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gombrich spiegazione, Appunti di Storia Dell'arte

gombrich spiegazione autore storia dell'arte

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/11/2022

388giu
388giu 🇮🇹

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Gombrich La storia dell’arte
Nella prefazione Gombrich parla del principiante che, di fronte ad un’opera d’arte, resterà sorpreso e
confuso, considerando la sua ovvia inesperienza. L’elemento della sorpresa è fondamentale: la sorpresa che
si può avvertire di fronte ad un’opera d’arte ci mette in relazione con l’essenza dell’essere uomo e con la
bellezza. Il libro situa nella loro prospettiva storica le opere discusse, portando alla comprensione degli
istinti artistici che hanno spinto un dato artista nel comporre la sua opera. Ogni generazione è ad un certo
punto in rivolta contro i canoni dei predecessori, ogni opera deriva il suo fascino nei confronti dei
contemporanei non solo da ciò che fa ma anche da ciò che lascia fare. Quando il giovane Mozart arrivò a
Parigi, notò che tutte le sinfonie alla moda chiudevano con un finale affrettato, così decise di sorprendere
l’uditorio con una lenta introduzione all’ultimo movimento; è un esempio banale ma efficace per illustrare
la direttiva che deve informare un giudizio storico dell’arte: l’esigenza di essere diverso è indispensabile per
un artista. Non possiamo sperare di comprendere un’opera d’arte se non riusciamo ad immedesimarci in
quel sentimento di liberazione e trionfo che l’artista deve aver provato di fronte all’opera compiuta. Non
esiste in realtà una cosa chiamata ARTE, esistono solo gli artisti.
Non esiste l’arte con la A maiuscola, quell’unica forma d’arte che oggi è diventata una specie di spauracchio
o feticcio. Non ci sono modi sbagliati di godere un quadro o una statua, è un piacere non legato a qualcosa
di materiale, ma che coinvolge i nostri sensi. Farsi piacere un’opera d’arte ha due risposte: o si contempla
quella singola opera d’arte o in modo più universale, contemplando per esempio quattro opere d’arte si
deve conoscere ciò che le lega, il loro significato di tipo estetico, che rimandano sempre a qualcos’altro
rispetto al momento storico in cui sono state create. Generalmente, la prima cosa a cui si pensa quando si
parla di arte sono le opere pittoriche più che le sculture o le architetture, poiché l’uomo è sempre rimasto
più affascinato dalla pittura, grazie forse a quel grande tramite che è il colore; infatti i colori di un dipinto
sono molto più affascinanti e accattivanti rispetto ad una scultura incolore, il colore attribuisce all’opera
quel
tocco di particolarità e personalità in più. Per Gombrich, l’arte fu il risultato degli sforzi profusi dagli artisti
stessi per tentare di risolvere determinate problematiche in un periodo di tempo ben definito, il proprio.
L’autore guardò al contesto specifico in cui le varie opere d’erta furono nel tempo create, ovvero l’intento
comunicativo o il luogo d’esposizione, e alle difficoltà di questo contesto legate che gli artisti furono man
mano chiamati a risolvere, o almeno tentare di farlo. Gombrich fu accusato di aver trascurato buona parte
dell’arte moderna, che egli stesso ammise di non aver mai troppo amato a causa della volontà di rottura
con la tradizione proprio di molti artisti contemporanei. Sono molti a non “apprezzare” l’arte moderna per
svariate ragioni; non è soltanto il disegno sommario a urtare coloro che vogliono i quadri “veri”, essi
biasimano ancor più le opere che giudicano scorrette quando appartengono ad un periodo moderno, in cui
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Gombrich – La storia dell’arte Nella prefazione Gombrich parla del principiante che, di fronte ad un’opera d’arte, resterà sorpreso e confuso, considerando la sua ovvia inesperienza. L’elemento della sorpresa è fondamentale: la sorpresa che si può avvertire di fronte ad un’opera d’arte ci mette in relazione con l’essenza dell’essere uomo e con la bellezza. Il libro situa nella loro prospettiva storica le opere discusse, portando alla comprensione degli istinti artistici che hanno spinto un dato artista nel comporre la sua opera. Ogni generazione è ad un certo punto in rivolta contro i canoni dei predecessori, ogni opera deriva il suo fascino nei confronti dei contemporanei non solo da ciò che fa ma anche da ciò che lascia fare. Quando il giovane Mozart arrivò a Parigi, notò che tutte le sinfonie alla moda chiudevano con un finale affrettato, così decise di sorprendere l’uditorio con una lenta introduzione all’ultimo movimento; è un esempio banale ma efficace per illustrare la direttiva che deve informare un giudizio storico dell’arte: l’esigenza di essere diverso è indispensabile per un artista. Non possiamo sperare di comprendere un’opera d’arte se non riusciamo ad immedesimarci in quel sentimento di liberazione e trionfo che l’artista deve aver provato di fronte all’opera compiuta. “ Non esiste in realtà una cosa chiamata ARTE, esistono solo gli artisti. “ Non esiste l’arte con la A maiuscola, quell’unica forma d’arte che oggi è diventata una specie di spauracchio o feticcio. Non ci sono modi sbagliati di godere un quadro o una statua, è un piacere non legato a qualcosa di materiale, ma che coinvolge i nostri sensi. Farsi piacere un’opera d’arte ha due risposte: o si contempla quella singola opera d’arte o in modo più universale, contemplando per esempio quattro opere d’arte si deve conoscere ciò che le lega, il loro significato di tipo estetico, che rimandano sempre a qualcos’altro rispetto al momento storico in cui sono state create. Generalmente, la prima cosa a cui si pensa quando si parla di arte sono le opere pittoriche più che le sculture o le architetture, poiché l’uomo è sempre rimasto più affascinato dalla pittura, grazie forse a quel grande tramite che è il colore; infatti i colori di un dipinto sono molto più affascinanti e accattivanti rispetto ad una scultura incolore, il colore attribuisce all’opera quel tocco di particolarità e personalità in più. Per Gombrich, l’arte fu il risultato degli sforzi profusi dagli artisti stessi per tentare di risolvere determinate problematiche in un periodo di tempo ben definito, il proprio. L’autore guardò al contesto specifico in cui le varie opere d’erta furono nel tempo create, ovvero l’intento comunicativo o il luogo d’esposizione, e alle difficoltà di questo contesto legate che gli artisti furono man mano chiamati a risolvere, o almeno tentare di farlo. Gombrich fu accusato di aver trascurato buona parte dell’arte moderna, che egli stesso ammise di non aver mai troppo amato a causa della volontà di rottura con la tradizione proprio di molti artisti contemporanei. Sono molti a non “apprezzare” l’arte moderna per svariate ragioni; non è soltanto il disegno sommario a urtare coloro che vogliono i quadri “veri”, essi biasimano ancor più le opere che giudicano scorrette quando appartengono ad un periodo moderno, in cui

l’artista avrebbe dovuto “essere capace di far meglio”. Non c’è peggior ostacolo al godimento delle grandiopere d’arte della nostra riluttanza a superare abitudini e pregiudizi. Se un artista disegna in modo sommario o visionario, a modo suo, lo si considera troppo superficialmente un abborracciatore che non sa fare di meglio. Quando ci pare che un quadro pecchi nell’esattezza del particolare, dobbiamo domandarci prima di tutto se l’artista non abbia avuto le sue ragioni per modificare l’aspetto di ciò che ha visto. Ogni tratto è il risultato di una decisione liberamente presa dall’artista, che considerava innumerevoli fattori; la maggior parte dei quadri che ora sono allineati sulle pareti dei musei e delle statue che si trovano nelle gallerie non erano affatto destinata a essere esposta come opera d’arte: fu creata per una circostanza ben determinata e con un preciso fine che l’artista aveva in mente al momento di mettersi all’opera. L’estetica è tradizionalmente un settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale o artistico, punta a vedere se in un’opera d’arte sono attive forze, significati o potenze estranee sia all’artista sia all’arte in senso tecnico, insomma di vedere se ‘arte rimanda a qualcos’altro, se c’è un significato ulteriore, indipendente da ciò che l’artista intendeva raggiungere.