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Il Global Gender Gap Index: Misurazione e Analisi delle Disuguaglianze di Genere - Prof. T, Guide, Progetti e Ricerche di Statistica Sociale

Ricerca sul global gender gap index del WEF per Statistica sociale.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2021/2022

Caricato il 25/05/2022

Ele.che
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Global Gender Gap
Il Global Gender Gap Index (GGGI) è uno dei primi indici che si occupa di monitorare la
disuguaglianza di genere: si tratta di un indice composito a cadenza annuale pubblicato dal 2006 dal
Word Economic Forum (WEF).
La disuguaglianza di genere, “un tipo di disuguaglianza che si manifesta nell'impossibilità di piena
realizzazione dei propri diritti a causa del proprio genere di appartenenza1 (Kharchenko, 2016) è,
come scrive il sociologo Therborn, “un ordinamento socioculturale che riduce le capacità, il rispetto
e il senso di sé, così come le risorse per partecipare pienamente alla vita sociale”. Si tratta di un
problema sociale di rilevanza indiscussa: infatti, il raggiungimento della gender equality è uno degli
otto Millenium Development Goals delle Nazioni Unite.
Proprio per questo, il WEF ha deciso di costruire uno strumento per schematizzazione le varie
disuguaglianze di genere presenti nei paesi osservati, tramite lo studio delle informazioni e dei dati
più recenti a disposizione. Il GGGI ha quindi l’obbiettivo di aiutare a combattere ed eliminare il
gender gap nel mondo attraverso la realizzazione di politiche mirate.
Il modello di misurazione utilizzato è quello formativo, dove la variabile latente, ovvero il Gender
Gap, è un effetto degli indicatori scelti nel misurarlo e non viceversa2.
L’indice è composto da quattro aree di studio (subindex3) che mostrano la portata del divario di
disuguaglianza di genere attraverso quattordici indicatori che si rifanno a dati già esistenti e validi,
forniti da associazioni internazionali e che possano essere reperiti facilmente e tempestivamente.
Tre sono i concetti sui quali si è basata la scelta degli indicatori:
misurazione dei divari piuttosto che del livello (gaps vs levels): viene calcolata l’effettiva
possibilità di accesso ai servizi e non la loro quantità;
1 Nell’originale: “Gender inequality — is a kind of inequality that reveals itself in the impossibility of full realization of
one’s rights due to his gender and gender discrimination practices.”
2 Gli indicatori sono variabili esplicative, mentre la variabile latente “Gender Gap” è la variabile dipendente.
3 Con subindex ci riferiamo a una più piccola componente dell’indice sintetico, che contiene al suo interno variabili
comuni tra loro che si differenziano da altre componenti dell’indice sintetico.
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Global Gender Gap

Il Global Gender Gap Index (GGGI) è uno dei primi indici che si occupa di monitorare la disuguaglianza di genere: si tratta di un indice composito a cadenza annuale pubblicato dal 2006 dal Word Economic Forum (WEF). La disuguaglianza di genere, “un tipo di disuguaglianza che si manifesta nell'impossibilità di piena realizzazione dei propri diritti a causa del proprio genere di appartenenza^1 ” (Kharchenko, 2016) è, come scrive il sociologo Therborn, “un ordinamento socioculturale che riduce le capacità, il rispetto e il senso di sé, così come le risorse per partecipare pienamente alla vita sociale”. Si tratta di un problema sociale di rilevanza indiscussa: infatti, il raggiungimento della gender equality è uno degli otto Millenium Development Goals delle Nazioni Unite. Proprio per questo, il WEF ha deciso di costruire uno strumento per schematizzazione le varie disuguaglianze di genere presenti nei paesi osservati, tramite lo studio delle informazioni e dei dati più recenti a disposizione. Il GGGI ha quindi l’obbiettivo di aiutare a combattere ed eliminare il gender gap nel mondo attraverso la realizzazione di politiche mirate. Il modello di misurazione utilizzato è quello formativo, dove la variabile latente, ovvero il Gender Gap, è un effetto degli indicatori scelti nel misurarlo e non viceversa^2. L’indice è composto da quattro aree di studio (subindex^3 ) che mostrano la portata del divario di disuguaglianza di genere attraverso quattordici indicatori che si rifanno a dati già esistenti e validi, forniti da associazioni internazionali e che possano essere reperiti facilmente e tempestivamente. Tre sono i concetti sui quali si è basata la scelta degli indicatori:  misurazione dei divari piuttosto che del livello ( gaps vs levels ): viene calcolata l’effettiva possibilità di accesso ai servizi e non la loro quantità; (^1) Nell’originale: “ Gender inequality — is a kind of inequality that reveals itself in the impossibility of full realization of one’s rights due to his gender and gender discrimination practices .” (^2) Gli indicatori sono variabili esplicative, mentre la variabile latente “Gender Gap” è la variabile dipendente. (^3) Con subindex ci riferiamo a una più piccola componente dell’indice sintetico, che contiene al suo interno variabili comuni tra loro che si differenziano da altre componenti dell’indice sintetico.

 lettura del divario sotto forma di variabile di outcome invece che di input ( outcome variables vs input variables ): si considera l’impatto che le variabili scelte hanno e non quali siano state le situazioni di partenza che hanno scatenato il cambiamento;  classifica dei paesi sulla base dell’equità di genere e non dell’emancipazione femminile ( gender equality vs women empowerment ): l’obiettivo dell’indice è classificare i vari paesi sulla base di quanto siano vicini al raggiungimento dell’uguaglianza di genere, non di segnalare i traguardi ottenuti dalle donne in senso assoluto. I quattro subindex calcolati sono:

  1. economia, partecipazione e opportunità: questo subindex viene calcolato attraverso tre concetti, ovvero il partecipation gap , il remuneration gap e l’ advancement gap. Ognuno di questi viene calcolato mettendo in rapporto dati e statistiche riguardanti donne e uomini. Il primo, calcola la differenza nei tassi di partecipazione alla forza lavoro; il secondo utilizza sia un indicatore hard data^4 , per calcolare il reddito di lavoro stimato ( estimated earned income ), sia un indicatore qualitativo, ottenuto tramite un sondaggio annuale del WEF, per misurare la parità salariare per lavori simili ( wage equality for similar work ). L’ advancement gap , infine, viene calcolato tramite due indicatori hard data, che calcolano il rapporto tra donne e uomini che lavorano in ambito legislativo o in posizioni manageriali ( legislators, senior officials and managers ) e quello riguardante l’ambito dei lavoratori professionali e tecnici ( professional and technical workers ).
  2. rendimento scolastico: questo subindex viene calcolato rapportando le donne e gli uomini nei vari livelli di educazione (primo, secondo e terzo), mentre per una prospettiva più a lungo termine viene calcolato anche il rapporto tra il tasso di alfabetizzazione femminile e maschile. (^4) “Gli hard data, detti anche factual data, si riferiscono a dati affidabili e metodologicamente validi tratti da statistiche ufficiali o organizzative che sono comparabili e grosso modo indipendenti dal modo in cui sono stati misurati” (Glossario Eurostat).

deviazione standard^11. Questo modello di ponderazione degli indicatori ci permette di dare lo stesso peso nel determinare il valore del subindex.

  1. aggregazione degli indicatori normalizzati. Come abbiamo già visto, per tutti i subindex il valore massimo raggiungibile nel benchmark è di 1, mentre il livello più basso è 0^12. Una media semplice di ogni valore del subindex viene utilizzata per misurare il valore totale del GGGI. Il valore finale funziona come per i subindex: si ha come valore massimo 1 (equalità) e 0 come valore minimo (disuguaglianza), consentendo così una comparazione tra i vari paesi. L’indice presentato è tra i più attendibili a cui si fa riferimento parlando di gender equality e inequality , ma presenta alcuni aspetti migliorabili. Come fa notare lo stesso WEF, per esempio, l’index non è completamente esaustivo: l’ultimo subindex (emancipazione politica) non misura la partecipazione politica a un livello più locale. Nel calcolare il primo subindex, invece, non si considera la segregazione orizzontale, ossia l’effettivo predominio di un sesso in un particolare settore lavorativo o la maggiore quota di un sesso rispetto a quella attesa^13 , che “potrebbe aiutare a comprendere meglio la situazione e a vedere le principali sfere di disuguaglianza di genere^14 ” (Kharchenko, 2016). È anche vero, del resto, che alcune mancanze di dati sono inevitabili, visto che sono spesso difficilmente reperibili per tutti i paesi considerati o, comunque, ottenibili con tempistiche molto lunghe anche se la divisione tra settori lavorativi potrebbe essere molto utile per identificare quelle situazioni in cui è presente una discriminazione settoriale, più lavorativa, ossia tutti quei casi in cui in certi settori si nota la maggiore presenza di un genere rispetto a un altro. (^11) Per ogni indicatore dei subindex viene calcolato la sua deviazione standard. Successivamente si calcola come si tradurrebbe una variazione di un punto percentuale nella deviazione standard, dividendo 0.01 per la deviazione standard di ogni indicatore. I valori ottenuti servono per valutare il peso che avrà ogni indicatore nella media ponderata. Nella “Table B2” del file The Global Gender Gap Report si possono esaminare tutti i valori di peso utilizzati. (^12) Chiaramente, non considerando i casi specifici del subindex di salute. (^13) Definizione EIGE. (^14) Nell’originale: “ Unfortunately, GGGI does not take into account horizontal segregation that would help to understanding the situation better and to see the leading spheres of gender inequality ”.

Infine, un ultimo svantaggio “è l’uguale peso assegnato all'indice^15 ” (C. Drago, A. Gatto, 2019): questa è una critica molto presente nei metodi di ponderazione, ma in questo caso è necessario in quanto in quanto è stato utilizzato un metodo non compensativo, attribuire diversi pesi significherebbe decidere cosa causa maggiormente le disuguaglianze di genere, ma questo è un problema generale che occupa ogni aspetto di una società. In conclusione, nonostante tutti i limiti evidenziati, il GGGI è comunque un ottimo strumento, anche perché permette l’immediata identificazione dell’uguaglianza/disuguaglianza di genere su ciascun subindex (C. Drago, A. Gatto, 2019).

Bibliografia

World Economic Forum, 2021, Global Gender Gap Report 2021, https://www.weforum.org/reports/global-gender-gap-report-2021/ World Economic Forum, 2006, Global Gender Gap Report 2016 , https://www.weforum.org/reports/the-global-gender-gap-report-2016/ (^15) Nell’originale: “ The advantage of the index is that it identifies immediately the gender equality/inequality on each sub-index. The disadvantage is the equal weight assigned to the index ”.