Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Hannah arendt, Appunti di Filosofia

appunti filosofia

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 15/05/2016

Sara.Roccia
Sara.Roccia 🇮🇹

4.7

(7)

2 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
HANNAH ARENDT (1906-1975).
LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO
La crisi della democrazia e l’avvento dei regimi totalitari nei primi anni del ‘900
costituiscono l’oggetto della riessione di Hanna Arendt, autrice de LE ORIGINI DEL
TOTALITARISMO, apparso nel 1951, poco dopo la seconda guerra mondiale, in piena
guerra fredda. questo saggio costituisce una delle più importanti opere storico-
politiche del ‘900e in esso Arendt analizza LE CAUSE E IL FUNZIONAMENTO DEI
REGIMI TOTALITARI , che sono visti come conseguenza dell’avvento della società di
massa (società caratterizzate da un signicativo ruolo delle masse nello svolgimento
della vita politica e sociale, ma anche da una loro crescente omologazione, perdita di
autonomia individuale , perdita di relazioni intersoggettive - DIZIONARIO STORICO
TRECCANI , SU INTERNET)
L’opera fornisce fondamentali contributi soprattutto per quanto riguarda due aspetti:
1- ASPETTO STORICO-POLITICo : perché analizza i caratteri fondamentali della
storia europea moderna e contemporanea, in particolar modo il periodo che va
dagli ultimi vent’anni dell’800 no alla seconda guerra mondiale(dal 1880 al
1945 circa )
2- ASPETTO FILOSFICO –POLITICO : perché elabora uno schema generale di ciò che
si può denire .REGIME TOTALITARIO, riferendosi esclusivamente al NAZISMO e
allo STALINISMO, e questa costituisce una novità fondamentale introdotta dalla
HARENDT che esclude il FASCISMO, privo delle caratteristiche da lei individuate
per denire un REGIME “TOTALITARIO”.
Il libro si divide in 3 parti :
1. Studio del fenomeno dell’antisemitismo, considerato come una delle
premesse del totalitarismo, con un ‘attenzione particolare alla condizione
ebraica nella storia moderna
2. Studio dell’imperialismo nel periodo che va dalla ne dell’800 allo scoppio
della I GUERRA MONDIALE (IMPERIALISMO : politica di potenza e di
supremazia di uno Stato tesa a creare una situazione di predominio su altre
nazioni, mediante conquista militare, annessione territoriale, sfruttamento
economico. Dal punto di vista dottrinale l’imperialismo poggia sull’idea che i
popoli più forti abbiano il diritto di imporsi su quelli più deboli- DIZIONARIO
STORICO TRECCANI, SU INTERNET) in modo particolare , ARENDT sottolinea
come questa nuova fase storica dell’imperialismo sia caratterizzata dal
protagonismo della borghesia, che partecipa attivamente e all’espansione
“imperialistica” nel tentativo di conquistare l’egemonia economica ma anche
quella politica ( vedi ETA’ GIOLITTIANA : la borghesia spinge il governo a
intraprendere una nuova politica coloniale).
Secondo ARENDT l’antisemitismo , insieme alla crisi dell’imperialismo
( qui vuol dire che LA CLASSE DIRIGENTE BORGHESE VA IN CRISI
…..RICORDATE IL DOPOGUERRA IN EUROPA E LA CRISI DELLA CLASSE
POLITICA AL POTERE) SONO LE CAUSE da cui è scaturito il TOTALITARISMO
in GERMANIA E URSS.
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Hannah arendt e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

HANNAH ARENDT (1906-1975).

LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO

La crisi della democrazia e l’avvento dei regimi totalitari nei primi anni del ‘ costituiscono l’oggetto della riflessione di Hanna Arendt, autrice de LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO, apparso nel 1951, poco dopo la seconda guerra mondiale, in piena guerra fredda. questo saggio costituisce una delle più importanti opere storico- politiche del ‘900e in esso Arendt analizza LE CAUSE E IL FUNZIONAMENTO DEI REGIMI TOTALITARI , che sono visti come conseguenza dell’avvento della società di massa ( società caratterizzate da un significativo ruolo delle masse nello svolgimento della vita politica e sociale, ma anche da una loro crescente omologazione, perdita di autonomia individuale , perdita di relazioni intersoggettive - DIZIONARIO STORICO TRECCANI , SU INTERNET)

L’opera fornisce fondamentali contributi soprattutto per quanto riguarda due aspetti:

1- ASPETTO STORICO-POLITICo : perché analizza i caratteri fondamentali della storia europea moderna e contemporanea, in particolar modo il periodo che va dagli ultimi vent’anni dell’800 fino alla seconda guerra mondiale(dal 1880 al 1945 circa )

2- ASPETTO FILOSFICO –POLITICO : perché elabora uno schema generale di ciò che si può definire .REGIME TOTALITARIO, riferendosi esclusivamente al NAZISMO e allo STALINISMO, e questa costituisce una novità fondamentale introdotta dalla HARENDT che esclude il FASCISMO, privo delle caratteristiche da lei individuate per definire un REGIME “TOTALITARIO”.

Il libro si divide in 3 parti :

  1. Studio del fenomeno de ll’antisemitismo , considerato come una delle premesse del totalitarismo, con un ‘attenzione particolare alla condizione ebraica nella storia moderna
  2. Studio de ll’imperialismo nel periodo che va dalla fine dell’800 allo scoppio della I GUERRA MONDIALE (IMPERIALISMO : politica di potenza e di supremazia di uno Stato tesa a creare una situazione di predominio su altre nazioni, mediante conquista militare, annessione territoriale, sfruttamento economico. Dal punto di vista dottrinale l’imperialismo poggia sull’idea che i popoli più forti abbiano il diritto di imporsi su quelli più deboli- DIZIONARIO STORICO TRECCANI, SU INTERNET) in modo particolare , ARENDT sottolinea come questa nuova fase storica dell’imperialismo sia caratterizzata dal protagonismo della borghesia, che partecipa attivamente e all’espansione “imperialistica” nel tentativo di conquistare l’egemonia economica ma anche quella politica ( vedi ETA’ GIOLITTIANA : la borghesia spinge il governo a intraprendere una nuova politica coloniale).

Secondo ARENDT l’antisemitismo , insieme alla crisi dell’imperialismo ( qui vuol dire che LA CLASSE DIRIGENTE BORGHESE VA IN CRISI …..RICORDATE IL DOPOGUERRA IN EUROPA E LA CRISI DELLA CLASSE POLITICA AL POTERE ) SONO LE CAUSE da cui è scaturito il TOTALITARISMO in GERMANIA E URSS.

A ciò si deve aggiungere il fenomeno dell’ avvento della società di massa e “senza classi “ in cui gli “INDIVIDUI” sono soggetti al controllo di ristretti gruppi di potere, le elité.

  1. LA TERZA PARTE DEL LIBRO analizza i caratteri del totalitarismo nella società di massa, che instaura il suo potere attraverso 2 fattori:

IDEOLOGIA - TERRORE

TERRORE : è esercitato

  • sia attraverso la polizia segreta che con la sua continua opera di spionaggio controlla la società e la persona fin nella sua intimità
  • sia attraverso i CAMPI DI CONCENTRAMENTO ( ricordate che in Russia si chiamano gulag ) che hanno lo scopo di annientare gli oppositori politici, trasformati in nemici da rinchiudere in queste terribili strutture, in cui “le masse umane sono trattate come se non esistessero più, come se la sorte a loro toccata non interessasse più nessuno, come se fossero già decedute ….” DA “LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO”.

IDEOLOGIA : attraverso l’ideologia il TOTALITARISMO distrugge l’uomo nello spirito , oltre che fisicamente, rendendolo un essere superfluo e senza nome. ( Ecco perché IL TOTALITARISMO si distingue da altre forme di DISPOTISMO ANTICO che sottoponevano gli uomini a forme di schiavitù fisica). Secondo l’autrice , L’IDEOLOGIA TOTALITARIA pretende di fornire una spiegazione “totale” della storia , cioè pretende di conoscere ogni aspetto della storia “ a priori”, da sempre, senza confrontarsi con i fatti concreti ( vuol dire , in poche parole, che l’ideologia si presenta come LA VERITA’ che può spiegare qualunque accadimento storico )

INOLTRE l’ideologia totalitaria è in grado di capovolgere le stesse regole della logica imponendo ciò che viene definito un “supersenso” cioè una verità assiomatica ( ricordate che l’assioma è una verità indimostrabile che si accetta PER vera ) da cui vengono dedotte conseguenze terribili ma perfette mante coerenti con le PREMESSE da cui si deducono.

Arendt spiega questi concetti con queste parole : “ la società dei morenti ( quella totalitaria) in cui la punizione viene inflitta senza alcuna relazione con un reato, lo sfruttamento è praticato senza un profitto , e il lavoro compiuto senza un prodotto, è un luogo in cui, quotidianamente, si crea l’insensatezza , eppure, nel contesto dell’ideologia totalitaria, nulla potrebbe essere più sensato e logico: se gli internati sono dei parasiti, è logico che vengano uccisi col gas; se sono dei degenerati non si deve permettere che contaminino la popolazione; se hanno “ un’anima da schiavi “ ( def

inizione di HIMMLER , stretto collaboratore di HITLER ) non è il caso di sprecare il proprio tempo per cercare di rieducarli […. ] Mentre distrugge tutte le connessioni di senso con cui normalmente si calcola e si agisce, il regime impone una specie di “supersenso”.

sottovalutazione, se non , addirittura, una giustificazione del fenomeno nazista e delle sue atrocità.

Le conclusione a cui arriva Arendt che definisce il male compiuto dai criminali nazisti “ BANALE” sembrano in contraddizione con le sue precedenti analisi che La condussero a definire il male attuato dai regimi totalitari “ RADICALE ” cioè estremo, assoluto. IN realtà non esiste alcuna contraddizione perché un male così ESTREMO come quello compiuto dai REGIMI TOTALITARI del ‘ non può essere concepito solo come frutto del progetto di individui demoniaci e malvagi. Questo tipo di progetto , per attuarsi in tutta la sua valenza negativa, deve aver bisogno della collaborazione di un’ampia parte della società ( intellettuali, scienziati, medici, militari, forze dell’ordine etc.)

  • che contribuisce attivamente a realizzare gli obiettivi programmati
  • o che , semplicemente, fa finta di non vedere ciò che sta accadendo.

QUINDI, secondo Arendt questa “zona grigia” di collaborati , più o meno attivi, è costituita proprio da uomini comuni, normali padri di famiglia, che si obbedirono ad ordini superiori senza porsi il problema delle conseguenze delle loro azioni , a- criticamente! Dunque per Arendt PROPRIO L’ASSENZA DI PENSIERO CRITICO È L’EMBLEMA DELLA BANALITÀ DEL MALE :la coscienza di Eichmann era un contenitore vuoto; essa non aveva un proprio linguaggio ma si articolava nella lingua della società rispettabile ” – LA BANALITA’ DEL MALE.