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Glottologia: I Suoni del Linguaggio, Appunti di Glottologia

documenti glottologia generale

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 06/10/2015

julia.pignatiello
julia.pignatiello 🇮🇹

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NOZIONI F O N D AMENTALI 3
G. Graffi, S. Scalise,
Le lingue e il linguaggio
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N O Z I O N I F O N D A M E N T A L I 3

G. Graffi, S. Scalise,

Le lingue e il linguaggio

Introduzione

2  L’ apparato fonatorio è in grado di produrre una quantità enorme di suoni  Ma solo pochi fanno parte di una lingua in senso stretto  Ogni lingua ha:  un inventario di suoni che funzionano linguisticamente: i fonemi  un insieme di regole per combinare insieme i fonemi in sillabe e in parole  un insieme di regole fonologiche che danno conto dei modi in cui i diversi fonemi s’influenzano fra di loro  regole che definiscono il funzionamento dell’accento, dell’intonazione e dei toni  La disciplina che studia la produzione dei suoni è detta fonetica articolatoria

Classi di suoni

4  Vocali : nella loro produzione, l’aria non incontra ostacoli, fuoriesce liberamente. Le vocali sono normalmente sempre sonore.  Consonanti : l’aria viene momentaneamente bloccata (es. [b]) o deve attraversare una fessura molto stretta (es. [f]). Le consonanti possono essere sia sorde che sonore.  Semiconsonanti : condividono proprietà sia con le vocali (sono articolate come delle vocali) sia con le consonanti (es. non possono costituire il nucleo di una sillaba).  Un’altra classificazione distingue tra:  suoni sonoranti (tutti sonori, vocali, semivocali, c. liquide e nasali)  suoni ostruenti (tutti gli altri suoni)

Consonanti dell’italiano:

per modo di articolazione

5  Occlusive : occlusione momentanea dell’aria e successiva «esplosione»  Fricative : l’aria passa attraverso una fessura stretta producendo una certa «frizione»  Affricate : iniziano con un’articolazione occlusiva e terminano con un’articolazione fricativa  Nasali : il velo palatino si posiziona per lasciar passare l’aria attraverso la cavità nasale

Consonanti dell’italiano:

per punto di articolazione

7  Bilabiali : occlusione di entrambe le labbra  Labiodentali : il suono attraversa una fessura che si forma appoggiando gli incisivi superiori al labbro inferiore  Dentali : la parte anteriore della lingua (la lamina) tocca la parte interna degli incisivi  Alveolari : la lamina della lingua tocca o si avvicina agli alveoli  Palato-alveolari : la lamina della lingua si avvicina agli alveoli (arcuata)  Palatali (o anteriori): la lingua si avvicina al palato  Velari (o posteriori): suoni prodotti con la lingua che tocca il velo palatino

Vocali dell’italiano

8  Sistema eptavocalico (triangolo vocalico)  I parametri per classificare le vocali sono:  altezza della lingua  avanzamento o arretramento della lingua  arrotondamento o meno delle labbra

Combinazioni di suoni

10  La combinazione di vocali e approssimanti in una medesima sillaba dà luogo ai dittonghi:  dittonghi ascendenti (approssimante seguita da vocale accentata) a. j+V ( fienile , piacere ), b. w+V ( questo , quasi )  dittonghi discendenti (vocale accentata seguita da vocale) c. V+i ( fai , noi ), d. V+u ( cauto , euro )   Esistono anche dei trittonghi:  miei [mjei]  Le combinazioni di due vocali appartenenti a sillabe diverse danno luogo a uno iato ( follia , idea , beato )

Suoni e grafia

11  Un sistema grafico è coerente quando a un suono corrisponde un segno e viceversa (relazione biunivoca): [b]  b suono segno  L’italiano ha diverse incoerenze, per es.:  due simboli diversi per un solo suono: cuore/quando [k]  due suoni diversi per lo stesso simbolo: sera [s] / rosa [z]  due simboli per un solo suono: maghe gh per [g]  tre simboli per un solo suono: sciocco sci per [ʃ]

Confini

13  il confine di sillaba viene rappresentato con un punto (.) ie.ri vir.tù ve.lo.ce.men.te i.na.bi.li.tà  il confine di morfema è rappresentato con il simbolo (+); la divisione in morfemi non coincide con la divisione in sillabe ieri virtù veloce+mente in+abil+ità  il confine di parola , rappresentato con il simbolo (#), marca l’inizio e la fine della parola: #ieri# #virtù# #velocemente# #inabilità#

Fonetica e fonologia

14  La fonetica si occupa dell’aspetto fisico dei suoni  Unità di studio: il fono  La fonologia si occupa della funzione linguistica dei suoni  Unità di studio: il fonema  In particolare, la fonologia cerca di scoprire:

  1. quali sono i fonemi di una data lingua
  2. come i suoni si combinano insieme in una data lingua
  3. come i suoni si modificano in combinazione

Foni e fonemi

16  Tra i suoni che l’apparato fonatorio può produrre, ogni lingua ne sceglie un certo numero  questi suoni saranno chiamati foni: suoni/rumori del linguaggio articolato  I foni hanno valore linguistico quando sono distintivi , quando cioè contribuiscono a differenziare dei significati  [p] e [t] non sono soltanto foni dell’italiano, ma contribuiscono anche a formare coppie minime  coppia minima: coppia di parole che si differenziano solo per un suono nella stessa posizione (nello stesso contesto) pare/tare (#___V), premo/tremo (#r) carpa/carta(r___a), tappo/tatto (V__V) ripa/Rita (V__V), top/tot (#)

Foni e fonemi

17  Due foni che hanno valore distintivo sono detti fonemi  Un fonema non «ha» significato in sé, ma contribuisce a differenziare dei significati  Un fonema è un segmento fonico che:  ha funzione distintiva  non può essere scomposto in una successione fonemi  è definito solo dai caratteri che hanno valore distintivo  tali caratteri si dicono «pertinenti»  i fonemi si rappresentano tra barre oblique (p. es. /t/)  i foni si rappresentano tra parentesi quadre (p. es. [t])  Il fonema è una unità che si colloca a un livello «astratto»; i foni si collocano a un livello «concreto»: Langue/Competenza Fonema /t/ Parole/Esecuzione Fono [t]

Le regole di Trubeckoj (1939)

19  Terza regola: quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema naso - ancora ['nazo] - ['aŋkora]) [n] alveolare e [ŋ] velare in italiano sono varianti combinatorie dello stesso fonema  Le varianti combinatorie di un fonema sono anche dette allofoni (sono in distribuzione complementare)  Il numero dei fonemi varia da lingua a lingua:  ci sono lingue con poco più di una decina di fonemi, altre superano il centinaio, l’italiano ne ha circa trenta

Allofoni

20  Due o più foni che coesistono in distribuzione complementare sono allofoni di uno stesso fonema. Ad esempio, nell’italiano del Nord:

  1. [s]era, [s]emplice, [s]orriso
  2. lapi[s], note[s], ribe[s]
  3. [s]paurito [s]tupido [s]cavare [s]pirito
  4. ro[z]a, ri[z]o, corro[z]o, a[z]ola, a[z]ino
  5. [z]dentato, [z]modato, [z]gocciolare, [z]naturato, [z]bagliare  Il fono [s] ricorre in:  posizione iniziale di parola prima di vocale #___V  posizione finale di parola ___#  prima di una consonante sorda ___Csorda  Il fono [z] ricorre invece:  tra due vocali V___V  prima di una consonante sonora ___Csonora