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POLIMORFISMI= variazione del DNA con effetto neutrale (non causano patologie) MUTAZIONE= cambiamento permanente del patrimonio genetico, ossia nella sequenza dei nucleotidi codificanti, con effetto negativo nel fenotipo.
Consente il contenimento in un ristretto spazio cellulare (NUCLEO) Protezione da eventuali danni Maggiore stabilità per una corretta espressione delle informazioni geniche Efficiente trasmissione alle cellule figlie Facilita l’espressione genica e la ricombinazione
= insieme di tutte le possibili combinazioni di 4 basi prese a 3 per volta per formare un amminoacido. Le triplette sono 64 in totale e gli amminoacidi sono 20, per cui:
ENDOGENE: errori della DNA polimerasi.
ESOGENE: le cause sono esterne: raggi x, raggi ultravioletti… DANNI AL DNA DERIVANTI DA ESPOSIZIONE A RADIAZIONI IONIZZANTI: ROTTURA SINGOLO FILAMENTO ROTTURA DEL DOPPIO FILAMENTO MODIFICAZIONE CHIMICA DELLE BASI: cambiano le regole di appaiamento RIMOZIONE DI SINGOLE BASI TIPOLOGIE DI MUTAZIONI
MUTAZIONI GENETICHE
Tali cellule derivano tutte dallo stesso zigote e si formano a causa di irregolari divisioni cellulari, oppure per mutazioni riguardanti il numero e la struttura dei cromosomi, oppure ancora per mutazioni nei geni. Il mosaicismo può riguardare:
MUTAZIONI DI SPLICING= avvengono se vengono alterate le sequenze nucleotidiche a monte o a valle degli introni. EREDITARIETA’ DIGENICA= 2 mutazioni in 2 geni distinti ETEROZIGOSI COMPOSTA= 2 mutazioni diverse nello stesso gene. EREDITARIETA’ TRIALLELICA= 2 mutazioni di un singolo gene più una terza in un altro gene.
DOMINANTE= Una malattia monogenica si dice a trasmissione ereditaria autosomica dominante quando il gene coinvolto è localizzato su una delle 22 coppie di cromosomi, detti autosomi, e il carattere patologico si manifesta quando è alterata una sola copia del gene. CARATTERISTICHE: Soggetti affetti generalmente nascono da unioni tra un genitore ammalato e uno sano Probabilità del 50% figli che non hanno ereditato, dai genitori, nessuno degli alleli mutati (individui omozigoti aa) e che a loro volta non trasmetteranno l’allele con la mutazione, in quanto hanno entrambe le copie normali del gene Probabilità del 50% figli affetti che hanno ricevuto una copia normale e una mutata del gene (soggetti eterozigoti Aa) e che a loro volta hanno la probabilità del 50% di trasmettere ai loro figli l’allele mutato A Possono colpire individui sia di sesso maschile che femminile Non salta le generazioni ESEMPIO: la neurofibromatosi RECESSIVA= Una malattia monogenica si dice a trasmissione ereditaria autosomica recessiva quando il gene coinvolto è localizzato su una delle 22 coppie di cromosomi, detti autosomi, e il carattere patologico si manifesta solo se sono alterate entrambe le copie del gene. CARATTERISTICHE: PORTATORE SANO= individuo che ha una sola copia alterata di un gene si chiama eterozigote per una specifica mutazione e non manifesta la malattia Soggetti affetti generalmente nascono da unioni tra due genitori portatori sani Probabilità del 25% figli che non hanno ereditato, dai genitori, nessuno degli alleli mutati (individui omozigoti AA) e che a loro volta non trasmetteranno l’allele con la mutazione, in quanto hanno entrambe le copie normali del gene Probabilità del 50% figli che hanno ricevuto una copia normale e una mutata del gene (soggetti Aa); sono, quindi, portatori sani (come i genitori) e a loro volta hanno la probabilità del 50% di trasmettere ai loro figli l’allele mutato a Probabilità del 25% figli che hanno entrambe le copie alterate del gene (soggetti omozigoti aa) e che manifesteranno la patologia Possono colpire individui sia di sesso maschile che femminile Possono saltare le generazioni ESEMPIO: mutazioni nelle due copie del gene Cx26 sono all’origine di una delle forme di sordità genetica non sindromica.
Questa tecnica viene utilizzata nel caso in cui dal cariotipo non esce nessuna variazione. La FISH non viene applicata di routine all’analisi del cariotipo, ma solo nei casi selezionati in base a specifici sospetti diagnostici o per caratterizzare determinate anomalie citogenetiche. Cariotipo moderno che sfrutta l’ausilio di sonde del DNA che vanno ad ibridarsi nei cromosomi. È un rafforzamento del cariotipo che va eseguito in seconda battuta. Mentre quando il genetista fa il cariotipo è spettatore, nel senso che la maggior parte del lavoro lo esegue un macchinario, qui il genetista deve sapere cosa andare a cercare. Tramite la FISH si possono identificare moltissime alterazioni microscopiche del DNA. Questo metodo non funziona su MUTAZIONI PUNTIFORMI. Qualsiasi sequenza di DNA o RNA di un gene o cromosoma può essere riconosciuta perché in condizioni sperimentali è in grado di appaiarsi con una sequenza complementare di DNA o RNA usata come sonda (PROBE) in modo da formare doppie eliche (= IBRIDAZIONE DELL’ACIDO NUCLEICO). In base al calcolo di quanto DNA dei due organismi si ibrida si può definire se essi appartengono alla stessa specie, allo stesso genere, o di generi differenti. FASI: DENATURAZIONE DNA: in modo tale da rendere visibile al PROBE i singoli filamenti (anche il probe deve essere denaturato per potersi ibridare). Aggiungo il PROBE (sostanza fluorescente) nel DNA. PROBE= breve sequenza a singolo filamento di: o DNA: ibridazione avviene sul DNA genomico, usata per evidenziare la presenza e la posizione di un determinato gene a livello del nucleo o sui cromosomi. o RNA: riconosce specifici mRNA, usata per evidenziare l’espressione di un determinato gene in un aspecifica linea cellulare. Studio l’espressione genetica. IBRIDAZIONE: Vengono riuniti i filamenti e si visualizza il modo in cui si è appaiato il probe con il filamento di DNA del soggetto da analizzare. Se si ha una delezione il probe non riconosce nulla di complementare e quindi non si lega al DNA. Questo cambia se il gene mutato è eterozigote oppure omozigote. DELEZIONE IN OMOZIGOSI: 4/4 cromosomi con segnali di fluorescenza DELEZIONE IN ETEROZIGOSI: 2/4 cromosomi con segnali di fluorescenza LIMITE: la lunghezza del probe, infatti se è troppo piccolo si avrà un segnale molto debole e quindi non si riescono a vedere mutazioni che coinvolgono meno di un centinaio di nucleotidi. È possibile anche creare un probe che riconosce l’mRNA, in modo tale da studiare l’espressione e la locazione di particolari RNA di interesse. FISH CONSENTE utilizzata direttamente su: SEZIONE DI TESSUTI CROMOSOMI METAFASICI NUCLEI INTERFASICI CROMOSOMI MECCANICAMENTE ALLUNGATI FIBRE DI CROMATINA ESTESA Questo metodo utilizza il MICROSCOPIO A FLUORESCENZA per visualizzare il risultato finale.
Sfrutta tecnologie molto avanzate. Evoluzione del cariotipo e della FISH. Permette di vedere quello che sfugge al cariotipo e alla FISH. Il genetista diviene spettatore come nel cariotipo. CARIOTIPO CLASSICO- FISH- CGH Il successo non dipende dalla scelta del probe, infatti questo metodo si basa su eventi di ibridazione che avvengono su tutto il genoma. SCOPO: consente l’identificazione di variazioni del numero di copie di piccole dimensioni, anche di poche centinaia di paia di basi, e la conseguente scoperta di nuove sindromi da microdelezione e microduplicazione. Inoltre l’array-CGH permette di definire esattamente la regione genomica alterata e quindi anche i geni in essa contenuti, migliorando la comprensione delle relazioni esistenti tra le anomalie del DNA e la patologia del paziente esaminato. Permette l’individuazione di sequenze delete o duplicate nel genoma da testare (RED) mediante il confronto con un genoma di riferimento (GREEN). DOVE VIENE UTILIZZATA
È una reazione SEMICONSERVATIVA, infatti il nuovo DNA avrà un filamento nuovo e uno vecchio. TAQ DNA POLIMERASI= enzima che riesce a resistere alle alte temperature (TAQ= termo-resistente). ELETTROFORESI SU GEL= utilizzato per visualizzare il prodotto della PCR e si basa sulla migrazione mediante flusso di corrente di tutti i filamenti di DNA presenti nel pozzetto e in base alla grandezza del filamento questo migrerà in posizione differente. Infine si inserisce un marcatore e si visualizza il prodotto tramite fluorimetro.
Ct= CICLO SOGLIA PCR è un saggio qualitativo e quantitativo.
= arrivare a determinare un ELETTROFEROGRAMMA (decifrare il codice del DNA). SCOPO: mappare il genoma di un organismo, ovvero identificare i geni di un organismo. INVENTORE: Sanger FASI: PRIMA DEL SEQUENZIAMENTO: o SCELTA DEL BERSAGLIO o SCELTA DEL PRIMER o ESTRAZIONE DEL DNA DELLE CELLULE DURANTE IL SEQUENZIAMENTO: o AMPLIFICAZIONE DEL BERSAGLIO o VERIFICA DEL BERSAGLIO o PURIFICAZIONE o VERIFICA o PCR DI SEQUENZIAMENTO o PURIFICAZIONE DELL’AMPLIFICATO ELETTROFEROGRAMMA DOPPIO PICCO= dal punto di vista allelico è l’eterozigosità (presenza di 2 basi diverse A e C). PRINCIPIO DI SANGER NUCLEOTIDE TERMINATOR o DESOSSINUCLEOTIDI= filamento di nucleotide a cui manca il gruppo ossidrile in 3’, ciò impedisce l’attacco della DNA polimerasi. Ha preso il DNA batterico e tramite degli enzimi di restrizione ne ha rotto il DNA Ha poi fatto una miscela contenente:
A colorato i 4 nucleotidi terminator con 4 sostanze fluorescenti di colore diverso. Ha suddiviso poi la miscela in 4 provette, ciascuna contenente uno dei quattro nucleotidi terminator colorati. In ogni miscela si formano frammenti di lunghezza diversa, a seconda del punto in cui l’allungamento è stato interrotto da nucleotide terminator Si caricano poi i prodotti delle quattro reazioni nei pozzetti di gel per l’elettroforesi. Procedendo dal frammento più piccolo verso il più grande, si ricostruisce l’ordine con cui i nucleotidi sono stati incorporati. La sequenza che emerge è complementare a quella che si intendeva sequenziare. SLIDE 250 ANALISI DI LINKAGE Permette di determinare la posizione cromosomica di un locus responsabile di una determinata malattia rispetto a marcatori polimorfici la cui locazione è nota. È utile per il mappaggio e l’identificazione di geni responsabili di malattie genetiche Mendeliane, mentre è più difficoltosa l’identificazione dei numerosi geni implicati in malattie più comuni ad ereditarietà più complessa. REQUISITI Una o più famiglie in cui segrega il carattere/malattia che si vuole analizzare. Marcatori genetici facilmente tipizzabili e stabili di generazione in generazione, che hanno una posizione nota nel genoma. Microsatelliti= ripetizione in tandem di 2-4-4 nucleotidi. SNPs= differenze di singole basi, non necessariamente riconosciuti da enzimi di restrizione Si basa sulla co-segregazione alla meiosi di 2 o più loci. Se essi vengono ereditati insieme frequentemente allora è probabile che siano localizzati vicini fra di loro sul cromosoma. SLIDE 142+