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giuseppe scuola super, Appunti di Italiano

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Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/01/2026

Marilysm
Marilysm 🇮🇹

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Giuseppe
Ungaretti
Poeta, scrittore e accademico italiano, Giuseppe Ungaretti ha avuto
una grandissima influenza sullo scenario poetico a lui successivo,
ridefinendo il panorama letterario e virando verso l’Ermetismo. La
sua vita è spesso legata alla sua poetica, dato che è dalla sua
esperienza personale che egli attinge il materiale per produrre la
seconda, a toccarlo particolarmente fu l’esperienza in trincea.
Durante la guerra il giovane Ungaretti, scopre una dimensione nuova
della vita e della sofferenza tale per cui necessita di nuovi mezzi
espressivi per descriverla in maniera adeguata. Giuseppe Ungaretti
nasce a l’8 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto da due lucchesi,
Maria Lunardini e Antonio Ungaretti.
Sarà proprio questo suo lavoro purtroppo che lo porterà a rimanere
vittima di un incidente, per cui la madre di Ungaretti e il piccolo
Giuseppe devono arrangiarsi. Giuseppe Ungaretti cresce allevato
dalla mamma, da una balia sudanese e da Anna, un’anziana croata
che amava raccontargli le storie. Quando diventa grande Ungaretti
entra in contatto con la letteratura europea per la prima volta grazie
alla frequenza dell’Ecole Suisse Jacot e, nel tempo libero, frequenta
un ritrovo internazionale di anarchici, chiamato Baracca rossa. Nel
1912 Ungaretti vede per la prima volta l’Italia, lascia infatti l’Egitto
per recarsi in Francia, dove vuole approfondire le sue nozioni di
diritto, per poi fare ritorno ad Alessandria d’Egitto.
A Parigi Ungaretti si iscrive infine alla Facoltà di Lettere della Sorbona
e frequenta i caffè letterari più in vista di Parigi, diventando amico di
Apollinaire, al quale si lega profondamente. Proprio su questa rivista
Ungaretti pubblica le prime poesie coronando il suo sogno, ma sarà
poco dopo questa sua prima esperienza letteraria che verrà
richiamato e inviato al fronte. Il 1915 lo trascorrerà in guerra, tra
retrovie e prime linee e sarà proprio durante questo periodo che
scriverà alcune poesie in un taccuino, che daranno poi vita all’intera
raccolta de «Il porto sepolto», pubblicato in seguito presso una
tipografia di Udine. L’opera sarà pubblicata nel 1916, mentre
Ungaretti ritornerà a Parigi solo il 9 novembre del 1918 e sarà proprio
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Giuseppe

Ungaretti

Poeta, scrittore e accademico italiano, Giuseppe Ungaretti ha avuto una grandissima influenza sullo scenario poetico a lui successivo, ridefinendo il panorama letterario e virando verso l’Ermetismo. La sua vita è spesso legata alla sua poetica, dato che è dalla sua esperienza personale che egli attinge il materiale per produrre la seconda, a toccarlo particolarmente fu l’esperienza in trincea. Durante la guerra il giovane Ungaretti, scopre una dimensione nuova della vita e della sofferenza tale per cui necessita di nuovi mezzi espressivi per descriverla in maniera adeguata. Giuseppe Ungaretti nasce a l’8 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto da due lucchesi, Maria Lunardini e Antonio Ungaretti. Sarà proprio questo suo lavoro purtroppo che lo porterà a rimanere vittima di un incidente, per cui la madre di Ungaretti e il piccolo Giuseppe devono arrangiarsi. Giuseppe Ungaretti cresce allevato dalla mamma, da una balia sudanese e da Anna, un’anziana croata che amava raccontargli le storie. Quando diventa grande Ungaretti entra in contatto con la letteratura europea per la prima volta grazie alla frequenza dell’Ecole Suisse Jacot e, nel tempo libero, frequenta un ritrovo internazionale di anarchici, chiamato Baracca rossa. Nel 1912 Ungaretti vede per la prima volta l’Italia, lascia infatti l’Egitto per recarsi in Francia, dove vuole approfondire le sue nozioni di diritto, per poi fare ritorno ad Alessandria d’Egitto. A Parigi Ungaretti si iscrive infine alla Facoltà di Lettere della Sorbona e frequenta i caffè letterari più in vista di Parigi, diventando amico di Apollinaire, al quale si lega profondamente. Proprio su questa rivista Ungaretti pubblica le prime poesie coronando il suo sogno, ma sarà poco dopo questa sua prima esperienza letteraria che verrà richiamato e inviato al fronte. Il 1915 lo trascorrerà in guerra, tra retrovie e prime linee e sarà proprio durante questo periodo che scriverà alcune poesie in un taccuino, che daranno poi vita all’intera raccolta de «Il porto sepolto», pubblicato in seguito presso una tipografia di Udine. L’opera sarà pubblicata nel 1916, mentre Ungaretti ritornerà a Parigi solo il 9 novembre del 1918 e sarà proprio

nella capitale francese che troverà il suo amico Apollinaire stroncato dalla febbre spagnola. Nel 1921 Ungaretti, insieme alla famiglia, decide di trasferirsi in Italia, nei pressi di Roma, a Marino per la precisione. La sua poetica in questo caso ha una svolta e un cambiamento molto marcato, si esprime infatti con vocaboli più ricercati, dando vita a poesie più lunghe. Ungaretti dovrà però aspettare il 1932 per ottenere il primo riconoscimento ufficiale alla sua poesia, quando gli verrà assegnato il Premio del gondoliere a Venezia, che gli permetterà di farsi conoscere dai grandi editori, che inizieranno a interessarsi a lui. Nel 1937 Ungaretti perde il fratello Costantino, al quale dedica le liriche «Se tu mio fratello» e «Tutto ho perduto». Nonostante i suoi meriti letterari con la caduta del fascismo Ungaretti fu sospeso dall’insegnamento, che gli fu interdetto fino al febbraio del

  1. Mondadori, che dal 1942 aveva iniziato a pubblicare le sue opere, non interruppe l’uscita delle sue opere, iniziata con la raccolta «Vita d’un uomo». Ungaretti vive gli ultimi anni della sua vita in maniera molto intensa, venendo eletto Presidente della Comunità europea degli scrittori e insegnando come visiting professor alla Columbia University. Nel 1968 entra invece in tutte le case degli italiani, grazie allo sceneggiato di Franco Rossi L’Odissea, che accompagnava ogni messa in onda con la lettura di alcuni passi del testo omerico da parte di Ungaretti. Il poeta continuò la sua attività e le sue pubblicazioni fino alla fine dei suoi giorni, sarà proprio durante un viaggio negli Stati Uniti, organizzato per ricevere un premio all’Università di Oklahoma, che si si ammalerà, troppo debilitato dai continui spostamenti. Tornato in Italia, si stabilirà a Salsomaggiore per curarsi, ma nulla sarà più possibile e morirà a Milano il 1° giugno 1970 per broncopolmonite all’età di 82 anni.