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Forme di Stato e di Governo: Monarchie, Repubbliche e Sistemi Politici, Appunti di Diritto ed economia politica

Una panoramica dettagliata delle diverse forme di stato e di governo, tra cui monarchie assolute e costituzionali, repubbliche presidenziali, parlamentari e semipresidenziali. Esploriamo le caratteristiche, le differenze e le implicazioni politiche di ciascuna forma, con un focus particolare sulla europa e sull'evoluzione storica.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 29/09/2022

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FORME DI STATO
A) STATO ASSOLUTO: è la prima forma di Stato nata dopo il trattato di Vestfalia (1648).
È una MONARCHIA ASSOLUTA:
-Tutti i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono nelle mani del re;
-Non sono riconosciuti i diritti al popolo (infatti si parla di sudditi cioè sottoposti);
-Non esiste la proprietà privata, ma tutto è del re.
Lo Stato assoluto ha avuto il suo culmine con Luigi XIV in Francia che affermava “L’etat
c’est moi”. Oggi non esiste più questa forma di Stato salvo un esempio in Arabia
Saudita.
B)STATO LIBERALE: nasce a seguito della Rivoluzione francese del 14 luglio 1789 e si
afferma in Europa nell’800.
-I poteri sono divisi in organi distinti (Parlamento, Governo e Magistratura);
-Sono riconosciuti i diritti di libertà e uguaglianza che sono sanciti in una carta chiama
Costituzione (dal suddito passa al cittadino);
-È uno Stato di diritto: chi fa le leggi è sottoposto alla legge;
-È riconosciuta la proprietà privata e il diritto di voto ma solo ai cittadini maschi e in base
al censo.
C)STATO DEMOCRATICO: durante il novecento parte degli Stati liberali subì una
evoluzione nella forma di Stato democratico. Ha le stesse caratteristiche dello Stato
liberale e sono:
-Il diritto di voto è riconosciuto a tutti (suffragio universale);
-C’è il divieto di discriminazione in base al sesso, razza, censo etc..
Da un punto di vista economico è previsto l’intervento dello Stato per ridurre le
disuguaglianze economiche e sociali (Welfare State).
D) STATO DITTATORIALE: durante il novecento alcuni Stati subirono una involuzione in
dittature.
La dittatura è una forma di Stato in cui:
-Comanda una sola persona o un solo partito che si è impadronito del potere con la forza
e usa la violenza per evitare di essere rovesciato e perseguita (anche con la morte) i
dissidenti politici;
-Non riconosce i diritti civili e politici ai cittadini, in particolare la libertà di
manifestazione del pensiero e di voto. Le dittature sono di destra (Hitler e Mussolini) e di
sinistra (Comunismo).
Lo Stato dittatoriale si caratterizza per essere un sistema totalitario: da un punto di vista
economico, anche se prevedono il diritto di proprietà privata e una limitata libertà di
iniziativa economica lo Stato pretende di controllare tutto imponendo un’economia di
Stato, una cultura di Stato, una religione di Stato ecc..
Le dittature di destra si sono affermate agli inizi del ‘900 in Europa occidentale
(Germania, Italia, Spagna e Portogallo) come la reazione del governo e della borghesia
alle richieste economiche dei lavoratori. Mentre in Italia e Germania il fascismo e il
nazismo sono terminati dopo la seconda guerra mondiale, in Spagna e Portogallo la
democrazia si è affermata solo verso la metà degli anni ’70. Attualmente non esistono
dittature di destra come quelle esaminate, basate sulla figura di un uomo forte (Duc
Fuhrer e Cauvillo) che accentra su di tutti i poteri dello Stato. In prevalenza ci sono
dittature militari.
E ) STATO SOCIALISTA
Agli inizi del ‘900 lo Stato liberale entra in crisi a causa delle profonde disuguaglianze
sociali del liberalismo economico. Dalla crisi dello Stato liberale nel 1917 in Russia nasce
lo Stato socialista che si basa sulla dottrina comunista di Karl Marx che prevede:
abolizione della proprietà privata, uguaglianza economica di tutti i cittadini (tutti
guadagnano allo stesso modo), sistema economico collettivista, ossia trasferimento della
produzione allo Stato che fornisce ciò che è necessario per vivere. Nell’esperienza
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FORME DI STATO

A) STATO ASSOLUTO: è la prima forma di Stato nata dopo il trattato di Vestfalia (1648). È una MONARCHIA ASSOLUTA: -Tutti i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono nelle mani del re; -Non sono riconosciuti i diritti al popolo (infatti si parla di sudditi cioè sottoposti); -Non esiste la proprietà privata, ma tutto è del re. Lo Stato assoluto ha avuto il suo culmine con Luigi XIV in Francia che affermava “L’etat c’est moi”. Oggi non esiste più questa forma di Stato salvo un esempio in Arabia Saudita. B)STATO LIBERALE: nasce a seguito della Rivoluzione francese del 14 luglio 1789 e si afferma in Europa nell’800. -I poteri sono divisi in organi distinti (Parlamento, Governo e Magistratura); -Sono riconosciuti i diritti di libertà e uguaglianza che sono sanciti in una carta chiama Costituzione (dal suddito passa al cittadino); -È uno Stato di diritto: chi fa le leggi è sottoposto alla legge; -È riconosciuta la proprietà privata e il diritto di voto ma solo ai cittadini maschi e in base al censo. C)STATO DEMOCRATICO: durante il novecento parte degli Stati liberali subì una evoluzione nella forma di Stato democratico. Ha le stesse caratteristiche dello Stato liberale e sono: -Il diritto di voto è riconosciuto a tutti (suffragio universale); -C’è il divieto di discriminazione in base al sesso, razza, censo etc.. Da un punto di vista economico è previsto l’intervento dello Stato per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali (Welfare State). D) STATO DITTATORIALE: durante il novecento alcuni Stati subirono una involuzione in dittature. La dittatura è una forma di Stato in cui: -Comanda una sola persona o un solo partito che si è impadronito del potere con la forza e usa la violenza per evitare di essere rovesciato e perseguita (anche con la morte) i dissidenti politici; -Non riconosce i diritti civili e politici ai cittadini, in particolare la libertà di manifestazione del pensiero e di voto. Le dittature sono di destra (Hitler e Mussolini) e di sinistra (Comunismo). Lo Stato dittatoriale si caratterizza per essere un sistema totalitario: da un punto di vista economico, anche se prevedono il diritto di proprietà privata e una limitata libertà di iniziativa economica lo Stato pretende di controllare tutto imponendo un’economia di Stato, una cultura di Stato, una religione di Stato ecc.. Le dittature di destra si sono affermate agli inizi del ‘900 in Europa occidentale (Germania, Italia, Spagna e Portogallo) come la reazione del governo e della borghesia alle richieste economiche dei lavoratori. Mentre in Italia e Germania il fascismo e il nazismo sono terminati dopo la seconda guerra mondiale, in Spagna e Portogallo la democrazia si è affermata solo verso la metà degli anni ’70. Attualmente non esistono dittature di destra come quelle esaminate, basate sulla figura di un uomo forte (Duc Fuhrer e Cauvillo) che accentra su di sé tutti i poteri dello Stato. In prevalenza ci sono dittature militari. E ) STATO SOCIALISTA Agli inizi del ‘900 lo Stato liberale entra in crisi a causa delle profonde disuguaglianze sociali del liberalismo economico. Dalla crisi dello Stato liberale nel 1917 in Russia nasce lo Stato socialista che si basa sulla dottrina comunista di Karl Marx che prevede: abolizione della proprietà privata, uguaglianza economica di tutti i cittadini (tutti guadagnano allo stesso modo), sistema economico collettivista, ossia trasferimento della produzione allo Stato che fornisce ciò che è necessario per vivere. Nell’esperienza

concreta le teorie Marxiste però furono tradotte in Unione sovietica nella creazione di uno Stato dittatoriale basato sull’abolizione delle libertà fondamentali e della repressione di qualsiasi forma di critica al regime. Questo modello di Stato è entrato in crisi nel 1989 (caduta del muro di Berlino) a causa dell’inefficienza di un sistema economico pianificato e per la mancanza di libertà dell’approvazione. Attualmente il comunismo sopravvive solo in alcuni paesi: Cuba, Vietnam, Corea del Nord e Cina. FORME DI GOVERNO MONARCHIA: a capo dello Stato c’è il re che sale al trono per diritto di sangue (carica ereditaria) e resta fino alla morte o alla rinuncia. REPUBBLICA: a capo dello Stato c’è un Presidente della Repubblica eletto (direttamente o indirettamente) dal popolo e ha una durata limitata. La MONARCHIA può essere: 1.ASSOLUTA. Coincide con lo Stato assoluto: tutti i poteri sono nelle mani del re. Oggi è pressoché scomparsa questa forma di governo. 2.COSTITUZIONALE. Il potere è esercitato da organi eletti dal popolo (Parlamento/Governo) ma il re, oltre a rappresentare lo Stato, partecipa al potere politico (Governo). Si trova in Spagna, Svezia, Paesi Bassi etc.. 3.PARLAMENTARE. Come quella costituzionale, ma il re non ha alcun potere politico, è solo un rappresentante della nazione. L’esempio classico è l’Inghilterra. Vi sono 3 modelli di REPUBBLICA: 1.PRESIDENZIALE - Stati Uniti d’America. Il Presidente è sia capo di Stato che di Governo ed è eletto direttamente dal popolo per 4 anni. Può essere rieletto solo una volta per altri 4 anni (totale 8) e non può essere sfiduciato per tutta la durata del suo mandato. 2.PARLAMENTARE – Italia. Il PDR (Presidente della Repubblica) è solo capo di Stato ed è eletto dal Parlamento. Dura in carica 7 anni (può essere rieletto) ma non detiene il potere politico (partecipa solo) che è affidato al capo di Governo (Renzi). Questa forma si caratterizza per il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento: se il capo del Governo non ottiene la fiducia o durante il mandato (che dura 5 anni) è sfiduciato il Governo cade e si rifanno le elezioni, non ci sono limiti al mandato. 3.SEMIPRESIDENZIALE – Francia. È una via di mezzo: il Presidente è sia capo di Stato che di Governo; è eletto direttamente dal popolo ma può essere sfiduciato dal Parlamento. APPROFONDIMENTO La forma presidenziale è meno democratica ma presenta il vantaggio della stabilità politica a differenza di quella parlamentare (un programma si fa ma non viene portato a termine).