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Focault secondo Rodotà, Appunti di Filosofia

Appunti su Focault dopo la visualizzazione di un video

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 01/06/2019

Deb99
Deb99 🇮🇹

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POTERE E VITA
Foucault riflette sul modo in cui il potere si è venuto organizzando nelle società
moderne attraverso dispositivi di controllo delle persone sempre più penetranti,
tali di consentire al potere di impadronirsi della stessa vita. BIOPOLITICA che
si riferisce alla morte e alla vita in quanto tale. “Sorvegliare e punire” si apre
con una descrizione di morte, tortura come il “Trattato della tolleranza” di
Voltaire. Consapevolezza del potere che si impadronisce della vita assume
rilevanza attraverso l’esame degli strumenti delle istituzioni di cui il potere si
serve per impadronirsi della vita. Situazioni estreme: carcere, manicomio.
Biopolitica sarà affiancata a bioetica.
MICHAEL FOUCAULT
Nasce in Francia nel 1926, padre medico, ma non era quello il suo destino.
Studia filosofia, vive in modo solitario ed eccentrico, soggetto crisi depressive
che lo spingono ad affidarsi ad un analista. Consegue la laurea in psicologia e
filosofia. Aderisce al partito comunista per poi abbandonarlo. Nel 1960
pubblica “storia della follia in età classica”. Si trasferisce a Tunisi per seguire il
suo amante, torna a Parigi nel 1968, appoggia manifestazione studentesche e
finisce in carcere. Governo francese crea nuova università a Parigi di cui
Foucault presiede il dipartimento di filosofia. Non nasconde simpatia e
sostegno verso la sinistra radicale diffuse tra gli studenti. 1970 ottiene la cattura
al College de France. Cresce il coinvolgimento politico e si unisce al
movimento della sinistra proletaria. 1984 a causa del AIDS muore.
SORVEGLIARE ED ESSERE SORVEGLIATI
Foucault è consapevole dei dispositivi di cui il potere si serve. Bentham
progetta una forma di prigione nella quale tutti i detenuti sono visti da qualcuno
senza poter vedere chi è l’osservatore. È immagine oggi più vicina alla società
del controllo: infinite telecamere che ci seguono, tracce elettroniche e non
sappiamo chi usa queste informazioni che servono poi a controllarci
continuamente. Il grande fratello di Orwell, utopia negativa del ‘900, per
esempio coglie questa situazione. Foucault, per analisi sul Panopticon di
Bentham non aveva ipotizzato soltanto una sorveglianza delle persone devianti,
incarcerate, ma aveva esteso il suo modo di considerare la società a quasi tutte
le attività: la vita diventa oggetto del potere. Potere difficile da controllare che
si serve di dispositivi molteplici per piegare l’intera vita dell’individuo ai
bisogni del potere medesimo.
FOUCAULT E L’ANALISI DEL POTERE
Tema del potere è una riflessione centrale in Foucault. Il potere deve essere
studiato a partire dalla quotidianità degli effetti che produce nel mondo sociale.
Non può essere identificato con un solo soggetto, come lo stato, i politici ecc,
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POTERE E VITA

Foucault riflette sul modo in cui il potere si è venuto organizzando nelle società moderne attraverso dispositivi di controllo delle persone sempre più penetranti, tali di consentire al potere di impadronirsi della stessa vita. BIOPOLITICA che si riferisce alla morte e alla vita in quanto tale. “Sorvegliare e punire” si apre con una descrizione di morte, tortura come il “Trattato della tolleranza” di Voltaire. Consapevolezza del potere che si impadronisce della vita assume rilevanza attraverso l’esame degli strumenti delle istituzioni di cui il potere si serve per impadronirsi della vita. Situazioni estreme: carcere, manicomio. Biopolitica sarà affiancata a bioetica. MICHAEL FOUCAULT Nasce in Francia nel 1926, padre medico, ma non era quello il suo destino. Studia filosofia, vive in modo solitario ed eccentrico, soggetto crisi depressive che lo spingono ad affidarsi ad un analista. Consegue la laurea in psicologia e filosofia. Aderisce al partito comunista per poi abbandonarlo. Nel 1960 pubblica “storia della follia in età classica”. Si trasferisce a Tunisi per seguire il suo amante, torna a Parigi nel 1968, appoggia manifestazione studentesche e finisce in carcere. Governo francese crea nuova università a Parigi di cui Foucault presiede il dipartimento di filosofia. Non nasconde simpatia e sostegno verso la sinistra radicale diffuse tra gli studenti. 1970 ottiene la cattura al College de France. Cresce il coinvolgimento politico e si unisce al movimento della sinistra proletaria. 1984 a causa del AIDS muore. SORVEGLIARE ED ESSERE SORVEGLIATI Foucault è consapevole dei dispositivi di cui il potere si serve. Bentham progetta una forma di prigione nella quale tutti i detenuti sono visti da qualcuno senza poter vedere chi è l’osservatore. È immagine oggi più vicina alla società del controllo: infinite telecamere che ci seguono, tracce elettroniche e non sappiamo chi usa queste informazioni che servono poi a controllarci continuamente. Il grande fratello di Orwell, utopia negativa del ‘900, per esempio coglie questa situazione. Foucault, per analisi sul Panopticon di Bentham non aveva ipotizzato soltanto una sorveglianza delle persone devianti, incarcerate, ma aveva esteso il suo modo di considerare la società a quasi tutte le attività: la vita diventa oggetto del potere. Potere difficile da controllare che si serve di dispositivi molteplici per piegare l’intera vita dell’individuo ai bisogni del potere medesimo. FOUCAULT E L’ANALISI DEL POTERE Tema del potere è una riflessione centrale in Foucault. Il potere deve essere studiato a partire dalla quotidianità degli effetti che produce nel mondo sociale. Non può essere identificato con un solo soggetto, come lo stato, i politici ecc,

sono solo forme di rapporti di assoggettamento che danno forma a tutte le relazioni umane. Il potere è onnipresente viene da ogni dove e si moltiplica in innumerevoli forme; ogni rapporto sociale è un rapporto di potere. Ogni rapporto tra chi sa e chi no costituisce una forma di potere dove questo si radica e si concretizza. Quindi l’individuo come essere sociale risulta il prodotto delle numerevoli relazioni di potere in cui è inserito ed è plasmato dal potere in qualità di corpo. POTERE E COMUNICAZIONE Il potere della comunicazione legato al fatto che nelle nostre società la comunicazione, non più soltanto l’informazione, ha assunto un ruolo centrale. Società della comunicazione all’interno della quale siamo continuamente immersi, siamo produttori e destinatari di comunicazioni, ne produciamo continuamente attraverso vari strumenti che rivelano la rete delle nostre relazioni personali. Essere sempre osservati da qualcuno di cui non conosciamo niente ci porta all’immagine del Panopticon e al potere che consente a qualcuno di impadronirsi in modo diffuso della nostra vita. Questo biopotere, biopolitica accompagna la vita in ogni sua manifestazione. POTERE E MERCATO Questa organizzazione del potere si accompagna al potere della scienza e il potere del mercato. La vita è dipendente da ciò. I titoli tossici che hanno intossicato economia hanno prodotto la crisi finanziaria, ma la tossicità di un prodotto è stata riferita alla persona. La metafora della vita si è estesa all’intera società. Quest’economia finanziaria si impadronisce e distrugge la vita delle persone. È il mercato che privato di regole si impadronisce della vita delle persone, anzi costruisce delle istituzione che ci appaiono prive di regole perché non sono prodotte dalle istituzioni pubbliche ma spontaneamente prodotte dal mercato e congeniali a interessi tali da poter schiacciare la persona e la sua vita medesima. Il potere della scienza è allo stesso tempo strumento di liberazione e di controllo delle persone. POTERE E SCIENZA La scienza si è presentata come il grande fatto che sta cambiando società e persone nella loro stessa fisicità e vissuto. Il potere della scienza è produttore di benefici, come essere curati. La scienza mi da quello che la natura mi aveva negato, ma è un fattore di ulteriore possibile controllo, come sottoporre la persona a cavia. Posso comprare persona per sottoporla a sperimentazione medica, come quella nazista: una sperimentazione che nega la ragione stessa dell’umano.

POTERE E DIRITTO

Diritto alla salute (art.32) la legge non può in nessun caso imporre limiti che siano in violazione del rispetto della persona umana. Potere del diritto, della norma, portatore di forza e ambiguità, il potere dell’etica. Ambigue perché diritto è sempre stato instrumentum regni, ma è anche farmaco che può curare il male. Farmacon dal greco è nello stesso tempo rimedio e veleno. Diritto può essere rimedio come il rifiuto della violazione del corpo della persona, un diritto a tutela della persona, non soltanto della sfera politica ma dell’uomo considerato nella sua integralità. Nell’habeas corpus con la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino riemerge e accompagna questa accezione. IL CORPO DELLA DONNA I corpi sono distinti. Il potere può impadronirsi dei corpi usando il diritto. Il corpo della donna è come luogo pubblico, dove si possono mettere le mani volando la promessa della magna carta. Il corpo della donna come oggetto di potere perché è stato considerato come un oggetto di cui ci si potesse impadronire. I padroni come il marito la sottoponeva ai suoi doveri e poteri. La discriminazione sia politica sia nella vita intima (adulterio del marito non era un reato, quello della donna punito penalmente). DONNA, DIRITTO, LIBERTA’ Lenta opera di liberazione, facendo cadere una serie di vincoli giuridici, cadde il divieto della propaganda anticoncezionale che penalizzava la donna, cadde la penalizzazione dell’aborto e la scienza mette a disposizione contraccettivi ossia strumenti che consentono di dire no alla gravidanza ma anche strumenti che consentono di decidere quando procreare, tecniche di procreazione assistita. Il diritto legato alla scienza mette il corpo della donna nella condizione di potersi liberare da antiche servitù e discriminazioni. Il potere maschile tende a riappropriarsi di questo corpo con strumenti diversi, il ritorno al divieto riguardante tecniche di procreazione e le limitazioni all’accesso alle tecniche di procreazione assistita. Il divieto cerca di rimpadronissi del corpo della donna. Diritto di cui la donna può servirsi per liberarsi, ma può essere esercitato dal potere per limitare la sua libertà. LE LOTTE FEMMINISTE Anni ’70 Tema delle lotte femministe: corpo della donna e liberazione dal controllo maschile. Veniva denunciato lo stato di assoggettamento del corpo femminile, inteso da secoli come un oggetto di soddisfazione sessuale e di lavoro domestico e riproduzione biologica. Era giunto il momento di riconoscere il proprio corpo e i propri diritti contro il potere oppressivo della società. Nascono centri di medicina delle donne, saperi contestati dalla visione maschilista del corpo della donna. Nelle piazze manifestazioni per chiedere più

diritti civili, si battevano per la violenza e le discriminazioni. Battaglia per la legalizzazione dell’aborto. Aborto libero, assistito e gratuito. Legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza. LA VITA: IL LIMITE AL POTERE “Legge non può in nessun caso imporre limiti che violino il rispetto della persona umana”. Affermazione netta di limite al legislatore. Questo si deve fermare quando è in questione il rispetto della persona umana. Rispetto della dignità sembrata ai costituenti inadeguata perché la dignità è una qualità. Doveva essere messa al riparo dal potere la persona nella sua integrità. Consapevolezza nata dall’uso del potere medico da parte dei nazisti. Il legislatore non è onnipotente. Nesso tra potere e vita. Potere deve essere capace di auto limitarsi.