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filosofie positiviste, Dispense di Filosofia

riassunto filolosofie positviste: bengson, mill comte e darwin

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 26/06/2023

aurora-rita-sgroi
aurora-rita-sgroi 🇮🇹

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POSITIVISMO
Il positivismo designa un orientamento filosofico che ebbe la sua
diffusione nell’Europa dell’800, influenzando non sono il pensiero
filosofico, ma anche quello scientifico, storiografico ecc… nato in Francia
si diffuse nell’Europa attraversata dalla restaurazione postnapoleonica e
dell’industrializzazione. Riprendendo aspetti della tradizione illuministica
settecentesca, il positivismo esaltò la scienza e la razionalità
scientifica, rifiutando tutto ciò che astratto e metafisico. Il positivismo
dunque si propose non solo come filosofia ma anche come base teorica
per una pratica sociale capace di garantire una gestione razionale della
società e della politica, favorendo il progresso materiale e civile.
Principi fondamentali
Fiducia nella scienza e nella tecnica
L’esaltazione di un sapere concreto, basato sui fatti e non astratto
Fiducia nel progresso
Affidamento alla filosofia di un compito di unificazione dei metodi e
risultati ricerca scientifica.
Il termine indica anche oggi chi ha senso della realtà, affidabilità. Nel
700 viene associato ai progressi della scienza e al metodo sperimentale.
Per Claude-Henry de Saint-Simon uno dei fondatori del positivismo, la
filosofia positivista è quella che applica il metodo delle scienze. Ma fu
Comte a fornire le basi teoriche e sistematizzare l’orientamento
positivista, creando una scuola.
Dottrina epistemologica e metodologica, il positivismo avanza le
pretese di distinguere le affermazioni dall’uomo sul mondo in scientifiche
e non. Sono scientifiche: le affermazioni che rispettano alcuni criteri
fondamentali come l’osservazione dei fatti, la formulazione di leggi, la
verifica, e il rifiuto di ipotesi non verificate. Il positivismo sostiene
l’unitarietà del metodo scientifico, ovvero la possibilità di assoggettare i
fenomeni alle stesse regole. Positivismo sostiene esistenza modello di
razionalità unitario.
Il positivismo afferma il tema della finalità sociale del sapere: il
sapere non è fine a se stesso, ma ha uno scopo, che è quello di
migliorare la condizione umana.
La storia viene distinta in metodologia storiografica e teorie dello
sviluppo storico. Dalle teorie dello sviluppo storico, Comte elaborò la “la
legge dei 3 stadi” una filosofia della storia centrata sull’idea di progresso.
Fu poi Spencer a formulare una dottrina evoluzionistica della storia e
della società individuando nel passaggio dal semplice al complesso la
legge generale dello sviluppo progressivo della vita sociale.
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POSITIVISMO

Il positivismo designa un orientamento filosofico che ebbe la sua diffusione nell’Europa dell’800, influenzando non sono il pensiero filosofico, ma anche quello scientifico, storiografico ecc… nato in Francia si diffuse nell’Europa attraversata dalla restaurazione postnapoleonica e dell’industrializzazione. Riprendendo aspetti della tradizione illuministica settecentesca, il positivismo esaltò la scienza e la razionalità scientifica, rifiutando tutto ciò che astratto e metafisico. Il positivismo dunque si propose non solo come filosofia ma anche come base teorica per una pratica sociale capace di garantire una gestione razionale della società e della politica, favorendo il progresso materiale e civile. Principi fondamentali  Fiducia nella scienza e nella tecnica  L’esaltazione di un sapere concreto, basato sui fatti e non astratto  Fiducia nel progresso  Affidamento alla filosofia di un compito di unificazione dei metodi e risultati ricerca scientifica. Il termine indica anche oggi chi ha senso della realtà, affidabilità. Nel 700 viene associato ai progressi della scienza e al metodo sperimentale. Per Claude-Henry de Saint-Simon uno dei fondatori del positivismo, la filosofia positivista è quella che applica il metodo delle scienze. Ma fu Comte a fornire le basi teoriche e sistematizzare l’orientamento positivista, creando una scuola. Dottrina epistemologica e metodologica, il positivismo avanza le pretese di distinguere le affermazioni dall’uomo sul mondo in scientifiche e non. Sono scientifiche: le affermazioni che rispettano alcuni criteri fondamentali come l’osservazione dei fatti, la formulazione di leggi, la verifica, e il rifiuto di ipotesi non verificate. Il positivismo sostiene l’unitarietà del metodo scientifico, ovvero la possibilità di assoggettare i fenomeni alle stesse regole. Positivismo sostiene esistenza modello di razionalità unitario. Il positivismo afferma il tema della finalità sociale del sapere : il sapere non è fine a se stesso, ma ha uno scopo, che è quello di migliorare la condizione umana. La storia viene distinta in metodologia storiografica e teorie dello sviluppo storico. Dalle teorie dello sviluppo storico, Comte elaborò la “la legge dei 3 stadi” una filosofia della storia centrata sull’idea di progresso. Fu poi Spencer a formulare una dottrina evoluzionistica della storia e della società individuando nel passaggio dal semplice al complesso la legge generale dello sviluppo progressivo della vita sociale.

Per il positivismo la filosofia non ha futuro come forma di conoscenza metafisica, essa non può proporre soluzioni razionali ai problemi umani. Il positivismo le affida un nuovo compito: l’unificazione dei metodi della ricerca scientifica. Nel positivismo più ingenuo ha prodotto due esiti negativi: la ricerca dell’unitarietà nel metodo scientifico che si è spessa tradotta in riduzionismo (che analizza i fatti con pochi parametri unitari) e la creazione di nuove metafisiche della natura e della storia centrate sulla fede nel progresso e nella scienza Positivismo evoluzionistico teoria dell’evoluzione di Darwin= adattamento all’ambiente. Verso la fine dell’800 si manifestò nella cultura europea una reazione contro alcuni principi del positivismo = crisi del positivismo. Alcuni dei motivi sono da ricercare nello stesso progresso scientifico: nuove scoperte crearono dubbi sulla capacità della scienza di produrre certezze definitive. Subì attacchi dai radicali spiritualisti o correnti neokantiane che sostenevano l’impossibilità delle scienze di rendere conto ai fenomeni storici e sociali. La sua fine la ebbe quando in Europa ci fu un processo di civilizzazione e modernizzazione basato sulla ricerca del progresso materiale. Il pensiero di Comete appartiene a un periodo di transizione, comete ritiene che la sua epoca sia di passaggio da un modello di società organica, basata su una forte integrazione delle parti, a una società industriale basata sulla produzione. Comte mira a fondare un sistema del sapere positivo che sia alla base di una nuova organizzazione sociale, è questo il fine del “ corso di filosofia positiva “. Il corso viene inteso come un’enciclopedia del sapere che fornisce un quadro unitario del sapere in cui ogni scienza è considerata nelle sue relazioni con l’intero sistema positivo. Comte mette in guardia dall’impoverimento intellettuale e morale che la frantumazione del sapere e delle attività può provocare. Questo quadro unitario prevede una classificazione gerarchica delle scienze fondata una scala crescente di complessità e su una teoria che ne descrive l’evoluzione storica, la legge dei tre stadi. Comte afferma che il compito della filosofia è classificare le scienze decidendo l’ordine e organizzandole. Dopo aver trovato il criterio per organizzarle, la classificazione, il lavoro della filosofia è finito. Criterio di organizzazione: Le scienze devono essere ordinate in progressione dalla più semplice alla più complessa in base all’oggetto dello studio.

Metodo positivo l’osservazione di articola in 3 diversi momenti: osservazione, esperimento, comparazione di diversi fenomeni. In tutti il buon metodo è sintesi di osservazione e ragionamento. L’osservazione è sempre guidata dalla teoria. Comte intraprende anche lo studio della società dividendola in dinamica e statica. la statica sociale darà leggi di organizzazione della società, mentre quella dinamica l o sviluppo. la statica dà le leggi dell’ordine , la dinamica del progresso della società umana. Al centro della statica sociale di comte abbiamo il concetto di comsensus "l'evidente armonia spontanea che deve sempre tendere a regnare fra l'insieme e le parti del sistema sociale". Da ciò deriva che lo stato sociale è un elemento organizzativo invariante in ogni società umana. Al centro della dinamica c'è la dimostrazione storica della legge dei tre stadi. La società industriale positiva L'umanità, entrata nello stadio positivo, riesce a conciliare ordine e progresso. Il principio fondamentale che deve reggere la società industriale positiva è la divisione fra potere spirituale e potere temporale : alla classe speculativa (filosofi, scienziati, artisti) spetta il potere di regolare opinioni e costumi; alla classe attiva quello di guidare la vita economica e politica. Il problema della società positiva è allora quello di determinare vincoli gerarchici di subordinazione trasparenti e razionali , ma tutto ciò avviene per Comte sempre attraverso il grado di generalizzazione e di astrazione del loro carattere abituale. L'esprit de détail dovrà subordinarsi all'esprit d'esemble. MILL John Stuart Mill opera un’originale elaborazione dei principi del positivismo, egli crede nella scienza e nella razionalità ed esclude che il metodo sperimentale consenta di prevenire a conoscenze definitive. Secondo Mill ogni conoscenza si fonda sull’esperienza; ogni verità scientifica ha una base nei fatti e poiché le questioni metafisiche non possono essere sottoposte a verifiche sperimentali ne deriva che esse non hanno alcun valore conoscitivo o scientifico. La conoscenza ha la validità che le è consentita dai limiti della ragione umana, che può basarsi solo sull’esperienza e sul ragionamento. Occorre indagare su queste leggi e su di esse fondare una gnoseologia ancorata alle reali possibilità conoscitive dell’uomo. La gnoseologia ha un fondamento nella psicologia e nella logica. La psicologia è alla base di tutte le scienze umane che regolano i processi mentali. La logica studia la corretta articolazione del ragionamento. La logica ci indica come si

ragiona correttamente in tutti gli ambiti in cui abbiamo bisogno di ragionare. La logica classica contemplava due modelli prevalenti di inferenza: l’induzione (da particolare all’universale) e la deduzione (dall’universale al particolare). Mill afferma che ciò che definiamo universale è una generalizzazione di un’esperienza particolare. Mill dice inoltre che l’induzione muove sempre dal particolare al particolare. Mill dice che non esisterebbe nessun metodo induttivo efficace senza la credenza del principio di uniformità della natura (esistenza rapporto causa-effetto). Tuttavia nemmeno questo principio non ha valore assoluto: esso è il frutto di una lunghissima serie di osservazioni e generalizzazioni compiute lungo il corso del tempo. La sua validità è acquisita a posteriori. In campo politico mill è un originale innovatore dell’utilitarismo>: sostiene che l’utile è il criterio naturale che orienta le azioni umane. Ogni individuo tende alla massima felicità possibile che identifica con il bene. Compito della società è garantire al maggior numero di persone la massima felicità possibile, dunque bisogna eliminare ciò che ci crea disagio o sofferenza. il perseguimento dell’utile è per tutti. Il benessere degli altri dona felicità anche al singolo individuo, perché l’uomo tende all’altruismo. Mill sentì fortemente l’impegno politico per l’affermazione di una società più giusta. Nell’opera principi di economia politica afferma che nel sistema capitalistico vi è un ingiusto equilibrio nella distribuzione del reddito. Nel modello del capitalismo distingue produzione e distribuzione, la prima è un modello ottimale, la seconda è storicamente determinata. Sono gli uomini a decidere come distribuire la ricchezza di una società. Mill classifica questa distribuzione della ricchezza in due categorie:

  1. Quelli basati sulla proprietà privata e sulla concorrenza tra individui
  2. Quelli che si fondano sulla proprietà comune. La gran parte della società usa il primo modello. Il secondo è basato sul socialismo e rischia di sfociare nell’autoritarismo. Per mill la società è giusta quando offre pari opportunità a tutti i cittadini. Il liberalismo il bene sommo da tutelare in una società è la libertà individuale. Ciascuno è responsabile della propria condotta ma per ciò che riguarda lui solo la sua indipendenza è assoluta. Ogni interferenza del potere politico o dell’opinione pubblica è illegittima. La società deve punire i comportamenti che ledono i diritti altrui come il furto e