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gioco d azzardo: risorsa o problema?, Tesi di laurea di Sociologia

Tesi magistrale in statistica sociale e sociologia, che analizza l'andamento del settore gioco lecito in italia e i principali fattori critici

Tipologia: Tesi di laurea

2013/2014

Caricato il 17/09/2014

carby
carby 🇮🇹

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NDICE
Introduzione: Gioco e azzardo. ................................................................................................ 1
Capitolo 1: Gambling in Italia .................................................................................................. 7
1.1 Sviluppo storico ................................................................................................................... 7
1.2 Andamento del settore negli anni ............................................................................. 9
1.3 Analisi territoriale ........................................................................................................... 11
1.4 Gettito Fiscale ..................................................................................................................... 15
1.5 Gambling in Europa .................................................. ....................................................... 19
Capitolo 2: Il fenomeno Slot Machine ................................................................................ 25
2.1 La raccolta tramite le slot ............................................................................................ 25
2.2 Backoffice del sistema giochi ..................................................................................... 33
2.3 “Luoghi” di offerta e andamento nel tempo ....................................................... 35
2.4 Alternative di gioco ......................................................................................................... 38
Capitolo 3: Le leggi e la tutela del consumatore. .......................................................... 41
3.1 La normativa prima del 2012..................................................................................... 41
3.2 Decreto “Balduzzi” e effetti sulle aziende ........................................................... 43
3.3 Decreto “Balduzzi” e consumatori ........................................................................... 47
3.4 Futuri Sviluppi .................................................................................................................... 48
Capitolo 4: Il gioco d’azzardo patologico. ......................................................................... 51
4.1 La patologia .......................................................................................................................... 51
4.2 La prevalenza del fenomeno....................................................................................... 53
4.3 La cura del GAP .................................................................................................................. 59
Capitolo 5: Effetti e organizzazione del gambling. ..................................................... 61
5.1 Apporto di benefici e di costi...................................................................................... 61
5.2 I benefici del settore giochi: i risultatidegli studi statunitensi .............. 63
5.3 Il rischio di attività criminali ..................................................................................... 67
5.4 Analisi di una sala slot ................................................................................................... 71
5.5 Le norme sulla sicurezza .............................................................................................. 73
Capitolo 6: E’ una risorsa o un problema? ....................................................................... 77
Allegato 1: Il Decreto Balduzzi ............................................................................................... 81
Allegato 2: La legislazione sulla sicurezza ....................................................................... 87
Bibliografia ....................................................................................................................................... 93
Sitografia ............................................................................................................................................ 96
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Scarica gioco d azzardo: risorsa o problema? e più Tesi di laurea in PDF di Sociologia solo su Docsity!

INDICE

  • Introduzione: Gioco e azzardo.
  • Capitolo 1: Gambling in Italia
    • 1.1 Sviluppo storico
    • 1.2 Andamento del settore negli anni
    • 1.3 Analisi territoriale
    • 1.4 Gettito Fiscale
    • 1.5 Gambling in Europa
  • Capitolo 2: Il fenomeno Slot Machine
    • 2.1 La raccolta tramite le slot
    • 2.2 Backoffice del sistema giochi
    • 2.3 “Luoghi” di offerta e andamento nel tempo
    • 2.4 Alternative di gioco
  • Capitolo 3: Le leggi e la tutela del consumatore.
    • 3.1 La normativa prima del
    • 3.2 Decreto “Balduzzi” e effetti sulle aziende
    • 3.3 Decreto “Balduzzi” e consumatori
    • 3.4 Futuri Sviluppi
  • Capitolo 4: Il gioco d’azzardo patologico.
    • 4.1 La patologia
    • 4.2 La prevalenza del fenomeno
    • 4.3 La cura del GAP
  • Capitolo 5: Effetti e organizzazione del gambling.
    • 5.1 Apporto di benefici e di costi
    • 5.2 I benefici del settore giochi: i risultatidegli studi statunitensi
    • 5.3 Il rischio di attività criminali
    • 5.4 Analisi di una sala slot
    • 5.5 Le norme sulla sicurezza
  • Capitolo 6: E’ una risorsa o un problema?
  • Allegato 1: Il Decreto Balduzzi
  • Allegato 2: La legislazione sulla sicurezza
  • Bibliografia
  • Sitografia

recare nelle sale da gioco anche solo per osservare le reazioni che vengono messe in atto per assecondare speranze spesso irragionevoli e quella che più che una debolezza e un vizio sembra in realtà essere una curiosità per l’ignoto e il desiderio di controllarlo.

Il gioco rappresenta una forma di attività universale ed un elemento fondamentale della natura umana, della sua cultura, e della sua individualità. Oltre all’infanzia, l’attività ludica attraversa l’intera esistenza dell’individuo, con il gioco da adulti che diviene un elemento volto a distrarre dal lavoro e ad assicurare un rifugio dai ritmi stressanti delle attività quotidiane: in particolare, il gioco d’azzardo rappresenta l’imprevedibilità che rompe la routine, il desiderio di controllare l’incontrollabile e, dunque, una vincita fornisce al giocatore un senso di onnipotenza tale da superare ogni insoddisfazione o sopraffazione. A tale situazione si aggiunge poi l’amore “per il brivido” e il desiderio di provare quella suspance tipica del momento in cui si rischia di perdere denaro (Zukerman, 1983) che, in base alla dinamica degli eventi, fa sì che il gioco d’azzardo vari da un tipo occasionale a uno patologico. Non è un caso che il primo esempio di gioco patologico abbia origini molto lontane, già nel cinquecento (Maraldi, 1953), quando un affermato professore lombardo giocò tutti i suoi averi in una bisca clandestina di Venezia e subito dopo aggredì con un coltello il vincitore, accusandolo di aver barato; fu proprio dopo questo evento che venne pubblicato non solo un primo

opuscolo sul gioco dei dadi ma anche la prima trattazione “scientifica” sui principi fondamentali della teoria della probabilità e i modi per prevedere il futuro. Si legge di grandi giocatori anche nella Parigi del Seicento, come il Conte Buffon, il quale passò ore sul tavolo verde e a studiare gli esiti del lancio della moneta^1 , e così via, fino a giungere al contributo di Laplace, che definisce il caso come la somma delle nostre ignoranze, ed infine al decreto Balduzzi del 2012, che impone l’obbligo di esporre le probabilità di vincita su ogni gioco con vincita in denaro.

Il codice penale italiano definisce all’art. 721 il gioco d’azzardo come “gioco nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria”. Sono quindi necessari questi due elementi - il fine di lucro e l’aleatorietà della vincita - per classificare in tale modo un gioco, e si sottolinea l’ininfluenza delle abilità del giocatore (interessante è il fatto che in Italia molte macchine da intrattenimento sono definite anche apparecchi di abilità). L’ordinamento giuridico considera il gioco d’azzardo come una attività contraria all’ordine pubblico e alla morale della comunità, dunque reprimibile e punibile ai sensi dell’art. 718 del codice penale, tramite il divieto di svolgere simili attività in luoghi di libero accesso e le conseguenti multe in caso di violazione. I giochi d’azzardo si dividono tra giochi

(^1) Si racconta che il Conte passò molte settimane cimentandosi in 4.000 lanci di monete, per poi giungere alla conclusione che lo scarto era quasi perfetto tra una faccia e l’altra, risultato alla base dell’approccio frequentista per la definizione di probabilità di un evento.

La gestione del gioco d’azzardo da parte dello Stato solleva quindi molte perplessità per via degli elementi che lo caratterizzano (rischio patologico, rischio sociale, sviluppo di criminalità organizzata), ma è anche fondamentale fonte di entrate erariali e attività produttiva che fornisce apporto impiegatizio alla società.

Questo lavoro di tesi mira a fornire una analisi del settore del gioco d’azzardo relativamente ad alcuni aspetti di tipo economico, legale e organizzativo, solitamente poco conosciuti e dibattuti per via della maggiore attenzione che suscitano invece gli aspetti sociali e sanitari connessi ai giocatori.

Più specificatamente, il lavoro è organizzato come segue: a partire dal Capitolo 1, in cui si analizza in generale lo stato e l’andamento del settore con anche un confronto tra l’andamento italiano e quello presente in altre nazioni, si procede nel Capitolo 2 ad un focus sul ramo delle slot machine, essendo ad oggi tale tipologia di macchina oggetto di una particolare attenzione a causa dell’incremento sia del numero di sale slot e delle attività commerciali che offrono questo tipo intrattenimento, sia dei soggetti che hanno sviluppato una situazione di dipendenza patologica ad esso connessa, oltre al fatto che il ramo slot è quello che ha mostrato la crescita più rapida rispetto agli altri prodotti offerti dal mercato, i quali in diversi casi hanno anche subito una contrazione della domanda. Nel Capitolo 3 si analizza

la configurazione legale che il settore ha assunto negli anni, ed in particolare si valutano gli effetti che la recente introduzione della tutela del consumatore ha avuto sulle aziende. A differenza dei precedenti, il capitolo 4 illustra gli aspetti patologici del gioco con lo scopo di spiegare gli elementi particolari di tale patologia e i soggetti che ne sono più facilmente soggetti secondo i vari studi effettuati, mentre il capitolo 5 riporta inizialmente degli studi statunitensi inerenti alle influenze sociali del settore, che mostrano come in molte situazioni esse non siano state negative ma anzia abbiano portato allo sviluppo delle aree territoriali circostanti e un incremento del reddito dovuto al maggior lavoro offerto, e successivamente fornisce delle informazioni pratiche sulle dinamiche interne alle aziende che operano nel settore, con particolare attenzione al funzionamento delle sale slot e dei problemi inerenti alla sicurezza. Il capitolo 6 riporta infine delle considerazioni volte ad una valutazione complessiva dei benefici e dei costi sociali che il gambling comporta, in quanto, come verrà spiegato nel corso del lavoro, è indubbio che i costi non possano essere ignorati, ma ad oggi quella del gioco è la terza industria più ricca in Italia, e dunque è indubbio il fatto che la sua messa al bando non sarebbe possibile né totalmente auspicabile nonostante i costi.

una tipologia di macchine che, a differenza delle precedenti funzionanti solo con moneta metallica, presentano accettatori di banconote e permettono di giocare importi maggiori.

Nonostante l’introduzione delle VLT, nel tentativo di non incoraggiare eccessivamente lo sviluppo del settore, il decreto del 2009 stabilì un numero massimo di concessionari ai quali affidare l’organizzazione dell’attività ma lasciando comunque libera la durata delle concessioni, che è stabilita di volta in volta tramite contratto fatte salve ovviamente le norme antitrust. La normativa distingue tra giochi la cui organizzazione è autorizzata esclusivamente a un operatore e giochi che invece possono essere offerti da diversi concessionari autorizzati. Avviene così, ad esempio, che l’organizzazione del Lotto e delle lotterie nazionali e istantanee venga riservata alla società Lottomatica, mentre altri giochi, come Totocalcio, Totogol, Bingo, Skill Game, Slot Machine e scommesse sportive possano essere offerti da più operatori previo ottenimento della concessione. Oltre allo Stato e ai concessionari, il sistema prevede un altro attore della filiera, ossia la rete di distributori sparsi lungo tutto il territorio nazionale al fine di ottimizzare la raccolta di giocate.

del T.U.L.P.S., pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 186 del 12 agosto 2009.

1.2 ANDAMENTO DEL SETTORE NEGLI ANNI

Dall’analisi dei dati relativi al settore dei giochi in Italia forniti dalla Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato(AAMS), si evince come il trend positivo venga mantenuto nonostante il momento di crisi: la raccolta totale nel 2011 è stata, infatti, di 79,8 miliardi di euro con un incremento del 30% rispetto al dato del 2010, pari a 61,5 miliardi di euro (Fig.1).

Figura 1 Raccolta nel settore dei Giochi. Anni 1991- 2011

Fonte: AAMS (2012)

La raccolta effettuata fino al 2010 ha portato ad un totale di oltre 339 miliardi nell’ultimo decennio, con un valore medio annuo di crescita pari a circa 6,5 miliardi l’anno, di gran lunga superiore rispetto a quello registrato nel periodo 1991-2000, dove la raccolta annua cresceva in media di solo un miliardo l’anno.

del payout delle macchine, si è generato un ritorno economico al giocatore tale da impedire una contrazione della raccolta e, conseguentemente, una riduzione delle entrate erariali.

1.3 ANALISI TERRITORIALE

Passando all’analisi territoriale del settore (Fig.3), i volumi totali della raccolta rispecchiano in linea di massima quelli sulla popolazione. In generale, la più alta concentrazione di gioco si ha nel Nord-Ovest e nel Sud Italia (28,4% e 23,4% rispettivamente, Fig. 2).

Figura 2 Volumi giocati per ripartizione (valori assoluti in milioni di Euro). Anno 2011

Fonte: AAMS

A livello regionale, la Lombardia si trova al primo posto per la raccolta in valore assoluto (pari a circa 14 miliardi di euro), al confronto con altre regioni ove la raccolta assume rilievi nettamente inferiori (Tab. 2). In un certo senso, considerando la ricchezza economica del territorio, questi dati possono essere interpretati come una testimonianza

contro il principio secondo il quale il gioco sia radicato maggiormente nelle aree a basso reddito. Alla Lombardia seguono Lazio e Campania, che cumulativamente apportano il 40% delle entrate di settore, mentre all’opposto troviamo Basilicata, Molise e Valle D’Aosta, regioni in cui la raccolta complessiva supera di poco il miliardo.

Tabella 2 Volumi giocati per regione (in milioni di Euro). Anno 2011

Fonte: AAMS

Se si guardano i valori procapite, relativi al rapporto tra volumi giocati e popolazione, il quadro si mostra più interessante. La Lombardia, che presenta la provincia con la maggiore spesa procapite (Pavia), con un importo di 1.634 Euro nel 2010(Pandimiglio e Spallone, 2011), si colloca ora

a livello provinciale (Fig.4).

Figura 4 Giocato procapite per provincia in Euro – anno 2010.

Fonte: Elaborazione Censis Servizi su dati AAMS

E’ interessante tener conto anche della diffusione di aziende sul territorio italiano (Fig.5), che sembra rispettare la suddivisione del ricavo per area territoriale: una indagine del Censis Servizi su un campione di 2.800 aziende iscritte a Confindustria nel 2011, rileva che al Nord operano 1.173 imprese (di cui 691 operanti nel Nord-Ovest e 482 nel Nord-Est), al Centro 718 e al Sud 888 (di queste, 209 operano nelle Isole).

Figura 5 Aziende per ripartizione. Anno 2011.

Fonte: Elaborazione Censis Servizi(2011)su dati Confindustria.

1.4 GETTITO FISCALE

Al pari di alcool e tabacchi, il settore del gioco d’azzardo è stato legalizzato per due ragioni: la consapevolezza che un settore del genere apporta allo Stato un notevole aumento delle entrate e la necessità evitare di una gestione di stampo mafioso. Il Censis ha infatti valutato che il principale effetto della regolarizzazione del settore è in primis l’incremento della fiscalità, seguito dall’incremento dell’ occupazione e poi dal contrasto alla criminalità (Fig.6).

Figura 7 Raccolta e gettito erariale nel settore dei Giochi. Anni 2003-

Fonte: AAMS

Nel 2004 un contributo importante alla raccolta complessiva è stato dato in particolare dal gioco del Lotto (Pandimiglio e Spallone, 2011): a seguito del ritardo record del numero 53 sulla ruota di Venezia^9 , il gioco registrò ricavi totali per un ammontare superiore a 11 miliardi^10.

A differenza della raccolta, le entrate erariali sono cresciute con un ritmo dimezzato: confrontando il 2003 e il 2010, le entrate erariali sono cresciute del 152,6% a fronte del 306% della raccolta (Fig. 8).

Per comprendere il funzionamento del settore è rilevante analizzare la scomposizione del totale

(^9) Messaggero Veneto, 15 dicembre 2004, pag. 5: Lotto, occhi puntati 10 su Venezia: il 53 è in ritardo da 166 turni. Da allora, il gioco del Lotto ha però vissuto un iniziale assestamento dei proventi netti, seguito poi da un livello più contenuto e infine da un’ininterrotta decrescita, fino ad arrivare ai soli 5,1 miliardi raccolti nel 2011.

delle giocate. Del totale della raccolta di settore, circa il 71% è restituito sotto forma di vincite, mentre il rimanente 29% è ripartito quasi a metà tra erario (14,2%) e concessionari e rete (14,8%), come mostrato in figura. Nel 2010, dei 61 miliardi di raccolta sono stati dunque destinati circa 9 miliardi all’entrate fiscali.

Figura 8 Scomposizione della raccolta nel mercato dei giochi. Anno 2010

Fonte: AAMS

Dall’analisi di tali dati appare quindi chiaro che se da un lato si pone la necessità di una tutela del consumatore, dall’altro è innegabile l’apporto che il gambling fornisce in termini di risorse finanziarie, ed anche che una modifica minima delle tasse o del payout può avere una grande influenza sulla redditività del settore. A questo proposito nel 2012 è stata avanzata una proposta di cambiamento del tipo di tassazione. Attualmente l’imposta si applica come percentuale fissa della raccolta, dunque assorbe una quota fissa

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