




Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
1 / 8
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





1.1 L’impero Tedesco All’inizio del Novecento, la Germania era un paese enorme, dotato di una forza straordinaria;tuttavia, a livello economico, qualsiasi paragone era semplicemente e impossibile. La Germania, si era posta all’avanguardia nei campi dell’ acciaio, dell’energia elettrica e della chimica, i nuovi settori che si erano sviluppati a fine Ottocento, in virtù della cosiddetta seconda rivoluzione industriale. A un ritmo altrettanto veloce erano cresciuti solo gli Stati Uniti;la Gran Bretagna. Nel 1914, la competizione per il primato si riduceva, di fatto a Gran Bretagna e Germania, in quanto gli Stati Uniti erano preoccupati di estendere la propria egemonia nel Pacifico. La Germania moderna era nata il 18 gennaio 1871: con una solenne cerimonia nella sala degli specchi della reggia di Versailles, il re di Prussia Guglielmo I fu incoronato Kaiser (imperatore). Quest’ultimo si presentava come l’erede del Sacro romano impero germanico, fondato da Ottone nell’anno 962. Il fatto che secondo Reich fosse stato proclamato nel grande palazzo fatto costruire da Luigi XIV alle porte di Parigi acquistò un significato emblematico fortissimo. 1.2 LE CONTRADDIZIONI DELL’IMPERO TEDESCO Il nuovo impero tedesco era un’entità contraddittoria sotto molto punti di vista. Il primo contrasto era a livello sociale: la Germania era la più sviluppata potenza industriale d’Europa e, quindi, ospitava una classe operaia numerosissima, ben organizzata dal più potente partito socialista del mondo, tuttavia, nel medesimo tempo, il Reich vedeva ancora in posizione dominante a un’aristocrazia agraria arrogante e fierissima dei propri privilegi. Questa nobilita possedeva enormi proprietà terriere e i suoi membri (denominati Junker) detenevano in regime di monopolio le più alte cariche dello stato e dell’esercito. Ufficialmente, l’impero era uno stato federale, ma nelle questioni veramnere decisive, tutte le decisioni erano prese solo dal cancelliere (il primo ministro del governo centrale) e dell’imperatore. Fino al 1890, il ruolo di cancelliere venne svolto da Otto von Bismarck, il primo ministro prussiano che aveva vittoriosamente guidato il processo di unificazione nazionale. A differenza di Cavour, Bismarck non amava né il liberalismo né il sistema parlamentare; a suo giudizio, il potere doveva rimanere saldamente concentrato nelle mani del sovrano e del governo. Tuttavia, il cancelliere prussiano si era reso conto del fatto, la borghesia imprenditoriale, le masse, e l’opinione pubblica non poteva essere ignorate, e tanto meno tenute del tutto lontane dal potere: quindi, Bismarck aveva accettato che il governo delegasse a un parlamento la possibilità di prendere alcune decisioni di carattere legislativo. A livello istituzionale, dunque, l’impero tedesco era un soggetto di carattere molto particolare. In Germania troviamo un parlamento, che comunque era più debole di quello inglese in quanto non rientravano tra le sue competenze né le spese militari né la politica estera(e, tantomeno, la decisione di entrare in guerra). Viceversa, Mentre nel Regno Unito è il diritto di voto era ancora ristretto solo le persone più ricche, in Germania troviamo il suffragio universale maschile. Inoltre, fin dai tempi di Bismarck, la Germania era famosa per il suo sistema previdenziale e assistenziale, che garantiva tutti i cittadini aiuti, sussidi e pensioni in caso di malattia, infortunio e vecchiaia. Nell’estate del 1914, la Germania accettò di appoggiare l’Austria-Ungheria dopo che il governo di Vienna aveva deciso di punire la Serbia per l’attentato di Sarajevo. A sua volta, però, la Serbia era sostenuta e protetta da Russia e Francia.
Il conflitto assunse poi carattere globale nel momento in cui si schierò contro il Reich anche il Regno Unito. Agli occhi di tutti risultò subito chiara la posta in gioco più seria dello scontro: in caso di vittoria, la Germania avrebbe preso il posto della Gran Bretagna come leader della politica e dell’economia mondiale. 1.3 La Germania DALL’IMPERO ALLA REPUBBLICA La Germania possedeva un formidabile esercito di terra, ma l’Inghilterra dominava i mari; quindi, la flotta inglese fu in grado di bloccare tutte le importazioni di beni nei porti tedeschi, compresi cereali di cui la popolazione tedesca aveva un disperato bisogno. La prima guerra mondiale fu una spietata guerra di logoramento che coinvolse anche civili e provocò la morte di migliaia persone. Particolarmente duro fu l’inverno 1916-1917, durante il quale la maggioranza degli abitanti delle città ebbe a propria disposizione solo delle rape. Nella primavera del 1918, dopo aver sconfitto la Russia, la Germania tentò un’ultima imponente offensiva sul fronte occidentale, ma essa venne respinta dagli eserciti della Francia, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.nell’autunno del 1918, anche se i nemici non avevano sfondato il fronte, Reich era letteralmente esausto. Il 3 ottobre del 1918, il Kaiser Guglielmo II affidò il cancellierato al principe Maximilian di Baden. La speranza delle autorità tedesche era che gli americani, si mostrassero disposti a negoziare una pace di compromesso con la Germania. La popolazione tedesca e i soldati al fronte, peró, avevano esaurito del tutto la propria volontà di continuare le ostilità, e, soprattutto, maturato una ostilità nei confronti di tutti coloro che avevano trascinato il paese in guerra. La rivoluzione che avrebbe posto fine sia il conflitto sia all’impero ebbe inizio il 29 ottobre nel porto di Kiel, quando i marinai in cominciarono a temere che il comando della marina avrebbe ordinato le grandi navi da guerra tedesche di uscire in mare aperto per affrontare la flotta inglese in un’ultima grandiosa battaglia navale. Dopo essersi ammutinati e aver acquistato il controllo della base di molti marinai presero il treno e si recarono in altre città, per esortare i soldati e operai a ribellarsi, cioè a chiedere la fine della guerra. Alcuni si limitavano a prendere come esempio la rivoluzione di febbraio, chiami mi ha provocato la caduta dello zar, mentre altri sognavano dimmi tare addirittura la rivoluzione d’ottobre, chi aveva introdotto in Russia il comunismo. Il 9 novembre, le principali piazze di Berlino erano piene di dimostranti. Incapace di gestire una simile situazione, il principe Maximilian decise di dimettersi e di affidare il cancellierato a Friedrich Elbert, leader del partito socialdemocratico tedesco. 1.5 LA REPUBBLICA DI WEIMAR Il 18 gennaio 1919, i capi di governo delle potenze che avevano vinto la prima guerra mondiale si riunirono alla conferenza di Versailles per ridisegnare la carta politica dell’Europa e decidere il destino degli Stati sconfitti, primo fra tutti la Germania. Gli interessi delle grandi potenze erano divergenti su moltissime questioni; su alcuni punti, i vincitori si trovarono subito d’accordo: la Germania doveva essere considerata la principale colpevole dell’inizio del conflitto. Nessuno delegato tedesco poteva avanzare richieste o negoziare qualcosa. Al termine delle operazioni la Germania si trovò di fronte a una serie di imposizioni di accettare. Mentre in Francia si decideva del futuro dell’Europa, in Germania venne convocata l’assemblea costituente incaricata di preparare la costituzione della nuova Repubblica. Le elezioni si tennero il 19 gennaio 1919 e furono a suffragio veramente universale. I partiti maggiormente votati furono quello socialdemocratico, il Zentrum, e il partito democratico, queste forze quindi, tra il 6 febbraio e il 31 luglio 1919, elaborarono nella città di Weimar la nuova Costituzione (varata ufficialmente l’11 Agosto). Si trattò Di una carta moderna è molto attenta ai diritti di tutti cittadini, uomini e donne. Il potere legislativo venne assegnata una camera dei deputati, mentre quello esecutivo era nelle mani di un governo presieduto dal Cancelliere; a capo dello Stato fu posto un presidente eletto direttamente dal popolo, che poteva sciogliere la camera e aveva il
impedire la bancarotta delle potenze vincitrici. La situazione precipitò nel 1923, allorché truppe francesi e belghe-per obbligare il governo tedesco a rispettare i propri impegni di pagamento-occuparono la ricca regione industriale della Ruhr. L’invasione ebbe inizio l’11 gennaio; la risposta del governo tedesco fu: nessuno avrebbe dovuto collaborar e con francesi e belgi, mentre ogni attività produttiva provocò una brusca concentrazione del gettito fiscale proprio nel momento in cui lo stato avrebbe avuto bisogno di grandi quantità di denaro. Nell’estate del 1923 la situazione divenne insostenibile, in quanto il marco iniziò a perdere il valore sempre più rapidamente. I prezzi delle merci il tasso di cambio tra marco e dollaro sfuggirono a qualsiasi controllo fino a raggiungere livelli folli. L’intera economia sembrava impazzita, mentre la rabbia sempre più acuta verso coloro che avevano riserve in valuta straniera e potevano quindi speculare. 1.9 ADOLF HITLER E MEIN KAMPF Proprio nel momento in cui il paese stava toccando il fondo, a Monaco di Baviera il 9 novembre 1923, un gruppo politico di estrema destra che si spirava il fascismo italiano tentò un colpo di Stato. La loro intenzione era di conquistare il potere in quella ricca regione, per poi impadronirsi della guida dell’intera Germania, arrivando a Berlino proprio come Mussolini aveva fatto con la marcia su Roma. L’esercito tedesco, tuttavia, non aveva alcun desiderio di compromettersi rischiosa avventure politiche. Tra i processati a monaco per alto tradimento figurava anche Adolf Hitler, leader di un piccolo partito bavarese denominato partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, un’organizzazione che, a quell’epoca, era del tutto sconosciuta nel resto del paese: Hitler, perciò, approfitto del processo per far conoscere il suo messaggio politico al di fuori della Baviera. In quei mesi Hitler scrisse la sua opera più importante, intitolata Mein Kampf ; si tratta di un grosso volume organizzato in due parti: nella prima, di carattere autobiografico, Hitler presenta se stesso, la propria esperienza di eroe di guerra e la sua decisione di dedicarsi anima e corpo alla rinascita della Germania, nella seconda sezione, di carattere operativo, l’autore descrive invece gli obiettivi ultimi che il movimento da lui guidato si proponeva di raggiungere e i mezzi che sarebbero stati utilizzati. Non si può parlare di un vero e proprio programma; Hitler tuttavia, fu una figura coerente: rimase sempre legato a quanto aveva scritto nel 1924, non rinnego mai nulla e tento con ogni mezzo di raggiungere le mete che avevo indicato in Mein Kampf. E a questo punto, incontriamo una prima è fondamentale differenza tra il comunismo e nazismo. Hitler infatti, restringe il concetto di umanità esclusivamente a un gruppo, la cosiddetta razza ariana: chi non appartiene a tale categoria viene considerato inferiore.Hitler nella sua logica, esiste una razza superiore, destinata a dominare tutte le altre e a trasformare in propri schiavi coloro che non sono ariani (e che venivano quindi chiamati sotto uomini). Nello scenario dell’Europa moderna, il razzismo non era assolutamente un’idea nuova. Tale concezione aveva giustificato la tratta di milioni di neri, condotti in America a lavorare come schiavi. La grande novità introdotta da Mein Kampf in campo consisteva nel trasferire tutto ciò nel cuore dell’Europa: agli occhi di Hitler, infatti, gli slavi (cioè i russi e polacchi) non erano affatto diversi dei neri. 1.10 LO SPAZIO VITALE All’interno della razza superiore, Hitler collocava (ovviamente-i tedeschi, anche gli inglesi) i francesi e italiani. In comune, tutti questi popoli avevano la bellezza corporea (che poteva richiamare la perfezione dell’uomo greco) e una stretta parentela linguistica. I neri erano espulsi dalla comunità ariana per il loro aspetto fisico, mentre gli slavi erano le spinte in virtù della loro lingua, che li rendeva degli estranei.
Semplificando al massimo, possiamo affermare che, gli ariani erano gli unici a meritare appieno titolo l’appellativo di uomini, mentre i sottouomini (neri e slavi) dovevano essere considerati come puri animali da lavoro, destinati a servire gli ariani. La civiltà-tutto ciò che di grande, nei secoli, era stato prodotto, frutto solo degli ariani avevano il monopolio della creatività e della cultura. Durante la prima guerra mondiale, Hitler era rimasto profondamente colpito dalle conseguenze del blocco navale operato da britannici a danno della Germania: milioni di tedeschi avevano rischiato di morire di fame. Secondo il Fuhrer, tale drammatica esperienza aveva dimostrato senza umbra il dubbio che il popolo tedesco aveva bisogno di Lebensraum, di spazio vitale, di una vasta superficie di terre coltivabili che l’avrebbero reso autosufficiente sotto il profilo alimentare, ne avrebbero garantito la sopravvivenza. Nella visione di Hitler, il razzismo e imperialismo si sostenevano a vicenda; la Germania aveva bisogno di spazio, di terre per garantire la propria sopravvivenza: gli avrebbe conquistate a est, in Russia, esattamente come gli inglesi avevano sottomesso all’India è costretto agli indigeni del loro immenso impero a lavorare per loro. Come tutti nazionalisti, Hitler disprezzava il sistema parlamentare e voleva sostituirlo con un regime dittatoriale, in cui un unico soggetto fosse in grado di esercitare pienamente il potere.Hitler, inoltre, dichiarò fin dall’inizio chi-in caso di vittoria-avrebbe completamente eliminato il movimento operaio e partiti Marxisti, che esortavano alla lotta di classe e provocavano la guerra civile; nella sua mente, il ricordo andava costantemente alle grandiose giornate dell’agosto 1914, in cui l’intera nazione si era unità intorno al suo impero, tutti avevano dimenticato i propri interessi particolari (di classe) e insieme avevano lottato per difendere la patria. 1.11 LA CONTRAPPOSIZIONE TRA ARIANI ED EBREI Il razzismo Hitleriano non si limita affatto la contrapposizione frontale tra ariani, da un lato, e sottouomini. Hitler era nato in Austria nel 1889.recatosi a Vienna per completare gli studi respirò l’atmosfera satura di antisemitismo che era tipica della capitale austriaca e maturò in quel contesto gran parte delle idee che poi avrebbe esposto, dopo la guerra, in Mein Kampf. Quando parla degli ebrei, Hitler utilizza due tipi di linguaggio e di terminologia molto diversi, ma in realtà complementari. Alcune espressioni, formule e concetti sono di carattere religioso; Hitler infatti, ama paragonare gli ariani alla luce e gli ebrei alla tenebre. Gli ebrei, realizzano la loro essenza più profonda nel distruggere quanto gli ariani producono: senza esagerare, si può affermare che, per Hitler, gli ebrei sono diabolici o, perlomeno, occupano lo stesso posto, chi, viene attribuita a Satana, che gode realizza la propria essenza nel rovinare la perfetta creazione compiuta da Dio. Hitler ama presentarsi come un vero e proprio Messia, un salvatore che distruggerà definitivamente la potenza del male e farà entrare i dischi in una era di prosperità e di felicità. Nello stesso tempo, Hitler accettava le più recenti scoperte della scienza e della medicina. .LA CONQUISTA DEL POTERE DI HITLER 2.1 STABILITÀ E NUOVA EMERGENZA Il 26 settembre 1923, l’incarico di cancelliere tedesco venne assunto dal conservatore Gustav Stresemann, che pose fine alla resistenza passiva degli operai della Ruhr e si affrettò a chiedere il sostegno finanziario degli Stati Uniti. Il risultato delle trattative con alcune grandi banche americane fu il cosiddetto Piano Dawes, che permise di stabilizzare di nuovo il valore del marco e di salvare l’economia tedesca. Così, negli anni 1923 - 1929, anche la situazione politica e sociale della Germania si normalizzo. Il 1 dicembre 1925, con il trattato di Locarno, la Germania accettò come definitivo l’assetto territoriale fissato dai vincitori ai confini occidentali, il che in pratica significava rinunciare definitivamente all’ Alsazia- Lorena e accettare di intraprendere un nuovo rapporto, non più conflittuale, con la Francia.
costituzione.Al governo, inoltre, era concessa la completa facoltà di stipulare trattati internazionali, senza che essi dovessero essere ratificati dal parlamento.si coglie immediatamente la conseguenza diretta di tale innovazione: la separazione dei tre poteri fondamentali dello Stato(legislativo, esecutivo e giudiziario), sarebbe stata sostanzialmente soppressa. Il 14 luglio 1933, il processo di conquista del potere fu completato mediante l’emanazione di una legge del governo che trasformava la Germania è uno stato a partito unico e obbligava tutte le altre forze politiche a sciogliersi. Nel giro di sei mesi Hitler fu dunque l’assoluto padrone della Germania. Il processo di concentrazione di tutti i poteri divenne completo nel 1934, allorché Hitler, dopo la morte di Hindenburg, assunse anche il titolo di presidente del Reich e poi modificò la formula del giuramento a cui erano vincolati militari. Da allora in avanti, essi non avrebbero più giurato fedeltà alla patria o alla costituzione, bensì personalmente ad Adolf Hitler, nella sua qualità di <<Führer del Reich>>. Numerosi storici, quando parlano della dittatura nazista, fanno uso del concetto di totalitarismo, per indicare che il regime Hitleriano, aveva concentrato in un solo soggetto tutto il potere. In Germania, i soggetti considerati nocivi e pericolosi per lo Stato erano i comunisti, i portatori di malattie ereditarie i disabili. Tutti costoro erano degli ostacoli alla realizzazione del grande progetto utopico di Hitler e dei nazisti. 2.4 LO STATO TOTALITARIO NAZISTA , la parola , la radio ,la scuola Dopo essersi consolidato, il regime si sforzò di controllare ogni aspetto dell’esistenza delle persone: tutto doveva essere, nazificato. Il compito di diffondere ogni livello della società il nuovo verbo nazista, fu svolto dalla scuola, da innumerevoli associazioni che coinvolgevano i giovani, le donne e i lavoratori, dalla radio e dal cinema. In tal modo, il regime entrava prepotentemente nella vita quotidiana, e obbligava tutti a interiorizzare che Hitler forse il capo supremo della Germania e del popolo tedesco. A differenza di Hitler, Mussolini non ebbe mai nelle sue mani il completo controllo di tutte le istituzioni, in quanto ruolo di capo dello Stato continua essere esercitato dal sovrano Vittorio Emanuele III. Nel momento più critico della guerra, il re fu in grado di destituire il duce; in Germania invece, non ci fu più alcun contrappeso istituzionale al potere del Fuhrer. L’elemento distintivo e decisivo, è il simbolo che campeggia al centro delle bandiere dei due movimenti, in un caso troviamo i simboli del lavoro, mentre nell’altro notiamo una svastica, un antico simbolo solare di origine indiana che stava significare, nell’intenzione di Hitler, la luminosità e la perfezione della razza ariana. 3. IL REGIME NAZISTA 3.1 LO SCONTRO CON LE SA Spazzati via in tempi relativamente brevi tutti gli avversari delle forze politiche ed opposizione, nel 1934 Hitler fu in grado di confrontarsi, con alcuni prestigiosi esponenti della NSDAP(partito nazionalsocialistaa tedesco), che avevano opinioni abbastanza diverse dalle sue. All’interno del partito nazista, infatti, una corrente radicale chiedeva regime di intervenire alla radice della struttura sociale tedesca, con un’ampia politica di nazionalizzazione delle imprese. Queste aspirazioni di cambiamento sociale erano molto diffuse soprattutto all’interno delle cosiddette SA (squadre d’assalto). Guidate da Ernest Rohm, le SA erano state il braccio armato del movimento nazista, una vera milizia di massa, che negli anni Venti era più volte scontrata con i comunisti, aveva permesso al nuovo regime di togliere di mezzo tutto gli oppositori. Nel 1934, le SA contavano circa 2 milioni di aderenti e Rohm sognava di trasformarle nel nerbo di un nuovo esercito tedesco che fosse veramente popolare, cioè capace di essere l’autentica e vitale espressione del
Volk tedesco. A guida di questo nuovo esercito non ci sarebbe più stata la casta dei militari tradizionali, ma i capi del movimento nazista e delle SA. Per Hitler, però, queste posizioni rappresentavano un grave pericolo; da un lato, il potere e il prestigio di Rohm rischiavano di mettere in discussione il completo controllo del movimento nazista da parte di Hitler. In un secondo luogo, l’impostazione di Rohm spingeva gli imprenditori a temere per le loro aziende. Hitler, invece, per i suoi radicali obiettivi di politica estera, aveva necessità sia del sostegno della grande industria sia del collaudo Stato maggiore dell’esercito: senza la loro collaborazione e la possibilità di procedere rapidamente allo scontro decisivo con l’Unione Sovietica sarebbe svanita completamente. Pertanto, il 30 giugno 1934, Rohm e i suoi sostenitori e altri avversari del regime furono uccisi a sangue freddo. Da quel momento, le SA furono disarmata e persero ogni vera importanza politica. All’opposto, aumentarono enormemente il potere il prestigio delle cosiddette SS(squadre di protezione). Si trattava, in origine, della guardia del corpo di Hitler, esse erano guidate da Himmler, che nel corso del 1934 divenne il capo di tutta la polizia tedesca, compresa la cosiddetta Gestapo (polizia segreta di Stato). Ciò permise a Himmler di dominare l’intero sistema di campi di concentramento che, fin dal 1933, rappresentarono il principale strumento di cui nazisti siano serviti per distruggere in Germania ogni opposizione al loro regime. 3.3 LA POLITICA ANTISEMITA Fino all’inizio e la seconda guerra mondiale, il numero degli ebrei imprigionati all’interno dei lager nazisti fu il irrilevante. Gli ebrei che vivevano in Germania furono oggetto di numerose azioni violente ed innumerevoli provvedimenti discriminatori. Il gesto più clamoroso fu il boicottaggio di tutti negozi ebraici, messi in atto il 1 aprile 1933: i gruppi di SA si piazzavano dinanzi agli ingressi degli esercizi commerciali di proprietà ebraica e impedivano l’ingresso alla clientela; in altri casi un cartello lanciava un avvertimento: chiunque fa acquisti qui verrà fotografato. Il primo importante provvedimento amministrativo preso dal regime nazista nei confronti degli israeliti tedeschi fu la riforma della normativa relativa ai funzionari pubblici di carriera. Il 7 aprile 1933,1 speciale comma della nuova legge obbligò tutti coloro che non erano ariani a dare le dimissioni. I provvedimenti successivi colpirono gli avvocati i medici ebrei, esclusi dai tribunali e dagli ospedali pubblici. L’università fu uno dei settori più colpiti dall’epurazione. Altri docenti pur non essendo stati licenziati, emigrarono di propria iniziativa, intuendo il pericolo imminente. Un eloquente segnale del nuovo clima che si respirava nell’università fu il grande rogo dei libri organizzato per la sera del 10 maggio 1933 nelle principali città tedesche: solo a Berlino vennero bruciati circa 20.000 volumi, scritti da autori ebrei. Il 15 settembre 1935, Hitler presentò l’approvazione dei delegati alcuni provvedimenti (chiamati leggi di Norimberga) che avrebbero segnato in modo profondissimo la vita degli ebrei tedeschi. Il primo provvedimento, denominato legge sulla cittadinanza, riservava la pienezza dei diritti e cittadini di sangue tedesco o affine. La legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco, invece, vietava severamente i matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affine. 3.4 IL PROBLEMA DELLA DISOCCUPAZIONE I risultati della politica nazista furono ben presto evidenti, tant’è che nel giro di sei mesi la disoccupazione calo di bene 1 milione di unità. Per certi aspetti, siamo di fronte a una ricetta affine a quella del New Deal caratterizzato dal massiccio intervento dello Stato nella sfera dell’economia. Le differenze fondamentali però sono due: in primo luogo USA non distrussero la democrazia e lo Stato liberale e, in secondo luogo in Germania lo scopo primario della politica economica era l’espansione imperialistica. Agli occhi dei tedeschi, il nuovo regime aveva portato più lavoro, sicurezza e stabilità.