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sintesi delle competenze da acquisire al corso di algebra lineare e geometria
Tipologia: Appunti
1 / 12
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Scrivere la matrice (A,B) con coefficienti delle incognite e la colonna dei termini noti
Calcolare il rango ma ridurre solo per riga
𝒏 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒈𝒏𝒊𝒕𝒆−𝒑
➢ Se detA=0 sistema impossibile o indeterminato
1
det 𝐵 1
det 𝐴
𝑛
det 𝐵𝑛
det 𝐴
11
12
13
21
22
23
11
12
13
21
31
22
23
23
33
11
11
12
21
13
31
𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑚𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑎 1°𝑟𝑖𝑔𝑎 𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑛𝑛𝑒 è 𝑙𝑎 1°𝑟𝑖𝑔𝑎
Ordine 3 : il determinante si
calcola con la regola di Sarrus che
consiste nel sommare il prodotto
degli elementi delle tre diagonali
di andata meno il prodotto degli
elementi delle tre diagonali di
ritorno
Ricorda : il determinante è zero, se
si ha una colonna (o una riga)
nulla; se la prima riga è la metà (o
multiplo) della seconda oppure
quando ci sono due colonne
uguali.
Ordine >4 : si usa il teorema di
Laplace.
𝑖
zero.
alla somma dei determinanti delle due matrici ottenute da A sostituendo la
riga in questione con ciascuno dei due addendi.
dove 𝑘 è il massimo comune divisore tra gli elementi delle due righe (o colonne).
della sua trasposta:
𝑇
determinante di A è il prodotto degli elementi della sua diagonale principale,
cioè: 𝑑𝑒𝑡𝐴 = 𝑎 11 ∙ 𝑎 22 ∙ … ∙ 𝑎𝑛𝑛.
modo analogo per le colonne) con 𝜆 ∈ ℝ , allora il determinante non cambia.
det|𝑀(𝑓) −𝑇𝐼| = |
11
12
13
21
22
23
31
32
33
= 0 𝑒 𝑖𝑙 det 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑛𝑑𝑜
1
𝑟
Una volta fissati gli autovalori
Calcolare il nucleo col sistema lineare e omogeneo
Dimensione kerf e Imf → incognite libere
Se contato una volta dimV = 1
DimV (dominio) 𝑅
𝑛
= 𝑛 → n – p (matrice - in diag princ) = dimV → 0 < dimV
𝑖
m
1
1
= ( 1 , 2 , − 1 ) → se gli r autovettori in 𝑅
𝑛
sono r<n non è una base e non è Semplice
Semplice se 𝑑𝑖𝑚𝑉 1
𝑟
|se è semplice la matrice quadrata è diagonalizzabile se in più 𝑃
− 1
Studio della semplicità e → deve essere semplice
Matrice diagonale D
1
2
3
) → nella diagonale principale la molteplicità algebrica
1
2
3
)→ ha come colonne gli autovettori che formano una base 𝐵
𝑈
1
2
3
−𝟏
P è diagonalizzabile detP 0 ed è 𝑃
− 1
1
𝐷𝑒𝑡𝑃
𝑇
cioè:
𝑖𝑗
𝑖+𝑗
∗ det (
− 1
11
21
31
12
22
32
13
23
33
−𝟏
teorema 𝐴 è 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑟𝑡𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑡𝐴 ≠ 0 → 𝑠𝑒 è 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑟𝑡𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝐴
− 1
1
𝑑𝑒𝑡𝐴
𝑇
− 1
11
21
31
12
22
32
13
23
33
𝑖+𝑗
11
12
1 𝑛
21
𝑛 1
22
2 𝑛
𝑛 2
𝑛𝑛
− 1
(𝑤) = {𝑣 𝑉 |𝑀(𝑓) ∗ 𝑣 = 𝑤} → sistema lineare da risolvere
𝑓: 𝑉→𝑊 e 𝑔: 𝑊 → 𝑍 𝑔 𝑜 𝑓 ∶
∗ 𝑀(𝑔)→ prodotto riga
per colonna
la caratterizzazione è un criterio:
(contiene il vettore nullo)
′
′
(dim= incognite libere e dim dominio- n
incognite libere = n equazioni)
si mettono in riga i vettori dell’insieme base e
aggiungendo un vettore generico e il rango di
questa matrice non deve essere massimo
intersezione tre due rette → {
1
1
1
2
2
1
equazione della retta nello spazio può essere rappresentata da------------------------------------------------------
1
1
1
1
2
2
2
2
I parametri direttori si ricavano risolvendo il sistema lineare togliendo i termini noti , si scrive
la soluzione generica e si prendono i coefficienti dell’incognita libera (sono i vettori paralleli).
se ho 2 punti : v= (x2-x1,y2-y1)
se conosco l’equazione cartesiana ax+by+c=0 - > v= p.d.(l, m)=(-b, a)
dall’uguaglianza (dove i parametri direttori sono direttamente i denominatori):
𝑜
𝑜
𝑜
I parametri direttori sono direttamente i denominatori: 𝑝. 𝑑. = 𝑣 = (𝑙, 𝑚, 𝑛)
𝑎
𝑏
𝑐
𝑐
𝑐
1
2
1
1
2
1
𝑜
2
1
Dove i parametri direttori sono 𝑝. 𝑑. = v = (𝑥2 − 𝑥1, 𝑦2 − 𝑦1, 𝑧2 − 𝑧1)= (l, m, n)
Nota: bisogna saper lavorare con i parametri direttori, invece che con le rette. Ricorda che la retta nello
spazio è data da un sistema di due equazioni, mentre nel piano da una sola equazione.
Esiste una e una sola retta nello spazio:
𝑂
𝑜
𝑜
𝑜
mi ricavo le t e mi trovo che il punto 3 precedente!!!
Angolo tra due rette nello spazio:
(𝑙, 𝑚, 𝑛) ∙ (l
′
, m
′
, n′)
2
2
2
2
2
2
𝑙 ∙ l
′
′
2
2
2
2
2
2
parallelismo tra rette : se i vettori direttivi sono paralleli
′
′
′
rette ortogonali : vettori direttivi ortogonali
′
′
′
′
′
′
1
2
= 0 → dividiamo per che è sicuramente ≠ 0
Retta nel piano Retta nello spazio
Esiste il coefficiente angolare della retta - non c’è il coeff. angolare
Ma c’è il vettore direttivo cioè quel vettore parallelo alla retta e che ha
componenti (l, m, n) → cioè i parametri direttori
nel piano si parla sia di coefficiente angolare (che da la direzione o la pendenza o l’inclinazione della retta rispetto all’asse x in
quanto è la tangente dell’angolo goniometrico) che di parametri direttori (i 3 componenti di un vettore che da la direzione)
equazione del piano -----------------------------------------------------------------------------------------------------------
1° tipo ) dato un punto 𝑃𝑜 = (𝑥𝑜, 𝑦𝑜, 𝑧𝑜) e il vettore direttivo del piano 𝑢 = (𝑎, 𝑏, 𝑐)
𝑜
𝑜
𝑜
𝑜
𝑜
𝑜
2° tipo ) tramite 3 punti non allineati 𝑃𝑜 =
det |
𝑜
𝑜
0
1
𝑜
1
0
1
𝑜
2
1
2
1
2
1
parallelismo tra piani : vettori direttivi paralleli
𝑎
𝑎
1
𝑏
𝑏
1
𝑐
𝑐
1
piani ortogonali : vettori direttivi ortogonali 𝑎𝑎
1
1
1
retta e piano ortogonali : vettori direttivi paralleli
𝑎
𝑙
𝑏
𝑚
𝑐
𝑛
rette sghembe : 𝑟: {
1
1
1
1
2
2
2
2
3
3
3
3
4
4
4
4
det (
1
1
1
1
2
2
2
2
3
4
3
4
3
3
4
4
fascio di piani (come fascio di rette)
1
2
fasci di piani contenenti una retta
il piano contenente due rette
distanza punto-piano
proiezione ortogonale di un punto su un piano
sono sghembe quando non sono complanari cioè non esiste
un piano che le contiene non devono essere né incidenti
né parallele (distinte/coincidenti)
a. Se l’equazione si scompone come quadrato di trinomio del tipo (𝑎𝑥 + 𝑏𝑦 + 𝑐)
2
allora si dice che la conica
si spezza in due rette coincidenti appunto di equazione 𝑟 ∶ 𝑎𝑥 + 𝑏𝑦 + 𝑐 = 0.
b. Se l’equazione si scompone in due fattori lineari: (𝑎𝑥 + 𝑏𝑦 + 𝑐)(𝑎′ 𝑥 + 𝑏′ 𝑦 + 𝑐′ ) = 0 allora si dice
che la conica si spezza in due rette distinte appunto di equazioni rispettivamente 𝑟 ∶ 𝑎𝑥 + 𝑏𝑦 + 𝑐 = 0 e
′
c. Se l’equazione si scompone ad esempio nel seguente modo: 𝑎𝑥
2
2
= 0 allora si dice che la conica si
spezza in due rette immaginarie e coniugate di equazioni 𝑟: 𝑎𝑥 − 𝑖𝑏𝑦 = 0 e 𝑟′ ∶ 𝑎𝑥 + 𝑖𝑏𝑦 = 0
IN SINTESI classificazione
det 𝐵 = 0 → 𝐿𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑖𝑛 𝑑𝑢𝑒 𝑟𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑝(𝐵) = 2 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑡𝑒 𝑜 𝑝(𝐵) = 1 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖
det 𝐵 ≠ 0 → 𝑖𝑟𝑟𝑖𝑑𝑢𝑐𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 {
det 𝐴 > 0 → 𝑬𝒍𝒍𝒊𝒔𝒔𝒆 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒 𝑇𝑟𝐴 ∙ 𝑑𝑒𝑡𝐴 < 0 𝑠𝑒𝑛𝑛ò 𝐸𝑙𝑙𝑖𝑠𝑠𝑒 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎
det 𝐴 = 0 → 𝑃𝑎𝑟𝑎𝑏𝑜𝑙𝑎
𝑠𝑒 det 𝐴 < 0 → 𝐼𝑝𝑒𝑟𝑏𝑜𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 + 𝑇𝑟(𝐴) = 0 𝑖𝑝𝑒𝑟𝑏𝑜𝑙𝑒 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑎𝑡𝑒𝑟𝑎
la totalità delle coniche del piano z=
𝜆𝐶 1 + μ𝐶 2 = 0 , ∀(𝜆, μ) ≠ ( 0 , 0 ) → 𝐹𝐴𝑆𝐶𝐼𝑂 1
nota: quando si opera con un solo parametro si perde una conica del fascio di partenza che è quella per cui λ = 0
(oppure μ = 0). Da cui
1
2
Se h<0 e se h<0, fascio 1 e fascio 2 non sono uguali perché in uno si perde una conica (sono uguali a meno di una
conica)
se =0 il contrario
2
2
det 𝐵
det 𝐴
′
′
) → 𝑑𝑒𝑡𝐵 = −𝛼𝛽𝛾, det 𝐴 = 𝛼𝛽
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
1
2
per b>a 𝑐 = √𝑏
2
2
1 , 2
se a=b l’ellisse genera una circonferenza di eq. 𝑥
2
2
2
′
2
2
2
i vertici
1
2
3
4
centro di simmetria del sistema Oxy (come iperbole)
11
12
13
12
22
23
𝑐
𝑐
11
𝑐
12
𝑐
13
12
𝑐
22
𝑐
23
𝑐
𝑐
assi di simmetria in Oxy
𝑐
11
12
𝑐
𝑐
12
11
𝑐
2
2
det 𝐵
det 𝐴
i fuochi (supp. a>b)
1
2
2
2
2
2
2
2
2
2
= 1 quindi →
2
2
i vertici
1
2
centro di simmetria del sistema Oxy (come ellisse)
11
12
13
12
22
23
𝑐
𝑐
11
𝑐
12
𝑐
13
12
𝑐
22
𝑐
23
𝑐
𝑐
assi di simmetria in Oxy
𝑐
11
12
𝑐
𝑐
12
11
𝑐
equilatera se TrA=
2
2
′