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GH: ormone della crescita, Appunti di Fisiologia

Ormone della crescita, funzioni metaboliche

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 05/03/2025

marco-galilei
marco-galilei 🇮🇹

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GH
L'ormone della crescita (ormone proteico) si occupa dell'accrescimento e quindi è
riconoscibile con l'aumento di peso corporeo, l'allungamento delle ossa lunghe e
quindi l'aumento delle divisioni cellulari. Esistono due momenti in cui i fenomeni di
accrescimento sono molto evidenti e portano al cambiamento delle fattezze fisiche
dell'individuo. Si chiamano scatti di crescita e avvengono durante i primi due anni di
vita e parliamo di scatto post Natale e poi abbiamo lo scatto puberale ovvero durante
l'adolescenza. Infatti i bambini appena nati crescono di giorno in giorno mentre nel
periodo infantile si ha un regime di accrescimento che prosegue lentamente nel
tempo. L'accrescimento non dipende solo dal GH ma anche da altri ormoni ovvero
gli ormoni tropici dell'adenoipofisi anche se questi hanno dei target specifici, ad
esempio l’acth induce la ingrandimento della corticale del surrene, la prolattina
lavora sulla ghiandola mammaria, le gonadotropine sulle gonadi. Il GH invece ha dei
target diffusi infatti è l'ormone che si occupa dell'accrescimento armonico di tutti i
tessuti, osseo e tessuti molli.
Il GH viene prodotto dalle cellule somatotrope dell'adenoipofisi sotto il controllo di un
fattore di rilascio ovvero GHRH ma il suo rilascio è la risultante del bilancio tra il
fattore di rilascio GHRH è il fattore di inibizione ovvero la somatostatina quindi gode
di un doppio controllo a livello ipotalamico. A regolare la secrezione dell'ormone della
crescita ci sono una serie di fattori che attivano il rilascio di gh è fattori che lo
inibiscono punto il suo primo fattore di rilascio ovviamente è il GH RH dopodiché ci
sono altri fattori come ad esempio la diminuzione del glucosio infatti il GH ha degli
effetti sul metabolismo, come anche la diminuzione degli acidi grassi funge da
stimolo adeguato per il rilascio della GH.
Il GH è inoltre è vero che viene rilasciato i momenti particolari della vita quindi nello
scatto post Natale nella pubertà ma poi va a diminuire in età adulta e in vecchiaia il
GH scompare. Anche nell'arco della giornata i livelli di GH possono cambiare: la
secrezione avviene a intervalli di due ore circa e il picco di rilascio del GH è
associato alla fase 4 del sonno che corrisponde al sonno profondo. È per questo che
vi è la necessità fisiologica di far dormire i bambini proprio per stimolare questo
sviluppo enorme. Il GH quindi risponde al ritmo circadiano in modo tale che possa
efficacemente fare il proprio lavoro almeno nel primo scatto di crescita. Tra i fattori
che promuovono il GH vi è anche la pubertà e quindi la presenza degli ormoni
sessuali.
Tra i fattori di inibizione il primo in classifica è la somatostatina, poi abbiamo
l'aumento della glicemia, l'aumento della disponibilità degli acidi grassi, punto punto
anche il cortisolo è indicato tra i fattori che inibiscono il rilascio di gh proprio nelle sue
prerogative di ormone associato a condizione di stress quindi si parla di un rilascio
cronico di elevate concentrazioni di cortisolo, tipicamente associata ad un soggetto
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GH

L'ormone della crescita (ormone proteico) si occupa dell'accrescimento e quindi è riconoscibile con l'aumento di peso corporeo, l'allungamento delle ossa lunghe e quindi l'aumento delle divisioni cellulari. Esistono due momenti in cui i fenomeni di accrescimento sono molto evidenti e portano al cambiamento delle fattezze fisiche dell'individuo. Si chiamano scatti di crescita e avvengono durante i primi due anni di vita e parliamo di scatto post Natale e poi abbiamo lo scatto puberale ovvero durante l'adolescenza. Infatti i bambini appena nati crescono di giorno in giorno mentre nel periodo infantile si ha un regime di accrescimento che prosegue lentamente nel tempo. L'accrescimento non dipende solo dal GH ma anche da altri ormoni ovvero gli ormoni tropici dell'adenoipofisi anche se questi hanno dei target specifici, ad esempio l’acth induce la ingrandimento della corticale del surrene, la prolattina lavora sulla ghiandola mammaria, le gonadotropine sulle gonadi. Il GH invece ha dei target diffusi infatti è l'ormone che si occupa dell'accrescimento armonico di tutti i tessuti, osseo e tessuti molli.

Il GH viene prodotto dalle cellule somatotrope dell'adenoipofisi sotto il controllo di un fattore di rilascio ovvero GHRH ma il suo rilascio è la risultante del bilancio tra il fattore di rilascio GHRH è il fattore di inibizione ovvero la somatostatina quindi gode di un doppio controllo a livello ipotalamico. A regolare la secrezione dell'ormone della crescita ci sono una serie di fattori che attivano il rilascio di gh è fattori che lo inibiscono punto il suo primo fattore di rilascio ovviamente è il GH RH dopodiché ci sono altri fattori come ad esempio la diminuzione del glucosio infatti il GH ha degli effetti sul metabolismo, come anche la diminuzione degli acidi grassi funge da stimolo adeguato per il rilascio della GH. Il GH è inoltre è vero che viene rilasciato i momenti particolari della vita quindi nello scatto post Natale nella pubertà ma poi va a diminuire in età adulta e in vecchiaia il GH scompare. Anche nell'arco della giornata i livelli di GH possono cambiare: la secrezione avviene a intervalli di due ore circa e il picco di rilascio del GH è associato alla fase 4 del sonno che corrisponde al sonno profondo. È per questo che vi è la necessità fisiologica di far dormire i bambini proprio per stimolare questo sviluppo enorme. Il GH quindi risponde al ritmo circadiano in modo tale che possa efficacemente fare il proprio lavoro almeno nel primo scatto di crescita. Tra i fattori che promuovono il GH vi è anche la pubertà e quindi la presenza degli ormoni sessuali.

Tra i fattori di inibizione il primo in classifica è la somatostatina, poi abbiamo l'aumento della glicemia, l'aumento della disponibilità degli acidi grassi, punto punto anche il cortisolo è indicato tra i fattori che inibiscono il rilascio di gh proprio nelle sue prerogative di ormone associato a condizione di stress quindi si parla di un rilascio cronico di elevate concentrazioni di cortisolo , tipicamente associata ad un soggetto

stressato. Nei soggetti adulti ovviamente dove GH non c'è, non possiamo parlare di inibizione di fenomeno di crescita ma parleremo di disordini dell'umore, ansia e depressione, difficoltà nella concentrazione proprio perché il cortisolo colpisce l'ippocampo. Ma nei bambini una condizione di stress può appunto portare a una difficoltà di accrescimento. Tra gli inibitori del GH vi sono le somatomedine , anche conosciute come IGF (Insulin-like Growth Factor), sono una classe di proteine che svolgono un ruolo cruciale nel mediare gli effetti del GH. Quando il GH viene rilasciato, stimola la produzione di somatomedine, principalmente nel fegato, responsabili degli effetti anabolici del GH, come la crescita delle ossa e dei muscoli.

In pratica, il GH stimola la produzione di somatomedine, che a loro volta agiscono sui tessuti target (come muscoli e ossa) per promuovere la crescita cellulare e la sintesi proteica. Inoltre, le somatomedine svolgono un ruolo di feedback negativo sulla produzione di GH: livelli elevati di somatomedine nel sangue riducono la secrezione di GH, aiutando a regolare il sistema in modo che non ci sia una produzione eccessiva di ormone.

EFFETTI DEL GH

Il GH ha come target fegato, muscolo striato e tessuto adiposo.

-effetti diretti : opera esso stesso sui tessuti che comportano l'accrescimento

-effetti indiretti : tramite le somatomedine

FEGATO il GH stimola la produzione di IGF-1 che a sua volta media molti degli effetti anabolici dell’ormone della crescita. Favorisce la gluconeogenesi Aumenta la sintesi proteica epatica, contribuendo alla crescita e al metabolismo.

MUSCOLI stimola la sintesi proteica favorendo la crescita muscolare. Riduce la captazione di glucosio da parte delle cellule muscolari.

Inoltre, promuove l’ossidazione dei grassi, fornendo energia per le cellule muscolari.

Come l’insulina, le somatomedine favoriscono l’assorbimento del glucosio e degli aminoacidi nelle cellule, stimolano la sintesi proteica e promuovono la crescita cellulare. Il GH ha un effetto antagonista rispetto all'insulina nel metabolismo dei carboidrati, cioè agisce in modo opposto. il GH ha effetti iperglicemizzanti e insulino-resistenti, perché promuove la lipolisi e riduce l’effetto dell’insulina sui muscoli e sul fegato. L’IGF-1, prodotto in risposta al GH, attenua alcuni effetti diabetogeni del GH, facilitando l’utilizzo del glucosio e migliorando la sensibilità insulinica in alcuni tessuti. Questo aiuta a prevenire l'ipoglicemia, in sostanza, quando si assumono molte proteine, il corpo bilancia l'effetto dell'insulina con quello del GH tramite gluconeogenesi.

In condizioni di digiuno, l’organismo deve mantenere i livelli di glucosio nel sangue e fornire energia ai tessuti. GH e insulina giocano ruoli opposti nel metabolismo durante questo stato.

Il GH viene secreto in quantità maggiore durante il digiuno, con lo scopo di preservare la massa muscolare e mobilizzare i grassi come fonte di energia. I suoi effetti principali sono: Effetto lipolitico → Stimola la degradazione dei trigliceridi nel tessuto adiposo, aumentando la disponibilità di acidi grassi liberi per la produzione di energia (β-ossidazione). Riduce la degradazione delle proteine muscolari per evitare l’uso degli amminoacidi nella gluconeogenesi. Effetto anti-insulinico (diabetogeno) → Diminuisce la captazione del glucosio nei muscoli e nel tessuto adiposo, per risparmiare il glucosio a favore del cervello. Stimolazione della gluconeogenesi epatica → Indirettamente contribuisce alla produzione di glucosio nel fegato, mantenendo la glicemia. Durante il digiuno, i livelli di insulina diminuiscono, poiché il suo ruolo principale è favorire lo stoccaggio energetico. I suoi effetti principali sono: Riduzione dell’assorbimento di glucosio nei tessuti periferici (muscoli e adipociti), per riservarlo agli organi essenziali come cervello e globuli rossi. Attivazione della lipolisi nel tessuto adiposo (indirettamente), poiché il calo di insulina permette la liberazione di acidi grassi. Riduzione della sintesi proteica e aumento della proteolisi se il digiuno si prolunga, per fornire amminoacidi alla gluconeogenesi epatica.