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Freud, prima topica, Sintesi del corso di Psicologia Generale

Riassunto Freud, prima topica, seconda topica e fasi di sviluppo psicosessuale

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 01/10/2018

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FREUD
La scoperta dell’inconscio segna la nascita della psicoanalisi e comporta una rivoluzione nel
modo di concepire la psiche: prima di Freud, la psiche si identificava nella coscienza, cioè
nella mente razionale. Secondo Freud, questa rappresenta soltanto il vertice visibile di un
iceberg in gran parte sommerso, di una dimensione ignota e dotata di principi propri,
l’inconscio. Tra la coscienza e l’inconscio vi è una zona grigia, il preconscio. Coscienza,
conscio e inconscio sono i tre elementi del primo modello di psiche delineato da Freud,
definito prima “Topica”. Il conscio è definito come lo spazio mentale che contiene i pensieri
e i sentimenti accessibili al soggetto e facilmente verbalizzabili. Il preconscio è uno spazio
intermedio, in cui di svolgono processi provvisoriamente inconsci, ma che possono risalire ad
un livello cosciente grazie ad uno sforzo di attenzione: ad esempio la respirazione, non è
cosciente,ma può facilmente diventarlo se ci concentriamo su di essa. Infine l’inconscio è
uno spazio ampio, che racchiude esperienze, pensieri e sentimenti stabilmente inaccessibili
alla coscienza oppure respinti in quanto traumatici e dolorosi.
Questa parte profonda, forse il suo più importante contributo al pensiero moderno,
rappresenta la parte più difficilmente accessibile della nostra mente, quella che nasce e
continua a costituirsi nel corso della vita attraverso l'azione della rimozione. Tale
meccanismo di difesa agisce sui pensieri dolorosi e inaccettabili, talmente insopportabili che
la psiche li bandisce, relegandoli all'inconscio. Tuttavia può accadere che i traumi rimossi,
pur non direttamente disponibili alla coscienza, ma comunque presenti nell'inconscio,
generino ansia e sentimenti negativi, i quali esercitano un'azione patologica sul
comportamento umano.
Inoltre Freud introdusse il concetto di transfert, ovvero quel vincolo emotivo che si
stabilisce tra paziente e analista, con il quale il paziente sposta sentimenti e pensieri relativi
ad una relazione significativa della sua vita sull'analista. Nella concezione di Freud il
transfert era indispensabile alla guarigione del paziente, in quanto lo rendeva parte attiva del
processo terapeutico, aiutandolo a scoprire da sé il modo migliore per risolvere il suo trauma.
Questo era un concetto nuovo e stupefacente per il tempo, in quanto fino a quel momento il
paziente veniva considerato come parte passiva del processo terapeutico.
Il modello della mente umana sviluppato da Freud è costituito da tre parti fondamentali, dette
istanze:
Io. Rappresenta il substrato cosciente, ovvero ciò di cui si ha consapevolezza. L'Io ha la
funzione di intermediario tra Es, Super-Io e la realtà esterna;
Es. è la parte inconscia, la quale raccoglie e mantiene un enorme numero di informazioni che
vengono rimosse dalla prima infanzia sino alla morte. L'Es è anche il serbatoio delle pulsioni
sia sessuali che aggressive;
Super-Io. è il "censore" della mente umana. È razionale e contiene tutte le norme morali; si
oppone aspramente ai contenuti dell'Es che sono al contrario irrazionali e istintuali.
Lo sviluppo psicosessuale: sguardo d'insieme
Per Freud il bambino viene al mondo capace di potenti pulsioni sessuali. Dapprima la
sessualità è legata al soddisfacimento dei bisogni organici fondamentali, è disorganizzata e
autoerotica, cioè l'eccitazione sorge in particolari zone del corpo (zone erogene). Inoltre,
secondo la sua costituzione innata, il bambino è bisessuale ed è un potenziale perverso
polimorfo (cioè racchiude in sè tutte le possibili perversioni, che poi potranno svilupparsi o
meno a seconda dei fattori ambientali).
La sessualità e la sfera emotivo-affettiva del bambino maturano ed evolvono passando
attraverso vari stadi
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FREUD

La scoperta dell’inconscio segna la nascita della psicoanalisi e comporta una rivoluzione nel modo di concepire la psiche: prima di Freud, la psiche si identificava nella coscienza, cioè nella mente razionale. Secondo Freud, questa rappresenta soltanto il vertice visibile di un iceberg in gran parte sommerso, di una dimensione ignota e dotata di principi propri, l’inconscio. Tra la coscienza e l’inconscio vi è una zona grigia, il preconscio. Coscienza, conscio e inconscio sono i tre elementi del primo modello di psiche delineato da Freud, definito prima “Topica”. Il conscio è definito come lo spazio mentale che contiene i pensieri e i sentimenti accessibili al soggetto e facilmente verbalizzabili. Il preconscio è uno spazio intermedio, in cui di svolgono processi provvisoriamente inconsci, ma che possono risalire ad un livello cosciente grazie ad uno sforzo di attenzione: ad esempio la respirazione, non è cosciente,ma può facilmente diventarlo se ci concentriamo su di essa. Infine l’ inconscio è uno spazio ampio, che racchiude esperienze, pensieri e sentimenti stabilmente inaccessibili alla coscienza oppure respinti in quanto traumatici e dolorosi.

Questa parte profonda, forse il suo più importante contributo al pensiero moderno, rappresenta la parte più difficilmente accessibile della nostra mente, quella che nasce e continua a costituirsi nel corso della vita attraverso l'azione della rimozione. Tale meccanismo di difesa agisce sui pensieri dolorosi e inaccettabili, talmente insopportabili che la psiche li bandisce, relegandoli all'inconscio. Tuttavia può accadere che i traumi rimossi, pur non direttamente disponibili alla coscienza, ma comunque presenti nell'inconscio, generino ansia e sentimenti negativi, i quali esercitano un'azione patologica sul comportamento umano.

Inoltre Freud introdusse il concetto di transfert , ovvero quel vincolo emotivo che si stabilisce tra paziente e analista, con il quale il paziente sposta sentimenti e pensieri relativi ad una relazione significativa della sua vita sull'analista. Nella concezione di Freud il transfert era indispensabile alla guarigione del paziente, in quanto lo rendeva parte attiva del processo terapeutico, aiutandolo a scoprire da sé il modo migliore per risolvere il suo trauma. Questo era un concetto nuovo e stupefacente per il tempo, in quanto fino a quel momento il paziente veniva considerato come parte passiva del processo terapeutico.

Il modello della mente umana sviluppato da Freud è costituito da tre parti fondamentali, dette istanze:

Io. Rappresenta il substrato cosciente, ovvero ciò di cui si ha consapevolezza. L'Io ha la funzione di intermediario tra Es, Super-Io e la realtà esterna;

Es. è la parte inconscia, la quale raccoglie e mantiene un enorme numero di informazioni che vengono rimosse dalla prima infanzia sino alla morte. L'Es è anche il serbatoio delle pulsioni sia sessuali che aggressive;

Super-Io. è il "censore" della mente umana. È razionale e contiene tutte le norme morali; si oppone aspramente ai contenuti dell'Es che sono al contrario irrazionali e istintuali.

Lo sviluppo psicosessuale: sguardo d'insieme

Per Freud il bambino viene al mondo capace di potenti pulsioni sessuali. Dapprima la sessualità è legata al soddisfacimento dei bisogni organici fondamentali, è disorganizzata e autoerotica, cioè l'eccitazione sorge in particolari zone del corpo (zone erogene). Inoltre, secondo la sua costituzione innata, il bambino è bisessuale ed è un potenziale perverso polimorfo (cioè racchiude in sè tutte le possibili perversioni, che poi potranno svilupparsi o meno a seconda dei fattori ambientali).

La sessualità e la sfera emotivo-affettiva del bambino maturano ed evolvono passando attraverso vari stadi

Le fasi che il bambino deve attraversare per raggiungere la maturazione sessuale, emotiva e affettiva con le relative zone erogene, sono le seguenti:

  1. Lo stadio orale (primo anno di vita, zona erogena "bocca")
  2. Lo stadio anal e (secondo anno di vita, zona erogena "ano")
  3. (^) Lo stadio fallico (dal III anno ai V e mezzo, zone erogene "pene" e "clitoride")
  4. Lo stadio di latenza (dai 5 anni fino alla pubertà, rimozione dei desideri sessuali)
  5. Lo stadio genitale (a partire dalla pubertà, zona erogena "genitali")

Analizzeremo ora una per una le cinque fasi di sviluppo.

1. Lo stadio orale

La prima fase descritta da Freud, dopo il periodo autoerotico del narcisismo primario , è quella orale, che copre il primo anno di vita. Durante questo periodo la cavità orale e le sue funzioni sono la principale fonte di piacere e quindi il centro dell'esperienza del bambino. E' attorno alla bocca che si concentrano le prime manifestazioni affettivo-sessuali del bambino della realtà: il bambino non si accontenta di toccare le cose, le porta alla bocca, vuole conoscerne il sapore.

2. Lo stadio anale

Il secondo anno di vita è caratterizzato , oltre che dall'acquisizione dell'autonomia motoria che culmina nella deambulazione, dallo spostamento di interesse verso la zona anale anche in conseguenza dell'addestramento al controllo degli sfinteri. Il piacere è legato alla stimolazione anale, al trattenere e all'espellere le feci e alla valorizzazione dei prodotti della defecazione.

3. Lo stadio fallico

Questo stadio inizia tra il terzo e il quarto anno di vita, quando le pulsioni libidiche tendono a concentrarsi sugli organi genitali: sul pene nei maschietti e sulla clitoride per le bambine. La fase fallica è caratterizzata dalla situazione edipica , cosiddetta in quanto il bambino si trova nella situazione psicologica del protagonista della tragedia l'"Edipo re": Edipo uccide il padre Laio e sposa la madre Giocasta. La situazione edipica consiste infatti in un insieme di sentimenti di amore-odio-rivalità per il genitore del proprio sesso e di amore e desiderio per il genitore di sesso opposto. Per il maschietto, l'oggetto d'amore, la madre, viene vissuto con forti sensi di gelosia, rivalità e conseguente senso di colpa nei confronti del padre. Per la bambina la situazione è naturalmente inversa

Ma il padre (o la madre per la bambina) è un rivale grande e forte verso cui il bambino (e la bambina) prova anche ammirazione, stima, affetto. La situazione edipica si risolve quando il bambino, deciderà di reprimere il proprio desiderio per la madre (o il padre), e si identificherà in lui (o in lei), introiettando i suoi valori.

4. Lo stadio di latenza

Lo stadio di latenza affettiva inizia alla fine del quinto anno e dura fino alla pubertà. I desideri e le esperienze sessuali vengono rimossi , il bambino entra in un periodo di non conflittualità familiare, diventa collaborativo e affidabile, sposta i suoi interessi da mete affettive a mete intellettuali e dalla microsocietà familiare alla macrosocietà extrafamiliare: i gruppi di coetanei, la scuola.

5 Lo stadio genitale

E' la fase della pubertà e dell'adolescenza e, più tardi dell'età adulta. In questo stadio, si stabilisce, per usare un'espressione freudiana, il "primato genitale".