momento di svolta per la pratica filologica. Quando un testo viene trasferito da un supporto all'altro, da un medium a un altro medium e quando si verifica un cambiamento sostanziale nel modo di produrre un testo, allora gli studiosi si interrogano sulla natura di tali cambiamenti rispetto alla loro comprensione del testo stesso e sulle conseguenze che questo ha nella pratica editoriale.
  1. Manipolazione di grandi quantità di dati [in rete ci sono molti più dati]
  2. Collazione automatica e metodo cladistico per la produzione dello stemma [cladogramma è un’evoluzione dello stemma codicum]
  3. Standard di codifica dei testi e dei metadati
  4. Edizioni sociali [le edizioni social , usano il modo di lavorare dei social media e le applicano alle edizioni, in modo che tutti possano contribuire]. Tutti questi cambiamenti hanno conseguenze sul modo in cui le edizioni vengono proposte ai lettori. Questi cambiamenti hanno un impatto sul filologo-editore stesso:
  • sulle competenze che deve possedere
  • sul modo in cui queste competenze vengono acquisite
  • sulle teorie che stanno alla base del metodo filologico (ex. quella testuale) Più in dettaglio: 1. INDIVIDUAZIONE DELLE FONTI : negli ultimi anni le cose sono cambiate radicalmente. Cambia il metodo con cui il filologo prende i dati:
  • Ricerca e reperimento dei dati grazie ai motori di ricerca.
  • Messa in linea di grandi quantità di dati e di interi cataloghi di biblioteche
  • Catalogazione di fondi non ancora noti
  • Iniziative di grandi biblioteche nazionali, archivi, musei (GLAM, Galleries, Libraries, archives, museums) istituzioni che contengono il nostro patrimonio culturale. Ci sono state grandissimi sforzi di digitalizzazione dei fondi manoscritto o degli oggetti conservati.
  • eCodices (Svizzera)
  • HSC – Handschriftencensus [progetto che riguarda i mss. tedeschi, database molto importante] non fornisce la digitalizzazione dei mss., ma qualora ci fossero digitalizzazioni rimanda a link esterni. Il proliferare di fonti online digitalizzate ha portato all'individuazione di nuove fonti manoscritte e a stampa, che a sua volta ha condotto gli studiosi a creare nuove edizioni. Nuove digitalizzazioni hanno permesso delle ricerche più profonde, grazie al patrimonio è più accessibile e fruibile dalla comunità scientifica. 2. IMMAGINI DIGITALI: Fondamentali per le DH. Fotografia digitale una di quelle innovazioni capaci di definire un'epoca. Ha avuto un impatto rilevante nella pratica filologica:
  • Immagini ad alta qualità prodotte a costi ridotti [nel passato erano molto costose]
  • "legge concorrenza" (4 agosto 2017) = libera riproduzione ad uso personale di beni librari e archivistici
  • A volte immagini migliori degli originali stessi per essere studiati: tecniche di restauro virtuale per rivelare la scrittura di oggetti illeggibili ad occhio nudo. Spesso i mss. sono notevolmente danneggiati e con le fotografie digitali è possibile un ‘restauro’ del ms. con specifiche tecniche si riesce anche a vedere la stratificazione della scrittura sulla pagina (palinsesti).
  • Da questi approcci sono nate proprio delle nuove discipline:
  • Paleografia digitale
  • Codicologia digitale
  • OCR e HTR = software di riconoscimento automatico della scrittura Le critiche non mancano: si pensa che la rigidità e la fissità dell'immagine fotografica non renda giustizia all'oggetto libro. Esistono anche restauri 3D di mss.

Un grande progetto, DigiPal : DigiPal is a new resource for the study of medieval handwriting, particularly that produced in England during the years 1000– 1100, the time of Æthelred, Cnut and William the Conqueror. It is designed to allow you to see samples of handwriting from the period and to compare them with each other quickly and easily. Permette anche si confrontare le varie scritture, anche le differenze di scritture dalla stessa mano su diversi mss. DIGIPAL / Digital resource and database of palaeography, manuscripts and diplomatic) considera la scrittura inglese dell’XI secolo d.C. integrando cataloghi digitali, descrizioni della scrittura e immagini di documenti e delle loro forme delle lettere. ▪ Per fare questo, però, si è anche posto domande fondamentali su ciò che è la scrittura e su come descriverla ▪ Software open-source ▪ In uso per studiare l’alfabeto latino, greco ed ebraico ▪ Applicato a iscrizioni su pietra, monete, manoscritti e alla decorazione di manoscritti dei periodi antico, medievale e moderno ▪ Più di 900 immagini di scrittura medievale contrassegnate da oltre 60 000 immagini di lettere con annotazioni ▪ Metodi di paleografia quantitativa e digitale difficili da mettere in pratica fino ad ora o Portano a nuovi modi di studiare la scrittura e descrivere la scrittura o Si sono già dimostrati molto efficaci e che hanno influenzato il lavoro non solo nella storia, nella letteratura e nella paleografia ma anche in aree di informatica. La prima a parlare di paleografia digitale è una studiosa italiana, Ciula, già agli inizi del 2000. All’inizio queste nuove discipline erano viste come un modo per rovinare le discipline tradizionali: c’è molto scetticissimo all’interno della comunità scientifica. Padre Busa: Indice Tomistico, con le carte perforate. Codicologia e DH: studio degli aspetti materiali dell’oggetto libro. Le DH hanno dato importanti risultati allo studio dei fascicoli del libro manoscritto. Libro medievale è un'unità costituita da una serie di unità più piccole assemblate in successione. L'unità minima del codice NON è la pagina ma il fascicolo. Il fascicolo consiste di più fogli incorporati gli uni negli altri, di norma a due a due perché provenienti dalla piegatura di un foglio in due. Questo tipo di assemblamento prende il nome di Collatio Formulas. Termine collazione che può essere frainteso. Collazione intende anche la fascicolazione di un ms. Molto spesso delle pagine o dei fascicoli venivano tolti, rimossi. Ciò può portare a capire il motivo di lacune all’interno dell’opera, oppure motivo per cui ci sono opere diverse nello stesso ms. Software per visualizzare le collazioni dei vari mss. VisColl:

  • VisColl è un Sistema per la creazione di modelli di collazione di manoscritti e per visualizzarli.
  • Il fulcro di VisColl è un data model, che definisce la struttura di singoli manoscritti e che può essere costruito e visualizzato con strumenti diversi.
  • Si basa su un file TEI, in XML, e su un modello TEI per descrivere la collazione dei manoscritti
  • Permette di rappresentare in modo univoco ciò che prima era visualizzato in modi diversi. 3. TRASCRIZIONE DELLE FONTI Disponibilità delle riproduzioni facsimilari delle fonti ha stimolato la produzione di trascrizioni e la loro messa in linea. In passato il filologo copiava il ms. avendolo sott’occhio. Con la disponibilità di molti mss. in facsimile ha portato i filologi a fare nuove edizioni, più trascrizioni.

▪ Definire le istanze che popolano i dataset in maniera omogenea. L’iniziativa è stata lanciata nel 2009 da Tim Berners Lee , uno dei padri del World Wide Web, con l’obiettivo di passare dal “web dei documenti” al “web dei dati”[web 2.0] e oggi è sviluppata in numerosi progetti nazionali e internazionali d’avanguardia. Vantaggi: ▪ Interoperabilità ▪ Riduzione della duplicazione delle informazioni ▪ Maggiore evidenza ▪ Autorevolezza ▪ Nuovo pubblico ▪ Migliore esperienza per gli utenti ▪ Uso efficiente delle risorse

5. COLLAZIONE AUTOMATICA E METODO CLADISTICO Collazione: operazione di comparazione tra testimoni, parte della recensio. Fondamentale per la filologia per ricostruire il testo secondo la volontà dell’autore. La collazione sembra essere settore ideale in cui usare il computer per la presunta sistematicità e presunta meccanicità operazioni facilmente demandabili al calcolatore. Ma ciò non è vero! Perché è un processo complesso che richiede applicazione costante del giudizio del filologo, per controllare che l’operazione è stata svolta in maniera soddisfacente. - Solo recentemente si sono prodotti strumenti davvero utilizzabili dagli studiosi ( Juxta e Collatex , due software che sono utilizzati per la collazione automatica). - Collazione automatica utile quando associata a sistemi in grado di produrre automaticamente uno stemma codicum (albero genealogico di un testo nella tradizione manoscritta) - Sono stati sviluppati degli algoritmi che formano da soli uno stemma codicum. Questi sistemi si servono di algoritmi utilizzati per le discipline biologiche, in particolare algoritmi che analizzano le mutazioni genetiche del DNA. Non sono sistemi facili da utilizzare. - Si basa sul fatto che la maniera in cui muta il DNA passando da un individuo all'altro assomiglia al modo in cui si producono varianti ed errori di copia nella trasmissione testuale. - Metodo applicato per la prima volta da Peter Robinson per l'edizione dei Canterbury Tales. COLLAZIONE Il termine (lat. COLLATIO ‘confronto’) indica l’atto di confrontare ogni testimone alla base testuale scelta allo scopo: è la fase elementare e analitica della recensio , e quella destinata a mettere in evidenza le innovazioni condivise da due o più testimoni, e isolare per converso le lectiones singulares che rappresentano deviazioni del singolo codice. RECENSIO : insieme di operazioni per reperire ed esaminare tutti i testimoni di un particolare testo; include le operazioni di collazione e di produzione dello stemma codicum. CLADISTICA Metodo di classificazione dei testimoni derivato dalla biologia evolutiva. È usato per ricostruire le dinamiche di innovazione per progressiva differenziazione del patrimonio genetico. Mediante l’utilizzo di apposito software, questo metodo raggruppa in modo statistico i testimoni accomunati dal maggior numero di coincidenze: Ne risultano grafi non orientati detti cladogrammi, che occorre poi orientare per formulare ipotesi sullo stato di partenza del testo. In ambito italiano, la c. è stata impiegata per alcune opere di Dante e per cantori trecenteschi.

STEMMA CODICUM

Costruito dal basso, è l’albero genealogico che illustra le relazioni fra le testimonianze pervenute. Elaborato al termine della recensio , lo s. deve costituire l’ipotesi più economica per giustificare la distribuzione di lezioni caratteristiche fra le varie testimonianze. Al vertice dello s. deve trovarsi l’archetipo , portatore di errori comuni all’intera tradizione (salvo che alcune testimonianze li abbiano congetturalmente corretti o alterati); di conseguenza, nessuno s. c. può essere tracciato in mancanza di una rigorosa dimostrazione dell’esistenza di un archetipo.

6. STANDARD DI CODIFICA DEI TESTI E DEI METADATI Divisione in capitoli, paragrafi, riconoscimento citazioni, descrizione fenomeni documentari come correzioni, rasure, annotazioni siano rappresentati grazie a metaannotazioni che utilizzano uno standard internazionale: - TEI (Text Encoding Initiative ): vocabolario espresso nel linguaggio di marcatura che è XML. Fin dalla prima versione utilizzabile 1993 la comunità ha usato il sistema della codifica dei testi per vari obiettivi di ricerca, fra cui hanno un ruolo importante le EDS. TEI è importante per la comunità scientifica internazionale, metodologia, obiettivi di ricerca, dibattito intellettuale. Essendo internazionale supera la nazionalità delle filologie. Standard di metadati espressi attraverso il linguaggio di marcatura XML. Questi standard rendono possibile la creazione di cataloghi globali, corpora testuali, etc. Rendono inoltre possibile, grazie alla creazione di una comunità fortemente internazionale, il superamento dell'idea di filologia come scuola nazionale. 7. EDIZIONI SOCIALI E COLLABORATIVE Fanno proprie delle dinamiche che sono tipiche dei social media e li importano nel dominio della filologia, delle edizioni scientifiche digitali. Utilizzano mezzi propri dei social network, ossia fanno appello agli utenti di Internet per raggiungere i propri obiettivi accademici Sono "imprese editoriali" che utilizzano il cd. crowdsourcing per compiti come trascrizione, aggiunta metadati, correzione OCR etc. fino alla pratica ecdotica. Esempio: Devonshire Manuscript (ed. curata da Ray Siemens) progetto che è stato molto criticato. - Canzoniere del Rinascimento inglese, la cui edizione è pubblicata su una piattaforma tipo Wikipedia. Il progetto ha suscitato polemiche e critiche (es. Peter Robinson) - Il pubblico può davvero contribuire all'edizione? Qual è allora il ruolo del filologo? - Il filologo non è più una figura autorevole. È più un facilitatore , che si pone come un intermediario tra la fonte documentaria e il lettore - Le edizioni sociali rispondono alla necessità di allargare l'audience delle edizioni scientifiche (create fino a poco tempo fa per un pubblico di nicchia) - Critiche: messa in discussione dell'apporto critico-ecdotico e pericolo di un approccio antiscientifico. Più l’edizione perde di materialità più è in grado di valorizzare la qualità materiale del testo.

  • sono il risultato di innovazioni, modificazioni, revisioni, adattamenti a un nuovo modo di pensare o di essere del poeta o del copista + altre istanze che hanno un ruolo fondamentale nella trasmissione testuale (nazionali, economiche, religiose, sociali, politiche, culturali).
  • Era consuetudine che colui che lo copiava cambiasse delle parti, togliesse o aggiungesse delle parti.
  • Queste modifiche rispecchiano l’epoca, il momento storico politico del luogo in cui è stato copiato.
  • Per quanto riguarda testi pagani, essi venivano modificati per adattarli al cristianesimo, al medioevo, al messaggio che si voleva far passare. Il testo muta quando passa da codice a codice , cioè quando cambia il suo veicolo di trasmissione. L'individualità del codice modifica la caratterizzazione iniziale del testo / THE MEDIUM IS THE MESSAGE [il cambiamento del mezzo cambia anche il messaggio, nelle sue strutture e nell'aspetto esteriore. Ogni codice preserva un testo in modo peculiare e il testo si configura in modo singolare e caratteristico in rapporto al codice che lo preserva. Simbiosi tra testo/codice di enorme rilevanza per la critica della tradizione ai testi, tanto più se si è difronte ad un brano con testimone unico. Quando si studia un testo che ha avuto un lungo periodo di gestazione davanti a sé l'unico mezzo per poterne tracciare la storia è un'indagine che includa il codice & il testo come si trova pagina dopo pagina. In questo modo si possono ricostruire le vicende testuali, le modalità di propagazione testuale mediante il codice, dalla più antica redazione accertabile fino alla sua forma finale. Quando si ha un testo che è testimoniato da molti mss. ne ricostruiamo la storia sulla base di un confronto, su più dati. Nel caso del manoscritto a testimone unico bisogna studiare attentamente anche il codice che lo riporta. IMPLICAZIONE METODOLOGICA : Per utilizzare tutte le informazioni che un testo conserva bisogna rispondere alla domanda sulle circostanze e modalità caratteristiche della sua produzione e della sua trasmissione. Questo deve avvenire PRIMA che si cominci a elaborare l'informazione che il testo contiene. Perché?
  • Se si estrae il testo dal codice, esso è privato del suo contesto.
  • Se ci si concentra sull'aspetto fisico del codice, allora il pericolo è che venga trattato in isolamento dal testo. Occorre quindi perseguire l'idea di una codicologia in its full colours , ossia la storia delle vicende di un testo in quanto preservato da un codice. IDENTIFICAZIONE DELLA TRADIZIONE MANOSCRITTA Un testo può essere preservato in uno o più codici. Si deve identificare in via preliminare l'intera tradizione.
  • TRADIZIONE DIRETTA : complesso delle testimonianze di un'opera pervenutaci attraverso uno più manoscritti o edizioni a stampa ▪ codex unicus ▪ codices plurimi
  • TRADIZIONE INDIRETTA : se è preservato mediante citazioni, notizie, traduzioni, riferimenti in via quindi mediata. Esistono dei casi in cui un testo è testimoniato sia direttamente che indirettamente. Tradizione diretta : testo conservato integralmente o meno da uno più codici oppure da edizioni a stampa, per via diretta. In questo caso la storia delle sue vicende è ricostruita indagando al tempo stesso il codice e il testo come si trova pagina dopo pagina.

Tradizione indiretta : testo conservato per via mediata , di seconda mano, attraverso le testimonianze di altri autori oppure mediante semplici riferimenti o notizie. Pur essendo indiretta non significa che è meno importante. In questo caso la conoscenza del testo è subordinata a questi documenti e dipende dall'uso che altri autori ne fanno o dal verificarsi di altre condizioni:

  • Il testo è stato trasferito in una lingua diversa dall'originale (traduzioni estremamente importanti a partire da Wulfila)
  • L'esposizione in forma di epitome (= riassunto) etc. In questi casi tutte queste testimonianze hanno la loro propria tradizione manoscritta diretta, ma possono essere a volte fondamentali per la ricostruzione di un testo. UNA PARENTESI SULLA TRADUZIONE : Traduzioni medievali = mezzo per la ricostruzione e l'interpretazione della realtà culturale a cui appartengono e di cui sono espressione. Es. testi antichi tradotti in altro tedesco antico, mondo prevalentemente cristiano, quando venivano tradotti, venivano puliti dalle discrepanze con la religione cristiana, modificate in vere e proprie moralizzazioni. Le traduzioni sono importanti ai fini del recupero storico del testo, permettono il reperimento di fonti altrimenti sconosciute, o di testi perduti nella tradizione diretta, o di lezioni non ricostruibili da testimoni diretti. Possono permettere di ricostruire delle lezioni che non possono essere ricostruite solo tramite la tradizione diretta. Confronto testi latini con le loro interpretazioni/traduzioni medievali germaniche serve a individuare una serie di elementi utili e indispensabili per conoscere le modalità di trasmissione delle fonti latine e delle loro versioni vernacolari. Per questo motivo ha un’importante funzione la tradizione indiretta , espressa in particolare nelle traduzioni, tanto più significativa quanto più complessa è la tradizione diretta. Ex. versione norvegese della Chanson de Roland: Karlamagnús saga → nella tradizione della chanson francese occupa una posizione di rilievo (funzione intermedia tra le testimonianze)
  • Si vede anche apporto di aree come anglosassone e norrena → movimento della tradizione nell'Alto Medioevo (dall'Italia all'Inghilterra ags con i missionari di Gregorio il Grande, il monaco Agostino e i suoi, da lì fin dalla seconda metà dell'VIII sec. verso la Germania con Bonifacio e i suoi).
  • In età carolingia vengono copiati un gran numero di mss. in tutto l'impero di Carlo in Francia e Germania, negli scriptoria di conventi e cattedrali. CENTRO VS PERIFERIA La tradizione indiretta fornita dagli interpretamenta e dalle traduzioni eseguiti nelle due aree laterali o periferiche può essere di grande importanza per la ricostruzione degli originali latini. Probabile che esemplari antichi passati presto in Inghilterra siano immuni dalle corruttele dovute alle riscritture normalizzatrici dell'età carolingia e post-carolingia. Confronto tra testimoni diretti e indiretti provenienti dal centro e dalle periferie: può produrre risultati molto interessanti. Ricognizione sistematica delle tradizioni indirette di aree periferiche può servire a garantire il recupero di testi perduti e di lezioni genuine, non corrotte. CODEX UNICUS, CODICES PLURIMI Un testo può essere conservato in uno o più codici. Opera in un solo manoscritto è trasmessa in codex unicus : il manoscritto in cui è conservato è l'unico superstite di una tradizione probabilmente più ampia che non è giunta a noi.

LA RICOSTRUZIONE DELLE VICENDE DELLA TRADIZIONE

ESAME DELLA TRADIZIONE :

Domanda principale: di fronte a una tradizione multipla qual è il testo che verosimilmente conserva la versione più attendibile e sicura? Gli studiosi nel corso del tempo hanno risposto di volta in volta in modo diverso. Metodo più seguito è quello ricostruttivo o GENEALOGICO o metodo del Lachmann, poi corretto, innovato e ridefinito da Giorgio Pasquali sin dal 1934. Il metodo genealogico si fonda sul presupposto che la ricostruzione delle varie fasi dell'evoluzione di un testo è ottenibile identificando tutte le variazioni o deformazioni trasmesse in comune dai testimoni esistenti.

  • Non solo gli errori meramente testuali (errori comuni). Anche quelli prodotti dagli amanuensi.
  • Quelle subite dai codici per motivi esterni o meccanici (es. Perdita di fogli o di parti di fogli, smembramento e dispersione fascicoli, etc.)
  1. Operazione di mero confronto o comparazione fra le varianti testuali pervenute nei codici (collatio codicum)
  2. Valutazione critica delle innovazioni comuni per individuare gli errori che servono a costituire il canone o la genealogia del testo Quindi mentre nella prima operazione viene identificato " the whole physical setting of the text ", nella seconda è necessario studiare il testo nei suoi rapporti con tutti i suoi codici. LE OPERAZIONI DELLA COLLATIO Trascrizione di uno dei codici →si definisce "testo di collazione" e confronto scrupoloso con gli altri testimoni. In genere si trascrive il codice più completo.
  1. Trascrizione del testo di collazione è una specie di fotografia
  • Bisogna trascriverlo, rilevarlo e riprodurlo integralmente, fotografare il testo
  • Riprodurre tutte le sue caratteristiche e peculiarità – cancellature, annotazioni, rasure, correzioni…
  1. Momento del confronto tra il testo di collazione e gli altri testimoni
  • Si registrano tutte le varianti che intercorrono tra i codici (non importa di che natura esse siano)
  • Anche in questo caso si tratta di una semplice registrazione di dati, di annotazione imparziale di ciò che non è trasmesso in comune.
  • Anche le corruttele, le lacune, le interpolazioni devono essere registrate per intero perché forniscono dei dati importantissimi per la sulla posizione che un determinato manoscritto ha nello stemma, da cui dipende il valore e la bontà delle singole lezioni. ANALISI DEI RISULTATI DELLA COLLATIO Alla fine delle operazioni della collatio , l'analisi che ne consegue esamina:
  1. Distribuzione delle innovazioni testuali e codicologiche
  2. Luoghi in cui esse compaiono
  3. Tipo, qualità, valore di queste variazioni per definire i rapporti di filiazione e di parentela tra mss. In questa fase al filologo risultano solo frequenza e distribuzione delle conservazioni e delle variazioni (comuni e non comuni) fra i codici. La collazione fa luce su:
  • Le lezioni conservate da tutti i testimoni, ereditate dal testo più antico.
  • Le variazioni comuni alla maggioranza dei testimoni.
  • Le variazioni comuni alla minoranza dei testimoni.
  • Le variazioni proprie di un solo testimone. In altre parole non sono ancora stati considerati gli ERRORI. Fin qui infatti meglio parlare di VARIAZIONI e solo dopo valutazione si capirà se sono degli errori. Gli errori sono l'effetto e il riflesso delle relazioni GENEALOGICHE tra manoscritti.

ERRORI

La nozione di errore è fondamentale per la filologia che si basa sul metodo genealogico. L'indagine sui rapporti di parentela tra i mss. deve accertarne la distanza nei confronti del capostipite sulla base di affinità e diversità. Per garantire l'esattezza delle parentele va tenuto conto delle variazioni di sostanza (non di forma) che ne determinano i raggruppamenti per famiglie. Questo significa che non tutte le deviazioni comuni servono a stabilire rapporti di parentela. Servono i cosiddetti ERRORI-GUIDA ( errori significativi ), commessi durante la trascrizione (esclusi quelli che potrebbero essersi generati per poligenesi). "Come i geologi si servono dell'espressione tecnica fossili-guida per mettere in rilievo le pietrificazioni caratteristiche di strati di determinate epoche, così io ho chiamato "errori-guida" o "errori-direttivi" (Leitfehler) gli errori che si possono utilizzare per trarne conseguenze allo scopo della costituzione dello stemma ( errores significativi ). È infatti nel rapporto che viene a costituirsi fra i codici in dipendenza da questi errori significativi che si possono stabilire le posizioni dei testimoni all'interno del loro albero genealogico". Paul Maas, Textkritik, 1950 ERRORI SIGNIFICATIVI: ERRORI CONGIUNTIVI (BINDEFEHLER) →

  • Secondo ogni probabilità i copisti non possono averli prodotti indipendentemente l'uno dall'altro
  • A volte però la comunanza di errore non determina una comunanza di origine per cui bisogna fare attenzione a valutarli (ex. lacune per omeoteleuto, perché sono facili da farsi e quindi possono essere sorti indipendentemente, lacune materiali sorte in un momento successivo, coincidenza di semplici varianti per poligenesi o contaminazione).
  • «La connessione fra due testimoni (B e C) contro un terzo (A) viene dimostrata per mezzo di un errore comune ai testimoni B e C, che sia di tal natura, che secondo ogni probabilità B e C non possano essere caduti in questo errore indipendentemente l'uno dall'altro».
  • Un errore congiuntivo comune a tutti i codici di una determinata opera è sufficiente e necessario a provare l'esistenza di un archetipo all'origine della tradizione manoscritta. ERRORI SEPARATIVI (TRENNFEHLER)
  • Servono a dimostrare l'indipendenza di un testimone dall'altro e devono avere caratteristiche tali che non possano essere stati eliminati per congettura Errori separativi più comuni sono le lacune la maggior parte degli errori separativi possono essere utilizzati come errori congiuntivi.
  • L'indipendenza di un testimone (B) da un altro (A) viene dimostrata per mezzo di un errore di A contro B, che sia di tal natura che, per quanto ci è dato sapere riguardo allo stato della critica congetturale nel tempo intercorso fra A e B, non può essere stato eliminato per congettura in questo spazio di tempo. L'identificazione dell'errore deve essere associata all'identificazione di una possibile causa che lo ha prodotto, in modo da poter capire se è o meno un errore significativo. È solo la comparazione che consente di individuare quali errori siano di fatto con sicurezza significativi e non significativi. Aiutano a capire quali derivano da un modello comune perduto e quali errori possano esserlo o non esserlo affatto. E ci aiutano a capire quali errori si giustifichino in rapporto a una trasmissione verticale e quali lascino aperta un'ipotesi diversa. Può darsi che ci sia contaminazione. IPOTESI STEMMATICHE & ARCHETIPO: Come si procede alla ricostruzione genealogica? Concetto di archetipo piuttosto problematico: l'archetipo è l'esemplare più vicino all'originale da cui derivano gli altri testimoni, è nella posizione più alta nella tradizione manoscritta dopo l'originale. Per Lachmann è un esemplare già sfigurato di lacune e di errori [c’è almeno un errore comune a tutti testimoni].

Ovviamente queste sono ipotesi e non possono essere dimostrate con certezza. Ci sono anche casi in cui la tradizione di un testo esclude l'archetipo per l'assenza di corruttele comuni a tutti i manoscritti. Significa che la tradizione risale allora all'autore, a volte direttamente, a volte attraverso intermediari perduti. Oppure quando la tradizione fa capo a più copie d'autore (in alcuni rari casi anche autografi), direttamente o tramite più capostipiti, di norma l'archetipo non può essere ricostruito. Esempio senza archetipo. TRADIZIONE PRESERVATA IN DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA E MANOSCRITTA Poema noto come The Dream of the Rood. È conservato in codex unicus nel Vercelli Book (ff. 104v-106r), uno dei 4 mss. più importanti per la tradizione ags. È però parzialmente attestato con varianti rilevanti (vv. 39-64) nella croce di Ruthwell ( Ruthwell Cross , VIII sec., Scozia). Rappresenta la storia di circolazione e di modificazioni testuali. In questo caso la doppia traduzione offre la possibilità di conoscere un nuovo e diverso tipo di tradizione diretta, cioè quella epigrafica di Ruthwell, che si aggiunge a quella manoscritta del Vercelli Book. Esempio per capire la diversa fruibilità che poteva avere il testo poetico (nella fissazione su pietra prevale l'idea della conservazione definitiva). Nella fissazione su pergamena (Vercelli Book) prevale invece l'idea di un testo da trasmettere e da far circolare, attingibile in ambiti e ambienti diversi. La croce e il Vercelli non presentano errori congiuntivi ma attestano una varia lectio di notevole rilevanza costituita da 2 diverse redazioni. In filologia lezione cioè modo con cui una parola o una frase si trova scritta in un codice.

  • The Ruthwell cross project TRADIZIONI A TESTIMONE UNICO Testi germanici ci sono pervenuti, nella max dei casi, in testimone unico. Ciò significa che l'editore non può confrontare i testimoni e giungere a uno stemma. Non è possibile ricostruire le relazioni genealogiche e quindi nemmeno arrivare a ricostruire il testo più vicino all'originale. MA il filologo ha il compito di indagare il testo trasmesso dal suo unico codice in ogni aspetto:
  • Paleografico e codicologico [scrittura e materiali del libro]
  • Critico-testuale (interno / con l'intelligenza critica dell'editore) Ci sono due orientamenti molto diversi dell'editore con riguardo alle tradizioni a codex unicus :
  1. Trattare il codice unico alla stregua dell'originale e quindi non correggerlo nemmeno dove ce ne sarebbe bisogno e si vede chiamarmene che ci sono delle corretele.
  2. Emendare ad libitum , [correggere a piacere] senza sentirsi vincolati dal peso della tradizione e senza il conforto e il supporto di riscontri codicologici. In entrambi i casi l'idea di ricostruire il testo in una forma che sia la più vicina possibile all'originale è compromessa. Bisogna invece cercare di conciliare gli interventi emendatori con l'esauriente e chiara informazione sullo stato del manoscritto. Combinare le indagini paleografiche-codicologiche con quelle critico-testuali.

CARATTERI DELLE TRADIZIONI GERMANICHE

Un altro tipo di distinzione che si può fare è tra tradizioni attive e tradizioni quiescenti. Tradizioni attive : si ha una trasmissione scritta verticale e allo stesso tempo una trasmissione orale collaterale, soggetta a frequente contaminazione, spesso fitta e inestricabile. Possono essere definite ATTIVE (Alberto Vàrvaro, filologo italiano): ▪ Minima distanza tra autografo e archetipo (se esiste) ▪ Minima distanza tra archetipo e testimoni conservati ▪ La posizione del copista rispetto al testo è meno rispettosa che nel passato (meno rispettosa che nelle tradizioni quiescenti, dove gli scribi hanno un atteggiamento conservativo) ▪ Nella tradizione attiva il copista ricrea il testo considerandolo attuale e aperto. Aggiunge innovazioni che incrementano il testo. Attua operazioni non-conservative (come invece accade nella tradizione quiescente). IN BREVE: LE FASI DELLA RESTITUTIO TEXTUS Concluso lo studio della tradizione ms., il filologo deve costituire, lezione per lezione, un testo che si avvicini il più possibile all'originale. Sono individuabili, a tale fine, due fasi distinte:

  1. EXAMINATIO (ultimo momento della recensio ): attraverso lo stemma si determinano, criticamente, le lezioni considerate originali o vicine all’originale.
    • Restituzione di un testo qual è conservato unitariamente dai testimoni (legge della maggioranza) – tradizione plurima
    • Indagine testuale + codicologica – tradizione a codice unico
    • Qui il testo viene ricostruito su base meccanica: ope codicum (i.e. senza interventi correttivi da parte del filologo).
    • Per questo alla fine di questa fase il testo può risultare ancora corrotto.
  2. EMENDATIO : risanare, per congettura, attraverso il iucidium , ciò che dall'esame precedente risulta corrotto o estraneo al testo originario - È il momento della valutazione di merito - Questo è il passaggio dal testo a noi noto – cioè quello trasmesso dai codici – al TESTO CRITICO, cioè ristabilito nella forma più vicina all'originale grazie al iudicium del filologo ( ope ingenii ) L'examinatio è importantissima per stabilire i limiti oltre cui il suo iudicium non può operare e della successiva emendatio. Segnala al filologo che egli si deve porre dei limiti e che non ha il potere arbitrario di emendare, congetturare, modificare ad libitum. RECENSIONE APERTA VS RECENSIONE CHIUSA La differenza risiede nell'applicabilità dell'automatismo dello stemma. RECENSIONE CHIUSA : ogni volta che le lezioni di un testo possono essere ricostruite meccanicamente, mediante lo stemma. Di solito si tratta di tradizioni non contaminate. RECENSIONE APERTA : le lezioni sono decise attraverso il iudicium sulla base di criteri interni (poiché la sola legge della maggioranza è inapplicabile e la validità di una lezione rispetto a un'altra non è dimostrabile dal criterio genealogico). Questo di solito avviene quando la tradizione è contaminata. Oppure quando sono presenti varianti d'autore, presenti fin dall'origine. Le tradizioni germaniche : “ le tradizioni germaniche, che come si è detto risultano molte volte complicate da una collaterale trasmissione a memoria e in vario modo contaminate, non sembrano in linea di principio permettere la rigida applicazione della ricostruzione meccanica nella scelta delle lezioni.” L'EDIZIONE DI UN TESTO Un testo letterario può essere presentato in due modi: edizione diplomatica o edizione critica

▪ Delle soluzioni divergenti proposte da altre edizioni ▪ Di eventuali dubbi relativi a loci oscuri o difficili (spiegati meglio nell'introduzione) ▪ Dell'aspetto paleografico delle lezioni accolte o rifiutate (per identificare la mano che appose le correzioni, le aggiunte o le espunzioni) o Si parla di prima, seconda, terza mano per indicare i vari copisti o Lo stesso vale per le glosse o L'apparato non deve comprendere le cosiddette ( lectiones singulares ) ovvero quelle proprie di un singolo manoscritto che non hanno valore stemmatico, né varianti meramente grafiche o fonetiche (servono varianti di SOSTANZA La filologia è una materia che si pone in maniera scientifica, che si avvale di un certo metodo. È una disciplina che può essere provato e riprodotto.

SCHOLARLY EDITION | EDIZIONE SCIENTIFICA | WISSENSCHAFTLICHE EDITION

Scholarly ha un’accezione diversa: edizione fatta dagli studiosi. Che è diverso dalle altre due lingue. „Edition ist die erschließende Wiedergabe historischer Dokumente und Texte“ Patrick Sahle. L’edizione è una riproduzione critica/scientifica di documenti storici e di testi. “A scholarly edition is an information resource which offers a critical (= scholarly enriched) representation of primarily historical documents or texts.” Critica è un’edizione che ha un valore scientifico aggiunto e non necessariamente un’edizione genealogica-ricostruzione. Un’edizione digitale è una risorsa di informazioni che offre ‘è una rappresentazione critica (= arricchita dal punto di vista scientifico) di documenti prevalentemente storici oppure di testi].

1. Che cos’è una rappresentazione? Per essere un’edizione non è abbastanza che sia una riproduzione, non basta una foto del ms. Rappresentare significa che ci deve essere una ricodifica di un documento o di un testo nello stesso medium o in un altro medium. Serve rappresentazione perché vi possa essere un lavoro critico. Non basta semplicemente fotografare o riprodurre, ma bisogna rappresentare. La rappresentazione coinvolge un certo grado di astrazione. 2. Cosa si intende per critica? Inteso come processo di riflessione critica, scientifica , nel tentativo di dischiudere e rendere accessibile il materiale oggetto dell’edizione. Non si deve per forza voler riprodurre l’originale per essere critico o scientifico. 3. Documenti? Si parte sempre da un documento. Qualsiasi oggetto non astratto che contiene un testo è un documento. Sono documenti storici. 4. Storici? C’è sempre un gap da colmare, una differenza storica (breve, lunga). I testi che scrivo oggi non hanno bisogno di essere oggetto di edizioni. DIGITAL SCHOLARLY EDITION (EDS/SDE): Scholarly digital editions are scholarly editions that are guided by a digital paradigm in their theory, method and practice. P. Sahle (2016), What is a scholarly digital edition? Sono edizioni scientifiche digitali: le edizioni scientifiche, rappresentazione critiche di documenti storici e di testi, che sono guidati da un paradigma digitale. Il paradigma si vede nella teoria, nel metodo e nella pratica editoriale. Ci sono diversi corollari a questo tipo di visione di questa edizione:

  1. Un’edizione digitalizzata non è un’edizione digitale. a. È la struttura concettuale l’elemento decisivo, non il modo in cui le informazioni vengono archiviate (nella carta oppure in bits e bytes).
  2. Un’edizione digitale non può essere stampata senza una perdita significative di contenuto e di funzionalità. a. La digitalizzazione non basta per far diventare un’edizione a stampa un’edizione digitale. b. Per vedere se è un’edizione di digitale, la si stampa: se si ha perdita di contenuto è edizione scientifica digitale; se non si hanno perdite no. «Abbiamo un modello ben consolidato per le edizioni a stampa , che si è evoluto nel corso di parecchio tempo e che funziona molto bene, stanti le limitazioni con cui avviene la pubblicazione (le stesse limitazioni, ovviamente, che avevano inizialmente indotto gli studiosi a sperimentare nuove soluzioni). […] Lavorando sul formato elettronico, non siamo più limitati a quanto può essere contenuto in pagine rettangolari da rilegare insieme a un libro». Susan Hockey (2003), Si ha un modello per le edizioni a stampa, che si fonda sulle limitazioni di essa. Limitazione che hanno portato gli studiosi a cercare nuovi metodi per creare le edizioni. Alla base anche delle edizioni critiche: il testo è un apparato che spiega il resto della tradizione. Limitazioni che non si hanno nel digitale. Si è meno legati e limitati. DAL PARADIGMA DELLA PAGINA AL PARADIGMA DIGITALE ▪ Dal cd. paradigma della pagina emerge una pratica e una teoria dell’edizione basata sul formato libro e sulle limitazioni della pagina (ed. testo + apparato). Oltre non si può andare, al massimo facsimili. ▪ Dalla pratica dell’edizione digitale , fondata sul medium digitale, emerge il cd. paradigma digitale : fa si che un editore sfrutti tutte le possibilità che il digitale offre. La trasformazione non è così netta, passaggio non così netto. Ogni cambiamento tecnologico rivoluzionario (nella cultura scritta) include una fase di imitazione, in cui il nuovo medium cerca di imitare il vecchio medium. Un esempio è il passaggio dai manoscritti alla stampa. Ci vuole tempo perché un medium sviluppi il suo carattere peculiare: è in parte la fase in cui ci ancora troviamo sia nell’editoria per il grande pubblico (vedi e-book!) sia nell’editoria scientifica digitale. Si è ancora nella fase di imitazione: c’è bisogno di tempo prima che il nuovo medium delinei le sue caratteristiche. Rivoluzionario è stata l’edizione digitale del Beowulf dei Kiernan ( Electronic Beowulf). Una volta le immagini erano piazzate lì e basta. Ora sono più centrali nell’edizione, si tende ad aggiungere loro del valore critico. Es. attraverso l’identificazione di parti che sono particolarmente importanti per l’edizione critica. Il problema ‘testo’: cos’è un testo?What is text? I am not so naïve as to imagine that question could ever be finally settled. Asking such a question is like asking ‘How long is the coast of England?’” (J. McGann) È una domanda che non può avere un’unica risposta. Per un linguista è una cosa, per un filologo altro, etc. si hanno diverse idee, non sono sbagliate ma fanno riferimento a diverse prospettive con cui si guarda il testo. Cosa si intende per testo nel mondo dell’edizione scientifica (digitale)? Negli studi testuali ( textual scholarship ) il testo è un termine che include aspetti molto diversi e quindi dare una sola definizione non è possibile! Domanda che si sono chiesti nell’ambito delle biblioteche. Si sono trovate quattro entità:
    1. Il testo come un’opera |work: un’entità astratta. È proprietà intellettuale dell’autore.