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Il Nazismo: le tappe dall'avvento della repubblica di Weimar a Hitler
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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La Germania uscì dalla Prima guerra mondiale in una situazione drammatica. La sconfitta militare, la crisi economica, la fame e il malcontento popolare provocarono il crollo dell'Impero tedesco. Il 9 novembre 1918 l'imperatore Guglielmo II abdicò e la monarchia cessò di esistere. Nello stesso giorno il leader socialdemocratico Friedrich Ebert assunse la guida del governo provvisorio e venne proclamata la Repubblica. In questo periodo il movimento socialista tedesco era profondamente diviso. Il principale partito era l'SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco), di orientamento moderato e favorevole a una repubblica parlamentare. Da una sua scissione era nato l'USPD, più radicale e contrario alla guerra. All'interno dell'USPD operava la Lega di Spartaco, guidata da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, che si ispirava alla rivoluzione bolscevica russa e puntava all'instaurazione di un regime comunista. Alla fine del 1918 la Lega di Spartaco contribuì alla fondazione del KPD. Nel gennaio 1919 il KPD e gli spartachisti promossero un'insurrezione armata a Berlino, nota come insurrezione spartachista. Il governo di Ebert la represse duramente con l'aiuto dei Freikorps , gruppi paramilitari nazionalisti formati da ex soldati. La rivolta fallì e Luxemburg e Liebknecht furono arrestati e assassinati. Nel 1919 nacque ufficialmente la Repubblica di Weimar , chiamata così dalla città di Weimar dove venne approvata la nuova Costituzione. La Costituzione di Weimar era una delle più moderne dell'epoca: introduceva il suffragio universale maschile e femminile, garantiva ampie libertà civili e prevedeva un parlamento eletto democraticamente. Tuttavia presentava alcuni elementi di fragilità, in particolare l'articolo 48, che attribuiva al presidente della Repubblica poteri straordinari in caso di emergenza. La giovane repubblica dovette inoltre affrontare le conseguenze del Trattato di Versailles. La Germania fu dichiarata responsabile della guerra, obbligata a pagare pesanti riparazioni economiche, privata di alcuni territori e sottoposta a forti limitazioni militari. I tedeschi considerarono queste condizioni una profonda umiliazione nazionale , definendo Versailles una "pace punitiva". Il diffuso desiderio di rivincita alimentò il nazionalismo estremo e contribuì, negli anni successivi, all'ascesa del nazismo.
Nei primi anni della Repubblica di Weimar la Germania attraversò una gravissima crisi economica e sociale. Le pesanti riparazioni di guerra imposte dal Trattato di Versailles crearono enormi difficoltà finanziarie. Nel 1923 , quando il governo tedesco non riuscì a pagare le rate previste, Francia e Belgio occuparono la regione industriale della Ruhr, cuore dell'economia tedesca. Il governo rispose sostenendo la politica della "resistenza passiva", invitando operai e imprenditori a non collaborare con gli occupanti. Per pagare salari e spese pubbliche, lo Stato iniziò però a stampare enormi quantità di moneta, provocando una devastante iperinflazione. Il marco perse quasi completamente il proprio valore e milioni di tedeschi videro dissolversi i loro risparmi. In questo clima di crisi si rafforzarono i movimenti estremisti e i tentativi reazionari contro la repubblica. I Freikorps e altri gruppi nazionalisti tentarono più volte di abbattere il regime
democratico. Tra questi si affermò il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, fondato nel 1920 e guidato da Adolf Hitler. Nel novembre 1923 Hitler organizzò il fallito Putsch di Monaco , con il quale tentò di conquistare il potere attraverso un'insurrezione. Il colpo di Stato fu rapidamente represso e Hitler venne arrestato. Durante la detenzione scrisse Mein Kampf, in cui espose le principali idee del nazismo: nazionalismo estremo, antisemitismo, anticomunismo e revisione del trattato di Versailles. La situazione iniziò a migliorare grazie all'azione di Gustav Stresemann, che avviò una politica di stabilizzazione economica e diplomatica. Nel 1923 introdusse una riforma monetaria creando il Rentenmark , una nuova moneta stabile che pose fine all'iperinflazione. La ripresa economica fu favorita anche dal Piano Dawes del 1924 , elaborato dall'economista e politico americano Charles G. Dawes, che prevedeva prestiti statunitensi alla Germania e una riorganizzazione del pagamento delle riparazioni di guerra. Grazie a queste misure la Germania conobbe alcuni anni di crescita economica e relativa stabilità. Anche sul piano internazionale la situazione migliorò notevolmente. Nell'ottobre 1925 furono firmati gli Accordi di Locarno , con i quali la Germania riconobbe i confini occidentali stabiliti dal trattato di Versailles e avviò una fase di collaborazione con Francia e Belgio. Nel 1926 il Paese fu ammesso nella Società delle Nazioni, segnando il suo ritorno nella comunità internazionale. Questo processo di distensione culminò nel Patto Briand-Kellogg del 1928 , sottoscritto da numerosi Stati, che condannava la guerra come strumento di politica internazionale. Sembrava quindi che la Repubblica di Weimar stesse finalmente consolidandosi e avviandosi verso una fase di stabilità politica ed economica.
La Repubblica di Weimar, nonostante i successi economici e diplomatici della seconda metà degli anni Venti, rimaneva politicamente fragile. Molti tedeschi non si identificavano pienamente nella democrazia parlamentare e continuavano a guardare con simpatia alla tradizione monarchica e autoritaria. Nel 1925 venne eletto presidente della Repubblica Paul von Hindenburg, anziano maresciallo e simbolo degli ambienti conservatori, nazionalisti e monarchici. La sua elezione mostrò come una parte consistente della popolazione fosse poco legata ai valori democratici della Repubblica di Weimar. La situazione precipitò con la crisi economica mondiale del 1929 , provocata dal crollo della Borsa di Wall Street. Gli Stati Uniti ritirarono i prestiti concessi alla Germania attraverso il Piano Dawes e l'economia tedesca entrò in una grave depressione. Banche e industrie fallirono, la produzione diminuì drasticamente e la disoccupazione raggiunse livelli altissimi. Milioni di cittadini persero fiducia nella repubblica e iniziarono a sostenere i partiti estremisti. In questo clima si verificò una forte radicalizzazione delle opposizioni. Da una parte cresceva il Partito Comunista di Germania, dall'altra il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori guidato da Adolf Hitler, che prometteva lavoro, ordine, lotta contro il comunismo e il ritorno della grandezza nazionale. Dal 1930 il cancelliere Erich Brüning governò sempre più spesso senza una maggioranza parlamentare stabile. Di fronte all'incapacità del Reichstag di formare governi duraturi, si fece ricorso sempre più frequentemente all' articolo 48 della Costituzione di Weimar, che consentiva al presidente di emanare decreti d'emergenza. Ciò svuotò progressivamente il ruolo del parlamento e contribuì alla crisi della democrazia tedesca.
elettorale, il movimento nazista riuscì progressivamente a trasformarsi da partito estremista a forza politica dominante della Germania.
Dopo essere stato nominato cancelliere il 30 gennaio 1933 , Adolf Hitler trasformò rapidamente la Germania in una dittatura totalitaria. Un momento decisivo fu l'Incendio del Reichstag. Hitler accusò i comunisti di aver organizzato l'attentato e sfruttò l'episodio per ottenere dal presidente Paul von Hindenburg misure eccezionali che sospendevano le libertà fondamentali, permettevano arresti senza processo e limitavano la libertà di stampa, di associazione e di riunione. La costruzione dello Stato totalitario si completò il 23 marzo 1933 , quando il Parlamento approvò la Legge dei pieni poteri , che consentiva a Hitler di governare senza il controllo del Reichstag. In breve tempo tutti i partiti politici furono sciolti e il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori divenne l'unico partito legale. Nacque così il Terzo Reich , fondato sul partito unico e sul potere assoluto del Führer. Il regime si basava su un vasto apparato repressivo. Le SS , guidate da Heinrich Himmler, e la Gestapo , la polizia segreta di Stato, sorvegliavano la popolazione e reprimevano ogni forma di opposizione. Nel giugno 1934 , durante la Notte dei lunghi coltelli, Hitler eliminò numerosi avversari politici e dirigenti delle SA che potevano minacciare il suo potere, consolidando definitivamente la propria autorità. Il dissenso venne soffocato attraverso arresti, intimidazioni, deportazioni e l'internamento nei primi lager (campi di concentramento). Comunisti, socialisti, sindacalisti, intellettuali e oppositori del regime furono perseguitati; molti furono costretti all'emigrazione o all'esilio. Anche il rapporto con le Chiese fu complesso. Nel 1933 Hitler firmò un concordato con la Chiesa cattolica, ma successivamente il regime cercò di limitare l'autonomia delle organizzazioni religiose e di sottoporle al controllo statale. La persecuzione degli ebrei iniziò subito dopo la conquista del potere. Tra il 1933 e il 1935 furono introdotte misure discriminatorie che esclusero progressivamente gli ebrei dalla vita pubblica, dall'amministrazione e da molte professioni. Il 15 settembre 1935 furono promulgate le Leggi di Norimberga, che privarono gli ebrei della cittadinanza tedesca e vietarono matrimoni e relazioni tra ebrei e cittadini tedeschi. La persecuzione si aggravò ulteriormente tra il 9 e il 10 novembre 1938 con la Notte dei cristalli, durante la quale sinagoghe, negozi e abitazioni ebraiche furono devastati e migliaia di ebrei vennero arrestati. Durante la Seconda guerra mondiale la politica antiebraica si trasformò in uno sterminio sistematico. Tra il 1941 e il 1942 il regime adottò la cosiddetta "soluzione finale della questione ebraica" , un piano volto all'eliminazione degli ebrei europei. Milioni di persone furono deportate nei lager e nei campi di sterminio, dove vennero uccise soprattutto nelle camere a gas. Questo genocidio è conosciuto con il nome di Shoah. Lo sterminio e il terrore divennero veri e propri strumenti di governo del regime nazista. La paura, la repressione e il controllo capillare della società impedirono ogni opposizione organizzata. Un ruolo fondamentale nel mantenimento del consenso fu svolto dalla propaganda, diretta da Joseph Goebbels. Attraverso stampa, radio, cinema, scuola e manifestazioni di massa, il regime esaltava Hitler, diffondeva l'ideologia nazista e cercava di ottenere il consenso della popolazione, presentando il Führer come il salvatore della Germania.
Il regime nazista intervenne fortemente nell’economia. Lo Stato promosse grandi opere pubbliche, costruzione di autostrade e riarmo militare, riducendo rapidamente la disoccupazione. L’economia venne orientata verso la preparazione della guerra e il rafforzamento della potenza militare tedesca. I sindacati liberi furono aboliti e sostituiti dal Fronte del lavoro tedesco, controllato dal regime. Gli scioperi vennero vietati e lavoratori e imprenditori dovevano collaborare secondo gli interessi dello Stato. Anche la società venne profondamente controllata. La famiglia tradizionale era esaltata: le donne venivano incoraggiate soprattutto a fare figli e a occuparsi della casa, mentre i giovani erano educati all’obbedienza e al militarismo attraverso organizzazioni come la Gioventù Hitleriana. La scuola e l’istruzione furono completamente nazificate. Gli insegnanti dovevano diffondere l’ideologia del regime e il razzismo biologico. I libri scolastici esaltavano Hitler, il nazionalismo e la superiorità ariana. Il controllo delle informazioni era totale. Radio, giornali e cinema diffondevano continuamente propaganda nazista, mentre ogni forma di critica veniva censurata. Molti tedeschi aderirono sinceramente al regime, mentre altri preferirono conformarsi per paura della repressione.Il successo iniziale della Germania nazista influenzò anche altri Paesi europei, favorendo la diffusione di movimenti autoritari e reazionari simili al fascismo italiano.