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Filologia Romanza R. Manetti, Sbobinature di Filologia romanza

Appunti e riassunto libro della prima parte della lezione.

Tipologia: Sbobinature

2018/2019

Caricato il 07/03/2019

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letizia-trenti 🇮🇹

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RIASSUNTO
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FILOLOGIA ROMANZA
(Per avere una grammatica base di latino, cosa richiesta da lei, vedi wikipedia.)
(Focus su Nominativo Accusativo).
Le lingue romanze:
Con il termine lingue romanze, o neolatine, si fa riferimento a quelle lingue che sono derivate dal
latino a seguito dell’espansione dell’Impero Romano.
L’intera area in cui si iniziò a parlare latino prese e ha il nome di Romania (a partire dal V sec) =
come insieme dei territori latinizzati.
Le lingue quindi che con il progredire del tempo, del volgare e delle influenze territoriali hanno
mutato determinate caratteristiche si identificano in 9:
(Portoghese, Spagnolo, Catalano, Occitano o Provenzale, francese, Sardo, Italiano, Ladino o
Romanzo Alpino, Romeno).
A fine 1800 Diez, aveva identificato non 9, ma bensì 6 lingue romanze, in quanto aveva evidenziato
le principali popolazioni a caratteri più elevati; un es è il catalano che negli anni passati stava man
mano perdendo potere, sovrastato dallo spagnolo, ma negli ultimi periodi è ritornato e si sta
rafforzando (causa anche politica, per l’indipendenza catalana.)
Si usa raggruppare le lingue romanze in 5 macro-famiglie, distinte in base alla locazione:
Balcanoromanzo (romeno e dalmatico)
Italoromanzo (italiano e sardo)
Retoromanzo (romanzo alpino: friulano, ladino, romancio)
Galloromanzo (francese, francoprovenzale, occitano)
Iberoromanzo (catalano, spagnolo e portoghese).
Si identificano le lingue in base alla nazione di provenienza, ma non sempre questa si rappresenta
corretta, in quanto ci sono casi che vedono la lingua di altre nazioni confondersi con la propria; un
esempio è il portoghese, che oltre al portogallo, ha conquistato anche l’area limitrofa ai territori
spagnoli; oppure il francese, che invece è parlato in Belgio e Svizzera. (Ci sono delle sbavature di
lingua nei confini).
In seguito alla colonizzazione del Vecchio e del Nuovo Mondo da parte di popolazioni di lingua
romanza, tali lingue si sono diffuse anche in altri continenti come:
Spagnolo: Messico, altri paesi dell’America centrale e meridionale.
Portoghese: Brasile, Africa meridionale e Asia (alcuni paesini dell’India e della Cina).
Francese: Canada (Québec), Louisiana (USA), Caraibi, Africa e Oceania.
Tali lingue nuove vengono identificate come “Lingue Creole” ovvero delle lingue nate per
esigenza: come scambio, schiavi o altro.
Possiamo identificare la nascita delle lingue creole favorite dalle particolari condizioni che hanno
fatto sviluppare le lingue pidgin (lingua particolare che non ha parlanti nativi e che viene impiegata
solo in determinate situazioni perché espressivamente ridotta).
Quando un pidgin viene utilizzata da una comunità per comunicar in tutte le situazioni in cui si
utilizza una lingua “normale” si parla di un processo di creolizzazione (formazione di una lingua
creola).
Quello che però bisogna sottolineare, con l’avvento della colonizzazione è che con l’importazione
di specifiche lingue e la nascita di nuove lingue romanze, quest’ultime, non possono essere
identificate esattamente come tali, in quanto viziate dal vecchio parlato e non nate da una medesima
fonte, ma da un suo surrogato.
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RIASSUNTO

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FILOLOGIA ROMANZA

( Per avere una grammatica base di latino, cosa richiesta da lei, vedi wikipedia.) (Focus su Nominativo Accusativo ).

Le lingue romanze:

Con il termine lingue romanze, o neolatine, si fa riferimento a quelle lingue che sono derivate dal latino a seguito dell’espansione dell’Impero Romano. L’intera area in cui si iniziò a parlare latino prese e ha il nome di Romania (a partire dal V sec) = come insieme dei territori latinizzati. Le lingue quindi che con il progredire del tempo, del volgare e delle influenze territoriali hanno mutato determinate caratteristiche si identificano in 9: (Portoghese, Spagnolo, Catalano, Occitano o Provenzale, francese, Sardo, Italiano, Ladino o Romanzo Alpino, Romeno). A fine 1800 Diez, aveva identificato non 9, ma bensì 6 lingue romanze, in quanto aveva evidenziato le principali popolazioni a caratteri più elevati; un es è il catalano che negli anni passati stava man mano perdendo potere, sovrastato dallo spagnolo, ma negli ultimi periodi è ritornato e si sta rafforzando (causa anche politica, per l’indipendenza catalana.)

Si usa raggruppare le lingue romanze in 5 macro-famiglie, distinte in base alla locazione:

  • Balcanoromanzo (romeno e dalmatico)
  • Italoromanzo (italiano e sardo)
  • Retoromanzo (romanzo alpino: friulano, ladino, romancio)
  • Galloromanzo (francese, francoprovenzale, occitano)
  • Iberoromanzo (catalano, spagnolo e portoghese).

Si identificano le lingue in base alla nazione di provenienza, ma non sempre questa si rappresenta corretta, in quanto ci sono casi che vedono la lingua di altre nazioni confondersi con la propria; un

esempio è il portoghese, che oltre al portogallo, ha conquistato anche l’area limitrofa ai territori spagnoli; oppure il francese, che invece è parlato in Belgio e Svizzera. (Ci sono delle sbavature di lingua nei confini).

In seguito alla colonizzazione del Vecchio e del Nuovo Mondo da parte di popolazioni di lingua romanza, tali lingue si sono diffuse anche in altri continenti come: Spagnolo: Messico, altri paesi dell’America centrale e meridionale. Portoghese: Brasile, Africa meridionale e Asia (alcuni paesini dell’India e della Cina). Francese: Canada (Québec), Louisiana (USA), Caraibi, Africa e Oceania.

Tali lingue nuove vengono identificate come “ Lingue Creole ” ovvero delle lingue nate per esigenza: come scambio, schiavi o altro. Possiamo identificare la nascita delle lingue creole favorite dalle particolari condizioni che hanno fatto sviluppare le lingue pidgin (lingua particolare che non ha parlanti nativi e che viene impiegata solo in determinate situazioni perché espressivamente ridotta). Quando un pidgin viene utilizzata da una comunità per comunicar in tutte le situazioni in cui si utilizza una lingua “normale” si parla di un processo di creolizzazione (formazione di una lingua creola).

Quello che però bisogna sottolineare, con l’avvento della colonizzazione è che con l’importazione di specifiche lingue e la nascita di nuove lingue romanze, quest’ultime, non possono essere identificate esattamente come tali, in quanto viziate dal vecchio parlato e non nate da una medesima fonte, ma da un suo surrogato.

La Romania moderna quindi è onnicomprensiva di ogni lingua filo-romanza, ma ciò che deve essere sottolineato è l’importanza della categorizzazione delle lingue primarie e secondarie.

Ci sono stati casi in cui il latino è stato soppiantato dall’avvento di altre lingue, come quella germanica, araba e slava; evento che è stato scaturito con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel V sec. e che via via ha proseguito il suo cammino conquistando diverse aree latinizzate: Germania, Austria, Olanda. Inghilterra, Albania e parte dell’Africa. In aiuto al latino è intervenuta la Chiesa, che da sempre utilizza il latino negli scritti, liturgie e altro, e che ha impedito il possibile cedimento della lingua.

IL LATINO

• Il latino nelle lingue indoeuropee:

Le diverse lingue romanze, derivano tutte dalla macro famiglia di lingue chiamata Indoeuropea. La classificazione in lingue madri (le principali) e lingue figlie (le derivate) è merito dello studioso

  • Schleicher - che sviluppò il modello dell’albero genealogico delle lingue. Da questo schema è stato possibile risalire alle diverse lingue indoeuropee subordinate come:
    • Germaniche
    • Slave
    • Celtiche
    • Greco, Albanese
    • Italico Logicamente fu dall’ultima lingua che iniziò a svilupparsi il primo abbozzo di latino, che poi, a seguito della fondazione e presa di potere del sacro romano impero, acquistò potere e divenne lingua ufficiale di Roma. Le lingue italiche sembrano essere arrivate in Italia a partire dal II sec A.C, e il latino non era altro che l’Italico parlato nel Lazio. La stabilità del latino si è mantenuta fino a Giustiniano, il quale decise di chiudere le scuole pubbliche. Quindi nell’arco temporale tra: fondazione di Roma, espansione, e fine dell’Impero dal 272 a.C. – fino al 476 d.C, si è potuta vedere l’evoluzione del latino per diverse cause o motivi:
    1. Cambiamento avvenuto di generazione in generazione; la lingua è viva, viene parlata e in questo modificata da diverse cause e non rimane la stessa che parla il padre e che parla il figlio, = variazione di tipo storico.
    2. Variazione di tipo geografiche: introduzione del proprio dialetto e stile di comunicazione. In ogni luogo in cui fu importato il latino, quest’ultimo ebbe delle trasformazioni linguistiche in relazione al tipo di lingua che vi stanziava prima. Passando da un bilinguismo e poi al solo latino, ma in parte integrato.
    3. Variazione della scrittura: un altro esempio di cambiamento fondamentale, in quanto è un carattere molto moderno, è la distinzione forte tra scritto e parlato, tra formale e informale, tra il tipo di cultura e d’istruzione. Così facendo si è andato man mano modificando l’assetto linguistico del latino, portandolo a mutazioni tali che lo hanno fatto evolvere poi in altre lingue.

• Latino classico e latino volgare:

fin dalla nascita della filologia romanza, i linguisti si sono interessati alla comparazione delle diverse figlie linguistiche, ponendo il confronto anche con il latino. Questo accostamento ha dato forma ad uno studio effettivo sul come e perché parole latine utilizzate da vati come Virgilio e Omero, non siano e nel tempo non fossero più utilizzate e rintracciabili dentro altri scritti. Per capire questo dobbiamo rifarci al -lessico-. Possiamo vedere come diverse parole entro testi, ma anche parole comune riferite ad oggetti siano via via scomparse e sostituite da altre nelle diverse lingue romanze:

Difatti le prime traduzioni della Bibbia presentano delle caratteristiche linguistiche che in parte differiscono dal latino classico, pur consono all’uso parlato dell’epoca. Questo si pensa perché il cristianesimo così facendo si distingueva dalla lingua parlata dai pagani.

Testi Post-Imperiali:

Fino ad ora si è visto testi e scritti pre caduta dell’Impero, ma con la fine di Roma e della sua centralità, si va a perdere il centralismo della lingua e il suo insegnamento nelle scuole, tant’è che s’inizia da qui in poi a intravedere i primi accenni alle divere lingue romanze.

  • GIURAMENTI DI STRASBURGO siamo nel III sec. con Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico. Volgare rintracciato in questo documento solo in 4 frasi piccole piccole ( tedesche e 2 francesi), ma che hanno significato un importante segnale alla tipologia di linguaggio che si stava evolvendo, tra lingua parlata e lingua scritta; le diverse quindi varietà. A scrivere tale trattato in latino scritto, con all’interno la trascrizione delle 4 frasi è stato il cugino dei due contraenti, il quale però pendeva per Carlo il Calvo (difatti scrisse una cronaca a favore di quest’ultimo).
  • Altro esempio di testi scritti in un latino parlato si hanno con la decisione, in procinto di morte, di Carlo Magno nell’814 (morì nell’815), il quale appunto decretò che le omelie fossero divulgate in una lingua “rustica romana” e in “tedesco”.

Grammatiche:

una fonte indiretta è identificata nelle grammatiche, le quali fornivano un resoconto sullo stato della lingua rispetto alla forma classica, che sono appunto: Normative o Prescrittive: dicono ovvero quali siano le forme corrette in base ai maggiori testi e autori di riferimento. Il testo di maggior rilievo è l’Appenix Probi = si chiama appunto così in quanto è un’appendice del 700, che mette a confronto 227 parole, inserendo quella “classicamente” corretta e quella invece di utilizzo comune.

[Integrazioni dagli appunti del 18/9] La prima università nacque a Bologna a cavallo tra il XII sec e il XIII sec d.C.; le materie di studio prevalenti erano il diritto e la teologia – materia che adesso ha perso spessore, ma che al tempo rappresentava uno studio fondamentale, per i grandi testi di riferimento e per il latino. In seguito si ottennero università scisse in due regimi: Trivio e Quadrivio. Il Trivio = “a tre vie” riguardava 3 discipline filosofico-letterarie: 1- Grammatica -> Latino; 2- Retorica -> arte di comporre un discorso; 3- Dialettica -> Filosofia. Il Quadrivio = “A quattro vie” riguardava ovviamente 4 discipline: 1- Aritmetica; 2- Geometria; 3- Astronomia; 4- Musica. Sfere attribuite alle discipline matematiche.

INFLUENZE ESTERNE

Come visto precedentemente, le diverse lingue romanze sono cambiate nella storia grazie ad importazioni ed influenza lessicali provenienti da popoli conquistati o limitrofi. Difatti in analisi alla trasformazione del latino nelle sue “figlie”, vediamo quali influenze prettamente esterne hanno fatto sì che cambiasse la sua formologia di pronuncia, lessico e intonazione. I. L’espansione di Roma ha ovviamente causato la rottura di ciò che rappresentava la tipicità linguistica di una determinata popolazione, in quanto Roma provvedeva a far sopraffare il latino sopra la lingua del luogo, come?

  1. Sconvolgimento delle popolazioni: un gruppo diversificato, con appartenenze a più etnie, cambia più rapidamente. Si gettano così le basi per una diversificazione linguistica nelle diverse parti dell’Impero.
  1. Contatto con le lingue indigene: sia le popolazioni conquistate, sia quelle che si vedevano costrette a spostarsi nelle colonie appena create hanno dato via a delle differenti terminologie lessicali. Si influenzavano indirettamente. Sia infatti l’uno che l’altro imparavano ed utilizzavano gerghi che appartenevano alla lingua di corrispondenza, sia per maggior comprensione, sia per praticità che per mancanza di un vocabolo nella propria lingua capace di spiegare quella determinata azione o cosa.

Così facendo si andava creando delle varietà regionali di latino diverse a seconda delle lingue del paese conquistato e che daranno le basi alle lingue romanze.

II. Altro elemento esterno: le diverse lingue pre-romane esistenti che vengono definite in linguistica lingue di sostrato (strato linguistico antico, sopraffatto da una lingua sopraggiunta successivamente). Es: la “C” aspirata, quale “diho” “lahasa” per dire “dico” e “la casa” hanno ritenuto essere d’importazione estrusa. L’effettivo problema è che non abbiamo a disposizione fonti e testi che possano quantomeno confermare l’ipotesi di contagio linguistico, di conseguenza ciò rimane una mera congettura con basi però solide.

Il Sostrato è più marcato e sentito nel lessico, in quanto rappresenta l’effettivo strumento di comparazione tra le lingue influenzate e soprattutto l’elemento linguistico più semplice da influenzare: questo perché il lessico si forma da parole sempre nuove coniate per spiegare situazioni, cose e altro. Come visto prima, qualora una delle due lingue fuse (latino e lingua sostrato) non avesse un termine per un det. caso, interveniva l’altra a sovvernire al problema, divenendo quella parola di uso comune e quindi entro il lessico. Così facendo si è andato creando un mix di parole che tutt’oggi è possibile riscontrare anche nel nostro lessico quale: “it. Camicia dal termine Celtico Camisia” o “it. Carro dal termine Carrum”. Ecc.

vediamo una presenza di circa 200 vocaboli nel lessico francese, dove il celtivo rappresenta il substrato o sostrato. Si tratta per lo più di termini legati alla campagna, alla flora e alla fauna. Altra influenza nel rancese è ovviamente importata dal gallese, il quale rappresenta un modo per comprendere la mappa della Francia attraverso la latinizzazione di certe tribù della Gallia, come “Parisii Parigi”.

Anche nella penisola iberica ci sono delle accezioni alla lingua celtica tant’è che si parla di celtiberico , per intendere la contrapposizione di popolazioni celtiche ed iberiche. L’Iberico in spagnolo lo vediamo da alcune caratteristiche lessicali come –rd o –rr.

Più difficile è capire le parole che provengono dal sostrato romeno, in quanto si hanno pochissime fonti del Tracico. Il romeno comunque ha in comune con l’albanese alcune parole, ciò identifica una certa correlazione tra confinanti.

III. Altra influenza esterna è indicata con i Greci, con i quali sappiamo Roma ha da sempre avuto un legame d’affari, di cultura e d’arte. Lingua definita adstrato (strato di lingua adiacente). Anche per queste ragioni quindi, economico-sociali, individuiamo alcune assonanze linguistiche nelle lingue romanze lasciate dal greco: es. “CAMERA, PLATEA x Piazza” o “PETRA per Pietra”.

FONETICA:

Come già sappiamo l’aspetto che varia di più con l’influenza con una lingua è il “lessico”, a differenza invece dell’assetto o struttura grammaticale, in quanto ha una posizione più radicata all’interno del linguaggio e quindi anche più difficile da modificare. Ciò che c’interessa è quindi vedere quali modifiche di carattere grammaticale hanno visto modificarsi le lingue romanze, al fine unico di comprendere come il latino sia stato forte o meno. Molto spesso i cambiamenti sul piano della morfologia e della sintassi dipendono da una asimmetria o da una lacuna nel sistema, che inconsciamente vengono colmate e rede simmetriche dai parlanti. Tali modifiche prendono il nome di “ analogie ” un fenomeno che è particolarmente attico a livello della grammatica, ma che agisce anche sulla struttura fonetica e fonologia; da qui si capisce anche alcuni cambiamenti del suono, pronuncia. IPA (International Phonetic Association)= terminologia più adatta. Nell’articolare un suono vanno considerati alcuni parametri entro la gamma di organi fonatori : es. “glottide, laringe, cavità nasale, cavità boccale, denti, palato, lingua ecc.”

  • Il modo in cui l’aria esce dai polmoni passa per gli organi fonatori.
  • La vibrazione o meno delle corde vocali.
  • Lo schema delle vocali latine disposto a Trapezio, rappresenta infatti la posizione della lingua nella cavità boccale. Così si vede che le vocali più alte o chiuse sono /i/e/u/ ; mentre quella più bassa e aperta è la /a/. Poi ci sono le vocali anteriori /ì, e, / e posteriori /u, o, (c al contrario)/.

L’articolazione delle consonanti hanno svariati suoni: bilabiali, labiodentali, dentali, palatali, velari ecc. , cambia il suono anche sull’ostruzione dell’aria, ottenendo un suono occlusivo ; un passaggio costante dell’aria darà un suono fricativo; la combinazione di queste due modalità produce un suono affricato

  • VOCALISMO

E da 3 dittonghi AE, OE, AU.

Tonico= accento melodico, innalzamento della voce. Vocalismo tonico:

  1. Riduzione della À e à in A normale, è un principio che accomuna tutte le altre lingue, perché è da questa che s’inizia la scissione. 2)Questi diversi sviluppi del sistema vocalico del latino porta a vari esisti nelle lingue romanze: Sistema vocalico tonico sardo (anche mezzo calabro, e lucano). Si ha qui la semplice divisioni delle 10 vocali in 5.
  1. Sistema base delle principali lingue romanze occidentali a sette vocali toniche. (il primo). Es:

  2. Sistema vocalico balcanico, non del tutto sviluppato dal punto di vista delle 7 voc. Delle ling. Rom. Occ. (3°) metà occidentale e metà sardo. Sembrerebbe che in Italia vigessero tutti i tipi di vocalismi (anche quello sardo), che però poi sono stati nel tempo soppiantati dai nuovi. Ciò lo si può notare dal fatto che ci sono delle caratteristiche rappresentate dai dialetti: a. occidentale: alla base dell’italiano standard, vediamo il toscano e la maggior parte dei dialetti. b. Sardo: che appunto si identifica nei sardi, alcune aree della Calabria e dei lucani. c. Balcanico: presente in una piccola area tra Potenza e Matera. d. Siciliano: sistema per eccellenza dei dialetti Calabresi, Salento e Sicilia.