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appunti filosofia
Tipologia: Appunti
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La crisi della democrazia e l’avvento dei regimi totalitari nei primi anni del ‘ costituiscono l’oggetto della riflessione di Hanna Arendt, autrice de LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO, apparso nel 1951, poco dopo la seconda guerra mondiale, in piena guerra fredda. questo saggio costituisce una delle più importanti opere storico- politiche del ‘900e in esso Arendt analizza LE CAUSE E IL FUNZIONAMENTO DEI REGIMI TOTALITARI , che sono visti come conseguenza dell’avvento della società di massa ( società caratterizzate da un significativo ruolo delle masse nello svolgimento della vita politica e sociale, ma anche da una loro crescente omologazione, perdita di autonomia individuale , perdita di relazioni intersoggettive - DIZIONARIO STORICO TRECCANI , SU INTERNET)
L’opera fornisce fondamentali contributi soprattutto per quanto riguarda due aspetti:
1- ASPETTO STORICO-POLITICo : perché analizza i caratteri fondamentali della storia europea moderna e contemporanea, in particolar modo il periodo che va dagli ultimi vent’anni dell’800 fino alla seconda guerra mondiale(dal 1880 al 1945 circa )
2- ASPETTO FILOSFICO –POLITICO : perché elabora uno schema generale di ciò che si può definire .REGIME TOTALITARIO, riferendosi esclusivamente al NAZISMO e allo STALINISMO, e questa costituisce una novità fondamentale introdotta dalla HARENDT che esclude il FASCISMO, privo delle caratteristiche da lei individuate per definire un REGIME “TOTALITARIO”.
Il libro si divide in 3 parti :
Secondo ARENDT l’antisemitismo , insieme alla crisi dell’imperialismo ( qui vuol dire che LA CLASSE DIRIGENTE BORGHESE VA IN CRISI …..RICORDATE IL DOPOGUERRA IN EUROPA E LA CRISI DELLA CLASSE POLITICA AL POTERE ) SONO LE CAUSE da cui è scaturito il TOTALITARISMO in GERMANIA E URSS.
A ciò si deve aggiungere il fenomeno dell’ avvento della società di massa e “senza classi “ in cui gli “INDIVIDUI” sono soggetti al controllo di ristretti gruppi di potere, le elité.
IDEOLOGIA - TERRORE
TERRORE : è esercitato
IDEOLOGIA : attraverso l’ideologia il TOTALITARISMO distrugge l’uomo nello spirito , oltre che fisicamente, rendendolo un essere superfluo e senza nome. ( Ecco perché IL TOTALITARISMO si distingue da altre forme di DISPOTISMO ANTICO che sottoponevano gli uomini a forme di schiavitù fisica). Secondo l’autrice , L’IDEOLOGIA TOTALITARIA pretende di fornire una spiegazione “totale” della storia , cioè pretende di conoscere ogni aspetto della storia “ a priori”, da sempre, senza confrontarsi con i fatti concreti ( vuol dire , in poche parole, che l’ideologia si presenta come LA VERITA’ che può spiegare qualunque accadimento storico )
INOLTRE l’ideologia totalitaria è in grado di capovolgere le stesse regole della logica imponendo ciò che viene definito un “supersenso” cioè una verità assiomatica ( ricordate che l’assioma è una verità indimostrabile che si accetta PER vera ) da cui vengono dedotte conseguenze terribili ma perfette mante coerenti con le PREMESSE da cui si deducono.
Arendt spiega questi concetti con queste parole : “ la società dei morenti ( quella totalitaria) in cui la punizione viene inflitta senza alcuna relazione con un reato, lo sfruttamento è praticato senza un profitto , e il lavoro compiuto senza un prodotto, è un luogo in cui, quotidianamente, si crea l’insensatezza , eppure, nel contesto dell’ideologia totalitaria, nulla potrebbe essere più sensato e logico: se gli internati sono dei parasiti, è logico che vengano uccisi col gas; se sono dei degenerati non si deve permettere che contaminino la popolazione; se hanno “ un’anima da schiavi “ ( def
inizione di HIMMLER , stretto collaboratore di HITLER ) non è il caso di sprecare il proprio tempo per cercare di rieducarli […. ] Mentre distrugge tutte le connessioni di senso con cui normalmente si calcola e si agisce, il regime impone una specie di “supersenso”.
sottovalutazione, se non , addirittura, una giustificazione del fenomeno nazista e delle sue atrocità.
Le conclusione a cui arriva Arendt che definisce il male compiuto dai criminali nazisti “ BANALE” sembrano in contraddizione con le sue precedenti analisi che La condussero a definire il male attuato dai regimi totalitari “ RADICALE ” cioè estremo, assoluto. IN realtà non esiste alcuna contraddizione perché un male così ESTREMO come quello compiuto dai REGIMI TOTALITARI del ‘ non può essere concepito solo come frutto del progetto di individui demoniaci e malvagi. Questo tipo di progetto , per attuarsi in tutta la sua valenza negativa, deve aver bisogno della collaborazione di un’ampia parte della società ( intellettuali, scienziati, medici, militari, forze dell’ordine etc.)
QUINDI, secondo Arendt questa “zona grigia” di collaborati , più o meno attivi, è costituita proprio da uomini comuni, normali padri di famiglia, che si obbedirono ad ordini superiori senza porsi il problema delle conseguenze delle loro azioni , a- criticamente! Dunque per Arendt PROPRIO L’ASSENZA DI PENSIERO CRITICO È L’EMBLEMA DELLA BANALITÀ DEL MALE : “ la coscienza di Eichmann era un contenitore vuoto; essa non aveva un proprio linguaggio ma si articolava nella lingua della società rispettabile ” – LA BANALITA’ DEL MALE.