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Giotto descrizione opere, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Giotto e le sue opere pittoriche

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 06/06/2023

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IL CICLO DI ASSISI
Il ciclo di Assisi e ispirato. La storia di San Francesco ed è stato realizzato da Giotto tra il
1290 e il 1296 con l'aiuto di diversi allievi.
Questo ciclo occupa la parte inferiore delle pareti longitudinali della Basilica di Assisi ed è
formato da 28 scene quadrangolari e molto grandi che è possibile leggere partendo dal
transetto di destra.
Ognuno di questi affreschi è incorniciato da due colonne tortili cioè a vite dipinte, che
sorreggono un architrave, con mensole affrescate in una prospettiva molto realistica e
una cornice di coronamento. Ciascuna campata accoglie tre episodi e le mensole
partendo dal centro, divergono verso destra e verso sinistra.
Sotto il registro figurato invece sono dipinte una cornice marmorea è un tendaggio che
cerca di imitare un tessuto ornato da motivi geometrici.
IL DONO DEL MANTELLO
Una delle scene più importanti è il dono del mantello che fu il primo dell'intero ciclo a
essere stato realizzato.
Nell'affresco è possibile trovare tutti gli elementi innovativi che caratterizzano la pittura di
Giotto come il chiaroscuro.
La narrazione è possibile leggerla da sinistra verso destra, rappresenta Francesco che
dona il proprio mantello pregiato un cavaliere diventato povero.
Giotto cerca di conferire naturalezza e volume a queste due figure, cercando di dare
anche la profondità del paesaggio roccioso che si trova nei piani successivi, dopo molti
anni si ritrova un'idea di paesaggio messo in secondo piano e disegnato in modo poco
naturalistico, questo è possibile notarlo ad esempio negli alberi.
Nei piani successivi troviamo un monastero è una città fortificata che si fronteggiano alla
sommità di due colline opposte, le tue colline convergono verso il centro del riquadro che
è appunto San Francesco il nodo centrale della composizione.
Infatti la testa del santo si pone perfettamente all'incrocio delle due diagonali del dipinto.
Infine l'abito di San Francesco ha lo stesso identico colore del cielo, come a significare
che la santità dell'uomo sia lo specchio del cielo stesso.
IL PRESEPE DI GRECCIO
Il presepe di greggio è una scena che allude alla sacra istituzione del presepe da parte di
Francesco.
La storia infatti racconta che la notte di Natale del 1223 Francesco si trova a Greggio un
povero borgo, dove egli ricostruì presso una grotta l'ambientazione originale della nattività
alzando in adorazione la statua di un bambino Gesù.
Giotto ambienta la scena in una iconostasi marmorea e pone San Francesco al centro
della scena in ginocchio che solleva la statua del del Bambin Gesù verso il cielo.
Tutto intorno troviamo un gruppo di laici e dall'altra parte dei frati che cantano gli inni di
gloria con le bocche aperte che costituiscono la realtà di questa scena.
Giotto successivamente raffigura un pulpito marmoreo con motivi cosmateschi e un gran
crocifisso in legno che si mostra su un'aula retrostante affollata di genti come si vede
dalle molte donne che vi si trovano sull'entrata.
Un'idea assolutamente nuovo di Giotto e quella di raffigurare della croce solo il retro
realizzando con precisione la geometria del legno che rinforzava ogni croce dipinta.
La visione di questa croce inclinata e riproposta nell'accertamento delle stimmate, ma
questa volta sarà vista dal davanti.
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IL CICLO DI ASSISI

Il ciclo di Assisi e ispirato. La storia di San Francesco ed è stato realizzato da Giotto tra il 1290 e il 1296 con l'aiuto di diversi allievi. Questo ciclo occupa la parte inferiore delle pareti longitudinali della Basilica di Assisi ed è formato da 28 scene quadrangolari e molto grandi che è possibile leggere partendo dal transetto di destra. Ognuno di questi affreschi è incorniciato da due colonne tortili cioè a vite dipinte, che sorreggono un architrave, con mensole affrescate in una prospettiva molto realistica e una cornice di coronamento. Ciascuna campata accoglie tre episodi e le mensole partendo dal centro, divergono verso destra e verso sinistra. Sotto il registro figurato invece sono dipinte una cornice marmorea è un tendaggio che cerca di imitare un tessuto ornato da motivi geometrici. IL DONO DEL MANTELLO Una delle scene più importanti è il dono del mantello che fu il primo dell'intero ciclo a essere stato realizzato. Nell'affresco è possibile trovare tutti gli elementi innovativi che caratterizzano la pittura di Giotto come il chiaroscuro. La narrazione è possibile leggerla da sinistra verso destra, rappresenta Francesco che dona il proprio mantello pregiato un cavaliere diventato povero. Giotto cerca di conferire naturalezza e volume a queste due figure, cercando di dare anche la profondità del paesaggio roccioso che si trova nei piani successivi, dopo molti anni si ritrova un'idea di paesaggio messo in secondo piano e disegnato in modo poco naturalistico, questo è possibile notarlo ad esempio negli alberi. Nei piani successivi troviamo un monastero è una città fortificata che si fronteggiano alla sommità di due colline opposte, le tue colline convergono verso il centro del riquadro che è appunto San Francesco il nodo centrale della composizione. Infatti la testa del santo si pone perfettamente all'incrocio delle due diagonali del dipinto. Infine l'abito di San Francesco ha lo stesso identico colore del cielo, come a significare che la santità dell'uomo sia lo specchio del cielo stesso. IL PRESEPE DI GRECCIO Il presepe di greggio è una scena che allude alla sacra istituzione del presepe da parte di Francesco. La storia infatti racconta che la notte di Natale del 1223 Francesco si trova a Greggio un povero borgo, dove egli ricostruì presso una grotta l'ambientazione originale della nattività alzando in adorazione la statua di un bambino Gesù. Giotto ambienta la scena in una iconostasi marmorea e pone San Francesco al centro della scena in ginocchio che solleva la statua del del Bambin Gesù verso il cielo. Tutto intorno troviamo un gruppo di laici e dall'altra parte dei frati che cantano gli inni di gloria con le bocche aperte che costituiscono la realtà di questa scena. Giotto successivamente raffigura un pulpito marmoreo con motivi cosmateschi e un gran crocifisso in legno che si mostra su un'aula retrostante affollata di genti come si vede dalle molte donne che vi si trovano sull'entrata. Un'idea assolutamente nuovo di Giotto e quella di raffigurare della croce solo il retro realizzando con precisione la geometria del legno che rinforzava ogni croce dipinta. La visione di questa croce inclinata e riproposta nell'accertamento delle stimmate, ma questa volta sarà vista dal davanti.

CROCE DIPINTA DI SANTA MARIA NOVELLA

La croce dipinta fu realizzata sempre da Giotto tra il 1288 e il 1290 e si trova nella basilica fiorentina di Santa Maria novella. È una tempera su tela incollata su una tavola di grandi dimensioni e riprende propria tipologia riscontrata nel romanico gotico. La struttura presenta un nuovo supporto a trapezio in corrispondenza del piede infatti la croce non è più solo un elemento simbolico ma anche qualcosa di materiale che ha quindi bisogno di una base perché lo sostenga e nella base sono raffigurate il teschio e le ossa di Abramo. Per la prima volta Giotto nel suo dipinto riesce a realizzare un Cristo di un'umanità sconvolgente, la natura umana prevale su quella divina infatti è possibile ritrovare le tracce dell'agonia del dolore e quindi atteggiamenti che un uomo potrebbe assumere se sottoposto appunto alla crocifissione. Quindi la testa di Cristo ricade in avanti le braccia sono tese quasi al limite, si sente il senso della pesantezza del corpo, dalle ferite sgorga ancora il sangue in abbondanza infine il ventre appare molto più gonfio del liquido che si forma al suo interno e le ginocchia sono piegate. CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI Nella cappella degli Scrovegni è stato realizzato il ciclo di affreschi da Giotto tra il 1303 1305 e fu concepito interamente dallo stesso artista. È possibile ritrovare un'armonia tra pittura architettura. Tra il ciclo delle storie di Cristo e scene della vergine troviamo una delle scene più importanti e più famose di questo ciclo di affreschi: il compianto sul Cristo morto. è la terza scena del registro inferiore, dove attenzione di tutti personaggi raffigurati va sul Cristo morto. Al capo converte anche la collina nuda, la natura non è naturalistica permette di non distogliere lo spettatore dalla scena principale, è sorretto e abbracciato dalla vergine con un'intensa espressione di dolore, San Giovanni allarga le braccia all'indietro incurvando il busto in avanti in un gesto di dolore straziante, mentre due delle pie donne sorreggono il capo di Gesù e il braccio destro. Sul lato opposto troviamo la Maddalena accovacciata sorregge i piedi di Cristo dietro la Maddalena possiamo trovare nicodemo che fu appunto colui che aiutò a togliere il Cristo dalla croce e Marco quello che ha donato il proprio sepolcro. Per la prima volta le figure sono poste in più piani abbiamo delle figure quasi nascoste di cui si vede solo il capo quindi troviamo la consapevolezza di cosa significa profondità. Anche gli angeli piangono e si disperano. Ma l'introduzione di due figure velate ritratte e alle spalle è una delle invenzioni più importanti di Giotto infatti le due figure sembrano indifferenti alla nostra presenza e proprio per questo Giotto cerca di coinvolgerci all'interno del dipinto come se fossimo seduti dietro ad assistere alla scena. CAPPELLA PERUZZI E BARDI A FIRENZE Tra il 1313 e il 1315 a Giotto sono affidati gli affreschi nella chiesa francescana di Santa Croce. Vengono realizzati in due tempi dalle 314 a 315 nella cappella dei Peruzzi dove troviamo la storia di San Giovanni battista e San Giovanni Evangelista. Successivamente tra il 320 325 in quelli della cappella dei bardi dove troviamo le storie la vita di San Francesco in