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Filologia germanica
- germanico= è un iperonimo , cioè una categoria generale che include diversi concetti, in questo caso è una macro categoria che include tante lingue, come il tedesco el'inglese. Ed è anche un etnonimo , cioè nome di popolo. Etnomino è un termine che fa parte dell'onomastica(*pg.6)= scienza che studia i nomi propri - names. La filologia germanica si occupa dello studio e della ricostruzione delle fasi antiche di una serie di lingue parlate in tutto il mondo, le lingue germaniche, secondo un focus di tipo filologico - termine greco philos (amico che si interessa con amore) + logos (discorso) = colui che studia il discorso umano. La filologia ci aiuta a studiare aspetti particolari della testualità antica e medioevale. Filologia come scienza storica, che si occupa del recupero storico dei testi in quelle epoche in cui non esisteva ancora la stampa. Questi testi erano visti come conservazione e sviluppo della cultura, che avveniva tramite processi manuali, e che come tutte le operazioni fatte dalla mano umana non erano mai uguali fra di loro. Aiuti ausiliari interdisciplinari
- Paleografia : studio delle forme della scrittura antica
- Codicologia : studio di quella forma particolare del libro manoscritto, i codici (molto simili all'attuale libro a stampa) – sviluppatosi nel medioevo occidentale (più o meno in parallelo con la conversione al cristianesimo) in pergamena (pelli animali trattate, super costoso, non solo per la pelle animale in sè, ma per esempio per la presenza di epidemie, che potevano uccidere gli animali, o deteriorare il cibo con cui venivano nutriti; vedi Storia dell'Illustrazione). Prima del codice vi era il volumen (in genere in orizzontale)\rotulo (in genere in verticale)(che si avvolge) in papiro. ( papirologia ) Fortemente deperibile: per esempio l'eruzione del Vesuvio del I secolo d.C ne distrusse parecchi, ma dopo che vi furono effettuati gli scavi vennero ritrovati molti elementi in papiro, che seppur fossero bruciati, erano comunque leggibili.
- Epigrafia: studio delle epigrafi, delle incisioni, inscritte su materiali duri come su pietra.
- Diplomatica : studio dei documenti tardo-antici e medioevali, che avevano un'impaginazione particolare.
- Archeologia : analizza i reperti materiali di culture (slide)
- Linguistica Storica : studio dello sviluppo diacronico delle lingue e ricostruzione degli stadi perduti di una lingua * Un escursus temporale
- Epoca Romana: periodo letterato in cui si impone l'importanza della SCRITTURA.
- Medioevo: inizia con la caduta dell'impero romano nel 476 dc: un generale barbaro, che occupava il ruolo di imperatore, fa una specie colpo di stato, richiedendo di non essere più nominato imperatore. Finisce nel 1492, con la scoperta dell'America. E' un periodo storico che possiamo dire essere caratterizzato da una ORALIZZAZIONE della civiltà (decadenza delle città, invasioni barbariche, arretramento della civiltà, e quindi della scrittura, si esprimevano oralmente, analfabetizzazione della maggiorparte della popolazione)
Invasioni Barbariche = momento essenziale per questo passaggio da periodo letterato a illetterato. I Barbari erano delle realtà socioetniche più arretrate che stavano ai margini della civiltà. Nel momento in cui l'Impero Romano allenta il suo controllo territoriale, spinge queste minoranze ad espandersi, spinte da motivazioni di punto di vista economico.
- Termine barbaro : parola di origine greca che vuol dire balbuziente (stranieri che non parlavano bene il greco, poi si amplia a tutto ciò che sta al di fuori della civiltà greca e romana), che sottolinea un certo tipo di etnocentrismo, fa vedere come già i romani considerassero la propria popolazione come "quella giusta". Insieme ai barbari vi sono dei gruppi etnici affini fra di loro, popolazioni allo stadio tribale, che non conoscevano aggregazioni come lo stato, e che saranno determinanti nella caduta dell'Impero Romano. Fra questi gruppi vi è un gruppo di popolazioni molto affini dal punto di vista linguistico, popolazioni semi-nomadi che vivevano a nord dell'impero, e che non erano stati assorbiti dalla civiltà romana. Da questo momento in poi furono segnati dall' etnomino GERMANICO. Furono chiamati germanici a partire da Giulio Cesare , politico romano e grande generale. Per primo porta le armate romane in Britannia. Cesare non era un imperatore Romano, ma faceva parte della repubblica, era più un dittatore, per ultimo però, porterà infatti alla monarchia. Per capire come lui possa aver coniato il termine germanico , ci si deve concentrare su una seconda popolazione barbarica, quella dei Galli. Una popolazione di un'altra grande famiglia etnica, quella dei CELTI. Nel suo " Commentarii de Bello Gallico ", un'opera autocelebrativa \ diario di guerra , descrive questa popolazione proprio come Germani. La linguistica storica ha trovato affinità linguistiche fra lingue moderne e antiche, chiamando quest'insieme di lingue germaniche, recuperando l'aggettivo da Cesare coniato per definire questo macro raggruppamento etnico.(*pg.17) Vi è quindi un continuo dialogo fra scienze linguistiche e bilogiche (ereditarietà di tratti fisici, forme evolutive divise in specie) e le affinità fra queste lingue possono essere date da una matrice comune, anche dal punto di vista ereditario. E' stata quindi fatta un'ipotesi: tutte queste lingue sono derivate da una matrice comune. Ciò le rende delle protolingue (realtà linguistiche antiche ipotetiche, che sono state ipotizzate per spiegare l'esistenza di queste lingue con tratti affini, spiegate come i tratti di affinità che vi sono fra i membri della stessa famiglia) in questo caso vi è una matrice protogermanica (che fa parte di un'altra grande famiglia, quella indoeuropea) , e da questa matrice derivano i tratti di affinità che sono stati identificati dall'età romana. Per capire queste lingue utlizzeremo due approcci:
- quello Diacronico (attraverso il tempo)
- quello Diatopico (attraverso i luoghi)
Le 3 fasi di sviluppo dell'Inglese
- V secolo dc – 1066 dc = OLD ENGLISH \Anglosassone. Esiste da quando alcuni popoli Germanici provenienti dal continente (gli Angli e i Sassoni), dall'attuale Germania e Danimarca, intorno al 450 dC invasero la Britannia, isola a base etnica e linguistica Celtica. Quest'isola celtica era stata romanizzata, l'imperatore Claudio l'aveva infatti nominata provincia Romana. Alla metà del V secolo, dopo che la Britannia si ritrova indifesa in conseguenza alla ritirata dei romani, vi è l'invasione degli Angli (Danimarca) e dei Sassoni (Germania settentrionale). Popolazioni germaniche, barbare e pagane. Dopo un po' si convertono al Cristianesimo, dando origine all'Old English, l'Anglosassone. La Britannia diventa l'Inghilterra. Inghilterra è un calco (termine di un sistema linguistico diverso che viene adattato al nostro), cioè un interferenza linguistica, come l'imprestito, che deriva da EnglaLand (Terra degli Angli). Dalla fine del VII secolo inizia a circolare l'inglese come lingua scritta, e gli Anglosassoni utilizzano un modello di scrittura ovviamente romano. Ciò termina nel 1066 con l'invasione Normanna.
- 1066 – XV secolo MIDDLE ENGLISH. Nel 1066 un duca Normanno proveniente dalla Francia, Guglielmo il bastardo, poi chiamato il conquistatore, mette fine ai regni anglosassoni, all'Inghilterra, poichè parla l'antico francese. Ciò fa si che la lingua dell'amministrazione fosse il francese, la lingua della religione il latino, mentre il middle english fosse parlato dalla maggior parte della popolazione.
- XV secolo MODERN ENGLISH , fenomeno legato alla riforma protestante e alla diffusione della stampa. Le tre fasi di sviluppo del Tedesco
- VIII – XI secolo TEDESCO ANTICO (ALTO o BASSO) Haupt Deutsch (dialetti meridionali, con le montagne, per quello si chiama alto) o Platt Deutsch (dialetti settentrionali, vi era la pianura) Quello che parliamo oggi, il tedesco standard, si è costituito prevalentemente sulla base dei dialetti meridionali tedesci. -> ALTO TEDESCO ANTICO
- XI – riforma ALTO TEDESCO MEDIO (1050-1350)
- 1350-1650 ALTO TEDESCO MODERNO
! LA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO è essenziale nell'evoluzione di queste lingue, soprattutto
nella loro versione scritta. Il Cristianesimo è una religione monoteistica, esclusiva. Si adora un unico Dio e tutti gli altri sono da eliminare. Con la caduta dell'impero romano vi è la fine del politeismo, con conseguente diffusione del monoteismo, che avrà poi dei risvolti incredibili sia negativi che positivi. Uno di questi è essere delle religioni del libro, della scrittura. Sia il Cristianesimo, che l'ebraismo, che l'islamismo (le 3 religione abramitiche) si basano sulla credenza che Dio avesse espresso la
propria parola tramite la scrittura (vedi successivamente prima traduzione della Bibbia gotica). La prima popolazione germanica che si converte al cristianesimo e quindi alla scrittura sono i goti. Si trovano in quella parte dell'impero romano al tempo ancora saldo, il territorio grecofono. Vengono convertiti dalla civiltà bizantina e greca, e si ritrovano quindi a tradurre testi greci adattando questa lingua al loro modo di scrivere. Dal VI secolo dc iniziamo ad avere testimonianze di queste traduzioni nei loro manoscritti, probabilmente scritti in Italia.(pg. 14&31) Per terminare questa parte di discorso, possiamo dire quindi che la nostra civiltà e che le lingue germaniche nascono in risposta a due fattori: le invasioni barbariche e la diffusione del cristianesimo. Le rune Sono una strana realtà culturale, in quanto scrittura alfabetica simile al latino, ma che fa parte delle civiltà germaniche quando queste sono ancora ad un livello orale. Le rune derivano da un tipo di alfabeto utilizzato nell'età romana soprattuto concentrato nel territorio veneto. Sono segni epigrafici, Inizialmente non vengono utilizzate per redigere libri né nella forma del rotulo né nel codice. Vengono soprattuto utilizzate nell'ambito magico od oracolare. (pg.28) La conversione alla cultura manoscritta, discende principalmente dalla conversione al cristianesimo che avviene innanzitutto nel mondo gotico, per poi diffondersi nell'anglosassone, alto e basso tedesco e norreno. Nel corspo approfondiremo il concetto di Romania Germanica: Italia, Francia, Spagna, nazioni che tra la tarda antichità e il medioevo si sono costituite intorno ad una monarchia militare barbarica e germanica, ma nei quali hanno poi prevalso le parlate neolatine, diventando così realtà a più intensa romanizzazione e in cui la cultura latina era più forte. Nel passaggio, sono state fortemente influite dalle popolazioni possiamo dire germanico barbariche.
- l'Italia nasce da un ibridazione tra il regno romano e quello germano barbarico. Queste monarchie barbariche, aristocrazie guerriere, si insediano in vari territori italiani cambiando molto il suo assetto e la sua evoluzione. Principalmente queste popolazioni romano-barbariche sono: a) gli ostrogoti del ramo orientale (dal 493 al 555 dc), b) i longobardi (569 dc – re Alborino al 774 dc– re Desiderio), che gli studiosi storici riguardano come coloro che portano alla decadenza dell'italia, dichiarandola come l'inizio del medioevo italiano. Sottomessi dai Franchi di Carlo Magno.
- In Spagna principalmente abbiamo i visigoti , che invadono la Spagna dal 410 al 711 dc, lasciando poi il posto all'invasione degli arabi. Principalmente assediata è la grande città regale spagnola, Toledo.
- La Francia, pur avendo una lingua romanza, nel nome mantiene la memoria di un importantissimo gruppo germanico che determina la storia francese, i Franchi. Occuparono quella che si chiamava Gallia che oggi fa parte della Germania. I franchi saranno l'elemento egemone. (per tutta questa parte vedi *pg. 31\32\33\34)
stati nazione (=ideologia) Per capire cosa siano le lingue vernacolari ci si deve concentrare su ciò che in inglese viene chiamiato vernacular, che significa volgare (da vulgaris=lingua del popolo), cioè la cultura e la lingua degli strati più bassi della popolazione.
- la biologia influenzerà moltissimo, dando una certa categorizzazione alla ricerca linguistica. Ci si concentra soprattutto sulla differenza fra affinità superficiali e profonde.
- Superficiali : l'influenza fra lingue in contatto, sistemi linguistici diversi si contaminano a vicenda.
- Profonde : fatti evolutivi ideologici che vengono concepiti in termini biologistico- genealogici= le famiglie linguistiche con affinità strutturali, per esempio nella struttura fonologica e morfologica. Si può parlare di parentela fra le lingue. Le lingue indoeuropee: termine, etimologia, isoglosse
- Indiano (solo alcune lingue indiane, poichè in India vi sono moltissime varietà linguistiche)
- Iranico (lingue dell'attuale iran, oggi islamico ma non è semitico semanticamente)
- Ebraico
- Greco\Ellenico dal greco arcaico
- Latino , fu la lingua della città di Roma ce dopo vicende politiche militari e religiose diventa la lingua princ non solo d'italia ma impero da coste atlantico al coste golfo persico.
- Italico e Latino = due lingue che hanno stretti rapporti fra di loro, italico= sostrato (una realtà linguistica scomparsa in realtà influenza la realtà linguistica preponderante) dei dialetti italia centro meridionale. Questo rimane nella topomastica, nome dei luoghi.
- Celtico età del ferro europea, nell'europa preistorica i celti avevano in'espansione simile a quella dell'impero romano più o meno. Es dialetti nord italia fino a metà delle marche sono sostanzialmente celtici. Sotto la linea di metà marche ha una parlata diversa.
- Germanico (in inglese Germans o Teutons, termine che si riferisce ai teutoni, una delle prime popolazioni germaniche che si scontrarono con i romani)
- Slavo dell'attuale yugoslavia
- Baltico L'idea di lingue indoeuropee è innanzitutto un'invenzione , è un termine coniato dagli studiosi e non corrisponde ad alcuna realtà linguistico-etnografica attestata. E' un termine coniato contemporaneamente a "germanico", ma mentre quest'ultimo è un termine che ha una sua fondatezza storica, e che sta ad indicare un raggruppamento sovraetnico di tribù simili, viceversa indoeuropeo è un'invezione, che serve semplicemente per tenere in considerazione i due estremi di questo sistema linguistico, quello occidentale e quello orientale. Quindi la parentela tra le lingue non si fonda su considerazioni superficiali, ma sulla ricostruzione scientifica ( etimologia ) Etimologia, procedimento scientifico di analisi non solo delle parole ma anche dei loro elementi costitutivi, in lingue flessive o sintetiche (con declinazioni) come le germaniche, ogni termine è
diviso in vari elementi. Radice (elemento minimo portatore di significato lessicale) può unirsi a prefissi, che precisano il significato della radice, infissi tematici, che caratterizzano il ruolo morfologico della radice nel sistema flessivo aggettivale nominale o verbale, suffissi e desinenze o marche morfologiche, elementi portatori di significato morfologico: es partire\amare e amerò/partirò (la r è un morfema del futuro) questa r è un infisso che non ha un significato semantico ma morfologico\grammaticale. Questi studi sono nati in area accademica soprattuto germanica, e poi si sono diffusi in Europa Le lingue IE condividono un certo numero di radici e, in taluni casi, soprattutto determinate categorie grammaticali quali pronomi personali e numerali e campi semantici di parentela. Per esempio, in gran parte delle lingue IE ci sono gli stessi lessemi per indicare la figura del padre, vater\pater\father sono la stessa parola attraverso il tempo e lo spazio. Ancora, I\ich\io\ego sono la stessa parola, e anche tre, tris, three, drei ; La suffisazione funziona in modo simile nelle lingue della stessa famiglia, ed è possibile ricostruire dei suffissi condivisi in varie lingue (fatto salvo per le trasformazioni fonologiche che le differenziano). E' persino possibile ricostruire delle classi nella flessione nominale e verbale, con ampie coincidenze tra le varie lingue, come per la declinazione dei sostantivi e le coniugazioni dei verbi.
- Consideriamo l'etimologia del più famoso dei teonimi(pg.9) germanici, il nome del dio Odino (norr. Odinn, ags Wõden, ata Wuotan, dove norr. Norreno, ags. Anglosassone, ata. alto tedsco antico) l'etimologia ricostruita __ wõd-an-a-z analisi etimologica con asterisco *: viene premesso a quelle parole che non sono attestate, non si ricavano cioè dall'antico ma sono una ricostruzione dei linguisti; wod : porta il significato letterale, radice an : suffisso di formazione nominale, in questo caso indica un'incarnazione\personificazione di nozioni astratte 'an' germ. > diventa 'on' IE, es "Bellona" personificazione della guerra (bellum)= Bell+on+a a : vocale tematica z: desinenza nominale maschile, Legge di Vermer, esito di una trasformazione germanica di una -s che era invece la desinenza nominale maschile indoeuropea (es. Lupus) Fanno parte dell'Onomastica, oltre i Teonimi:
- Antroponimi= nomi di persona;
- Etnonimi= nomi di popoli:
- Idronimi= nomi di fiumi;
- Oronimi= nomi di monti;
uno stagno. Il sasso è un determinato fenomeno lingusitico in un determinato momento storico in un determinato luogo, mentre le onde sono il fenomeno che si irradia perdendo forza e caratteristiche man mano che si allarga. Un settore della ricostruzione entro gli studi di linguistica comparata, la cosiddetta paleontologia linguistica o archeolinguistica , ha preteso di poter ricavare gli elementi di una cultura solo per via linguistica. L'elemento che da consistenza all'idea di un raggruppametnto germanico è quello linguistico, ma non è mai possibile immaginare che a una comunità linguistica debba corrisondere un'immediata comunità di cultura. Anche culture fortemente omogenee possono non corrispondere ad un'unica realtà linguistica. Un limite sostanziale a questi tentativi di ricotruzione è posto dal fenomeno della cosiddetta deriva semantica secondo la quale lo sviluppo semantico di una parola, differentemente da quello fonologico, non è prevedibile e quindi non è costruibile. La deriva semantica ci impedisce di ricostruire con certezza il significato primario dei termini dei quali, invece, ricostruiamo lo sviluppo fonologico e morfologico. In questo caso si inserisce un asterisco* per indicare che si tratta di una forma ipotetica e non testimoniata. Per esempio, è indubbio che gli IE conobbero il termine "re" (gallico rix , latino rex ), ma non è possibile comprendere che cosa fosse concretamente questo "re" nelle varie società IE archaiche. Le tendenze evolutive costanti all'interno di gruppi o singole lingue, sono descritte dalla linguistica storica in termini di "leggi linguistiche". Si tratta di leggi descrittive non prescrittive, quindi descrivono una situazione, non impongono delle regole. Queste fanno parte delle isoglosse:
- Isoglosse : affinità fra sistemi linguistici, sostanziano l'individuazione di un raggruppamento linguistico In cartografia linguistica, linea che su una carta geografica segna i confini di un'area linguisticamente uniforme rispetto a uno o più fenomeni dati, e separa quindi due aree contigue che divergono rigurado uno o più fenomeni linguistici. Isoglosse delle lingue germaniche:
- Rizotonia (rizo in greco radice) o accentazione radicale: a differenza delle altre lingue indoeuropee, mentre l'accento era mobile o musicale (poteva cadere su varie sillabe della parola, quindi con variazioni di tono) qui si fissa sulla sillaba radicale, con molte conseguenze sulpiano fonologico morfologico e sintassico. Le sillabe poste dopo l'accento (o post-toniche) tendono ad essere debolmente pronunciate, perdendo la chiarezza di articolazione, tanto negli elementi vocalici che consonantici: ne consegue la perdita di funzionalità delle desinenze sulle quali si basa il sistema flessivo IE. In tutte le lingue germaniche il sistema flessivo IE non è più funzionale, ed esse si muovono tendenzialmente (ma con differenze al loro interno) tra il polo delle lingue sintetiche (parola= più morfemi combinati insieme, capaci di dare indicazioni morfologico-sintattiche) a quello delle lingue analitiche (parola=morfema). Es. fenomeno della sincope= dove intere sillabe cadono; fenomeno della metafonia= assimilazione regressiva, per cui suoni che si trovano in posizione post-
tonica, tendono a cadere, ma prima di cadere influenzano la vocale radicale accentata;
- Legge di Grimm , mutazione consonantica germanica o Lautverschiebung : un'occulsiva (consonanti che si pronunciano occludendo il canale respiratorio) diventano diverse, pater = vater Si definisce legge di Grimm, poichè fu proprio lui che, nella seconda edizione del suo " Deutschen Grammatik " del 1822 teorizza questo concetto. Le consonanti IE subiscono, nelle lingue germaniche, un processo sistematico di trasformazione del modo di articolazione. Mentre le consonanti nel passaggio tra IE a GE mantengono lo stesso luogo di articolazione, quello che cambia è il modo di articulazione (occlusivo, spirante, fricativo) 1. occlusive sorde > spiranti sorde p > f, t > þ, k > h, Kw > Hw it. pesce > ingl. Fish (ps: p e f sono omorganiche) it. tre > ingl. Three it. corno > ingl. Horn Lat. Quod > ingle. What 2. occlusive sonore > occlusive sorde b > p, d > t, g > k, Gw > Kw it. due > ingl. Two it. ginocchio > ingl. Knee it. vivo (>IE *gwiwos) > ingl. Quick 3. occlusive sonore aspirate > spiranti sonore\occlusive sonore bh > b, dh > d, Ghw > Gw it. fratello (> IE *brathar, lat. Frater) > ingl. Brother it. fuori (> IE *dhur) > ingl. Door it. ospite (= IE *ghostis, lat. Hostis) > ingl. Guest
Della protolingua, che già agli inizi della linguistica storica (700-800) veniva concepita come una realtà linguistica esistita, è importante il modello della relazione tra il latino e le lingue romanze. Ora è considerato un modello astratto, un modello matematico: le forme della protolingua che ricostruiamo vengono fatte a ritroso rispetto alle leggi linguistiche. Esempio: L’origine europea della parola che si realizza in inglese come “father” nasce perché si sa che per la legge di Grimm ad una f germanica in indoeuropeo corrisponde l’occlusiva sorda omorganica (= prodotta dallo stesso
Cesare, combattendo contro i Celti per sottometterli al potere romano, si era imbattuto vicino al Reno in popolazioni definite “arretrate” e che col tempo diedero numerosi problemi allo stato romano. Hanno forme arretrate sia di agricoltura che di allevamento, hanno cavalli deboli rispetto ai romani, vivono di guerra: sono popolazioni che tengono l’attività bellica tra le loro fonti di sostentamento grazie ai saccheggi e i bottini e il commercio dei prigionieri di guerra (i germani lottavano tra tribù e facevano prigionieri che venivano venduti ai mercati romani). Roma doveva quindi proteggere il suo immenso impero con un esercito, che raggruppava soprattutto grazie al mercenariato: i soldati venivano da tutta una galassia di varie popolazioni che gravitano attorno ai confini dell’impero romano. Cosa molto importante è che i romani non tendevano poi a sradicare le culture di partenza, ma piuttosto valorizzavano gli aspetti caratteristici dei vari gruppi che sottomettevano e che aggiungevano all’esercito (non individualmente ma in gruppi etnici, addirittura intere tribù venivano arruolate): si sfruttava il fatto che gruppi etnici coesi avessero più tendenza ad una forma di solidarietà e avrebbero creato un esercito più leale. Facevano parte dell'esercito romano anche tribù germane, Il problema è che quando l’impero di Roma iniziò ad andare in crisi si trovarono il nemico arruolato al proprio interno: erano stati loro ad insegnargli i più avanzati metodi di guerra, e rivoltandosi ai romani i germani riuscirono a distruggere l’impero. (pg. 30\1\2\3) Il rapporto con i celti è qualcosa di più oscuro perché non abbiamo fonti certe. C’è un’onda migratoria dalla Danimarca (Popolo dei “Cimbri”, nome che non ha nulla a che vedere con l’accezione moderna) che tende a minacciare la repubblica romana (attorno al 100 a.C), ma vengono distrutti a Vercelli ed Aix-en-Provence dai romani. Si pensava che fossero gruppi germanici, ma le fonti dell’epoca li attribuiscono e li associano ai celti e anche le fonti contemporanee descrivono queste popolazioni come celtiche. Prima di Cesare il mondo greco-romano distingue i barbari in grossi gruppi: i celti (barbari d'occidente) e gli sciiti (barbari d'oriente. stirpe caucasica che veniva dalle steppe, cavalieri barbari riconosciuti dal mondo romano). Intere comunità si muovevano: non si spostavano solo i guerrieri alla ricerca di terre e fortuna, ma portavano anche donne, bambini, animali etc. Dopo decenni, dopo esser stati debellati e respinti da Roma tornano indietro e vengono a contatto con scritture “nord etrusche” o “venetiche” delle vallate alpine, che avrebbero dato successivamente origine alle rune (alfabeto che le popolazioni germaniche useranno finchè saranno ancora illetterate). ØNella storia della costruzione delle lingue germaniche supponiamo due strati: celtico e latino. In età precristiana iniziano ad avere contatti col mondo romano attraverso la mercatura (comprano schiavi, soldati, ambra – resina fossile che si trova sulle coste della Pomerania o della Polonia - amata dai romani). Esportavano prodotti tra cui il vino (parola che in tutte le lingue germaniche è un imprestito dal latino). ØVerbo “cauponari” = etimologia del tedesco “kaufen” (=comprare) e inglese “cheap” (=economico). Prima ancora che le lingue germaniche vengano messe per iscritto esistevano già dei termini ”imprestiti “del latino.
Parentela vs Interferenza linguistica Le lingue IE possiedono un termine comune per indicare una figura caratterizzata da una funzione di "reggenza" nei confronti della società di cui fanno parte: questo termine deriva infatti dalla radice
- reg - "reggere" dalla quale si formano lat. rex , gen. regis , e gallico rix. Nei nomi propri germanici esiste un elemento rika - : realizzazione del passaggio della mutazione consonantica. Gli antroponimi germanici riuscirono a sostituire il sistema di nomi latino (nomi quali Federico, Teodorico, Alberico etc iniziarono ad entrare nell’uso comune). Dopo le invasioni europee cambiano i nomi, come adesso, con un fattore di “moda”: ci sono nomi o di origine germanica o biblica. (pg.29) [Un lessema “rig” viene acquisito dalle lingue germaniche con quel vocalismo e ne deriva “rig” nell’onomastica ma anche nel lessico (ingl. Rich e ted. Reich). Spia chiara di un’interferenza preistorica tra le parlate celtiche e le parlate germaniche ] Nell'area iniziale dell'espansione delle lingue germaniche, secondo l'interpretazione tradizionale vi fu un'ondata di espansione indoeuropea che si sovrappose a un sostrato preindoeuropeo (che sarebbe ancora oggi testimoniato dal finnico, l'unica lingua non germanica e non indoeuropea in Scandinavia.) Quest'area, che includeva la Scandinavia meridionale, la Danimarca e le coste sul mare del Nord della Germania e dei Paesi Bassi, è chiamata dagli studiosi Cerchia nordica. (ted. Nordischer Kreis, ingl. Northern Circle) Ricapitolando, tra le lingue germanice occidentali troviamo Inglese, tedesco e nederlandese. Fra quelle settentrionali, svedese, danese, norvegese e islandese. Mentre l'unica lingua germanica orientale è il gotico .(pg.3) Questa lingua letteraria estinta, è attestata in una traduzione della Bibbia dal greco al gotico, il Codex Argenteus scritto nel IV sec dc ma che fu poi copiato nel VI a Ravenna, capitale del Regno Ostrogoto d'Italia. Fu copiato negli scriptoria , che hanno sede quasi esclusivamente nei monasteri, soprattutto da quando si stabilisce l'ordine benedettino,e in cui l'attività di scrittura e conservazione dei libri è fondamentale. Termine ' Argenteus' : mentre gli inchiostri del medioevo erano sempre bruni-seppia\neri questo è in argento, polvere del metallo prezioso. Ha le rubriche in oro, parti cromaticamente differenti che hanno una determinata funzione nel layout del libro medievale, sono cioè elementi paratestuali, elementi che devono essere immediatamente visibili: segnano nuove parti di testo, come nuovi capitoli. La pergamena era invece colorata di porpora. Ø Vulfila, era il nome del vescovo visigoto che riuscì a convertire i goti al cristianesimo e che realizzò il Codex Argenteus. (*pg.31) (ricordiamo il " Codex Brixianus " redatto a Brescia, molto simile al C.Argenteus ma in latino)
L’arianesimo è condannato successivamente per eresia dal Concilio di Nicea (= Pronunciamento dottrinale che ribadiva la sostanziale unità delle tre figure della trinità) ed è vittima di persecuzioni. Ma le popolazioni germaniche hanno tutte una fase in cui si convertono attraverso l'arianesimo. Questo fa si che oltre al Codex Argenteus, anche altri manoscritti appartengono alla tipologia del palinsesto. (essendo la pergamena un materiale costoso, quando alcuni codici non servivano più, venivano lavati e raschiati e ci si riscriveva) Il ruolo di Costantino Costantino è essenziale nella conversione del mondo orientale al Cristianesimo. Egli indice il concilio di Nicea, e chiama i vescovi a discutere di teologia. Importante ricordare che tutta la civiltà cristiana medioevale è teocratica, quindi non c'è distinzione fra il potere divino e quello umano, che è considerato come un emanazione di quello divino (è quanto oggi si ritrova nelle civiltà islamiche). Però vi è sempre stato una necessità nel comprendere se vi fosse un potere predominante fra i ruoli del re e del vescovo. Già qui Costantino crea il successo del Cristianesimo, che è solo uno dei tanti culti che derivano dall'Impero, ma il cristianesimo in particolare si lega in maniera fortissima con le strutture dell'impero romano. (per approfondire queste ultime due pagine *pg.30-31-32-33) Le lingue germaniche antiche
- gotico (got.) germanico orientale, testimoniata dal IV al VI dc.
- anglosassone \ antico inglese (ags.) attestato dal VII secolo con i primi testi scritti dopo la conversione (infatti erano inzialmente pagani che vengono poi convertiti). Va dal VII all'XI sec, più precisamente nel 1066 (Battaglia di Hastings) dove con la riforma cominciano le fasi moderne delle lingue, che derivano da un processo di standardizzazione. Inglese medio : 1066, dopo un periodo di grandi crisi, l'Inghilterra viene invasa dai Normanni. Nortmanni nome che le fonti latine medievali davano ai Vichinghi. Dopo un paio di secoli l'inglese non viene più usato per la scrittura, si ha un trilinguismo A) latino, lingua dei dotti d'occidente, testi latini maggiori rispetto a quelli volgari. B) antico francese, lingua della corte normanna, lingua dell'amministrazione, C) dialects, continuazione dell'old english, ma fino al XIII sec non vengono più usati nella scrittura. Infatti non tutte le lingue parlate hanno una trasposizione scritta. Intorno al 1300 iniziano a riemergere soprartutto nelle zone del nord. (e diventerà middle english) La letteratura inglese all'epoca era un fenomeno marginale della piccola aristocrazia locale delle regioni del nord.
- tedesco antico : A) alto tedesco antico (ata.), lingua letteraria basata su dialetti dell'area tedesca meridionale. Caratterizzata dall' isoglossa della seconda rotazione consonantica, lautverschiebung. Lingua che nasce in determinati monasteri benedettini dove vengono trascritti i testi più antichi del tedesco. Primo gruppo dialettale che contempliamo. Segue l'alto tedesco medio.
B) basso tedesco antico, plattdeutsch, dialetti germanici settentrionali. Questa tipologia di tedesco dal punto di vista consonantico non ha la rotazione alto tedesca. Questo basso tedesco in fase antica riceve il nome di antico sassone (sass.a), gli stessi dell'inghilterra, in quanto Sassoni è un etnonimo che indica popolazioni provenienti dal nord della Germania, alcuni di loro partono e danno vita all'inghilterra anglosassone. Non tutti però, molti rimangono nella Germania settentrionale e vi sono ancora oggi. Nel IX secolo vi è un insieme di manoscritti che tramandano testi poetici di contenuto Cristiano in antico sassone, ma non vi è una traduzione della Bibbia come nel gotico.
- norreno XI-XV secolo. Figure importanti: Tacito e Cesare Abbiamo detto che "germanico" sta ad indicare un raggruppamento etnico con caratteristiche affini. Sono più popoli, più tribù di condizione semi-nomade che possono essere raggruppati nella stessa categoria. 1. "Commentarii de Bello Gallico" Come abbiamo detto l'etnonimo " Germani " si afferma in latino, lo troviamo usato con questa accezione per la prima volta da Caio Giulio Cesare , nella metà del I sec aC (pg.2) intorno al 50 aC, grande generale che conclude la fase della repubblica romana. Non fu infatti un imperatore, ma ebbe comunque un potere assoluto stravolgente, motivo anche per il quale fu assassinato. Ricordiamo che tra le sue campagne più cospique ci fu quella in Gallia, grandissima regione a base etnica celtica, dove indirizzò le sue spedizioni. Corrisponde all'attuale Francia, Paesi Bassi e Svizzera romanza. Mentre conquista la Gallia Cesare si imbatte, lungo il confine del Reno, con tribù che sono quelle che poi lui chiamerà germaniche. Ricapitolando, secoli prima i germani si concentravano tutti in quella che abbiamo chiamato Cerchia Nordica. Nella preistoria, queste tribù germaniche si espandono verso sud a danno delle popolazioni celtiche, e la zona di maggior stallo è senza dubbio il Reno. Nel 6° libro del suo "De bello Gallico" introduce i germani dicendo che essi differiscono molto dalle abitudini dei galli. I Galli vivono in insediamenti anche di tipo pre-urbano, con incastellamenti con funzione difensiva. E' una civiltà divisa in classi, al vertice troviamo drulli, classe sacerdotale e regale, amministratori del culto degli Dei e detentori di una sapienza tramandata oralmente, questo perchè i celti non volevano che questa loro sapienza, arcana e magica, venisse divulgata. Abbiamo poi la classe di cavalieri, aristocrazia militare, e poi la plens, il popolo. I Celti poi hanno un sistema religioso complesso e politeistico, adorano divinità dalle forme umane (antropomorfi, vd Tacito), che Cesare paragona agli Dei classici greco-romani, con un procedimento che si chiama Iterpretatio Romana (pg.21). Quindi quando parla dei celti, popolazioni barbare che lui stava andando a sottomettere, ammette un certo tipo di moralità e un certo tipo di stima per il modo in cui fossero riusciti ad organizzare la loro vita, pur non essendo romani.
Qui Tacito inserisce il resoconto di un mito: loro sostengono che l'umanità sia nata da un primo essere umano (Tacito usa un germanismo per descriverlo, Tuisto , nome legato ad una radice IE, lat. Duo, ingl. Two. Essere doppio, creatura forse ermafroditica, essere primordiale) nato dalla madre terra. Da lui fu generato "Mannus" il primo essere umano (desinenza latina -us radice germanica *man=uomo che diventa IE *men) Da qui sembra siano derivate tre stirpi, che hanno portato poi alla nascita delle popolazioni germaniche. L'esistenza di questo mito è confermata dal fatto che più tardi conosceremo un mito cosmogorico norreno dove le creature vengono originate proprio da un gigante primordiale. Nel suo Germania Tacito fa considerazioni che verranno studiate più avanti da Arnando Morigliano. Morigliano, studioso e filologo classico, fa uno studio approfondito e da ciò ne deriva una conclusione: il trattato di Tacito è uno dei più percolosi libri mai scritti, in quanto nella propria analisi etnografica dice che questi germani erano biondi e con gli occhi azzurri, segni di purezza raziale. Questo discorso lungi dal voler essere razzista per Tacito, anzi per lui serviva solamente a sostanziare questa sua idea dell'autoctonia. Tacito, come detto, è uno storico di orientamento stoico e pessimista, ha una forte intenzione polemica contro il proprio tempo (lat. laudator temporis acti , elogiatore del passato) Il presente romano è un tempo di decadenza: nonostante la grandissima espansione dell'Impero vi sono popolazioni come i germani che, seppur essendo barbari, hanno una grandissima virtus, questa forza militare ragguardevole. Cit. "Noi viviamo negli agi, siamo ormai una civiltà opulenta, ma siamo diventati degli imbelli incapaci di difenderci da questi barbari. " Elementi fondamentali della comunità
- Clan (lat. Familia, ted. Sippe). Sono i gruppi originari della tribù, il primo gruppo di consaguinei. La donna germanica, secondo Tacito, è fatta oggetto di un particolare rispetto e venerazione. Lei dal canto suo è completamente dedita al clan, alla propria famiglia. Fa un paragone con la civiltà romana arcaica, dove vi era una società simile di tipo tribale. Le donne, pur essendo giuridicamente subordinate, avevano un ruolo importante di amministrazione. Le donne dei germani per esempio non scendono in battaglia ma partecipano attivamente alla vita militare dei mariti e dei figli. Questo anche perchè erano nomadi, e quindi le donne non avevano una casa dove rimanere e dove accudire i figli piccoli e le piccole faccende quotidiane: tutte le loro imprese militari comportavano degli spostamenti. Addirittura spesso a fianco dei capi guerreiri vi era una sacerdotessa veggente che potesse consigliare le sorti della guerra e delle popolazioni. Vi è però un discorso complesso in atto, cioè un quadro istituzionale un po' confuso in quanto abbiamo 2 figure istituzionali al potere:
- Reges (plurale di rex, termine che aveva definito i primi sette capi assoluti della roma arcaica) Essi sono dei re che vengono scelti ex nobilitate , ossia per la grande rinomanza e nobiltà della loro stirpe.
Ma che vorrà dire nobiltà per Tacito? Probabilmente una stirpe era definibile nobile quando avesse una sua notorietà (nobis, radice del verbo "che si fa conoscere") di origine divina. Ne possiamo dedurre una possibile sacralità del re, che avesse all' origine un antenato divino. Questi re avevano una specie di funzione rappresentativa, sono figure simboliche rilevanti per la coesione identitaria del gruppo sociale, ma senza potere effettivo.
- Concilium E' un'Istituzione di tipo parlamentaristico, un'assemblea di tipo aristocratico oligarchico a cui avevano diritto di partecipare tutti i liberi (escluse donne e schiavi) che avessero diritto di portare le lance. Era diretta dai sacerdotes, che amministravano il culto degli Dei. Esistevano poi altre istituzioni sociali:
- istituto della faida \della vendetta di sangue Per la regola della vendetta di sangue l'individo si annulla nel gruppo di sangue, perciò se un elemento del gruppo di sangue viene ucciso o ferito, la vendetta può essere esercitata da qualunque elemento appartenente al gruppo, contro qualunque appartenente del gruppo nemico. Prende un nome in italia, faida , longobardismo, che troviamo attestato nelle leggi longobarde.
- Comitatus (o Gevolgschaft) Fu la forza effettiva che scatenò le migrazioni e gli sconfinamenti entro il limes romano: erano libere organizzazioni di guerrieri che travalicavano relazioni di sangue. Eserciti privati, con un organizzione molto verticistica il cui capo, o dux (verb latino duce, condurre), era un capo militare scelto per virtù, intorno al quale si radunavano tutti quei guerrieri che prestassero la loro attività in favore di questo capo. Cosa molto importante, il duce redistribuirà poi ai suoi sottoposti, ciò che essi sarebbero riusciti a conquistare. Credenza religiose Cesare, come Tacito, aveva parlato delle civiltà germaniche dicendo che fossero molto più arretrate dei Galli o dei Celti, questo perchè mentre ai Celti Cesare avesse attributi divinità di tipo antropomorfo (paganesimo simile al greco\romano), dei germani aveva detto che adoravano le forze della natura. Si tratta quindi di un paganesimo più arcaico. Ma questo non toglie che, tramite studi effettuati sui giorni della settimana di alcune lingue germaniche tramite un processo di interpretatio germanica , furono evidenziate anche divinità antropomorfe. Martis dies = Tues-day Mercurii dies = Wednes-day Iovis dies = Thursady Veneris dies = Friday Tacito nel capitolo 9 nomina tre divinità maschili: **1. Mercurius;
- Mars;
- Hercules;**