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Monarchie e Repubbliche in Europa: Formazione e Caratteristiche, Sintesi del corso di Storia Moderna

La formazione e le caratteristiche delle monarchie e delle repubbliche in europa tra il 400 e il 700. Le monarchie si formano attraverso processi espansivi territoriali, legami matrimoniali e conquiste militari. Il ruolo del papato e dell'impero è cruciale nella consolidazione del potere dei sovrani. Le repubbliche, invece, sono basate sul potere oligarchico e si distinguono per la difesa del potere del sovrano contro le rivolte popolari. Vengono descritte le caratteristiche delle monarchie europee e delle repubbliche italiane, svedese, polacca, olandese e inglese.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 29/04/2020

Meri_Moriglia
Meri_Moriglia 🇮🇹

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STORIA DELL’ETA’ MODERNA DAL 1450 AL 1815
PARTE PRIMA. QUADRI D’EUROPA. EUROPA DELLE MONARCHIE E DELLE REPUBBLICHE
1.Europa delle monarchie
Tra 600 e 700 l’Europa è principalmente Europa delle monarchie (tranne per qualche eccezione, es.
Olanda). Anche se molto diversi tra loro, gli stati monarchici europei hanno delle caratteristiche comuni:
hanno tutti subito un lungo e non lineare processo di formazione, infatti si sono formati attraverso un
processo di espansione territoriale, avvenuto grazie ai legami dinastico-matrimoniali e/o alle conquiste
belliche. Questo ampliamento è principalmente, quindi, “patrimonialistico”. Tra 400 e 500 la formazione di
una monarchia in Spagna, l’espansione della monarchia francese, la costituzione dell’impero di Carlo V,
l’affermazione del dominio asburgico in Ungheria e in Boemia sono il risultato di legami matrimoniali;
mentre per quanto riguarda le conquiste belliche, la “Reconquista”, la Guerra dei Cento anni (1337-1475),
dove si affrontarono Francia e Inghilterra, il conflitto tra le aristocrazie inglesi noto come “Guerra delle Due
Rose” (1471-1485) conclusasi con l’affermazione di Enrico VII Tudor, la guerra è stata fondamentale per il
consolidamento delle monarchie europee.
Anche il ruolo assunto dalla Chiesa è molto rilevante, con i suoi grandi patrimoni fondiari e benefici
ecclesiastici contribuisce al prelievo fiscale per il mantenimento degli eserciti e dell’artiglieria e al
rinforzamento del potere del sovrano. Fondamentale per l’espansione del potere del sovrano è la presenza
di un corpo di “ufficiali” al suo servizio, spesso vengono indicati col nome di “segretari”: non hanno compiti
ben definiti e ottengono gratificazioni economiche e privilegi o assegnazioni di feudi e pensioni.
Il ruolo di papato e impero
L’impero e il papato, con le loro crisi e trasformazioni, rivestono un ruolo fondamentale nelle vicende delle
monarchie europee. Dalla crisi di questi due poteri (fine del 1100 e inizio del 1300) l’Europa delle
monarchie esce molto rafforzata: da un lato la crisi del potere imperiale permette l’affermazione degli
Asburgo come sovrani territoriali, che prima con Massimiliano (1493-1519) e dopo soprattutto con Carlo V
(1519-1556) rafforzano i domini ereditari (i ducati dell’Austria). La costruzione abbastanza compatta di
questi domini degli Asburgo si affianca al rafforzamento dell’organizzazione del Sacro Romano Impero,
molto simile ad un impero tedesco, governato da magistrature centrali e tribunali. Dall’altro lato il papato,
nonostante la difficile fase della “cattività avignonese” (periodo compreso tra il 1309-1378: la sede papale
venne trasferita ad Avignone, mentre il 1377 fu l'ultimo anno in cui i pontefici rimasero nella città francese.
Il tutto nacque a causa dei contrasti tra Papa Bonifacio VIII, succeduto a Celestino V, e il Re francese Filippo
il Bello. Tra i provvedimenti emanati da Bonifacio VIII si ricordano la proclamazione del 1300 come anno di
giubileo, ossia di remissione dei peccati per tutti coloro che avessero visitato le tombe degli apostoli Pietro
e Paolo. Inoltre tra i provvedimenti emanati in questo periodo si ricordano la bolla "Clericis Laicos", con cui
il Papa vietò al clero di pagare ai re qualsiasi tipo di sussidio senza il suo permesso. Naturalmente c'era da
aspettarsi la reazione di Filippo il Bello, che non tardò ad arrivare, mostrando un totale rifiuto
all'applicazione di questa bolla. Bonifacio VIII, nel 1301, inasprì il duello, emanando una seconda bolla, la
"Ausculta fili", con cui sancì la propria superiorità su tutti i poteri terreni. Come risposta, Filippo convocò gli
Stati Generali, l'assemblea dei tre ordini; da questi ordini egli ottenne il sostegno. In risposta Bonifacio
emanò, nel 1302, una terza bolla, la "Unam Sanctam", con la quale dichiarava universale il potere papale,
esteso sia alla dimensione temporale che a quella spirituale. In seguito poi a un periodo di infiniti scontri, il
papa cedette e autorizzò provvisoriamente il clero francese a pagare dei sussidi: ma nel momento in cui
Filippo volle imporre la sua giurisdizione sui vescovi francesi, Bonifacio cerco di impedirglielo e i contrasti
ebbero nuovamente inizio. Il culmine si ebbe quando Filippo fece giudicare Bonifacio come eretico e
simoniaco da un concilio di giuristi. Un grande gruppo di persone armate fu inviato per arrestare il Papa
che in quel momento si trovava ad Anagni: esso fu sottratto all'arresto da un'insurrezione popolare, ma
non riuscì a sfuggire dallo schiaffo che gli rifilò Sciarra Colonna, un suo nobile nemico.
Bonifacio morì poche settimane dopo e il conclave elesse come suo successore Niccolò Bocassino, che
assunse il nome di Benedetto XI. Esso tentò dì risanare i conflitti col re ma dopo soli undici mesi di
pontificato morì, e alla Santa Sede fu eletto come papa un arcivescovo di Bordeaux, Clemente V, che nel
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STORIA DELL’ETA’ MODERNA DAL 1450 AL 1815

PARTE PRIMA. QUADRI D’EUROPA. EUROPA DELLE MONARCHIE E DELLE REPUBBLICHE

1.Europa delle monarchie Tra 600 e 700 l’Europa è principalmente Europa delle monarchie (tranne per qualche eccezione, es. Olanda). Anche se molto diversi tra loro, gli stati monarchici europei hanno delle caratteristiche comuni: hanno tutti subito un lungo e non lineare processo di formazione, infatti si sono formati attraverso un processo di espansione territoriale, avvenuto grazie ai legami dinastico-matrimoniali e/o alle conquiste belliche. Questo ampliamento è principalmente, quindi, “patrimonialistico”. Tra 400 e 500 la formazione di una monarchia in Spagna, l’espansione della monarchia francese, la costituzione dell’impero di Carlo V, l’affermazione del dominio asburgico in Ungheria e in Boemia sono il risultato di legami matrimoniali ; mentre per quanto riguarda le conquiste belliche , la “Reconquista”, la Guerra dei Cento anni (1337-1475), dove si affrontarono Francia e Inghilterra, il conflitto tra le aristocrazie inglesi noto come “Guerra delle Due Rose” (1471-1485) conclusasi con l’affermazione di Enrico VII Tudor, la guerra è stata fondamentale per il consolidamento delle monarchie europee. Anche il ruolo assunto dalla Chiesa è molto rilevante, con i suoi grandi patrimoni fondiari e benefici ecclesiastici contribuisce al prelievo fiscale per il mantenimento degli eserciti e dell’artiglieria e al rinforzamento del potere del sovrano. Fondamentale per l’espansione del potere del sovrano è la presenza di un corpo di “ufficiali” al suo servizio, spesso vengono indicati col nome di “segretari”: non hanno compiti ben definiti e ottengono gratificazioni economiche e privilegi o assegnazioni di feudi e pensioni. Il ruolo di papato e impero L’impero e il papato, con le loro crisi e trasformazioni, rivestono un ruolo fondamentale nelle vicende delle monarchie europee. Dalla crisi di questi due poteri (fine del 1100 e inizio del 1300) l’Europa delle monarchie esce molto rafforzata: da un lato la crisi del potere imperiale permette l’affermazione degli Asburgo come sovrani territoriali, che prima con Massimiliano (1493-1519) e dopo soprattutto con Carlo V (1519-1556) rafforzano i domini ereditari (i ducati dell’Austria). La costruzione abbastanza compatta di questi domini degli Asburgo si affianca al rafforzamento dell’organizzazione del Sacro Romano Impero, molto simile ad un impero tedesco, governato da magistrature centrali e tribunali. Dall’altro lato il papato, nonostante la difficile fase della “cattività avignonese” (periodo compreso tra il 1309-1378: la sede papale venne trasferita ad Avignone, mentre il 1377 fu l'ultimo anno in cui i pontefici rimasero nella città francese. Il tutto nacque a causa dei contrasti tra Papa Bonifacio VIII, succeduto a Celestino V, e il Re francese Filippo il Bello. Tra i provvedimenti emanati da Bonifacio VIII si ricordano la proclamazione del 1300 come anno di giubileo, ossia di remissione dei peccati per tutti coloro che avessero visitato le tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Inoltre tra i provvedimenti emanati in questo periodo si ricordano la bolla "Clericis Laicos", con cui il Papa vietò al clero di pagare ai re qualsiasi tipo di sussidio senza il suo permesso. Naturalmente c'era da aspettarsi la reazione di Filippo il Bello, che non tardò ad arrivare, mostrando un totale rifiuto all'applicazione di questa bolla. Bonifacio VIII, nel 1301, inasprì il duello, emanando una seconda bolla, la "Ausculta fili", con cui sancì la propria superiorità su tutti i poteri terreni. Come risposta, Filippo convocò gli Stati Generali, l'assemblea dei tre ordini; da questi ordini egli ottenne il sostegno. In risposta Bonifacio emanò, nel 1302, una terza bolla, la "Unam Sanctam", con la quale dichiarava universale il potere papale, esteso sia alla dimensione temporale che a quella spirituale. In seguito poi a un periodo di infiniti scontri, il papa cedette e autorizzò provvisoriamente il clero francese a pagare dei sussidi: ma nel momento in cui Filippo volle imporre la sua giurisdizione sui vescovi francesi, Bonifacio cerco di impedirglielo e i contrasti ebbero nuovamente inizio. Il culmine si ebbe quando Filippo fece giudicare Bonifacio come eretico e simoniaco da un concilio di giuristi. Un grande gruppo di persone armate fu inviato per arrestare il Papa che in quel momento si trovava ad Anagni: esso fu sottratto all'arresto da un'insurrezione popolare, ma non riuscì a sfuggire dallo schiaffo che gli rifilò Sciarra Colonna, un suo nobile nemico. Bonifacio morì poche settimane dopo e il conclave elesse come suo successore Niccolò Bocassino, che assunse il nome di Benedetto XI. Esso tentò dì risanare i conflitti col re ma dopo soli undici mesi di pontificato morì, e alla Santa Sede fu eletto come papa un arcivescovo di Bordeaux, Clemente V, che nel

1309 spostò nuovamente la Santa Sede ad Avignone, ritenendo che Roma fosse poco sicura. Dopo più di mille anni Roma perdeva così il suo ruolo di capitale del cristianesimo. Solo nel 1377 la sede papale fu nuovamente spostata a Roma, per opera di Gregorio XI, sollecitato da Santa Caterina da Siena e dal re di Francia, il quale volle proteggere il più possibile la Francia da eventuali conflitti) e poi del “Grande Scisma” (1378-1418, fu l’evento che separò la Chiesa Cattolica dalla Chiesa Ortodossa, inoltre il 1418 fu l’anno della chiusura del concilio di Costanza) riorganizza le proprio strutture di governo della Chiesa universale: durante la fase avignonese si sviluppano strutture di controllo della fiscalità e delle finanze pontificie e si crea un organo centrale di governo della Chiesa, la Curia. Il pontefice, che è la figura di sovrano elettivo, ha il potere spirituale e temporale. Su questi elementi si consolidano le monarchie europee, caratterizzate da:  Territori estesi e omogenei  Il potere centrale controlla territorio, popolazione e risorse economiche  Presenza di forze militari all’esterno, all’interno vi era una rigida repressione della criminalità e un forte senso di giustizia  Religione tendenzialmente omogenea Questa logica dei sovrani delle monarchie di mantenere una unità religiosa all’interno di queste ispirerà verso la metà del 500 le prime soluzioni ai grandi conflitti religiosi, sulla base del principio “cuius regio, eius religio” (ogni principe impone la propria religione ai sudditi dello Stato). Tale principio troverà conferma con le paci di Vestfalia del 1648, che riconosceranno accanto alle Chiese Cattolica e Luterana, l’esercizio della religione Calvinista in alcune aree dell’impero tedesco. Questo spingerà anche la monarchia francese, pochi anni dopo la morte di Enrico IV di Borbone (1610), che aveva risolto i conflitti religiosi con l’editto di Nantes (1598, che pose termine alla serie di guerre di religione che avevano devastato la Francia dal 1562 al 1598, regolando la posizione degli ugonotti –calvinisti-, fu revocato nel 1685 da Luigi XIV) verso una vera e proprio repressione degli ugonotti. Il ruolo dell’aristocrazia Se da un lato le monarchie si costituiscono con la distruzione e l’assimilazione all’interno di esse dei possessi e delle giurisdizioni feudali e cittadine, da un altro lato questi stessi poteri costruiscono un solido rapporto politico con le aristocrazie feudali. Le aristocrazie feudali e le nobiltà cittadine hanno sempre difeso il potere del sovrano contro le rivolte popolari. E’bene ricordare ce le aristocrazie europee del 600 non sono eredi delle aristocrazie feudali, sono ceti diversificati al loro interno ma che affiancano le aristocrazie feudali. 2.Europa delle repubbliche L’Europa delle monarchie prevale sull’Europa delle repubbliche. Le repubbliche europee: italiane (Venezia, Genova, Lucca, San Marino), svedese (Cantoni svizzeri), polacca (Repubblica coronata), olandese (Repubblica delle Sette province unite) e inglese. La repubblica olandese si afferma nella seconda metà del 500 nella lotta contro la monarchia spagnola di Filippo II e acquista grande importanza insieme alla Repubblica inglese della prima Rivoluzione. Le repubbliche, in contrapposizione alle monarchie, sono basate sul potere oligarchico ovvero il governo è affidato ad aristocrazie cittadine, che essendo di nobili origini hanno il diritto all’esercizio del potere (esempi di repubbliche oligarchiche sono le rep. Italiane). Delle realtà politiche minori ma comunque presenti all’interno di alcune repubbliche sono quelle basate sull’ideale di “Stato Misto”, che prevede tutte e tre le forme di costituzione:  Aristocratica (senato patrizio)  Monarchica (il doge)  Democratica (nobili e cittadini originari) REPUBBLICA DE “I CANTONI SVIZZERI” Formata da repubbliche cittadine molto diverse tra loro, svolgono un ruolo molto importante in Europa tra il 500-600: permettono la diffusione di nuove Chiese, in primis la Ginevra di Calvino, e fungono da luoghi di reclutamento di truppe forti e ben addestrare. Se da un lato le città svizzere sono animate da intensi